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QUANDO LA FOTO DIVENTA POESIA a cura di Ivan Catellani - dedicata a Glauco Guaitoli

Ivan Catellani » Novembre 4

Non nascondo che spesso la scelta della immagine da recensire in questa rubrica è determinata da emozioni personali dovute al ricordo di momenti vissuti, ad eventi particolari, oppure alla suggestione che l’avvicendarsi delle stagioni mi provocano nell’animo. In questo periodo siamo già in pieno autunno, quella stagione così magica per noi fotografi con i suoi colori, le sue sfumature, le sue sensazioni che di fatto ci fanno produrre scatti suggestivi e pieni di fantasia, spesso difficilmente realizzabili con la stessa forza espressiva in altre stagioni.

Preso da quelle sensazioni ho cercato una immagine relativa a questa stagione scegliendola all’interno della cartella di un autore che in questi ultimi tempi ci ha proposto sorprendenti scatti, tutti accomunati da una atmosfera poetica della visione autunnale.

Sto parlando di Glauco Guaitoli, un autore che ben conosciamo per la sensibilità e la delicatezza che riesce a trasmettere all’interno delle sue immagini con colori e situazioni ed altrettanto con le parole con le quali le accompagna, come anche nei commenti che rilascia agli altri autori con competenza e garbo.

L’immagine che ho scelta, ma potevo sceglierne anche altre per lo stile ed il contenuto, fa parte dell’album “Foliage”  ed è questa:   

 

“Ottobre è qui“ di Glauco Guaitoli

https://www.maxartis.com/photo/view/10017/albumPhotos?albumId=1244

 

 

Solitamente si è portati ad interpretare l’autunno con immagini ad ampio respiro che mostrano la ripresa di vasti gruppi di piante colorate, oppure la parte alta di una montagna, di una collina, di un bosco che divengono nel nostro immaginario una sorta di coperta multicolore a tinte vivaci, dal rosso, all’arancio, al giallo, all’ocra, tutto condito da sprazzi di verde, una tavolozza di colori che con la luce brillante del sole catalizza l’attenzione di tutti per la sua abbagliante trasformazione dal verde intenso delle stagioni precedenti.

L’autore in questo scatto ci presenta invece una visione più intima del bosco, una visione dal suo interno in un giorno di nebbia, facendocene percepire attraverso quelle velature la sua magica atmosfera, il suo silenzio, la sensazione dei piccoli rumori ovattati che si possono udire per una foglia che cade, per un piccolo ramo che si spezza, per un uccellino che vola saltellando da un ramo all’altro, per un animaletto che si muove fra le foglie cadute, fra i rami spezzati, frammenti di vita del bosco che creano nell’animo del visitatore un senso di mistero e suggestione.

Una immagine che si sviluppa su una diagonale che divide lo spazio in due parti equivalenti, da un lato il terreno in pendenza coperto di un manto rosso di foglie cadute, dall’altro le piante che si ergono diritte sul pendio.

Il taglio compositivo ci mostra i loro tronchi di varie forme, come tratti stilizzati sulla tela di un pittore, fino a dove spuntano i rami con le ultime foglie ancora rimaste, il tutto immerso nella foschia, nella nebbia che rende via via sfumati i loro contorni fino a perdere definizione mano a mano che lo sguardo avanza.

Anche i colori passando dal primo piano al secondo piano diventano sempre più morbidi, meno intensi, meno definiti, e questo insieme accresce l’aspetto pittorico della scena, dal rosso vivace del manto di foglie cadute a terra, simile ad una coperta stesa a proteggere il terreno dal freddo, si passa gradualmente al chiarore indefinito della foschia e della nebbia che tutto ammantano.  

Un autunno non rappresentato nella esplosione delle tinte vivaci, ma nella visione poetica e melanconica dell’animo, quella che ci lascia intuire il passaggio di questa stagione verso la sua fine, verso l’inverno che è alle porte ed arriverà con il suo freddo, le sue nevicate, le sue gelate, avvolgendo quelle piante che spoglie lo affronteranno.

