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QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Silvia Baroni

Ivan Catellani » Gennaio 10

Ogni autore qui presente nel lungo termine viene identificato per lo stile, per la tipologia dei soggetti, per l’utilizzo del colore o del bianco e nero, per immagini di viaggio oppure per immagini che ci raccontano le sue terre, i suoi luoghi, quelli in cui si sente parte integrante, quelli che nonostante la abituale quotidianità sanno sempre esprimergli sensazioni, emozioni, visioni e sicurezza.

Tanti autori ci raccontano i loro luoghi di vita, o del cuore, con stringente poesia, spesso con commovente affetto, presentandoci immagini che nella loro apparente semplicità nascondono invece dei piccoli racconti.

E’ successo da ultimo con la lettura che ho presentato a dicembre con una foto di un pittoresco sobborgo di Genova, è successo in precedenza con altre immagini di luoghi di appartenenza di altri autori ed ora mi accingo a farlo anche questa volta con uno scatto di una autrice che da tanto tempo, mi pare dal 2009 se non erro, naviga nelle acque di MaxArtis.

Sto parlando di Silvia Baroni, amichevolmente “Silvietta” per tanti di noi, una fotografa che, mi sento di dire, ha come denominatore comune delle sue fotografie la sua Toscana, (… e scusate se dico poco!), una terra che per tutti noi fotografi, me compreso, è una meta sempre agognata e fonte di ispirazione per fare fotografia, e non importa se si scatta “il già visto”, l’importante è l’esserci stato, l’aver visto quei paesaggi, quelle luci, l’aver provato quelle emozioni che ti entrano dentro con forza e dolcezza allo stesso tempo.

Ho scelto una immagine di quelle che potremmo definire “fuori dal circuito abituale”, ma ugualmente capace di veicolare delle riflessioni, di far immaginare.     

 

“il piccolo podere” di Silvia Baroni

https://www.maxartis.com/photo/view/13507/albumPhotos?albumId=68

 

 

Una stradina ghiaiata, l’andamento ad “esse”, lassù sulle dolci colline, che dopo averle scavallate scende lentamente verso una piccola casa rurale per poi, forse, terminare poco più avanti.

Ai lati campi arati di fresco e sullo sfondo sulle delicate ondulazioni delle colline altri campi arati si alternano a campi verdeggianti come morbide variopinte coperte di lana.

Sullo sfondo a chiudere la scena porzioni di terreno con gruppi di verdi piante.

Una composizione equilibrata e dinamica al tempo stesso con quella stradina serpeggiante che dal vertice basso a destra conduce l’occhio dell’osservatore sul soggetto, quel casolare di campagna posto nel punto forte della scena.

Un luogo solitario, apparentemente sperduto sulle colline, ma non abbandonato.

Non scorgiamo nessuna figura nella scena, ma i segni della presenza dell’uomo sono ancora fortunatamente tanti e tangibili, dai campi lavorati al casolare, vecchio, ma ancora ben conservato.

Credo che Silvia nel momento in cui si è fermata a scattare questa fotografia abbia inconsapevolmente immaginato la vita in questo luogo, la famiglia che abita quella casa, che lavora quei campi.

Ed ecco che al mattino presto gli uomini si alzano per mungere le mucche, per rassettarle, per dare loro da mangiare, fieno od erba a seconda delle stagioni, le donne che aiutano nella stalla per i lavori meno faticosi per poi preparare la colazione per tutti.

Il lavoro che prosegue a seconda delle stagioni con il taglio dell’erba, il raccolto del fieno, del grano, per poi arrivare alla aratura per preparare il terreno alla semina autunnale.

Ogni nuovo giorno alzarsi alle prime ore dell’alba, vedere il sole che sorge con i suoi raggi rosati per poi seguirlo fino al tramonto quando tutto colora di oro fino a lasciare lentamente posto alla sera mentre si rivolge l’ultimo sguardo ai campi nel silenzio che tutto avvolge per osservare il lavoro fatto durante il giorno e goderne l’intima soddisfazione seguendo il mutare delle stagioni, dei colori, della luce, dei profumi, dei suoni che da lontano arrivano ovattati.

La sera il ritrovo di tutta la famiglia attorno alla tavola per la cena, stanchi, ma felici se tutto è andato bene durante la giornata.

E’ ancora così come un tempo? Forse. Certamente molte cose con la modernità sono cambiate, ma resta in ogni caso uno stile di vita completamente diverso da quello metropolitano fatto di tempi da rispettare al minuto, di concitazione, di velocità, di ore trascorse in auto o sui mezzi pubblici, rumori, inquinamento, tensioni, preoccupazioni, ansie, spazi vitali sempre più ridotti, sempre più a contatto con gli altri, ma paradossalmente sempre più soli.

