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LA LETTURA CRITICA IN FOTOGRAFIA

Pietro Collini » Maggio 26 '17

Leggere e criticare una fotografia è certamente uno degli impegni più difficili, che richiede pazienza, occhio allenato, ma soprattutto un buon background culturale.

Qui vi espongo quelle che definirei linee guida, molto sintetiche e certamente non è un trattato, ma che vi inviterei a seguire nella stesura dei vostri commenti.

Superato il primo impatto, che spesso rischia di essere fuorviante, legato alle ovvie reazioni emotive personali, è necessario spogliarsi di ogni pregiudizio e della propria naturale passionalità e analizzare con la freddezza di un chirurgo quello che si osserva nell’immagine.

Innanzitutto è opportuno inquadrare la fotografia da un punto di vista ontologico.

Che foto è? Paesaggio? Macro? Ritratto? Ecc.

Poi è opportuno prendere in considerazione l’aspetto denotativo (la forma, l’estetica per dirla semplice). Nel giudizio complessivo non è il parametro che pesa maggiormente, ma certo ha una sua rilevanza in funzione della categoria a cui facciamo riferimento.

Così, ad esempio, in una fotografia di architettura è naturale aspettarsi un rigore formale massimo: corretta orizzontalità, pulizia, correzione delle linee cadenti ecc., mentre se si analizza un’immagine di reportage, allora la presenza di micromosso o altri difetti secondari sono perfettamente tollerati se il messaggio connotativo è prevalente e naturalmente ne rappresenta l’essenza della fotografia stessa.

La denotazione ci obbliga a valutare se l’inquadratura rispetta le regole dei terzi, ma va tenuto presente che a volte l’autore le può violare intenzionalmente e questo deve essere considerato se nel contesto sia un pregio o rimanga un difetto, poi non va dimenticato di prendere in considerazione l’aspetto cromatico. In una fotografia gli accostamenti cromatici hanno una loro sintassi e una loro semiologia, nel BN occorre valutare se è presente tutta la gamma dei grigi, oppure se intenzionalmente una fotografia è in HK o LK o se sono presenti contrasti secchi o attenuati e se anche qui è rispettato il linguaggio sintattico.

Il mosso ha una sua funzione sia nel colore che nel BN, quindi se è presente bisogna valutare se effettivamente sono state rispettate le norme sintattiche, cioè se ha una sua reale funzione in relazione al contesto o no, se presenta difetti o no, se sono state applicate correttamente le regole funzionali a questa modalità espressiva.

Lo sfuocato è funzionale al concetto di controcampo e quindi, se presente occorre verificare se l’autore ha usato correttamente le regole sintattiche o lo ha utilizzato “a caso”, quindi non funzionale al racconto.

Un ulteriore aspetto, che non ha a che vedere con il mosso, sono i tempi lunghi. Un panorama ripreso con i tempi lunghi, ad esempio, genera un effetto “serico” sulle nuvole e l’acqua in particolare, ma può restituire anche effetti su altre strutture dell’immagine. Qui ci si deve chiedere se è veramente funzionale alla fotografia o se rappresenta solo un escamotage per rendere l’immagine più appetibile, se introduce elementi di novità o è solo un deja vu noioso e imbarazzante.

Infine la così detta post produzione, oggi così di moda, ha assunto una rilevanza certamente significativa, ma spesso porta a risultati assolutamente anestetici. Quindi bisogna analizzare se gli interventi in post abbiano un significato rafforzativo dell’estetica della fotografia e del suo contenuto, oppure se siano solo un’operazione emotiva priva di significato e di cattivo gusto.

A questo punto si passa all’analisi della connotazione, cioè del contenuto o vero messaggio strutturalmente elaborato. La parte più difficile!

Da un punto di vista pratico possono verificarsi tre possibilità: la fotografia ha una connotazione forte, la fotografia ha una connotazione debole, non ha connotazione. In questo terzo caso la si butta via…

Poi occorre valutare se ci si trova di fronte a un fotografo professionista consolidato, allora prima di tutto occorre documentarsi e ricercare le basi culturali della sua fotografia, oppure se siamo di fronte ad un fotoamatore, che ci presenta una fotografia esteticamente buona e allora occorre leggere in essa con grande attenzione se è veramente presente una connotazione significativa.

Prima di tutto bisogna analizzare l’aspetto geometrico, astratto, dell’immagine. Ha contenuti geometrici? Hanno una valenza funzionale? Se sì quale significato trasmettono? Come si rapportano tra di loro e con il resto dell’immagine? I rapporti di masse, linee, punti e quant’altro sono corretti? Quale lettura semiologica mi suggeriscono?

