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VOGLIA DI FOTOGRAFARE

Mario Vani » Aprile 29

Voglia di Fotografare.

Ho letto sul forum che capita a tutti di attraversare un periodo di “crisi fotografica” e , incuriosito, mi sono messo a scrivere basandomi sulla mia voglia di fotografare. 

Posso dire che faccio fotografia ormai da 35 anni e per me è stato sempre un crescendo. 

Ci sono sicuramente dei momenti durante i quali si rallenta ma per via degli impegni familiari e di lavoro. Mi capita spesso di non riuscire a commentare tutte le foto ed alcuni giorni non riesco nemmeno a trovare il tempo per entrare sul portale. Quando ci riesco, ho così poco tempo, che non ce la faccio a dare i like sui commenti alle mie foto (e me ne scuso con tutti) ma non è per maleducazione nè per pigrizia: il motivo è che non ci sono abituato (vengo dal vecchio sito di Max Artis, dove non c’era questa opzione) ma soprattutto, il poco tempo che ho, preferisco dedicarlo ai commenti. 

In tutti questi anni non ho mai perso l’entusiasmo fare foto. Non solo, ma quando non ho la possibilità di uscire, mi metto a fare foto in casa. Ritratti, still-life, sperimentazione delle luci, ecc… E con il lavoro che faccio, ho solo a disposizione il sabato o la domenica. Ci sarebbe sempre tanto da fare. 

Da cosa nasce questa voglia?  Leggo molto di fotografia, la mia biblioteca supera i 200 libri ed ogni mese me ne arrivano altri. 

Inoltre mi piace capire e sperimentare. Ma credo che la voglia di fotografare scaturisca da una duplice consapevolezza: 

  1. il mondo che mi circonda è meraviglioso ed offre continuamente spunti fotografici. E’ stato tutto fotografato? Bene, anzi benissimo perché questo mi stimola ancora di più ricercando ancora uno scatto originale, pur non rinunciando a scattare foto già fatte perché sono foto che faccio comunque io, non altri !  
  2. la consapevolezza che il tempo che ho a disposizione sia poco. Da un momento all’altro potrei non esserci più e così voglio realizzare quanto prima tutti i progetti che ho in mente.

Mentre realizzo questi progetti me ne nascono altri e così è un continuo alimentarsi. E’ un continuo “tenere allenta la mente”.

Poi ci sono le foto singole, quelle che scattiamo semplicemente passeggiando senza che richiedano una programmazione ma che comunque stimolano. 

Un piccolo segreto che mi sento di dare: osservate sempre tutto ciò che vi circonda, non sottovalutate nulla, soprattutto le cose apparentemente banali e scoprirete che anche un cassonetto d’immondizia può avere una sua poesia.

Basta guardarle con entusiasmo e proiettandole nel futuro.

Tempo fa, mi fu detto da alcuni amici:  “Mario, come mai, tu che fai sempre ottime foto, hai fatto questa foto banale? “ Era la foto di alcuni taxi in fila. Io risposi che nessuna foto è banale, basta guardarla con la mente proiettata nel futuro: quei taxi tra qualche decennio potrebbero non esistere più. Potrebbero inventare dei taxi volanti, o altre diavolerie… 

Insomma, quando faccio le mie foto, quello che mi stimola è immaginare come sarà nel futuro ciò che fotografo: le persone diventeranno anziane, gli oggetti urbani, i palazzi, le vetrine, tutto !  E soprattuto penso a chi osserverà tra 50 anni quelle fotografie e quello che dirà.

Il mio consiglio è di scattare foto, soprattutto quando siete giù, è proprio quello il momento di cercare nella fotografia la miglior cura per noi stessi e per lasciare qualche buona foto al futuro.

Un abbraccio a tutti,

Mario

Mario Vani
post: 135
entrato: Gennaio 25 '17
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Risposta a: VOGLIA DI FOTOGRAFARE

Adolfo Fabbri » Aprile 29

Bravo Mario: invito tutti a leggere quello che hai scritto.

Leggendo un tuo passo in fondo al tuo commento che dice...

 

"Un piccolo segreto che mi sento di dare: osservate sempre tutto ciò che vi circonda, non sottovalutate nulla, soprattutto le cose apparentemente banali e scoprirete che anche un cassonetto d’immondizia può avere una sua poesia."

 

...mi fa venire in mente quello che scrissi sul vecchio mitico MaxArtis, quando detti una dritta per stimolare la voglia di fotografare a chi diceva di averla persa, e soprattutto, stimolare l'occhio verso fotografie impensate e non immaginate prima.

Ricordo che suggerii di fermarci un un brutto luogo, e di girarsi dalla parte dove il brutto eccelle maggiormente.

Ebbene, dissi di andarsene da quell'orrendo posto, solo dopo avervi scattato una fotografia almeno accettabile.

Tra le cose banali e soggetti poco convincenti, esiste sempre un'inquadratura (fatta con un adeguato obiettivo e con un occhio preparato e attento...) che riesce a trasformare in interessante e diverso, quello che interessante e diverso non lo è assolutamente.

Molte volte, da un ambiente brutto e banale come quello che invito a trovare (ve ne sono tantissimi...), si possono estrapolare bellissimi astratti, anche significativi.

Quello che suggerisco, e che suggerisce pure Mario, è un esercizio utile che non solo incuriosisce e invoglia a fotografare, ma invoglia pure  a prodigarsi in ricerche che prima o poi, pagheranno di sicuro.

L'occhio deve infatti essere allenato, nella misura in cui devono essere allenati i muscoli per chi pratica uno sport.

La cosa più oggettiva che riguarda la nostra passione, è che non esiste al mondo un soggetto banale.

Esistono solo i fotografi banali, al mondo.

Grazie, Mario. Hai la fotografia nel sangue e si vede bene, molto bene.

Adolfo

Adolfo Fabbri
post: 268
entrato: Gennaio 21 '17
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