I fusti che si ergono diritti sul pendio rappresentano una sfida della natura alla pendenza del terreno alla ricerca della luce e più metaforicamente, la forza della vita, un incitamento a non piegarsi mai di fronte alle possibili avversità che ci si possono presentare.

Una immagine che mi ricorda anche certe illustrazioni dei libri di fiabe per bambini, quelle storie ambientate nel bosco dove gnomi, nani, fate, streghe, maghi, cerbiatti, scoiattoli, passerotti, cani, lupi, orsi, ci hanno raccontato le loro storie accendendo la nostra fantasia verso un mondo immaginario in cui alla fine era sempre il bene a vincere sul male.

Forse sono andato oltre alle sensazioni che Glauco con il suo occhio e la sua fotocamera ci ha voluto trasmettere, e questo solamente lui ce lo potrà dire, ma credo resti per tutti il messaggio di averci riportato un frammento di natura con il suo incanto, la sua bellezza, la sua atmosfera, il senso di rispetto ed ammirazione che dobbiamo averne. 

I versi di una grande poetessa, meglio delle mie parole, possono suggellare questa delicata e poetica immagine.

Pioggia d’autunno

Vorrei, pioggia d’autunno, essere foglia
che s’imbeve di te sin nelle fibre
che l’uniscono al ramo, e il ramo al tronco,
e il tronco al suolo; e tu dentro le vene
passi, e ti spandi, e si gran sete plachi.
So che annunci l’inverno: che fra breve
quella foglia cadrà, fatta colore
della ruggine, e al fango andrà commista,
ma le radici nutrirà del tronco
per rispuntar dai rami a primavera.

Vorrei, pioggia d’autunno, esser foglia,
abbandonarmi al tuo scrosciare, certa
che non morrò, che non morrò, che solo
muterò volto sin che avrà la terra
le sue stagioni, e un albero avrà fronde.

(ADA NEGRI)

 

A  Glauco i miei complimenti, a chi leggerà queste righe il mio ringraziamento.

Ivan Catellani      

 

Ivan Catellani
post: 51
entrato: Gennaio 26
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Glauco Guaitoli » Novembre 4

Ivan,

la mia sorpresa nell'apprendere la notifica del tuo commento a questa mia immagine (che con altre che tu citi hanno costituito il mio più recente cimento con la fotografia) è stata grande.
Grande, ma comunque inferiore alla commozione per le tue parole, con cui hai perfettamente interpretato e reso chiare a tutti - molto meglio di quanto sarei mai stato capace di fare io - le magiche sensazioni che ho vissuto nel momento in cui le immagini sono state riprese, e a cui mi sono abbandonato, rivivendole, mentre elaboravo gli scatti.

Fotograficamente, l'autunno è come lo descrivi: ed è come fin'ora l'avevo vissuto e sentito io.
Solo in questa occasione (che spero possa ripetersi ancora) ho vissuto una sensazione certo meno vasta ed eclatante in quanto a panorami, orizzonti e colori,  ma proprio per questo più intima e raccolta - quasi in religioso silenzio - per percepire quell'atmosfera, quei piccoli rumori, quegli odori che il bosco e la natura - complice il clima particolare - mi hanno regalato.
E senz'altro il testo poetico da te riportato ben raffigura il mio sentire.

Felice che questo sia stato ciò che tu hai percepito, e che tu abbia voluto esplicitarlo con così chiare e profonde parole.

Semplicemente, e con ben meritata riconoscenza e stima: grazie!

Glauco

Glauco Guaitoli
post: 5
entrato: Febbraio 10
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paola lorenzani » Novembre 4

Ciao Ivan,

hai fatto una attenta e sentita descrizione della foto ed una scelta poetica secondo me molto appropriata. Apprezzo entrambe. Per quanto riguarda la foto, secondo me, Glauco ha saputo davvero regalarci delle immagini autunnali che  sono belle dal punto di vista estetico e ci proiettano nell'atmosfera autunnale facendoci percepire sensazioni e stati d'animo tipici della stagione.

