Loading...
it

Forum

QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Marco Carnevali

Ivan Catellani » Marzo 3

L’autore che ho scelto per la lettura di questa mese potremmo definirlo, parafrasando una terminologia marinara, un “fotografo di lungo corso” in quanto viene, da come mi pare di ricordare, da una lunga esperienza in ambito analogico, fatta di fotocamere a pellicola, di camera oscura, di sviluppo e stampa del bianco e nero, come probabilmente anche del colore, quando lo scatto che eseguivi era visibile solo a pellicola ultimata, sviluppata e stampata, il più delle volte nella propria camera oscura.

Un’epoca in cui ciò che avevi scattato era definitivo, poco malleabile, poco modificabile a posteriori per recuperare errori di inquadratura, composizione od esposizione. Ogni scatto doveva essere ponderato con attenzione, quasi centellinando ogni singolo fotogramma della pellicola. 

L’avvento del digitale lo ha coinvolto nella giusta misura dell’inevitabile passaggio epocale, ma senza stravolgere il suo modo di vedere “analogico”.
Le sue foto di oggi ad un occhio attento riportano ancora, a mio avviso, quello spirito di approccio alla immagine, un approccio positivo che cattura l’osservatore trasmettendogli delle emozioni, le sue, quelle che il paesaggio che si trova di fronte ai suoi occhi evoca nella sue mente e nel suo animo.

E’ infatti un paesaggista, che ci riporta il paesaggio delle sue terre, dal mare alla collina, cogliendoli in spettacolari momenti e condizioni di luce quando la scena prende quelle tinte, quelle connotazioni particolari da renderla emotivamente pittorica.

Le sue fotografie possiedono tutte un comune denominatore: il silenzio, quel silenzio che ti fa sentire parte della natura, che te la fa ammirare in ogni dettaglio di luce e di forma, che te la fa ammirare con l’anima e sentirti in dovere di apprezzarla in ogni sua piccola sfumatura e rispettarla sempre.

Sto parlando di Marco Carnevali, un fotografo da sempre presente su questo portale, credo anche come uno dei fondatori o comunque uno dei primi iscritti, dei primi sostenitori, un autore che “in punta di piedi e senza effetti speciali” ci propone sempre immagini di elevato spessore.

Lo scatto che ho scelto per questa lettura appartiene all’album “Mare”:

“st” di Marco Carnevali

https://www.maxartis.com/photo/view/21129/albumPhotos?albumId=40

 

 

Una fredda giornata invernale, un lembo di spiaggia deserta sotto un cielo minaccioso, fitte e scure nuvole la sovrastano mentre i raggi di un sole che sta arrivando sembrano trafiggerle come tante lame che lambiscono lo specchio di mare all’orizzonte e la spiaggia in primo piano.

Una ampia inquadratura grandangolare ci mostra in primo piano una spiaggia ancora bagnata dal temporale che probabilmente si è abbattuto poco prima, un mare increspato e luccicante dal colore argenteo, mentre sulla battigia illuminata dai raggi di luce un uomo imbacuccato cammina tenendo al guinzaglio il proprio cane.

Una passeggiata dopo il temporale, un modo per fare sgambare il cane, ma anche rilassare se stessi camminando, respirando l’odore di salsedine, ascoltando il rumore delle onde che si infrangono a riva ed il sibilo del vento che spira e ti penetra dentro, mentre tutto intorno è silenzio, mentre i rumori dei vicini paesi e della strada sembrano inspiegabilmente tacere, osservando quel continuo cambiare della luce che ad ogni passo ti fa sembrare diverso quel paesaggio che hai davanti agli occhi, che ti fa scorgere sempre nuovi particolari, scorgere nuovi colori come fossero continue e nervose pennellate di un pittore sulla tela, quella luce che ti proietta lo sguardo verso l’orizzonte infinito cercando di individuarne qualche riferimento.    

Un momento in cui “si cerca la compagnia di se stessi” per riflettere, pensare alla propria vita, ai propri sentimenti, ai propri affetti, ma anche più semplicemente di amore, di legame affettivo fra l’uomo ed il fedele cagnolino che lo segue in ogni suo passo, forse a modo suo provando le medesime sensazioni, un momento in cui l’affiatamento e la complicità tra i due si fa grande.

La composizione con la linea dell’orizzonte bassa privilegia la potenza, la forza espressiva del cielo così variegato e drammatico che sembra coprire ed avvolgere quel tratto di costa ad ansa che piega verso il promontorio sfumando all’infinito.

