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QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Fiamma Magnacca

Ivan Catellani » Giugno 6

Fotografare  significa il più delle volte fermare nel tempo con una immagine ciò che gli altri non vedono o non percepiscono con la dovuta attenzione, sia esso un veloce attimo di vita od una situazione di luce particolare che avvolge una scena oppure ancora un particolare che, isolato dal contesto, riesce a comunicare da solo emozioni e riflessioni all’osservatore.

Ritengo sia questa la sintesi del credo fotografico di una stimata autrice del portale, una fotografa capace di cogliere proprio quei particolari cui mi riferivo, con una spiccata curiosità personale e restituirli all’interno di immagini con ricercato equilibrio formale, con armonia di colori, forme e luce.

Particolari di vita, di architetture, di colori, di forme, capaci con pochi elementi di raccontarci piccole storie, di farci entrare in un mondo immaginario nel quale ognuno di noi può ritrovarsi secondo la propria immaginazione, la propria sensibilità.

La foto che ho scelta è fra le più recenti inserite nelle sue gallerie, una foto che non è passata inosservata e che ritengo degna di approfondimento.

 

"Silenziosi sussurri” di Fiamma Magnacca

https://www.maxartis.com/photo/view/15705/albumPhotos?albumId=36

 

 

Fiamma ci presenta l’immagine di una vecchia finestra chiusa, protetta da robuste inferriate sulla parete di quello che sembra essere un vecchio fabbricato oramai in stato di abbandono o comunque di disuso. 

Un intricato grafismo caratterizza questa foto, grafismo dei rami di una pianta avvinti alla parete, grafismo della inferriata della finestra, una apparente immagine monocromatica, quasi un bianco e nero sul quale spicca il colore, seppure delicato, delle foglie di edera nella parte alta della scena a dare vivacità e vita ad un contesto che diversamente sembrerebbe fermo, immobile, destinato ad estinguersi.

La parete infatti e la stessa finestra sono ricoperte da una miriade di rami di piante rampicanti oramai rinsecchiti, o forse ancora in attesa di una fioritura nella stagione che sta per arrivare, un rampicante che sembra avvolgere quegli spazi con il suo grafismo intricato e disordinato, ma tale da renderli invece all’occhio del fotografo deliziosamente pittorici.

La finestra è posta sul lato sinistro della composizione, mentre lo sviluppo dei rami sembra uscire proprio da essa, da questo spazio scuro per svilupparsi dinamicamente sulla destra come una infinità di linee che da esso si dipartono.

Quei rami così fitti, così avvinti sembrano proteggere oppure impossessarsi dell’antico fabbricato?

E’ la domanda che sempre ci si pone di fronte a queste situazioni: se lasciare libertà alla natura questa nel suo inesorabile avanzare si sviluppi come una protezione di ciò che incontra, oppure come una prevaricazione, una presa di possesso? Difficile dirlo con certezza.

Credo invece che all’autrice tutto questo abbia suggerito altre sensazioni: il titolo “Silenziosi sussurri” sembra evocare nella sua mente il ricordo dei tempi passati, il ricordo della vita che si svolgeva all’interno di quelle mura, della gente che vi ha vissuto, che lì è nata, è cresciuta, ha creato una famiglia, ha lavorato, ha amato, ha trascorso momenti di felicità, forse anche momenti di sofferenza, di fatica, di preoccupazione, che lì ha costruito per sé e per i propri figli il futuro, giorno dopo giorno, con la speranza che esso diventi sempre più sereno.

Ora che quelle finestre sono chiuse, che la vita fra quelle mura sembra essersi fermata, come sospesa nel tempo, quei rami sottili che sembrano uscire da quella finestra chiusa, metaforicamente assumono la rappresentazione delle voci che un tempo uscivano proprio da lì, voci ridenti e gioiose dei bambini durante i loro giochi, il richiamo delle mamme, le parole dolci e delicate di mamme e nonne, voci a toni più cupi degli uomini di ritorno dal lavoro, il vociare allegro e confuso all’ora del pranzo e della cena con la famiglia tutta riunita attorno al grande tavolo della cucina, il ricordo di una vita vissuta che ora probabilmente continua in altre sedi.

Quelle mura sono rimaste impregnate di quella vita, di quelle voci che ora nel ricordo di un tempo lontano sembrano fluire da quella finestra chiusa come silenziosi sussurri che delicatamente oltrepassano quella barriera e che solo chi ha sensibilità sa cogliere ed udire con il proprio animo.

Sono quelle poche foglie verdi di edera a trasmettere quella sensazione di vita che ancora continua, a dirci che in quell’angolo di casa non tutto è finito, ma che qualcosa è rimasto e sopravvive, loro divenute nel tempo silenziosi e discreti custodi della intimità di quel luogo.

 

E le vedo lontane le mie parole.
Più che mie esse son tue.
Si arrampicano sul mio vecchio dolore come l’edera
(Pablo Neruda)

 

L’edera si espande:
non sa contenere
la bellezza delle foglie.
Così anche la poesia,
quasi avesse rubato al cielo
le lettere per scrivere.
(Rabindranath Tagore)

  

A  Fiamma i miei complimenti, a chi leggerà queste righe il mio ringraziamento.

Ivan Catellani      

Ivan Catellani
post: 77
entrato: Gennaio 26 '17
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roberto lanza » Giugno 6

Complimenti a Ivan per l'ottima lettura proposta e a Fiamma per la foto.

Bravi

buona giornata

ro

roberto lanza
post: 69
entrato: Gennaio 25 '17
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Risposta a: QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Fiamma Magnacca

Bruno Favaro » Giugno 6

Bellissima foto e bellisiima lettura. Un grande bravo ad entrambi! 

Bruno

Bruno Favaro
post: 52
entrato: Gennaio 24 '17
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Fiamma Magnacca » Giugno 6

Ti ringrazio di cuore Ivan e sono davvero commossa, grazie per il tempo prezioso che hai dedicato alla mia foto e per come con emozionante perspicacia tu sia riuscito a cogliere la percezione esatta provata davanti a questa immagine. Un abbraccio forte forte Fiamma  

Fiamma Magnacca
post: 25
entrato: Gennaio 25 '17
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Glauco Guaitoli » Giugno 7

Una finestra, attraverso cui nulla si intravede: occorre varcarla col pensiero e la fantasia. Ivan ha certo saputo cogliere e descrivere con le parole ciò che Fiamma ha rappresentato con la sua immagine.

Immagine non molto appariscente: pochi tocchi di colore, e delicati grafismi disegnati dai rampicanti sul muro grigio.

Una immagine non "urlata", ma bensì sussurrata: ed i sussurri occorre ascoltarli attentamente, in silenzio e raccoglimento.
Grazie ad entrambi per le belle, delicate sensazioni evocate.

Glauco

Glauco Guaitoli
post: 19
entrato: Febbraio 10 '17
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Laura Villani » Giugno 9

Ciao Ivan, anch'io sono rimasta incantata nel leggere il tuo commento alla foto di Fiamma. In un mondo oggi stracolmo di immagini altisonanti ce ne sono alcune, forse meno appariscenti, sospese in un'atmosfera di ricercata nostalgia come "Silenziosi sussurri". Penso che Fiamma abbia fotografato quello che provava in quel momento della sua vita, un luogo intimo e protetto pieno di ricordi ma ormai silente e in stato d'abbandono. Ed è proprio il silenzio che aiuta a rievocare, riflettere e sognare, per nascondere quello che si ha paura di verbalizzare o che si cerca di custodire. Complimenti a entrambi. Un caro saluto, Laura.

Laura Villani
post: 9
entrato: Gennaio 28 '17
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paola lorenzani » Giugno 15

Ciao Ivan,

stavo per perdermi questa nuova "discussione" fotografica. Come sempre sei stato bravissimo a leggere e a trasmetterci quello che un'immagine può comunicare. Mi sento molto vicina sia a Fiamma che a a te per quello che hai scritto, perchè purtroppo vivo l'abbandono di molte abitazioni del mio paesello con molta nostalgia. 

Complimenti ad entrambi. Un caro saluto, Paola

 

paola lorenzani
post: 40
entrato: Gennaio 30 '17
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Ivan Catellani » Giugno 17

Ringrazio veramente tutti per le attestazioni di apprezzamento rilasciate a questa mia lettura della splendida foto di Fiamma, segno che le mie/nostre emozioni sono arrivate.

Quando si scorgono case disabitate è innegabile che nascano riflessioni, ricordi, sensazioni: io che vivo in un paese di campagna sono a contatto diretto con queste situazioni di abbandono dei vecchi fondi rurali dove un tempo famiglie numerose vivevano e lavoravano, pertanto queste situazioni le avverto in tutta la loro complessità.

Grazie ancora a tutti ed a Fiamma che mi dato la possibilità di esprimere queste emozioni.

Ivan

 

Ivan Catellani
post: 77
entrato: Gennaio 26 '17
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teresa zanetti » Giugno 25

Fotografia e lettura in perfetta armonia.

Bravissimi entrambi.

Sempre un piacere leggerti, Ivan e sempre un piacere le foto di Fiamma.

Buona notte

Tere

teresa zanetti
post: 61
entrato: Gennaio 25 '17
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