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QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Bruno Tortarolo

Ivan Catellani » Febbraio 14

Per questo nuovo appuntamento ho scelto un autore importante del portale, un autore che ha fatto del mare la sua vita, la sua passione, il suo modo di emozionarsi, di viverlo, di raccontalo agli altri attraverso la Fotografia con i suoi colori, le sue sfumature, le sue tonalità, le sue forme, le sue bellezze, ma anche le sue avversità, raccontare la vita che si svolge attorno alle sue spiagge, ai suoi borghi, alle sue città, la sua gente, le sue tradizioni, le giornate allegre e piene di sole come quelle buie e tempestose, i momenti di allegria come i momenti di fatica, di tensione, di pericolo di chi con il mare ci vive quotidianamente. 

Tutto questo è Bruno Tortarolo, un fotografo che ci illustra il mare, il “suo” mare, quello “di casa sua”, con stringente affetto, ammirazione e profondo rispetto.

Le sue immagini sono spesso caratterizzate da particolari colti sulle spiagge, come le sue famose cabine, gli ombrelloni, le case variopinte che le circondano, particolari in cui riesce a cogliere e comporre tra di loro con perfetto equilibrio masse, volumi, forme e colori creando immagini che a volte ricordano la pittura astratta, oppure simpaticamente il rimando alla apparente analogia con oggetti reali creato dalla casuale assonanza di forme e colori.  

Con consolidata maestria riesce sempre a veicolare all’osservatore suggestioni di fantasia ed emozioni.

L’immagine che ho scelta va a mio avviso oltre quanto ho citato, non si ferma alla bellezza estetica del particolare colto ed alla sua composizione, ma  riesce anche a trasmettere un significato, una profonda emozione e portare l’osservatore ad una intima riflessione.

Dopo questa doverosa premessa, ecco la fotografia che ho scelto:

 

Devozione” di Bruno Tortarolo

https://www.maxartis.com/photo/view/27424/latest

 

 

Una immagine che catalizza immediatamente l’attenzione, pochi elementi la compongono e come tali portano l’osservatore a concentrarsi su di essi, lontano da altri elementi di distrazione: l’angolo di una casa affacciata sul mare come in apparente sospensione, un mare di colore grigio, cupo, come cupo è il cielo che lo sovrasta, segno di un temporale che. sta arrivando, oppure che è appena terminato e verso l’orizzonte piccolissime, quasi impercettibili, le sagome di alcune barche

Una inquadratura che si rifà in modo impeccabile ai canoni che governano la composizione fotografica, una perfetta suddivisione dello spazio in terzi, sia in orizzontale che in verticale, nel rispetto delle proporzioni auree.

In difesa, nella rientranza della parete, posizionata sotto alle finestre, una edicola votiva con alloggiata all’interno una piccola statua di una Madonna, od un Santo, non lo si intuisce con precisione, ma questo non ne cambia il significato.

Tutto riporta le tracce dell’inevitabile trascorrere del tempo e delle conseguenze che gli eventi atmosferici comportano sulle cose: il classico tinteggio rosa ligure della casa è oramai relegato a poche sparute chiazze sparse lasciando scoperto l’intonaco grezzo, ed anche la piccola, bianca, edicola riporta pure lei i segni della incuria del tempo.

L’autore non ci mostra null’altro, la porzione di casa sembra essere come sospesa sul mare, nessun riferimento a ciò che sta a terra, ma concentra uno sguardo solo rivolto verso il mare.

Quella piccola statua è lì proprio a significare la sua protezione verso chi lo deve solcare: chissà quanti marinai hanno rivolto a lei lo sguardo ed una preghiera prima di intraprendere un viaggio, prima di partire per una battuta di pesca, oppure un ringraziamento al ritorno dopo una notte di burrasca, uno scampato pericolo, una scampata sciagura, uno scampato naufragio, oppure dopo una pesca fortunata od un viaggio tranquillo e sereno.

Chissà quante mogli, fidanzate, sorelle, mamme, nonne, hanno fatto altrettanto con il pensiero rivolto alle persone care, alla propria famiglia, invocando la speranza della fortuna, della salute, della soluzione ai problemi che la vita di tutti i giorni spesso procura.