Successivamente vanno presi in considerazione gli oggetti, o i/il soggetti/o, della fotografia.

Chi, o cosa sono? Cosa rappresentano? Quali sono i rapporti tra essi (o loro)? Quali elementi psicologici emergono? Come si intersecano? Esistono dei riferimenti allegorici o metaforici? Le interconnessioni sono solo psicologiche o sono altro? Quale valenza e rapporti genera, ad esempio, il controcampo, o il mosso o quant’altro? Devo riferirmi solo al campo inquadrato o vi sono allusioni al fuori campo? Quali e di che tipo? Vi sono elementi di ancoraggio (titolo o didascalie) e che rapporti mi indicano con l’immagine? Vi sono punti di forza, espressioni, situazioni che mi dicano qualcosa?

Poi la sintesi.

Questa fotografia ha spunti di originalità o è simile a altre già viste? Ha espresso elementi ridondanti o è lineare? Ha estrinsecato elementi psicologici validi, chiari ben collegati? Ho trovato elementi forti a supporto di un discorso compiuto o solo elementi slegati privi di significazione? Vi sono novità o messaggi forti? La denotazione si armonizza bene con il messaggio connotativo?

Ecco dall’analisi di tutti questi elementi si arriva alla sintesi finale che deve rispondere a due banali domande:

  1. Esiste una connotazione forte o debole, o non esiste affatto?
  2. Quale rapporto ho trovato tra i due elementi: denotazione e connotazione?

 

Tutto qui. Spero di essere stato chiaro.

Pietro Collini
post: 116
entrato: Gennaio 25 '17
contatto:

Risposta a: LA LETTURA CRITICA IN FOTOGRAFIA

Adolfo Fabbri » Maggio 26 '17

Ecco fatto.

Ieri con il tuo post "leggermente" (?) provocatorio, hai smosso tutto il forum.

Se non lo facevi, questo trattato di fotografia che andrebbe studiato una volta al giorno per almeno un mese, non lo avrebbe letto quasi nessuno.

Adesso invece lo leggono tutti, proprio in virtù di quanto è successo ieri.  SEI UN VOLPINO!! laughing

Grazie! ...E buon lavoro!!

 

Adolfo

 

Ps

Vorrei aggiungere una piccola cosa. Quando "giudichiamo" (che brutta parola "giudicare"...) una fotografia, mai tenere presenti le difficoltà tecniche che il fotografo  ha incontrato al momento dello scatto...  Dobbiamo solo esprimerci in virtù di quello che abbiamo innanzi gli occhi. Se la foto presenta un difetto perché chi l'ha scattata non ha potuto fare un passettino indietro per farla meglio, non deve essere perdonata. Si tratta di un compromesso più o meno pesante da valutare, ma l'errore c'è e resta. Il fotografo aveva la possibilità di non scattare quella foto, o in alternativa di non pubblicarla.

 

Ciao!

 

 

 

 

 

Adolfo Fabbri
post: 257
entrato: Gennaio 21 '17
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Risposta a: LA LETTURA CRITICA IN FOTOGRAFIA

Mirko Fambrini » Maggio 26 '17

Many thanks.

Mirko Fambrini
post: 130
entrato: Gennaio 25 '17
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Risposta a: LA LETTURA CRITICA IN FOTOGRAFIA

Alessandro Cucchiero » Maggio 26 '17

Sarà anche un volpino, Pietro, ma vorrei sapere quanta gente che si è affacciata su quella lettera aperta, ha aperto anche la porta per andarsene, col fondato sospetto che questo non sia posto per lui.

L’osservazione allibita di Marianna Bitto a me m’ha colpito! (scritto proprio così)

Chiaro, è chiaro.
E ringrazio Pietro per esserlo stato.
Condivido senz’altro l’idea di darsi un metodo scientifico, una griglia condivisa per vedere le cose. È giusto, è utile.
Ma se non si calibrano bene i parametri della struttura, l’eccessiva rigidità può portare al collasso.

Mi sta bene tutto, anzi, mi piace, ma quando sento parlare di “obblighi”, mi arriccio e sento puzza di dogmatismo.
Con questa storia dell’obbligo connotativo, sguisciante ma decisivo concetto per tenere o buttare una foto, ho la netta sensazione che della mia acerba produzione potrei serenamente buttare tutto e tornarmene alle foto ricordo.

Sono certo che il mondo sopravviverebbe a tanta catastrofe, ma a me un po' dispiace.

