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QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Giacomo Galli

Ivan Catellani » Febbraio 3

Per la lettura di questo mese ho scelto una fotografia di un autore da poco presente ed attivo sul portale, ma che si è fatto subito notare per l’elevata qualità dei suoi lavori, sia in termini di forma che di contenuto.

I suoi soggetti sono prevalentemente costituiti da scorci di strutture architettoniche, particolari che sa cogliere con maestria nell’equilibrio delle forme e/o dei colori, spesso valorizzati dalla luce, dai giochi di luce che riescono a dare tridimensionalità e vivacità a soggetti per loro natura statici.

La sua formazione professionale tecnica gli permette di sentirli emotivamente in modo forte, di vederli in modo diverso dalla normalità, ricorrendo ad inquadrature ardite, il più delle volte esaltate dall’utilizzo di ottiche supergrandangolari, immagini presentate spesso anche capovolte o girate rispetto alla visione normale od alla ripresa, in modo da offrire all’osservatore un punto di vista insolito, suggestivo, spesso capace di ingannarne e trasfigurarne piacevolmente la percezione della vera natura.

E’ questo un valore aggiunto di notevole importanza nella formazione di un fotografo, ovvero quello di riuscire a lasciare all’osservatore la sensazione del mistero e la necessità di ragionare per venirne a capo facendo così volare la propria fantasia.

Se fotografare l’architettura significa avere un approccio lento, riflessivo, ponderato nella percezione del soggetto e nella sua composizione all’interno della inquadratura, fare fotografie di street risulta avere invece un approccio completamente diverso: occorre cogliere l’attimo fuggente, situazioni che si concretizzano davanti all’occhio del fotografo in pochissimi istanti in cui necessita intuirne la potenzialità, il messaggio emozionale, il contenuto e la forma.

Questo autore riesce a produrre immagini altrettanto valide anche in questa categoria che si pone di fatto come diametralmente opposta alla precedente in termini di ragionamento mentale ed esecuzione tecnica, e lo fa in modo decisamente accattivante riuscendo addirittura a dare una forte impronta geometrica alle sue immagini, nel senso che, nonostante siano colte al volo, sono ugualmente caratterizzate da un rispetto, direi rigido e formale, delle regole di composizione.

Sto parlando di Giacomo Galli un fotografo davvero interessante che con questa lettura vorrei portare alla attenzione di tutti.      

 

“st” di Giacomo Galli

https://www.maxartis.com/photo/view/19317/albumPhotos?albumId=1809

 

 

La fotografia che ci presenta ci mostra l’interno di una libreria, o di una biblioteca, una scaffalatura piena zeppa di testi ben ordinati, ripresa dal basso con le sue linee prospettiche di fuga fortemente convergenti verso il fondo della scena.

A metà scaffalatura, nell’angusto spazio tra un modulo e l’altro, spuntano le gambe di una persona, un uomo seduto con in mano un libro, intento a consultarlo e probabilmente a leggerlo.

E’ tutto ciò che vediamo di lui.

Non vediamo il suo volto e qui nasce nella mente dell’osservatore il mistero: chi è? chi sarà? come sarà quest’uomo? sarà un cliente abituale, oppure un cliente occasionale? Tutte domande alle quali non ci è dato dare risposta, ma che alimentano piacevolmente la nostra curiosità e la nostra fantasia.

Il lettore c'è ma non si vede per intero nella sua figura, lo percepiamo, lo immaginiamo piuttosto anziano dall'abbigliamento che indossa, comunque molto ordinato, il pantalone largo con risvolto, le scarpe classiche, la manica della giacca che spunta segno di un portamento signorile fatto di stile, un pensionato, un appassionato della lettura, un momento di tranquillità, di pace, per immergersi (a tutti gli effetti) nella lettura di un buon libro nel silenzio ovattato della libreria.  

Un contesto che mi fa immaginare un distinto signore che raggiunta l’età della pensione invece di chiudersi in casa a guardare in modo annoiato la televisione, oppure frequentare i polverosi e fumosi circoli anziani perdendosi nelle logorroiche discussioni di sport o di politica od altro, preferisce invece dedicarsi alla cultura, leggere, informarsi, soddisfare la sua curiosità in fatto di storia, geografia, tecnica, cultura generale, oppure romanzi, riuscire a fare con tranquillità e passione ciò che nella vita trascorsa sul lavoro e con gli impegni pressanti della famiglia non è mai riuscito a realizzare come avrebbe desiderato.

Questa sua posa, quasi nascosto tra gli scaffali pieni zeppi di libri, come a non voler disturbare, ad isolarsi da tutto il resto per concentrarsi nelle sue letture, nella sua fantasia, nelle sue riflessioni, è di una commovente delicatezza.  