Le due finestre aperte verso il mare lasciano immaginare sia lo sguardo apprensivo verso il mare di chi sta a casa ad aspettare  preoccupato il rientro del marito, del figlio, del padre, sia lo sguardo di gioia di chi sta rientrando e cerca da lontano, mentre la barca si avvicina alla riva, di intravedere la propria casa ed il volto di chi là in fondo lo attende con ansia ed affetto.

Non a caso l’autore riprende questo scorcio in una giornata tenebrosa anziché in una piena di sole: lo fa per sottolineare con maggiore forza l’emozione che ha provato nell’imbattersi in questo scorcio, una emozione che sicuramente conosce, che gli viene dal profondo del cuore e dell’animo, quella che nel titolo chiama giustamente “Devozione” , quel dialogo silenzioso fatto di sguardi sommessi, di intese, di preghiere sussurrate, in cui la piccola umile statua diviene l’elemento cardine, il punto di riferimento al quale chiedere forza e coraggio ed affidare le proprie ansie, le proprie speranze per andare avanti con serenità.

Ho citato che il taglio alto dato alla immagine esclude ciò che sta a terra: lo voglio intuire come una sorta di rispetto della intimità verso chi lì sotto si sofferma a pregare, a volgere il suo sguardo, i suoi pensieri, figure che non vediamo, ma che l’autore con questa composizione ci lascia immaginare.

In questo momento mentre scrivo, la fantasia mi fa immaginare che in quello spazio che non scorgiamo ci sia una giovane donna con il suo bambino fra le braccia ad inviare con la mano un bacio, una preghiera verso quella statuina per poi girarsi ed osservare in silenzio l’infinito del mare stringendosi il figlio sul petto.

In uno dei commenti che hanno accompagnato questa immagine, una precisazione tecnica che sottolinea come la cura e l’attenzione dell’autore posta alla composizione della immagine vada anche a sottolineare un ulteriore aspetto emotivo: “Mi piace far notare quanto sia importante l’allineamento che intercorre tra il piano sul quale poggia la statua del santo, all’interno della edicola, e la linea che separa mare e cielo, come a voler sottolineare il rapporto che intercorre tra i due fattori … Il primo emozionale, interiore … il secondo materiale, fisico …”.

A scriverla è Ninni Prestianni, un altro autore che, come Bruno, ama fortemente “il suo mare”, in questo caso quello di Sicilia, due mari geograficamente distanti ed opposti, agli estremi della nostra Italia, ma che uniscono ed accomunano in una sincera amicizia e stima reciproca le passioni di questi due fotografi, per la  Fotografia e per il rapporto che lega l’uomo al mare. 

Non potevo non concludere questa mia riflessione se non con i versi di una preghiera, quella scritta da un noto scrittore e poeta del secolo scorso.

 

La preghiera del marinaio

di Antonio Fogazzaro

 

A Te, o grande eterno Iddio,

Signore del cielo e dell'abisso,

cui obbediscono i venti e le onde, noi,

uomini di mare e di guerra, Ufficiali e Marinai d'Italia,

da questa sacra nave armata della Patria leviamo i cuori.

Salva ed esalta, nella Tua fede, o gran Dio, la nostra Nazione.

Dà giusta gloria e potenza alla nostra bandiera,

comanda che la tempesta ed i flutti servano a lei;

poni sul nemico il terrore di lei;

fa che per sempre la cingano in difesa petti di ferro,

più forti del ferro che cinge questa nave,

a lei per sempre dona vittoria.

Benedici, o Signore, le nostre case lontane, le care genti.

Benedici nella cadente notte il riposo del popolo,

benedici noi che, per esso, vegliamo in armi sul mare.

Benedici!

 

A Bruno i miei complimenti, a chi leggerà queste righe il mio ringraziamento.

