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Risposta a: UNA DOMANDA PER GLI ULTIMI 10 UTENTI ISCRITTI SU MAXARTIS

teresa zanetti » Maggio 3 '19

Personalmente, Pietro, avendoti conosciuto, l'unica paura che ho nei tuoi confronti è che tu possa inciampare e cadermi addosso tongue-out !!!

Scherzi a parte, sono più propensa a ritenere che a dissuadere dall'inoltro di immagini per la tua c.d. "lettura critica" siano il tuo modo assertivo e l'impossibilità di replicare.

Perché, come ho già avuto modo di precisare in numerose altre conversazioni in passato, non esiste oggettività (nemmeno Zola e Verga - grandissimi fotografi oltre che narratori! - ne sono stati realmente capaci e credo che qui nessuno posa avere l'ardire di paragonarsi a loro).

L'inevitabile conseguenza è che quanto tu vedi nelle fotografie che commenti è solo ciò che ci vedi tu, mediato dalla tua cultura, dalla tua "sensibilità", dalla tua storia.

Non è l'impronta ontologica (la gravure mi verrebbe da dire) della fotografia sottoposta a esame.

Un altro, con cultura, letture, sensibilità ... diverse dalle tue vede altre cose.

L'autore può aver voluto mettercene altre ancora.

E' la potenza di tutto quanto non è meramente retinico, nel senso dato all'arte da quel folle "R-Roseur de vie" che era Marcel Duchamp, un'arte libera di volare verso gli altri che potranno intenderla a loro piacimento.

In questo senso, ritengo che l'impossibilità di un dialogo faccia cedere le armi prima ancora della battaglia.

 

Buon tutto

TereZ

 

PS: chi vuole un caffè?tongue-outtongue-outtongue-out

teresa zanetti
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Mirko Fambrini » Maggio 3 '19

Leggo quanto scrive Teresa e già prima Alessandro in merito alla mancata possibilità di replica. Sinceramente non vedo nessun problema. Comprendo le ragioni per cui decise di procedere in questo modo (evitare inutili e permalose polemiche), cosa che peraltro non preclude ad un dialogo in privato con Pietro. Si chiede (se si vuole) volontariamente un parere sapendo che non è il Vangelo, ma comunque perchè può essere utile ed interessante (se si conosce l'interlocutore) e si traggono le conclusioni che si reputano opportune valutando quanto è stato espresso. Se non condivido e/o qualcosa non torna, si può sempre parlarne in altri modi e forme. Almeno per quanto riguarda l'esperienza che ho avuto io in questa rubrica. Ma è meglio avere un parere che non avere nulla? Io preferisco la prima ipotesi. Un saluto. 

Mirko Fambrini
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Visitatore » Maggio 4 '19

Carissima Teresa, le tue osservazioni sono molto interessanti e certamente pertinenti, ma ad esse puoi trovare la mia risposta in questo topic che ho pubblicato qui tempo fa:

https://www.maxartis.com/viewtopic/12/193/la_lettura_critica_in_fotografia.html

Tu dici:

"Perché, come ho già avuto modo di precisare in numerose altre conversazioni in passato, non esiste oggettività (nemmeno Zola e Verga - grandissimi fotografi oltre che narratori! - ne sono stati realmente capaci e credo che qui nessuno posa avere l'ardire di paragonarsi a loro).

L'inevitabile conseguenza è che quanto tu vedi nelle fotografie che commenti è solo ciò che ci vedi tu, mediato dalla tua cultura, dalla tua "sensibilità", dalla tua storia."

Ebbene nel mio articolo la prima osservazione che io faccio è questa:

"Superato il primo impatto, che spesso rischia di essere fuorviante, legato alle ovvie reazioni emotive personali, è necessario spogliarsi di ogni pregiudizio e della propria naturale passionalità e analizzare con la freddezza di un chirurgo quello che si osserva nell’immagine."

La cultura è, invece, assolutamente necessaria. Senza cultura non puoi leggere nessuna immagine, fotografica o pittorica o altro, ma la cultura è personale solo nel senso della sua "ampiezza".
leggere un dipinto, ad esempio cubista, è impossibile se non sai cosa è il cubismo.
Circa la sensibilità, che tradurrei con reazione emotiva, vale quanto ho riferito sopra.
La propria storia, cosa significa? Credo che sia la summa della propria cultura e psicoòogia emotiva, quindi una ripetizione di quanto detto.

