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Articoli utenti sul blog

roberto lanza
Scarlett Hooft Graafland

Nata nel 1973 in Germania, vive tra Amsterdam e New York ma lavora “senza fissa dimora”
come fotografa e performer in giro per il mondo.
Ha studiato come scultrice alla Royal Academy of Fine Art in The Hague,
alla Bezalel Academy di Gerusalemme e alla Parsons School of Design di New York.

Lavoro
Tra il 2005 e il 2008 ha lavorato in Islanda, Cina, Bolivia e nel Circolo Polare Artico,
più precisamente 4 mesi in un igloo a Igloolik
(insediamento Inuit di 1.534 abitanti situato in una minuscola isola nel territorio del Nunavut in Canada),
«dove le notti sono infinite e non esiste altro colore che il bianco».
Acclamatissime sono state le sue mostre You Winter, Let’s Get Divorced
(il cui titolo si ispira a un vecchio poema inuit),
in scena alla Michael Hoppen Contemporary Gallery di Londra e The Beemster Project:
Scarlett Hooft Graafland alla Vous Etes Ici Gallery di Amsterdam.

Stile
Curiosa, sperimentatrice, coraggiosa.
 Che siano fotografie della terra del fuoco in Islanda, delle montagne della Cina o del deserto della Bolivia,
Scarlett Hooft Graafland realizza opere a metà strada tra leggerezza e impegno:
lavori che hanno dimostrato un’attenta preparazione e sensibilità e un particolare impegno,
anche (e soprattutto) perché sono stati svolti in piccole comunità locali.
Da fotografa diventa così coreografa di “extra-ordinari” balletti:
dalle figure nude su un tetto colorato, alle donne sedute su montagne di sale.
Le sue immagini sono sempre poetiche e surreali,
colme di oggetti ordinari in terre che non hanno nulla di ordinario.




roberto lanza Febbraio 14 '18
roberto lanza
Letizia Battaglia

Inizia la sua carriera nel 1969 collaborando con il giornale palermitano L'Ora. Nel 1970 si trasferisce a Milano dove incomincia a fotografare collaborando con varie testate. Nel 1974 ritorna a Palermo e crea, con Franco Zecchin, l'agenzia "Informazione fotografica", frequentata da Josef Koudelka e Ferdinando Scianna. Nel 1974 si trova a documentare l'inizio degli anni di piombo della sua città, scattando foto dei delitti di mafia per comunicare alle coscienze la misura di quelle atrocità.[Suoi sono gli scatti all'hotel Zagarella che ritraevano gli esattori mafiosi Salvo insieme ad Andreotti e che furono acquisiti agli atti per il processo.
Diviene una fotografa di fama internazionale[2].
Ma Letizia Battaglia non è solo "la fotografa della mafia". Le sue foto, spesso in un vivido e nitido bianco e nero, si prefiggono di raccontare soprattutto Palermo nella sua miseria e nel suo splendore, i suoi morti di mafia ma anche le sue tradizioni, gli sguardi di bambini e donne (la Battaglia predilige i soggetti femminili), i quartieri, le strade, le feste e i lutti, la vita quotidiana e i volti del potere di una città contraddittoria. Negli anni '80 crea il "laboratorio d'If", dove si formano fotografi e fotoreporter palermitani

Letizia Battaglia è stata la prima donna europea a ricevere nel 1985, ex aequo con l'americana Donna Ferrato, il Premio Eugene Smith, a New York, riconoscimento internazionale istituito per ricordare il fotografo di Life. Un altro premio, il Mother Johnson Achievement for Life, le è stato tributato nel 1999.

Ha esposto in Italia, nei Paesi dell'Est, Francia (Centre Pompidou, Parigi), Gran Bretagna, America, Brasile, Svizzera, Canada. Il suo impegno sociale e la sua passione per gli ideali di libertà e giustizia sono descritti nella monografia delle edizioni Motta: Passione, giustizia e libertà (lo stesso titolo di una sua mostra recente).

Dal 2000 al 2003 dirige la rivista bimestrale realizzata da donne Mezzocielo, nata da una sua idea nel 1991.

Nonostante le sue radici profondamente siciliane, la Battaglia si era trasferita nel 2003 a Parigi, delusa per il cambiamento del clima sociale e per il senso di emarginazione da cui si sentiva circondata, ma nel 2005 è tornata nella sua Palermo.
Nel 2008 appare in un cameo nel film di Wim Wenders Palermo Shooting.