Ivan Catellani      

Ivan Catellani
post: 143
entrato: Gennaio 26 '17
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Tiziano Banci » Febbraio 14

Bravissimo Ivan. Una lettura dell'immagine molto attenta e profonda, piena di riflessioni emotive e devote. La foto suggeriva tanto ma rappresentarla  parole non è mai compito facile ma ci sei risucito pareggiando almeno col valore della fotografia del buon Bruno che tanto anche a me è piaciuta e ho commentato con ardore seppur in maniera più spicciola rispetto alla tua lunga e completa analisi. ma ne valeva la pena. Hai scelto una foto molto adatta e valida per dare libero sfogo alla tua sensibilità di uomo, fotografo e scrittore. I miei complimenti. Tiziano 

 

Tiziano Banci
post: 49
entrato: Marzo 22 '17
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Anna Marogna » Febbraio 14

Ivan non mi stupisco mai delle tue belle letture ,so che sono un punto di riferimento puntuale per

chiarezza e piacevolezza. Però questa volta mi stupisco eccome ! :)) Mi pare ricodare che non sei uomo

di mare EPPURE lo hai 'letto' come pochi sanno fare sentendone tutta la carica e  la forza emozionale

  benefica e/o distruttiva che esso può esercitare su chi di e sul  mare vive . Questo fa di te il bravo

osservatore che noi tutti conosciamo,complimenti. Il profilo di Bruno è perfetto, io che sono 'cresciuta'

con le sue Foto ed i suoi  Insegnamenti  lo riconosco in pieno, è un marinaio con  la passione della

fotografia :) non viceversa .Un grande BRAVO ed un grazie  a te  per la rubrica e a Bruno per aver

scattato una foto  intensissima 

 ...ad entrambi per questo bel regalo !

Un caro saluto ,Anna

Anna Marogna
post: 28
entrato: Settembre 9 '19
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Adolfo Fabbri » Febbraio 15

Al bellissimo "racconto visivo" del mitico Torta, ricco di storia, di fede e di amore verso il mare, si aggiunge il bellissimo racconto scritto dell'altrettanto mitico Ivan Catellani, ricco di cultura e di poesia, due "ingredienti" non sempre facili da abbinare.

Complimenti sinceri ad entrambi.

adolfo

Adolfo Fabbri
post: 299
entrato: Gennaio 21 '17
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roberto lanza » Febbraio 15

come sempre hai saputo , in maniera esemplare, accostare la poesia alla fotografia. Che dirti , io che non ho delle grosse capacità di scrittura, se non Bravo !!! complimenti e grazie per il tempo che ci dedichi.

ro

roberto lanza
post: 148
entrato: Gennaio 25 '17
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Santo Algieri » Febbraio 15

...complimenti davvero Ivan, credo che oltre a Bruno, anche la Modonnina di Boccadasse sia contenta! E se te lo dice un "Santo"....innocent

Santo Algieri
post: 44
entrato: Febbraio 2 '17
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Bruno Tortarolo » Febbraio 15

Devozione: adesione agli aspetti spirituali e formali del culto o delle pratiche religiose in genere, o anche: la consacrazione agli dei di determinate persone o cose compiuta con l'intenzione di stornare un grave pericolo della collettività.

Sommando queste due definizioni si riesce ad avere un quadro completo del suo significato, legato in modo stretto alla peculiarità dell'argomento che è quello marinaro. 

In questo senso la Devozione ha radici lontanissime e la seconda definizione ci parla di antichi riti propiziatori che i pescatori attuavano per ingraziarsi gli dei del mare, del vento e della sorte; che il pescato fosse abbondante per sfamare la popolazione e che nessun uomo non potesse far ritorno alle proprie case dalla famiglia (a proposito, vi siete mai chiesti perchè le case costiere sono tutte di differenti colori? ve lo dirò alla fine).

Ancora oggi, molte culture e popoli specie quelli mediterranei, conservano gli antichi riti di devozione con sontuose processioni sul mare recandovi i propri Santi, una continuità che oggi ha il sapore della festa e del folkrore, ma sotto le apparenze cova una vera fede dove troviamo il completamento della prima definizione di D.

Le "Edicole" ne sono un esempio, non esiste borgo marinaro che non ne conservi una moltitudine ed ogni casa ha la sua personale, non importa il ceto, importa la Devozione e questa si esprime in varie forme, da semplici nicchie scavate nella facciata a sontuose sculture incorniciate, ma tutte con lo stesso identico scopo. Nella storia non tutto va sempre nel verso giusto ed ecco allora la tragedia del naufragio, ma non per questo la Devozione veniva meno, compare un'altra vera icona marinara, l'Ex Voto, generalmente la riproduzione di una barca o nave, dalla quale il Devoto era scampato e moltissime Chiese qui in Liguria ne sono piene, anche quella dell'antico Borgo di Boccadasse a Genova dove è stata scattata questa foto e che Santo ha subito identificato.