Gli sguardi che Silvia posa sulle sue terre, sguardi fatti di luci, di colori, di armonia dei terreni con le loro sinuosità, le loro forme e geometrie naturali, la presenza di animali serenamente al pascolo nel verde dei prati, un trattore che solitario in distanza sta arando una grande distesa di terreno, sono sguardi che tradiscono il desiderio inconscio di ritrovare nel proprio animo quegli attimi di pace, di silenzio, di armonia con se stessi, quegli attimi di cui tutti ne sentiamo spesso la mancanza nella nostra quotidianità.

Lo fa attraverso la sua fotocamera con lo stesso spirito di un pittore che disegna sulla sua tela le sensazioni di ciò che i suoi occhi vedono e le emozioni che il suo animo prova.

Le sue immagini di paesaggio, come anche questa, sono caratterizzate da tinte vivaci, toni accesi che sottolineano quanto ho citato sopra, come essa stessa commenta in calce a questa fotografia:          "… quel verde scattato in pienissima primavera era molto saturo già di suo, il contrasto che ho dato io ne ha aumentato i toni , ma è quasi come.... averlo voluto disegnare ... cosa di cui sono negata”

Sta proprio in questa frase il suo modo di fare fotografia, il suo modo di vedere il paesaggio dei suoi luoghi, un modo di interpretarlo, non riprodurlo: qui credo risieda la differenza.

 

Non vediamo la natura con i nostri occhi, ma con le nostre comprensioni e i nostri cuori.”            (William Hazlitt)

 

Sedersi all’ombra, in una bella giornata, e guardare in alto verso le verdi colline lussureggianti, è il miglior riposo.”                                                                                                                                                        (Jane Austen)


                                     “In Natura tutto parla, nonostante il suo apparente silenzio.”                                                                     (Hazrat Inayat Khan)

                                              

“E’ in noi che i paesaggi hanno paesaggio

Perciò se li immagino li creo, se li creo esistono, se esistono li vedo.

Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo”

(Fernando Pessoa”

 

A  Silvia i miei complimenti, a chi leggerà queste righe il mio ringraziamento.

Ivan Catellani 

Ivan Catellani
post: 109
entrato: Gennaio 26 '17
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paola lorenzani » Gennaio 10

Ciao Ivan, 

come sempre son qua a leggerti, curiosa della scelta e di ciò che riesci a tirar fuori dalla lettura di un'immagine ed ancora di più scoprire le poesie che affianchi alle foto che scegli.

Anche questa volta ammiro il tuo lavoro. Complimenti a te ed anche a Silvia per la "sua" bella Toscana.

Un saluto, Paola

paola lorenzani
post: 63
entrato: Gennaio 30 '17
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Bruno Favaro » Gennaio 11

Bellissimo quello che scrivi, Ivan. Un giusto tributo alla nostra mitica Silvietta! Un salutone e complimenti ad entrambi. laughing

Bruno

Bruno Favaro
post: 76
entrato: Gennaio 24 '17
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silvia baroni » Gennaio 12

 

Buongiorno Ivan ,non ho parole per ringraziarti, vedo tutto  adesso , innanzitutto mi scuso per il ritardo ma ieri sono stata tutto il giorno impegnata a scuola con la notte nazionale del liceo classico ( per me  quinto ed ultimo anno ) , iniziativa fatta di teatro musica letture etc. l

le tue parole mi fanno commuovere , perchè quel che scrivi è esattamente lo stato d'animo che mi ha dato quel preciso luogo e quel preciso momento , pensa che sono rimasta seduta quasi un 'ora sulle rive del lago di santa luce vicino casa con un freddo pungente ,ma felice ed appagata di quel che ho provato :la luce che pian piano sfumava insieme ai colori e al profumo dell'aria , il silenzio rotto dall'abbaiare di cani in lontananza e qualche voce dai campi ....il resto pace e quiete ...si tante volte ho immaginato scene di vita, i contadini, il lavoro duro nei campi e la famiglia , le feste di rito ...condensando tutto nello spazio di uno scatto.

  ti metto  due passaggi  dove  hai colto pienamente nel segno 

 

--goderne l’intima soddisfazione seguendo il mutare delle stagioni, dei colori, della luce, dei profumi, dei suoni che da lontano arrivano ovattati.--

 