roberto lanza Febbraio 12 '18 · Commenti: 3
roberto lanza
Marta Bevacqua, 27 anni, nata e cresciuta vicino a Frascati, ma dal 2013 in pianta stabile a Parigi.
Durante gli anni del liceo inizia a scattare guidata dal padre, foto amatore che le insegna le prime basi tecniche.
Inizia a lavorare nel mondo dell'editoria realizzando alcune copertine di libri e dopo qualche anno entra quasi per caso nel mondo della moda.
Dopo aver frequentato un corso breve di Fashion Photography alla Central Saint Martins School of London e aver fatto la spola con Milano per tutto il 2013,
decide,per lavorare con continuità in questo campo,
di trasferirsi a Parigi dove infatti riesce ad allargare molto la propria rete di contatti sia nel mondo fashion che in quello pubblicitario.
"Quello che mi piace fare è raccontare delle storie attraverso le mie fotografie.
 O meglio: mi piace offrire degli spunti per permettere a chiunque di immaginarle come e quando vuole.
 Per farlo mi lascio ispirare da tutto ciò che mi circonda e da qualsiasi forma d'arte colpisca in qualche modo la mia sensibilità",
racconta Marta. E questo suo approccio alla fotografia appare evidente soprattuto nei ritratti, ma in generale in tutti gli scatti,
nei quali i volti delle modelle e dei modelli a cui si affida rimangono sospesi in espressioni accennate,
 non completamente definite e determinate permettendo così a chi guarda di creare un mondo dietro la singola fotografia,
di caratterizzare il protagonista ritratto e cucirgli addosso una storia vera e propria.

roberto lanza Febbraio 9 '18 · Commenti: 2
roberto lanza
Martin Parr (Epsom, 23 maggio 1952) è un fotoreporter britannico.

Da sempre i suoi progetti fotografici criticano la società moderna, il consumismo, il cibo e il turismo.

Nonostante gli inizi come fotografo in bianco e nero, inizia nel 1984 a lavorare a colori, suo punto di forza. Infatti, l'uso di foto dai colori molto saturi che enfatizzano il lato buffo e umoristico nei suoi lavori, sono ormai un marchio di fabbrica.

L’ironia di Parr è affilata, spietata, “al vetriolo”, e sempre diretta a mettere in luce il trash, il grottesco, l’ipocrisia della società contemporanea.

E così il suo lavoro non ci spinge al sorriso, ma ad una risata amara, quasi di disprezzo, verso quello che “diventiamo” dietro l’occhio spietato della sua macchina fotografica.

Nato nella cittadina di Epsom, vicino a Londra, il 23/05/1952, vive la sua giovinezza circondato dagli agi della classe medio/alta.

Il legame col nonno, fotografo amatoriale, lo incoraggia a proseguire su questa strada.

Terminati gli studi in fotografia presso il politecnico di Manchester tra il ’70 e il ’73, Martin si dedica anima e corpo alla sua passione partecipando ad innumerevoli concorsi fotografici.

Nel 1994 viene infine accettato, con non poche contestazioni, tra i ranghi della famosa Agenzia Magnum dove fu presentato da Cartier-Bresson in persona.

Il suo interesse verso la classe media, i suoi usi ed i suoi costumi e la delusione verso la chiusura dell’Inghilterra nei confronti del mondo, lo spingono ad imbarcarsi in numerosi viaggi “di esplorazione” in tutto l’Occidente, nel Medio Oriente più ricco ed infine in Giappone.



roberto lanza Febbraio 7 '18 · Commenti: 1
roberto lanza
Ken Domon  Sakata, 25 ottobre 1909 – Tokyo, 15 settembre

1990 è stato un fotografo e fotoreporter giapponese,
tra i più famosi del XX secolo. Domon è celebre
soprattutto per i suoi reportage di fotogiornalismo,
ma anche per aver documentato templi e statuaria buddista.

Nato a Sakata, nella prefettura di Yamagata, in giovane
età fu profondamente influenzato dagli scritti filosofici
di Tetsuro Watsuij.
Iscrittosi alla facoltà di legge della Nihon University ne
fu espulso a causa della sua partecipazione a movimenti
politici radicali.
Domon decise perciò di dedicarsi alla pittura e alla
fotografia, riuscendo ad entrare nello studio fotografico
di Kotaro Miyauchi nel 1933.

Nel 1935 passò a lavorare per la rivista Nippon,
al fianco di Nippon Kobo. Quattro anni dopo si trasferì
alla Kokusai Bunka Shinkokai,
un'organizzazione nazionale di propaganda.
Come Ihei Kimura e altri famosi fotografi giapponesi
decise di collaborare in appoggio allo sforzo bellico del
Giappone nella seconda guerra mondiale.

Grazie all'esperienza acquisita sul campo, alla fine della
guerra Domon divenne un fotografo indipendente
e documentò le condizioni del dopoguerra giapponese
concentrandosi sulla società e sulla vita quotidiana delle
persone comuni.
In questo periodo diventò famoso come un esponente del
realismo in fotografia
che lui stesso definiva come "uno scatto assoluto che sia
assolutamente non drammatico".



Domon fu un fotografo prolifico, lavorando per numerose
riviste fotografiche riaperte dopo la guerra
o fondate durante gli anni cinquanta. Insieme a Kimura,
Hiroshi Hamaya e altri colleghi,
rifiutava la fotografia artistica e le foto posate,
entrando spesso in polemica con le riviste
per le quali lavorava nel tentativo di imporre il suo
punto di vista sul realismo fotografico.