Fin qui storia e tradizioni, poi viene la fotografia e questa non è una di quelle che fanno gridare al miracolo però, come intuito, possiede qualcosa che non passa inosservato (e parlo di me che l'ho scattata) perchè quando così tanti elementi concorrono ad una lettura, il cielo e il mare di piombo, calmo ma minaccioso, i segni del tempo, il lavoro del salino, l'edicola tenuta al riparo come cosa preziosa e quelle persiane, altro elemento fondamentale, aperte, nelle quali tutto può entrare e dalle quali tutto può uscire, anche l'angoscia antica di un non ritorno e non c'è nulla a mediare quella distanza e lontananza se non la Devozione e la speranza, allora è impossibile rimanere indifferenti.

Ivan è stato bravissimo, non avendo il mare "dentro" ha compiuto questo viaggio alla scoperta delle peculiarità, e meglio non avrebbe potuto dirle, ed io che quel mare l'ho vissuto e vivo da tutta una vita, sono rimasto realmente colpito e mi sono commosso, specie alla lettura della Preghiera...Devozione caro Ivan...nulla per caso e a bordo di quell'Incrociatore o semplice barca a vela l'occhio è sempre all'amata terra, dove alla fine anche il più incallito marinaio andrà a riposare le proprie ossa e dove anche in mezzo al più vasto oceano, nella tempesta come su isole da sogno, agognerà sempre a tornare al proprio orticello. Tutti gli Ulisse del mondo dai tempi dei tempi, viaggiano per tornare, ma tutti gli Ulisse del mondo tornano con un unico scopo, quello di ripartire.

Grazie Ivan e complimenti, per tutto ma anche e forse soprattutto per aver scavato con proprietà non solo di linguaggio nella mia persona, con pregi e difetti e il suo modo personale di essere Devoto.

Quasi dimenticavo...le case dei borghi liguri sono tutte colorate per una ragione, per essere immediatamente riconoscibili dai pescatori di ritorno dopo giorni di mare, era il primo segno di Devozione fattosi vita.

Bruno Tortarolo
post: 29
entrato: Settembre 9 '19
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Ninni Prestianni » Febbraio 18

Una lettura che merita l'attenzione di chi fa la fotografia col cuore... Il bravo ai due autori è solamente consequenziale. Un abbraccio ad entrambi, Ninni.

 

Ninni Prestianni
post: 67
entrato: Gennaio 25 '17
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Ivan Catellani » Marzo 23

Ringrazio di cuore tutti per le parole che mi avete rilasciato, parole delle quali sono veramente lusingato.

Come citano Bruno ed Anna, non sono "uomo di mare", non ho "il mare dentro" pertanto commentare questo scatto è stata anche in un certo senso una scommessa con me stesso. 

Nella mia vita professionale ho avuto la fortuna di recarmi in tantissime località della riviera ligure, toscana, adriatica, e non mi è mai capitato di "assuefarmi" alla vista del mare, ogni volta era come fosse sempre la prima volta quando da bambino lo vidi dal finestrino del treno mentre con i miei genitori stavamo andando a GE-Voltri ospiti di amici di famiglia. 

In tante località ho progettato e seguito la realizzazione di imprtanti impianti di illuminazione pubblica, e questo mi ha portato ad osservare metro per metro strade, vicoli, case, palazzi, soffermandomi per forza di cose sui particolari.

Le edicole votive hanno sempre avuto per me un ruolo mistico ed ho sempre fatto in modo di renderle evidenti facendo capitare nelle loro vicinanze un lampione. 

Questo spiega il coinvolgimento emotivo su questa immagine, parimenti ad una altra lettura di una foto di Alessandro Cucchiero.

Grazie ancora a tutti per il Vs. passaggio su questa lettura e comunque su questa rubrica che ho l'onore di curare.

Buona serata a tutti con l'augurio che questo tremendo momento ci lasci quanto prima.

Un saluto ... a distanza di sicurezza a tutti.

Ivan   

Ivan Catellani
post: 143
entrato: Gennaio 26 '17
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