Loading...
it

Forum

QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Marianna Bitto

Ivan Catellani » Novembre 3

Quando mi accingo a scegliere una nuova foto da commentare per questa rubrica mi accorgo che spesso vengo condizionato dalla stagione, dal periodo in cui ciò avviene.

Per questo nuovo appuntamento non potevo non individuare una immagine che mi riportasse all’autunno parlandomi della vendemmia, della raccolta dell’uva, della produzione del vino, di tutte quelle attività che da secoli ci tramandiamo di generazione in generazione, dalle modalità più arcane fino a quelle moderne di oggi con processi industriali.

L’immagine che ho scelta figura nell’archivio di Marianna Bitto, una fotografa che senza clamori ed “effetti speciali” ci ha proposto nelle sue galleria immagini di notevole levatura, per contenuto e forma.

I suoi scatti sono spesso caratterizzati da ricerca sulle forme di architettura, su particolari estrapolati dalle forme urbane che mettono in sintonia, od in contrasto tra di loro, elementi strutturali ed architetture, spesso evidenziati dalla presenza di luci ed ombre forti.

La presenza umana non è una costante all’interno delle sue immagini, anzi è spesso mancante, ma quando presente diviene un elemento fortemente caratterizzante del contesto, quasi come una reciproca valorizzazione, e questo conduce l’osservatore a focalizzare con immediatezza il contenuto della fotografia.

Una tipologia di soggetti a lei cari, nei quali sa esprimere ed evocare profonde emozioni sono anche quelli che lei definisce “I non luoghi” ovvero quei luoghi che nel tempo sono stati abbandonati, ora non più abitati, all’interno dei quali restano ancora frammenti di quella vita di un tempo, capaci di richiamare nell’osservatore visioni e ricordi.

Sono scatti minimali in cui gli elementi sono pochi, ma ben definiti e legati tra di loro da una logica comune creando così fotografie che vanno ben oltre la pura documentazione o la forma, diventando concettuali: sì, credo proprio che la sua possa essere definita una fotografia concettuale.

Lo scatto che ho scelto appartiene appunto a questa interessante galleria.

 

“Rimanenze” di Marianna Bitto

https://www.maxartis.com/photo/view/11607/albumPhotos?albumId=783

 

 

Marianna ci accompagna all’interno di una vecchia cantina di una villa di campagna abbandonata da tempo, così ci precisa in un commento, in cui giacciono ancora disposti in modo ordinato, botti, tini, damigiane e fiaschi vuoti.

Tutto sembra essere stato preparato con ordine in attesa della prossima vendemmia, della prossima pigiatura, ma le ragnatele sulla porta, la polvere che si è depositata sugli oggetti, il punto luce in alto nel soffitto con il suo piattello in metallo smaltato bianco e privo di lampadina, ci indicano che quegli eventi con molta probabilità non verranno più.

La luce che entra dal portone leggermente scostato rischiara il locale diversamente buio, mette in evidenza le forme dei vari elementi riportandoci indietro nel tempo, quando la vita contadina era certamente dura e faticosa, ma anche foriera di soddisfazioni per tutto ciò che dalle proprie mani e con i propri mezzi si riusciva a creare per il sostentamento della famiglia e per guadagnarsi la vita.

Immagino Marianna che, quasi in punta di piedi, in silenzio, attenta a non muovere nulla di tutto ciò, osserva con attenzione, quasi rapita, quella scena che assume un aspetto dall’apparenza museale mentre nella sua mente, come d’incanto, tutto sembra piano piano prendere vita, la luce si fa più forte, si odono delle voci, si vedono delle persone intente a portare all’interno della cantina grossi cesti di uva appena vendemmiata, a versarla all’interno della pigiatrice dove uomini e donne con i piedi nudi sono intenti come in una danza a pigiare quei chicchi di uva appesi ai grappoli.

Il mosto che sgorga dalla pigiatrice riempie il mastello di legno posto alla sua base, il profumo avvolge l’ambiente con il suo spiccato aroma, i bimbi felici assistono a tutta questa scena mentre i grandi si lasciano andare ai loro racconti di vita, ai ricordi, ai canti popolari, in una sorta di festa che unisce tutta la famiglia in un momento di lavoro sottolineato da una sorta di giocosità mista ad allegria.