Un equilibrio formale di pesi la caratterizza con i soggetti posti in uno dei punti forti, laddove l’occhio viene indirizzato dall’andamento in diagonale del lembo di spiaggia, ma la vera forza della fotografia è la luce che avvolge la scena con quella particolare tonalità che rasenta il colore del bronzo chiaro a darle un aspetto dalla apparenza surreale.

Uno scenario forte che assume nell’insieme una connotazione per molti aspetti pittorica che diventa anche poetica per la presenza delle due figure, presenze che seppure di dimensioni minute assumono una vitale importanza ai fini del messaggio che l’autore ha inteso trasmettere cogliendo questo istante rendendolo così molto interessante agli occhi di chi osserva.

Credo che Marco in quell’uomo che cammina lentamente abbia visto proiettato se stesso con le sue stesse emozioni.

“Il mare d’inverno”

(Enrico Ruggeri – Loredana Bertè)

 

“Il mare d'inverno
È solo un film in bianco e nero
Visto alla TV
E verso l'interno
Qualche nuvola
Dal cielo
Che si butta giù
Sabbia bagnata
Una lettera
Che il vento
Stà portando via
Punti invisibili
Rincorsi dai cani
Stanche parabole
Di vecchi gabbiani
E io che rimango
Qui solo……

….. Mare mare
Qui non viene mai nessuno
A trascinarmi via
Mare mare
Qui non viene mai nessuno
A farci compagnia
Mare mare
Non ti posso guardare così
Perchè
Questo vento
Agita anche me
Questo vento
Agita anche me…”

 

A  Marco i miei complimenti, a chi leggerà queste righe il mio ringraziamento.

Ivan Catellani 

 

Ivan Catellani
post: 120
entrato: Gennaio 26 '17
contatto:

Risposta a: QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Marco Carnevali

Giuseppe Contino » Marzo 3

Molto bella la fotografia , e altrettanto bella la lettura , giustamente dai molta importanza alla luce presente e come questa giochi con gli altri elementi presenti nela scena , cogliendo e sottolineando i pregi della composizione , bella anche la citazione della canzone di Ruggeri , autore che non è nel mio pantheon musicale, ma questa merita un ascolto, una bella lettura in questa domenica dai colori sempre più primaverili , buone cose

cordialmente

Beppe

Giuseppe Contino
post: 17
entrato: Febbraio 14 '17
contatto:

Risposta a: QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Marco Carnevali

silvia baroni » Marzo 3

Grande Ivan ,altra bellissima lettura di quello che per me è stato il mio maestro  di fotografia di paesaggio e non ..e che  ha contribuito a farmi riprendere in mano questa passione dopo che a fasi alterne si era sopita .....era il 2009 quando mi invogliò ad iscrivermi qui sopra e ..da allora non ne  sono più uscita laughing

hai scelto una gran bella immagine di quelle che sono le nostre spiagge bianche ormai ingrigite dagli agenti atmosferici e chimici data la vicinanza dello stabilimento solvay,ma lui con la sua proverbiale maestranza in fatto di luce ne ha tirato fuori uno scatto che nella sua semplicità è diventato poesia ,proprio come giustamente hai letto tu , traendone un profilo che rispecchia il suo stile ,quelle due uniche figure , sono un valore aggiunto che fanno la vera differenza fra poesia introspettiva (soggetti)e paesaggistica (contestuale),  bravo ivan !!!bravo ancora una volta !!!

silvietta

silvia baroni
post: 53
entrato: Gennaio 25 '17
contatto:

Risposta a: QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Marco Carnevali

Marco Carnevali » Marzo 5

Chiedo scusa, ma vedo solo ora, purtroppo sono sotto pressione con il lavoro e di tempo per la mia passione di sempre, la fotografia, ne ho sempre meno, ahimè, Ivan merita non solo i ringraziamenti per le splendide parole che ha voluto dedicare al mio scatto, ma anche per avermi fatto tornare al passato con la citazione iniziale sull'analogico, aspetto che con fasi alterne, non ho mai abbandonato, se non altro perché collezionando macchine fotografiche, di ogni epoca, devo pur mantenerle in forma.

la foto in questione, scattata come ha evidenziato la cara Silvia, alle spiagge bianche di Rosignano Solvay, luogo dove vado spesso proprio per quel tenere in funzione le tante macchine, ma soprattutto per "sentire" quel silenzio di cui Ivan ha evidenziato la meraviglia, rotto solo dal vento e dalla risacca, ma che sono "rumori" che non danno fastidio, anzi...lo stesso silenzio che cerco sulle colline dietro casa.

grazie a Ivan e a tutti coloro che si sono soffermati sulla mia foto

 

Marco Carnevali
post: 3
entrato: Gennaio 25 '17
contatto: