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QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata ad Alfredo Caridi

Ivan Catellani » Gennaio 12

 

(NB: Recensione già presente sul forum, ma ricaricata in data odierna in quanto erroneamente cancellata nella giornata di ieri.)

 

Una nuova ed interessante iniziativa alla quale sono stato, con mio immenso piacere, ma anche apprensione e timore, coinvolto dallo Staff insieme a due amici del portale, Teresa Zanetti e Vincenzo Fratepietro, certamente una notevole soddisfazione personale che mi onora, ma anche una notevole responsabilità per chi come me proviene da una formazione culturale prevalentemente tecnica piuttosto che umanistica. 
Come nei commenti che solitamente rilascio, cercherò di lasciarmi andare alle emozioni personali, alle sensazioni su quelle immagini che più di altre sono entrate nelle mie corde emotive.

 

Quando la foto diventa poesia.

Le immagini presenti sul portale e che mi emozionano sono tantissime, sceglierle è certamente difficile, scegliere addirittura la prima per iniziare questo percorso non è mai facile, non si vorrebbe correre il rischio di ritenerla migliore delle altre, o più emozionante di altre, ma … dalla prima occorre pur iniziare.

La mia scelta è caduta su una delle immagini che mi avevano colpito tempo addietro, una foto inserita pochi giorni prima della mia decisione di iscrivermi al portale, giorni in cui con assiduità scorrevo le pagine della galleria con tutte le foto ed in particolare quelle più recenti per cercare di comprendere la logica, il tenore dei commenti, il valore delle immagini e degli autori, cercare di comprendere in quale modo muovermi poi con correttezza una volta iscritto.

L’immagine appartiene ad uno degli autori fra i più conosciuti ed assidui del portale, un autore dalle opere raffinate, piene di contenuti, un autore che cerca sempre di trasmettere con delicatezza le sue sensazioni, le sue emozioni di vita, le sue emozioni di fronte a ciò che volutamente per scelta, od anche casualmente, si presenta di fronte all’obiettivo della sua fotocamera.

La foto che ho scelta non a caso porta il titolo “Emozioni” ed eccola:

 

“Emozioni” di Alfredo Caridi

 

 

L’ immagine ci presenta uno scorcio su un mare agitato, sovrastato da un cielo cupo, nuvoloso, ripreso da un interno attraverso quella che sembra essere l’apertura di una porta, di una finestratura, forse di un luogo di lavoro sul porto, forse di un peschereccio, forse di una struttura balneare, ma poco importa il dove.

Sulla piccola porzione di vetro bagnato dalle gocce della pioggia, appiccicata una piccola foto che ritrae una ragazza, una giovane e bella ragazza dallo sguardo dolce, sereno, delicato come la sua postura, i suoi capelli, i suoi abiti leggeri.

Null’altro, nessuna persona, nessun elemento in azione a contestualizzare un momento, un luogo preciso, un riferimento, tutto ci lascia lo spazio alla immaginazione.

Voglio immaginare, ed è la sensazione che fin da subito ho provata, che questo luogo sia un peschereccio che sta salpando dal porto all’imbrunire per una notte di pesca.

Il mare imbronciato da quello che sembra annunciarsi, dal cielo tumultuoso, un imminente temporale, ma il lavoro non permette di attendere, occorre uscire nonostante le difficoltà, l’impegno, la fatica, il pericolo.

Il giovane pescatore è lì, è il suo lavoro, la sua vita e dove trovarne la forza per non arrendersi, per andare avanti nonostante le difficoltà, gli sforzi?

Sa che al suo ritorno ci sarà lei ad attenderlo con un affettuoso abbraccio, con il suo sorriso, con un bacio, con la sua dolcezza, con il suo amore.

In quella piccola foto appiccicata al vetro in questo luogo spartano, essenziale, disadorno, freddo, tutta la forza interiore per superare qualsiasi difficoltà si possa presentare, perché la vita è lei, perché “vivo per lei”, come avrà anche confidato ai compagni di lavoro, con il pensiero al loro amore, al loro futuro insieme.

La stessa suddivisione della immagine che Alfredo ci riporta, rafforza questo messaggio: la prima metà rimanda il pensiero alla drammaticità del momento, mentre la seconda metà alla serenità che la presenza e la certezza degli affetti di chi ci sta vicino ci deve sempre accompagnare e darci forza nel percorso della vita.

Risiede in questo apparente contrasto la forza espressiva di questa bella immagine.

Non so se questo corrisponda pienamente all’intento dell’autore, ma per il mio sentire, un messaggio di fiducia, di speranza,  che Alfredo con delicatezza e sensibilità ha provato ed ha inteso trasmettere anche a chi osserva questa sua immagine e lo fa con la voce del cuore.

Nessuna concessione al colore, un b&w intenso per fare arrivare dritto il messaggio là dove deve arrivare: alle “emozioni”…. ed  a me le ha date.

Ad Alfredo i miei complimenti, a chi leggerà queste righe il mio ringraziamento.

Ivan Catellani

Ivan Catellani
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entrato: Gennaio 26 '17
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