Non è vero che non esiste oggettività, essa va ricercata, non filtrata, ma ricercata apposta: è un atteggiamento mentale, che va assunto quando leggi una fotografia.

La metrica che io utilizzo è sintetizzata nell'articolo citato.

Un abbraccio
Pietro

Visitatore
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teresa zanetti » Maggio 4 '19

Pietro, ho avuto la fortuna sfacciata, all'università, di frequentare i corsi di Vattimo e di Bobbio.

Non me ne sono mai vantata.

E' il mio "côté sabaudo" (chissà se posso dirlo? magari "lato" è meglio), che vuoi ...

Del "pensiero debole" faccio quotidiano esercizio.

Evidentemente la tua tanto sbandierata "Cultura" non è giunta sino alla seconda metà Novecento e, oltre, sino ai giorni nostri.

Sembra che tu ti sia fermato al Leviatano di Hobbes, al massimo a Kant, all’assolutismo e all’oggettivismo della più retriva tradizione.

Ebbene, il postmodernismo, in cui siamo immersi proprio ora (a proposito, hai letto Fontcuberta? Ti gioverebbe), prende le sue mosse dal soggettivismo e dal relativismo.

Non è questione di emozioni, sentimentalismi o chissà quali altre sciocchezze.

E' questione di "dubbio".

Ho detto che, a mio avviso, il principale problema è il tuo "modo assertivo" (preferisci trombone sfiatato? è più volgare ma forse rende meglio l'idea).

Sei autoreferenziale.

Il fatto di non poter replicare, per quanto mi riguarda, è solo un fastidioso contorno.

Parli come se avessi la verità in tasca.

Ti svelo un segreto: non è così.

Citi in continuazione te stesso e cose che hai scritto, anni orsono, in post che altro non sono che la replica di ulteriori conversazioni sullo stesso tema avute con me (in relazione a una mia fotopoesia di uno scatto che ricordava "Bellezza in un'arte brutale" di Ernst Haas; a una mia domanda precisa sotto a un tuo post che ritraeva un Cristo - in cui citavi il Vangelo secondo Matteo in modo errato; a una fotografia di Paola Lorenzani in cui citavi – a sproposito –  “La mariée mise a nu par ses celibataires, même” di Duchamp).

Si era nel 2015, ancora sul vecchio Maxartis.

In esse, come adesso, ti eri sottratto al confronto alla stessa maniera.

Purtroppo ho buona memoria.

Ogni qualvolta si provi a insinuare un dubbio sui tuoi postulati, ragionamenti apodittici a suffragio dei quali chiami testi di cui ben ti guardi dal citare titoli e autori (e bada bene che scelgo le parole con attenzione), tiri fuori dal cilindro le parolette magiche “emotività”, “sentimentalismo” e tronchi sul nascere qualsiasi discussione.

Ragioni per compartimenti stagni, separando storia, filosofia e storia dell'arte, che sono invece quanto di più intimamente connesso possa immaginarsi.

Dici, insieme a cose ovviamente corrette, anche un sacco di sciocchezze.

È vero, lo fai a voce molto alta, in modo che tutti si spaventino e non abbiano coraggio di ribattere.

Hai scritto paurose inesattezze su Sander e sui Becher e i loro allievi e la Neue Sachlichkeit (chissà poi perché ti piace così tanto? Forse perché è un termine esotico alle orecchie dei più), vituperata da loro stessi – che preferivano il termine di derivazione latina "neue obiektivität" – e, infine, dallo stesso suo paladino, quel Renger-Patzsch che se ne smarcava solo due anni dopo averla teorizzata (Photokina 1929). Ho provato a dirtelo, in modo garbato, ma evidentemente non sono stata efficace.

Hai scritto delle cose su Hiroshi Sugimoto da far accapponare la pelle. E ne hai parlato in modo tale da farlo apparire un fiero imbecille.

Una sola fotografia, la citazione di Fantozzi e la corazzata Potemkin …

Anche se apparentemente ne prendevi le difese, il modo in cui ti esprimevi sottintendeva ben altro.

Nessuno zen per Sugimoto: ha studiato dai Gesuiti a Tokio e ha riscoperto le filosofie orientali solo molto essere andato negli USA.