Bravissimi Ivan e Galuco.

Un grazie a te Ivan, per il tempo che dedichi a questa rubrica  che trovo sempre interessante e ricca di sentimenti.

Ciao, Paola

paola lorenzani
post: 26
entrato: Gennaio 30
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Ester Di Stefano » Novembre 6

Bravo, Ivan ! Hai dipinto con le parole ciò che Glauco ha espresso con l'immagine.

Complimenti ad entrambi!

Ester

Ester Di Stefano
post: 9
entrato: Aprile 20
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Antonella Giroldini » Novembre 6

Ciao Ivan, ho scritto giusto qualche giorno fa a Glauco lasciandogli un commento di apprezzamento per quello che era riuscito a farmi arrivare durante questo suo percorso. Una recensione "sentita" e redatta col cuore ad uno scatto che trascina al suo interno con fascino ed intimità. Penso che al di là degli aspetti tecnici, sicuramente fondamentali, quando l'autore si lascia andare a questo tipo di "confidenze" possa trasmettere sensazioni che appagano. Leggere immagine e approfondimento cosi presentati a me fa star bene e poco mi importa di chi storce il naso su questo mio aspetto personale. Bravi entrambi e grazie del tuo lavoro. Un abbraccio, 

Antonella

Antonella Giroldini
post: 31
entrato: Gennaio 27
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teresa zanetti » Novembre 8

Guardo la fotografia di Glauco e vedo una teoria di alberi, fogliame rosso a terra, la bruma ad avvolgere i tronchi e i rami stecchiti.

Se mi fermassi qui avrei fatto un lavoro descrittivo, onesto, realistico, senza lasciar trasparire alcuna mia inclinazione rispetto alla scena propostami.

Poi mi soffermo un istante. Chiudo gli occhi e cerco di ricordare l'immagine.

E così, facendo appello alla mia sensibilità, alle cose che conosco, per averle vissute in prima persona o per averle sentite narrare da altri, alla conoscenza eventuale della sensibilità, del vissuto e della cultura dell'autore, la rivesto di ulteriori significati, la scavo più in profondità, le conferisco sfumature personali, valori evocativi e affettivi che si aggiungono ai suoi tratti significativi permanenti (quelli indicati sopra).

Ed ecco che sento il profumo del muschio e dei funghi; la bruma e le foglie rosse mi parlano di autunno; mi pare di percepire gli schiocchi dei rami, il fruscio di qualche piccolo animale, timido e curioso che mi osserva e si impaurisce al mio passaggio ... anelo al calore delle caldarroste rimpallate tra le dita per non scottarsi e alla magia di quello scrigno che, una volta aperto, rilascia un piccolo sbuffo di vapore e di profumo. Intravedo la sagoma di mio padre che, con i suoi stivali impermeabili e un giaccone sformato (che lui adora e la mamma detesta), percorre il bosco, alla ricerca dei preziosi doni della stagione più dolce e malinconica. E questo guardare anche con gli occhi della propria sensibilità (che ha comunque sede nel cervello) non è certo cosa di cui vergognarsi.

La bravura di Glauco unita a quella di Ivan ci hanno regalato ancora una volta un piccolo viaggio del cuore, tra immagini e parole.

Bravissimi entrambi.

Buon tutto

Tere

teresa zanetti
post: 57
entrato: Gennaio 25
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Ivan Catellani » Novembre 10

Leggere le parole dei commenti che si sono susseguiti alla presentazione di questa mia lettura della foto di Glauco, non si può negare di essere presi da una autentica commozione, una immagine che ha suscitato "poesia nella poesia" mi sento di dire, che ha toccato le corde della sensibilità delle persone, che ha suscitato vere ed intense emozioni.

Se questo è successo, e credo continuerà a succedere, significa che Glauco ha saputo trasportare all'interno della sua immagine tutte le sue emozioni e non semplicemente la riproduzione della realtà, significa che la foto "funziona" come è solito dire un amico in questi casi.

Grazie a tutti!

Ivan

Ivan Catellani
post: 51
entrato: Gennaio 26
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