 --sono sguardi che tradiscono il desiderio inconscio di ritrovare nel proprio animo quegli attimi di pace, di silenzio, di armonia con se stessi, quegli attimi di cui tutti ne sentiamo spesso la mancanza nella nostra quotidianità.--

cosa volere di più quando quel che proponi arriva al cuore di chi legge , sono una piccola fotoamatrice un pò naif , a volte ,perchè non so disegnare .... cosa che vorrei fortemente saper fare , lo scatto che hai scelto  mi ricorda quei disegni che  facevo da bambina in cui questo tema , pur essendo sempre cresciuta in città, era ricorrente ,grazie ancora ,per come hai letto esattamente il mio pensiero , grazie di cuore per avermi dedicato il tuo tempo innanzitutto e per avermi regalato questo, per me , piccolo grande spazio , un abbraccione 

silvietta 

silvia baroni
post: 44
entrato: Gennaio 25 '17
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Fiamma Magnacca » Gennaio 12

Quanta poesia in tutto questo! Poesia nella scelta di Ivan, nel suo sensibile spiccato senso interpretativo, nel riuscire sempre a cogliere l'emozione profonda al di là dell'immagine stessa. Poesia che emerge continuamente dall'autrice quando la sua costante ricerca del pittorico trova autentica risposta in molte sue proposte, Non immagini documentative della bella Toscana, ma quadretti bucolici ispirati a conoscenze dirette di una espressione pittorica di autori d'epoca. Brava Silvietta  bravo Ivan! Complimenti ad entrambi. Fiamma

Fiamma Magnacca
post: 39
entrato: Gennaio 25 '17
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Ninni Prestianni » Gennaio 13

Grazie Ivan per questa bella lettura che ci hai regalato. E grazie a Silvietta per la quasi disarmante semplicità con la quale sa porsi con le sue proposte che hanno immediatezza nel trasmettere il proprio amore nei confronti di quello che fotografa, sia esso paesaggio e non solo. Un caro abbraccio ad entrambi, Ninni.

Ninni Prestianni
post: 41
entrato: Gennaio 25 '17
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Adolfo Fabbri » Gennaio 13

Ma cos'altro dovrei aggiungere?... Sei un grande, basta così. Adolfo

PS

Onori anche alla Silvietta!

Adolfo Fabbri
post: 225
entrato: Gennaio 21 '17
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Ivan Catellani » Gennaio 15

Sono molto lieto del riscontro che questa lettura sta avendo, non solo da parte dell'autrice dello scatto, ma anche da coloro che mi hanno rilasciato parole di apprezzamento ed a coloro che la stanno leggendo.

Riuscire a leggere nell'animo degli altri, intuire ciò che ha portato l'autore allo scatto, è difficilissimo e quando succede è una grossissima soddisfazione personale.

Un grazie di cuore a tutti Voi che mi seguite con attenzione in questo percorso.

Ivan 

Ivan Catellani
post: 109
entrato: Gennaio 26 '17
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Glauco Guaitoli » Gennaio 17

Ciao Ivan, Silvia e tutti quanti!
Da un po' di tempo non frequento il portale, avendo la testa impegnata in tutt'altre faccende.
E proprio per questo è bello, tornando occasionalmente, trovare belle ed attente letture che vanno alla ricerca dei valori e dei significati più profondi delle immagini proposte.
Quando poi tali letture sono riferite ad immagini che - per genere fotografico ed interpretazione - si apprezzano personalmente, il piacere è doppio!
Sto anch'io lentamente convincendomi (meglio tardi che mai…) che in fotografia, più che cercare di documentare ciò che sta davanti all'obiettivo, vale molto di più il rappresentare ciò che la scena ripresa ci suggerisce e ci evoca.
In questa direzione va il mio apprezzamento, e spero di avere ancora molte occasioni per goderne e complimentarmi con gli artefici.

Un saluto,

Glauco

Glauco Guaitoli
post: 33
entrato: Febbraio 10 '17
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Ivan Catellani » Gennaio 18

Mi piace parecchio il commento di Glauco, e lo ringrazio vivamente, non solo per l'apprezzamento, ma per ciò che ha espresso sul concetto di fotografare, ovvero su ciò che ha fatto Silvia in questo scatto e che nella lettura ho cercato di sottolineare.

Sono veramente lieto che questi messaggi siano colti.

Con l'augurio di rivederti presto su queste pagine caro Glauco, ti saluto cordialmente.

Ivan

 

Ivan Catellani
post: 109
entrato: Gennaio 26 '17
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