Erano gli anni Settanta del Novecento.

Il suo discorso fotografico è tutto basato sullo scorrere del tempo, sulle rovine del mondo, sull’architettura come spazio artificiale (illusione di spazio, dice lui).

E per giunta è un discorso che si sviluppa in serie fotografiche decennali (i cinema, la cui attuale evoluzione è “i teatri”, così come i seascapes, sono serie ancora aperte a distanza di cinquant’anni, non riassumibile quindi in una sola immagine.

Ma non è che a gridar forte si abbia ragione.

Anzi, mi hanno insegnato che è proprio il contrario: chi non ha argomenti urla.

E tu utilizzi con sovrabbondanza l'ultimo stratagemma di Schopenhauer.

Va bene con la maggior parte delle persone, non con tutti.

Non esiste oggettività.

Il dubbio è l’unico tesoro dell’uomo moderno.

Baumann, oggi, insegna all'uomo postmoderno che, in quest’alba di terzo millennio, anche quella "certezza" si sta squagliando per lasciare spazio a una modernità liquida.

 

Teresa

teresa zanetti
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roberto lanza » Maggio 4 '19

capisco che questo sia uno scambio fra voi due, e quindi il mio intervento sia del tutto inutile e superfluo ma, belin non ciò capito nulla!!! mi chiedo se questa è fotografia e se si, cosa fotografiamo e perchè  lo facciamo? mi sento un tantino inadatto a questo hobby dopo avervi letto....frownsurprisedundecidedmah!

 

roberto lanza
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Alessandro Cucchiero » Maggio 4 '19

Eh, me lo aspettavo che prendessero fuoco le polveri. yell

Io mi metto in un angolo con Roberto e una birra. tongue-out

 

Però prima devo una precisazione a Mirko.

 

Caro Mirko, ti devo correggere (parlo della rubrica del Collini): non ce l’ho con l’impossibilità di replica. Giuro.

Il suo stile è quello lì, è lui che tiene la rubrica, ed è normale che non abbia voglia di perdersi in lagne e recriminazioni in calce ad ogni lettura critica. Ok. Mi torna, anche se è decisamente poco social.
Quello che non mi torna per niente è l’accesso su richiesta.
Non esiste proprio!
A parte lo stile dell’invito che ha l’appeal di una circolare ministeriale, sono arciconvinto che sia una cosa che non viene spontanea a nessuno. Forse su una rivista, ma qui no di certo.
E infatti s’è visto. E non meniamola con la codardia, che non c’entra niente.

E poi è anche una questione di numeri.
Si capisce proprio anche dall’inizio di questo thread.
Gli iscritti sono abbastanza, però s’è visto che troppi sono fantasmi; quelli che rimangono hanno attività altalenanti, i costanti sono pochini; e di questi, tolti i timidi, gli svogliati, diffidenti, i dubbiosi, i rabbiosi, i permalosi, i superiori, e via e via, restano quel pugnello di utenti con cui è partita la rubrica prima di arenarsi nelle secche (per la cronaca io mi ritrovo in un mix delle prime quattro categorie).
Sia lode a loro, tu per primo, ma non sono bastati.

Invece, le foto del portale sono tante. Non tantissime, ma certo abbastanza per pescarne qua e là qualcuna di cui scrivere.
E allora io faccio la mia modesta proposta (anche se mi sembra che si stia mettendo male, ndr): rivoltiamo la frittata e introduciamo il principio del silenzio-assenso.

Ammesso che il Collini non si sia già rotto gli zebedei, fossi in lui direi:
Cari amici, visto che siamo tutti qua per far vedere le nostre cose e confrontarci amichevolmente, io mi ritengo libero di scegliere la foto che mi pare e di scriverci sopra qualcosa di interessante per tutti. Se qualcuno è così ricciaculo da non voler stare al gioco, me lo dica subito e festa finita. Lo ignorerò senza problemi, e sarò pure contento di farlo.
Io vorrei che funzionasse così, sarebbe la cosa più logica.
E’ lo stesso spirito con il quale si postano le foto, solo che lì ci sono sotto commenti spiccioli, e qua ci sarebbe un signor commentone didattico. Che differenza mai ci dovrebbe essere?
Per chi se lo ricorda, sarebbe una sorta di Ventone ad elevata potenza. Lì mica ci si candidava. Capitava e basta, e non andava mica sempre bene per il ventonato di turno (esperienza personale). Però funzionava.