Nei bambini si fa forte la tentazione di chiedere al nonno, cui spetta il controllo di tutto, di poter assaggiare il nuovo vino, quel mosto profumato ed inebriante. L’anziano nonno non sa dire di no ed allunga un piccolo sorso compiaciuto del sorriso dei nipoti, mentre i genitori osservano altrettanto compiaciuti la scena.

Un momento di unione della intera famiglia che fa seguito al lavoro di vendemmia durante il giorno tra i filari colorati della vigna, con la roncola a staccare i grappoli dai tralci con mille attenzioni per non rovinarli.

Tutto assume una connotazione pittorica e poetica al tempo stesso, si tocca con mano il risultato del lavoro di un intero anno e nulla deve essere sprecato o trascurato, il vino che alla fine dai tini riempirà le bottiglie ed allieterà i pranzi nell’intero anno successivo mentre l’eccedenza sarà invece venduta.

Una visione immaginaria che dura qualche minuto, poi tutto ritorna come prima, ma quegli attimi in cui la mente ha fatto scaturire la propria fantasia hanno creato nell’animo della autrice forti e piacevoli emozioni: prende la sua fotocamera e scatta l’immagine di quel luogo così intrigante, così toccante.

Indiscutibile l’efficacia del bianco e nero così bello, forte, contrastato, pieno di dettagli, la inquadratura ad ampio raggio che proietta l’osservatore all’interno della scena coinvolgendolo completamente, sono elementi forti e caratterizzanti di questa fotografia che, se invece si fosse soffermata solamente a qualche particolare di dettaglio, non avrebbe avuto l’effetto del racconto.

Il controluce che avvolge la scena, esposto in modo mirabile, dona alla fotografia una spiccata tridimensionalità donando spessore e volume a tutti gli oggetti evidenziandone la bellezza dei profili in un gioco di alternanze di luce ed ombra. 

Non so se questo sia veramente successo nella mente di Marianna, ma mi piace immaginare che così sia stato perché a me ha dato queste emozioni che mi auguro arrivino anche a chi osserverà, od ha osservato, questa bella ed interessante immagine.

 

“…ma per le vie del borgo dal ribollir de’ tini va l’aspro odor de i vini l’anime a rallegrar.”
(Giosuè Carducci)

“Il vino aggiunge un sorriso all’amicizia ed una scintilla all’amore.”
(Edmondo de Amicis)

 

A  Marianna i miei complimenti, a chi leggerà queste righe il mio ringraziamento.

Ivan Catellani       

Ivan Catellani
post: 89
entrato: Gennaio 26 '17
contatto:

Risposta a: QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Marianna Bitto

Glauco Guaitoli » Novembre 5

CIao Ivan (e ciao Marianna, quando mi leggerai).

Questa immagine, che ben ricordo ed avevo apprezzato al tempo della sua originaria pubblicazione, è egregiamente letta nei suoi contenuti, e le sensazioni espresse sono quasi vive e tangibili.
Questi "non-luoghi" (o "luoghi della memoria") esistono nei ricordi di ognuno di noi, e solo raramene si ha l'occasione di catturarli in una immagine.
Marianna l'ha fatto con sensibilità d'animo e maestria tecnica, che unita alla lettura di Ivan sortiscono il miracolo del tramutare un'immagine in poesia.
Complimenti ad entrambi!

Glauco

Glauco Guaitoli
post: 28
entrato: Febbraio 10 '17
contatto:

Risposta a: QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Marianna Bitto

Marianna Bitto » Novembre 5

Ciao Ivan,grazie per aver scelto una foto dal mio archivio e per le belle parole che hai speso per commentarla." I non luoghi"mi affascinano proprio per l'assenza degli esseri umani, assenti ma fortemente presenti grazie agli oggetti a loro appartenuti ed abbandonati insieme all'immobile.Ti mando un caro saluto Ivan ed ancora grazie,Marianna

Marianna Bitto
post: 33
entrato: Marzo 16 '17
contatto:

Risposta a: QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Marianna Bitto

Ivan Catellani » Novembre 7

Le parole di Marianna e Glauco mi ripagano dell'impegno e mi confermano che le mie emozioni di fronte a questo scatto sono anche quelle di altri: un apprezzamento che mi fa veramente piacere.

Un caro saluto a tutti ed a Marianna di nuovo complimenti per le sue presentazioni, per il suo modo di vedere "oltre". 

Ivan

Ivan Catellani
post: 89
entrato: Gennaio 26 '17
contatto: