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“RIFLESSIONI” DI SALVATORE RAPACIOLI

Pietro Collini » Gennaio 11

 

Certamente un’ottima “street”, ben composta, con un ottimo colpo d’occhio.

Il gioco del controcampo tra la persona in primo piano e la signora in secondo campo, con il suo volto pienamente leggibile nel riflesso, trova una perfetta armonizzazione con le regole di questo genere fotografico.

In questa fotografia tutti gli elementi si amalgamano perfettamente, in un coerente equilibrio di masse e di linee.

Molto buono anche il BN, che l’autore ci propone in una ampia e completa gamma tonale.

La forza espressiva della signora, racchiude in sé tutto l’aspetto connotativo della fotografia in esame.

Lo sguardo di questa signora, con quella mano che regge il capo, ci spinge a porci delle domande e a cercare delle risposte, che vanno al di là della banale rappresentazione iconica.

Il suo sguardo acuto e penetrante sta esaminando la giovane che siede di fronte a lei.

Certamente una persona giovane, almeno molto più giovane di lei e questo lo si intuisce dal taglio dei capelli, arruffati –chissà perché mi viene in mente lei…- come in un’icona della Sofia Loren.

Quei ciuffi spettinati mi richiamano alla mente una donna, non certo volgare, ma sicuramente una sorta di giovane popolana, ribelle e con un passato movimentato.

Nello sguardo della signora io leggo molte sensazioni, che vanno dalla disapprovazione per il suo look “informale”, all’invidia di una giovinezza che ormai ella non possiede più.

Forse la sua mente si affolla di ricordi, che la riconducono a una diversa giovinezza, a un’educazione rigida e talora soffocante.

Probabilmente anche quella punta di invidia, che si indovina nel suo sguardo, enuncia il rammarico di occasioni perdute, di amori svaniti, di rimpianti per una vita passata magari rincorrendo sogni che non ha mai potuto realizzare, ma che lei ritiene che la giovane che ha di fronte, sta vivendo con la stessa gioia e disinibizione che i suoi capelli ribelli ci portano a immaginare.

Tutte sensazioni che molto probabilmente l’autore ha solo intuito, che probabilmente non ha nemmeno pensato.

Sicuramente, comunque, quello che più lo ha colpito è quel crogiuolo di sensazioni, di emozioni e di interrogativi, che è scaturito dal quello sguardo.

Tutto questo racconto, si svolge in un “nonluogo”, che ci richiama Marc Augé, il filosofo che ha coniato questo neologismo.

I non luoghi sono le quinte entro le quali si racchiude sempre una buona street.

Sono luoghi pubblici, dove le persone passano e scompaiono senza lasciare tracce.

Sono luoghi dove la incomunicabilità tra persone si appropria dello spazio e del tempo, dove non esiste dialogo o contatto, ma solo attimi di incontro senza incontrarsi, senza dialogare, ma anche dove il pensiero può porci molti interrogativi, come quello che la signora sta elaborando nei confronti della sua giovane dirimpettaia.

Come ho detto all’inizio, questa di Salvatore, è un’ottima street perché incorpora tutti gli ingredienti migliori e ce li espone in una fotografia impeccabile; tuttavia…

Tuttavia anche questa fotografia, proprio perché ha tutti gli ingredienti, ha un retrogusto di déjà vue, di quel già visto nelle immagini di tanti altri autori noti e meno noti.

Io credo che scattare un’ottima street come questa non sia impresa per tutti, ma allo stesso tempo, io credo che si possa anche andare oltre i soliti schemi, provare nuove strade espressive e per questo vorrei lanciare a tutti voi, amanti di questo genere fotografico, l’idea di produrre qualcosa di nuovo, di ricercare nuovi ingredienti, che non siano i soliti rapporti tra persone e riflessi, tra persone e cartelloni pubblicitari o le solite situazioni in cui due si incontrano, o si ignorano, lungo una strada.

Pensateci un po’ e poi fatemi vedere…

Pietro Collini
post: 92
entrato: Gennaio 25 '17
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