Perciò, per chi volesse abbracciare in toto l’ortodossia colliniana, facciamo così: io non mi demoralizzerò, ma voi le mie foto consideratele semplici panelli decorativi, senza connotazione e da guardare solo con la coda dell’occhio. Ok?

Alessandro Cucchiero
post: 80
entrato: Febbraio 5 '17
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Risposta a: LA LETTURA CRITICA IN FOTOGRAFIA

Pietro Collini » Maggio 26 '17

Io non ho letto (e nemmeno scritto), la parola obbligo da nessuna parte!

Io ho parlato di invito, che è ben diverso...

Se tu ritieni che le tue fotografie non abbiano alcun contenuto, sei tu che dai un giudizio ed è un tuo problema. 

Ciao

Pietro Collini
post: 116
entrato: Gennaio 25 '17
contatto:

Risposta a: LA LETTURA CRITICA IN FOTOGRAFIA

Alessandro Cucchiero » Maggio 26 '17

Io ho letto "... non ha connotazione e dunque la si butta via." Punteggiatura a parte, il senso è quello.

Nella maggior parte dei casi nelle mie foto ci trovo solo un piacere estetico, dunque denotativo, per quello che ho capito. Perciò da buttare, secondo questo criterio.

Ho parlato di obbligo in senso lato: se voglio tenere la foto devo (dovrei) fare così. Mettila come ti pare, ma mi sembra dogmatico come  criterio.

Ad ogni modo, non è un problema, figurarsi. Avercene così! È normale disorientamento di piccolo principiante.

Ciao Pietro, grazie comunque...  smile

Alessandro Cucchiero
post: 80
entrato: Febbraio 5 '17
contatto:

Risposta a: LA LETTURA CRITICA IN FOTOGRAFIA

Adolfo Fabbri » Maggio 26 '17

Più che scappare per la paura, spero vivamente che si aprano invece le porte per chi ha coraggio (non ce ne vuole poi molto...) e voglia di imparare.

Bene, invitando  cortesemente di evitare scaramucce indesiderate e inopportune in questo topic,  chiedo a Pietro di organizzarsi per farsi inviare le fotografie da commentare.

Le fotografie da commentare devono essere pubblicate su MaxArtis. (i link si devono rivolgere infatti soltanto al nostro sito)

Pietro, penso che tu possa cominciare a chiedere i link delle fotografie che, secondo me, dovrebbero restare solo a tua conoscenza.

Un autore, a sua discrezione, potrà dare anche qualche link in più se è indeciso sulla scelta della foto da leggere.

Puoi naturalmente trascurare i miei suggerimenti e fare come preferisci, comunque organizzati e partiamo, dai! laughing

 

 

 

 

Adolfo Fabbri
post: 257
entrato: Gennaio 21 '17
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Risposta a: LA LETTURA CRITICA IN FOTOGRAFIA

Pietro Collini » Maggio 27 '17

Carissimi, da oggi è operativa la lettura critica alle fotografie che vorrete sottopormi.

 

REGOLAMENTO

 

  1. Si possono inviare al massimo 3 immagini già presenti sul nostro sito MAXARTIS
  2. Si devono inviare i link alle fotografie, come mail al seguente indirizzo: critica@fotocultura.eu
  3. A mio insindacabile giudizio verranno scelte due fotografie al mese
  4. Non sono ammesse repliche o commenti
  5. Le fotografie con crtica saranno pubblicate nel forum sotto "Angolo della lettura"
  6. Non è detto che le fotografie inviate e non lette possano essere valutate in una sessione successiva

 

Buon divertimento a tutti

Pietro

Pietro Collini
post: 116
entrato: Gennaio 25 '17
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Risposta a: LA LETTURA CRITICA IN FOTOGRAFIA

Ninni Prestianni » Maggio 27 '17

Caro Pietro, per poterla leggere comodamente ogni giorno l'ho stampata...

Grazie e un abbraccio, Ninni.

Ninni Prestianni
post: 51
entrato: Gennaio 25 '17
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Risposta a: LA LETTURA CRITICA IN FOTOGRAFIA

Mario Vani » Maggio 27 '17

 

Ottimo! 

Da un'apparente discussione litigiosa (se li sognano simili confronti su altri siti fotografici!) è nata una grande iniziativa.

Grazie a tutti ed in particolare a Pietro per questo arduo compito.

Un caro saluto a tutti,

Mario

Mario Vani
post: 133
entrato: Gennaio 25 '17
contatto:
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