E’ proprio il non scorgere il suo volto che simboleggia il concetto di lettura, quello di immergersi in un’altra dimensione, di vivere momentaneamente in una diversa realtà, di ritrovare se stessi nelle proprie fantasie, nelle proprie curiosità, nelle proprie aspirazioni: un taglio compositivo azzeccato da parte del fotografo che ha voluto sottolineare con forza espressiva questo concetto.

Niente di più positivo che tenere allenata la propria mente accrescendo le proprie conoscenze, le proprie competenze in un mondo che avanza sempre più complesso dove anche il nipotino più giovane potrebbe metterti in difficoltà con una apparentemente banale domanda mentre sta eseguendo i compiti di scuola, pertanto essere al passo diventa importante.

E’ questo un messaggio positivo che il signore ritratto ci sta dando anche per un altro motivo: quello del problema delle librerie come un mondo che per certi aspetti sta scomparendo, o perlomeno ridimensionandosi, per quanto concerne le piccole antiche e caratteristiche librerie dove, come il signore ritratto, ci si poteva andare per sfogliare, scegliere un libro, spesso e volentieri con i suggerimenti del vecchio ed esperto libraio.

Una foto che ci riporta per certi aspetti in un mondo "antico", fatto di sapere, di conoscenza e della poesia che ti rimandano nella mente e nel cuore l’odore della carta stampata, le copertine illustrate e le illustrazioni, l’emozione di aprire un libro nuovo per la prima volta.

L’immagine è realizzata in un raffinato BN che valorizza ulteriormente lo splendido scatto evitando la possibile distrazione del colore, concentrando lo sguardo dell’osservatore sugli elementi della composizione che veicolano il messaggio espressivo voluto.

 

“Per sognare non bisogna chiudere gli occhi, bisogna leggere”

(Michel Foucault)

 

“Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”

(Gianni Rodari)

 

“Il libro è una cosa: lo si può mettere su un tavolo e guardarlo soltanto, ma se lo apri e leggi diventa un mondo.”

(Leonardo Sciascia)

 

“Bisogna incontrare le storie al momento giusto. Le cose che ci colpiscono a vent’anni non sono necessariamente le stesse che ci colpiscono a quaranta, e viceversa. Questo è vero nei libri e anche nella vita”

(Gabrielle Zevin)

 

A  Giacomo i miei complimenti, a chi leggerà queste righe il mio ringraziamento.

Ivan Catellani 

Ivan Catellani
post: 120
entrato: Gennaio 26 '17
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Risposta a: QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Giacomo Galli

Giacomo Galli » Febbraio 3

Ciao Ivan,

purtroppo non sono molto bravo con le parole e preferisco esprimermi coi "fatti" (o in alternativa con le foto...), ma sono veramente onorato per la lettura che hai dato del mio scatto e per le belle parole spese nei miei confronti nel cappello introduttivo.

Hai veramente sviscerato la fotografia in ogni dettaglio, spingendoti verso interpretazioni profonde che traducono in modo molto efficace e compiuto quello che il mio occhio ci ha visto al momento del "click".

Una completa immersione dell'uomo nella lettura, un isolamento dalla realtà e una passione profonda che merita di essere vissuta in tutta la sua pienezza. Quel signore senza volto non è poi così lontano da ciascuno di "noi" appassionati di fotografia, non trovi?


Grazie ancora

Giacomo

Giacomo Galli
post: 13
entrato: Maggio 5 '17
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Risposta a: QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Giacomo Galli

silvia baroni » Febbraio 4

Ciao ad entrambi ,intanto vorrei complimentarmi con ivan perchè ha la grande capacità di entrare con delicatezza ,garbo ,quasi in punta di piedi dentro la personalità di ogni fotografo, leggendo perfettamente ciò che   vuole trasmettere ,pur conoscendo l'autore di turno  soltanto attraverso le fotografie che posta e non personalmente  ,lavoro non da poco quindi ...che richiede interesse , riflessione e tanto tempo quindi  .... tanto di cappello  per il lavoro che svolge .e per ogni autore è sempre una grande scoperta .

complimenti ovviamente anche all'autore che propone sempre gran bei lavori !!!

ciao 

silvietta 

silvia baroni
post: 53
entrato: Gennaio 25 '17
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Risposta a: QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Giacomo Galli

Glauco Guaitoli » Febbraio 5

Complimenti a Giacomo per la sua galleria di immagini, profondamente diverse dal mio modo di fotografare ma comunque valide ed apprezzabili sia esteticamente che tecnicamente.
E complimenti, naturalmente, anche ad Ivan che riesce ad analizzare e a cogliere con le parole sfumature e significati che diversamente si riescono a percepire ma non descrivere in forma verbale.
Un saluto,
Glauco

Glauco Guaitoli
post: 40
entrato: Febbraio 10 '17
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