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QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Roberto Lanza

Ivan Catellani » Gennaio 8

Questo è il mio primo appuntamento della rubrica nel nuovo anno appena iniziato: con quale immagine aprirlo?

Come spesso mi succede, lo faccio con immagini che nel  quotidiano sfogliare del portale, mi sono rimaste in testa, negli occhi e nella mente per le emozioni che mi hanno suscitato.

Oggi lo faccio con una immagine di street, un genere che saremmo istintivamente portati a pensare poco adatto a suscitare emozioni poetiche, o più modestamente come in questo contesto, emozioni che possono ispirare, sviluppare riflessioni nell’animo di chi le osserva.

La street photography ("fotografia di strada") è infatti per definizione un genere fotografico che vuole riprendere i soggetti in situazioni reali e spontanee in luoghi pubblici al fine di evidenziare aspetti della società nella vita di tutti i giorni.

Si è infatti soliti pensare alle immagini del quotidiano nella freddezza e nella concitazione del contesto urbano delle città, dei paesi, fatto di tanti individui che si muovono frettolosamente, che si sfiorano senza nemmeno conoscersi, senza nemmeno guardarsi, e che il fotografo coglie in atteggiamenti o situazioni inconsuete, a volte surreali o paradossali, mentre invece un occhio attento e sensibile può cogliere situazioni che rispecchiano stili di vita particolari, cambiamenti di stile in essere od atteggiamenti che ci fanno ricredere su certi luoghi comuni cui l’immaginario collettivo sembra averci oramai abituati.

L’immagine che ho scelta appartiene al portfolio di un importante autore del portale, un autore che non necessita di presentazioni, che ha fatto della street il suo genere di fotografia preferita, il suo stile inconfondibile, proponendo nei suoi lavori soprattutto la vita, la quotidianità della sua bella città: Genova. 

 

non solo tablet 3” di Roberto Lanza

https://www.maxartis.com/photo/view/12077/albumPhotos?albumId=1450

 

Una immagine presentata in un raffinato b/n ci mostra un gruppo di ragazzi sullo sfondo della facciata della cattedrale di San Lorenzo, con ogni probabilità in visita durante una gita scolastica, o perlomeno così mi sento di  immaginare.

Sono tutti uniti, stretti in gruppo, sorridenti, felici, intenti a chiacchierare gli uni con gli altri, gli abiti sportivi ed eleganti al contempo, nessuna concessione a stravaganze di certe mode in fatto di abbigliamento, acconciature od altro, nessun eccesso, tutto nella sobrietà di un misurato buon gusto.

Il gruppetto dei quattro ragazzi in primo piano ce li mostra mentre sorridenti conversano guardandosi reciprocamente negli occhi, segno di intesa, di partecipazione, di unità di intendimenti.

Sintomatico è l’atteggiamento del ragazzo in primo piano che mentre parla appoggia la sua mano destra sulla spalla di un compagno a rafforzare il concetto di empatia, di intesa che si è instaurata tra di loro, mentre lo sguardo sorridente del ragazzo di fronte sembra suggellare questo loro rapporto amichevole di gruppo.

E’ proprio questo attimo intuito e colto con prontezza da parte del fotografo a suggellare la forza della scena che si sta svolgendo di fronte ai suoi occhi, a raccontarci il valore intrinseco di un momento di vita e non semplicemente la unicità di un attimo fuggente, divenendone il soggetto vero e proprio.

Un importante aspetto caratterizza questo momento, un aspetto che Roberto ha voluto evidenziare nel titolo: “non solo tablet”: nessuno infatti sta armeggiando con tablet o smartphone, ma tutti sono insieme, gli uni vicini all’altro e si parlano guadandosi negli occhi e non se ne stanno soli, appartati, comunicando tra loro o con altri attraverso le nuove tecnologie, come siamo sempre più spesso abituati a vedere

Stranamente questo atteggiamento, che dovrebbe rappresentare la normalità, viene ora visto e percepito quasi come una eccezionalità, un evento capace di attirare la nostra curiosità: quella mano appoggiata sulla spalla del compagno rafforza infatti la bellezza, la spontaneità del rapporto di vera amicizia che da sempre ha caratterizzato la crescita dei giovani.

Alla sinistra della scena a bilanciare l’equilibrio della composizione la testa della statua in pietra di un leone che con il suo sguardo serioso e tranquillo sembra osservare attento la scena, come a tenerla controllata a distanza.

Simbolicamente sembra rappresentare quel controllo che compete a genitori ed insegnanti, soprattutto a noi genitori, nei confronti dei nostri giovani, lasciandoli liberi di crescere, di vivere direttamente le loro esperienze, ma sempre pronti ad intervenire con discrezione in loro aiuto in caso di bisogno.

Credo che questa immagine sia capace di veicolare un messaggio importante della vita e per i nostri figli ed è per questo motivo che la ritengo un meraviglioso biglietto augurale di buon auspicio per il nuovo anno che abbiamo appena iniziato, il ritratto di una bella gioventù, quella che vorremmo non fosse un caso fortuito, ma la norma.

Concludo queste mie riflessioni che la fotografia di Roberto mi ha suscitato con questa poesia:

I figli

I tuoi figli non sono figli tuoi.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo ma non li crei.
Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore,
ma non le tue idee.
Perché loro hanno le proprie idee.
Tu puoi dare dimora al loro corpo,
non alla loro anima.
Perché la loro anima abita nella casa dell’avvenire,
dove a te non è dato di entrare,
neppure col sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro
ma non volere che essi somiglino a te.
Perché la vita non ritorna indietro,
e non si ferma a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.

(Khalil Gibran)

A  Roberto i miei complimenti, a chi leggerà queste righe il mio ringraziamento.

Ivan Catellani      

Ivan Catellani
post: 55
entrato: Gennaio 26 '17
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Risposta a: QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Roberto Lanza

roberto lanza » Gennaio 9

che sorpresa!!! Grazie Ivan, hai ben espresso in parole quello che volevo raccontare con la mia immagine. Molto bella e congeniale, la poesia da te scelta per accompagnare la mia foto.

Vorrei avere la tua capacotà di scrittura per riuscire ad esprimere la mia gratitudine per questo regalo di inizio anno, ma non so dirti altro che GRAZIE!!

ro

roberto lanza
post: 36
entrato: Gennaio 25 '17
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Risposta a: QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Roberto Lanza

Adolfo Fabbri » Gennaio 10

Davvero una lettura speciale per una fotografia piena di significato, ben spiegato dal caro Ivan. Bravi entrambi! Adolfo

Adolfo Fabbri
post: 101
entrato: Gennaio 21 '17
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