Ecco.
Scusa se ho approfittato di una precisazione ad un tuo post e poi ho allargato il campo...

Guarda, come segno di buona volontà, a mo’ di tappabuchi, autorizzo il Collini a fare quello che gli pare con tutta la mia galleria: se vede questo post, può scrivere quello che vuole nel bene o nel male, e io sarò ben contento di leggerlo. E soprattutto di non replicare.
Ma sono convinto che se il sistema non cambia, sarà perfettamente inutile.

Mettila come ti pare, e aggiungimi  alla categoria ‘i testardi’, ma io i tre link non glieli mando manco morto… laughing

 

Alessandro Cucchiero
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entrato: Febbraio 5 '17
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Mirko Fambrini » Maggio 4 '19

Boh, io ho capito poco, e sinceramente, ad oggi, mi interessa ancora meno. A chi giova, poi? Qualche pensiero strano... 

Mirko Fambrini
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entrato: Gennaio 25 '17
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Adolfo Fabbri » Maggio 4 '19

Carissimo Alessandro Cucchiero...

La rubrica di Pietro Collini nasce in un modo che giustamente può non piacere, anche se assolutamente non a tutti.

IL fatto di non lasciare aperte le discussioni e le repliche, può dar fastidio a tanti, ma se dopo una sua lettura nascono discussioni come quelle che leggiamo qua sopra, Pietro può smettere di fare il medico perché non avrà più tempo per farlo. 

Pietro sa pure che non tutti gradiscono una sua recensione, motivo per il quale, ha giustamente preferito che siano coloro che la vogliono, a proporre le loro immagini.

Sbagliato dire che tutti se le debbono beccare se il Collini le fa a sorpresa. Sarebbe una mancanza di rispetto per coloro che non desiderano averne una. 

Inoltre Pietro rischierebbe  di ricevere una rispostaccia, dopo il tempo che ha perso per lui (o lei).

Considerazione importante:

Quanto ci guadana Pietro con questa sua rubrica?...

Nulla, euro zero.

Quanto ci guadagna chi riceve una sua recensione?...

Nulla in termini economici, ma sicuramente può uscirne più ricco di conoscenze e informazioni, dopo averlo letto.

Carissimo Cucchiero mio! Sai perché non mandano foto al Collini?...

Perché la gente punta molto di più su una divulgazione certa  delle proprie  fotografie, che sul rischio di ricevere una critica fastidiosa. (Cosa che per altro non è vera perché lui non fa mancare elogi a nessuno, quando la foto gli pare meritevole)

Te ne dò una prova...

Nel vecchio MaxArtis, quando mantenerlo costava qualche migliaio di euro l'anno (per il provider) per causa di un nostro server privato, (che pagammo 3000 euro) noi eravamo costretti a chiedere le donazioni a voi utenti,  tanto odiose quanto umilianti.

Adesso non abbiamo più il server col nuovo MaxArtis perché fortuntamente non ce ne è più bisogno, e la spesa si è ridotta a poco più di 200 euro l'anno, motivo per cui, ci accolliamo la lieve spesa e non rompiamo più le scatole agli utenti con le donazioni.

Tu mi dirai "Ma questo cosa c'entra?"

Eccome se c'entra!

Quando proponemmo agli utenti di pubblicare su MaxArtis un loro portfolio completo con la descrizione di tutto il lavoro, e la relativa recensione del maestro Enrico Maddalena, vi furono decine di donazioni anche inferiori ai cinque euro, pur di aver diritto a quella pubblicazione.

Morale della favola, la gente la pensa così:  Si alla vetrina, no alla critica. Amen.

La gente (anche se non tutta, ovvio...) paga per mostrare, ma per avere una eventuale critica, nemmeno gratis!!

(Altro che codardia!)

 

Teresina!!

Ma perché ti complichi la vita?...

Ma davvero credi Pietro Collini si senta il depositario della verità fotografica?...

Io credo proprio di no, ma se lo pensasse sul serio, poco importa. Sarebbe a discapito della sua intelligenza, non ti pare?

Poi se lui crede per davvero di avere la verità in tasca... Beh, in questo caso...

Non ci credo io!  Ahahahaha!!

 

E come dice la TereZ...

Buon tutto a tutti!! (Me compreso)

 

Adolfo

 

PS

Avevo personalmente aperto un topic per fare una domanda agli ultimi 10 utenti iscritti, e mi ritrovo il più colossale fuori tema dal 2005 quando nascemmo... surprised

 

 

 

 

 

Adolfo Fabbri
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entrato: Gennaio 21 '17
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Visitatore » Maggio 4 '19

Teresina, io non ho mai detto di avere la verità in tasca,, ho sempre sostenuto che non conto nulla.
Ora, se tu ti senti punta sul vivo, credimi non è mia intenzione.

Poi se tu invece sei così altamente acculturata, io cedo volentieri a te il compito di leggere le immagini, per me è solo un sacrificio di tempo rubato ad altre cose.

Le tue critiche io le accetto, quello che mi dà fastidio è il tono da ex cathedra che tu usi per sostenere che non può esistere obiettività. Una opinione opinabile.
Io ho sostenuto che una lettura critica necessita della massima obiettività. Punto. Nulla a che vedere con il concetto di obiettività in senso filosofico (di Vattimo, Bobbio o altri filosofi), quello lo lascio a te, sei fuori tema, non è di quella obiettività che io parlo, ma della capacità di astrarsi, spogliarsi delle proprie convinzioni e pulsioni emotive, nella lettura di una fotografia.

Quanto a Hiroshi, faresti meglio a rileggerti il topic, perchè tutto meno che per un idiota io l'ho fatto passare. La filosofia a cui lui si rifà, che abbia studiato dai gesuiti o da Maometto, è quella e lui stesso la cita, poi il resto sono chiacchiere da bar.
Tu scrivi:

"Anche se apparentemente ne prendevi le difese, il modo in cui ti esprimevi faceva sottintendeva ben altro."

Questo mi fa pensare che o non hai letto quello che ho scritto, oppure proprio non hai capito niente. Pazienza...

Le mie citazioni sui Becher e la scuola di Dusseldorf, sono estrapolate da uno dei volumi più quotati sull'argomento scritto da chi se ne intende sul serio, ma credo che, ovviamente, tu ne sappia molto di più. Beata te!

Io chiudo qui una polemica tanto inutile quanto sterile e improduttiva.

Un grosso ciao

Pietro

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teresa zanetti » Maggio 5 '19

 

Ogni qualvolta si provi a insinuare un dubbio sui tuoi postulati (…), tiri fuori dal cilindro le parolette magiche “emotività”, “sentimentalismo” e tronchi sul nascere qualsiasi discussione

capacità di astrarsi, spogliarsi delle proprie convinzioni e pulsioni emotive, nella lettura di una fotografia

 

... chi non ha argomenti urla. E tu utilizzi con sovrabbondanza l'ultimo stratagemma di Schopenhauer

"o non hai letto quello che ho scritto, oppure proprio non hai capito niente"

 

Ragioni per compartimenti stagni, separando storia, filosofia e storia dell'arte, che sono invece quanto di più intimamente connesso possa immaginarsi

Nulla a che vedere con il concetto di obiettività in senso filosofico (di Vattimo, Bobbio o altri filosofi), quello lo lascio a te, sei fuori tema, non è di quella obiettività che io parlo

 

ragionamenti apodittici a suffragio dei quali chiami testi di cui ben ti guardi dal citare titoli e autori 

“Le mie citazioni sui Becher e la scuola di Dusseldorf, sono estrapolate da uno dei volumi più quotati sull'argomento scritto da chi se ne intende sul serio

 

U.D.E.

 

Mi restano solo due riflessioni

Se per te è così oneroso proseguire nella tua rubrica, non capisco per quale motivo, anziché sentirti sollevato dalla totale carenza di materiale, non perdi invece occasione per ricordarne l'esistenza e richiedere che gli utenti prendano coraggio e ti inoltrino le loro cose.

 

 

Che cosa ti dà così fastidio? Che si dicano certe cose o che a dirtele sia una donna, vista la conclamata MISOGINIA (ma sei in buona compagnia) di cui ha dato saggio in numerose occasioni e massimamente qui nella risposta a Michela.

https://www.maxartis.com/viewtopic/10/190/index.html?op=in&page=4

 

Teresa

 

PS: Terezin era il campo di concentramento ceco in cui erano internati gli artisti

 

teresa zanetti
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