Le foto più conosciute di Domon sono state scattate nel
secondo dopoguerra, particolarmente quelle dei sopravvissuti al bombardamento
atomico di Hiroshima o quelle che documentano
la vita dei bambini nella comunità di minatori di Chikuhō, Kyūshū.
Nel 1958, Domon ricevette il Premio Mainichi di fotografia
e il premio Fotografo dell'Anno dall'associazione dei
critici fotografici del Giappone.

Fu inoltre premiato dal Ministero dell'educazione
giapponese nel 1959 e dall'associazione nazionale giornalisti nel 1960.


Nel 1960 e poi ancora nel 1968, Domon fu colpito da ictus,
le cui conseguenze lo costrinsero sulla sedia a rotelle
e gli resero impossibile impugnare normalmente la macchina fotografica.
La malattia tuttavia non gli impedì di continuare nella
sua opera di documentazione fotografica della cultura giapponese.
Il fotografo viaggiò a lungo per tutto il paese
fotografando i templi buddisti e producendo
un'impressionante serie di bellissimi libri fotografici.
Nel 1963, Domon cominciò a lavorare al progetto più
importante della sua vita Koji junrei (1963–1975)
che comprendeva foto dei templi e della cultura giapponese
a Nara e Kyoto.

Nel 1976, il fotografo fu colpito da un terzo ictus che lo
rese competamente invalido,
impedendogli di fare foto. Nel 1981 fu istituito a suo
nome il Premio Domon Ken di fotografia,
due anni dopo gli fu dedicato un museo a Sakata. Domon
morì a Tokyo il 15 settembre 1990.


roberto lanza Febbraio 4 '18 · Commenti: 2
roberto lanza
Xyza Cruz Bacani


Nata nel 1987, Xyza Cruz Bacani è una fotografa filippina attiva specialmente nel campo della street photography grazie alla produzione di progetti fotografici realizzati tra Hong Kong e NYC caratterizzati dall’uso di un bianco e nero molto forte e a tratti sporco.

Prima di tre figli, ha studiato infermieristica prima di dedicarsi alla fotografia. A diciotto anni decide di raggiungere la madre, baby-sitter a Hong Kong. Si approccia così con la sua prima fotocamera, una Nikon D90, al mondo dei lavori domestici in Cina, incaricati nel 48% dei casi a donne filippine, documentando così questo particolare e poco indagato contesto lavorativo.

Arriva ai reportage fotografici, grazie anche al legame molto stretto con quello che sarà il suo mentore, il fotografo di San Francisco Rick Rocamora. Rimanendo sempre molto attiva ad Hong Kong, dove realizzerà interessanti scatti riguardo le proteste avvenute nel 2014, vincerà nel 2015 la prestigiosa borsa di studio della Magnum Foundation Human Rights che le permetterà di frequentare i corsi alla Tisch School for the Arts a New York City.  
roberto lanza Febbraio 2 '18
roberto lanza
Nobuyoshi Araki



Dopo aver studiato fotografia, cominciò a lavorare per l'agenzia pubblicitaria Dentsu, dove conobbe la sua futura moglie Yoko. Dopo il matrimonio, Araki pubblicò una raccolta di fotografie (Sentimental journey, 1971) scattate alla moglie durante il loro viaggio di nozze. Yoko morì nel 1990 di cancro alle ovaie. Le foto dei suoi ultimi giorni vennero pubblicate da Araki in un libro dal titolo Winter journey.

Araki è noto per i suoi reportage sull'industria del sesso giapponese. Negli anni ottanta focalizzò la sua attenzione su Kabukicho, storica zona a luci rosse di Shinjuku, un quartiere di Tokyo. Le relative foto, raccolte in Tokyo lucky hole, risalgono al biennio 1983-1985.

Ha pubblicato più di 350 libri ed è considerato uno degli artisti più prolifici di sempre. Ha lavorato anche per riviste come Playboy, Déjà-Vu ed Erotic Housewives. È stato più volte arrestato in Giappone, anche se non è mai finito in carcere, con l'accusa di oscenità; anche il direttore di un museo venne arrestato per aver esposto delle sue foto.

La musicista Björk è una sua grande ammiratrice: è di Araki la copertina dell'album di remix Telegram, ha inoltre posato per un intero set di fotografie, alcune contenute all'interno del libretto dell'album. Più di recente ha fotgrafato la cantante pop Lady Gaga.

Nel 2005 il regista Travis Klose ha realizzato un documentario sulla sua arte dal titolo Arakimentari.


roberto lanza Gennaio 31 '18
roberto lanza

Fortunato Gatto

Nato a Vibo Valentia nel 1979. Vive dal 2007 in Scozia sulla costa del North Ayrhsire, la base dalla quale svolge la sua attività di fotografo professionista, che lo vede spesso in viaggio per il mondo. Fortunato è diventuto con il tempo il punto di riferimento principale per gli italiani che vogliono visitare le lande scozzesi. Il suo portfolio, oltre a ritrarre le meravigliose terre in cui vive, comprende alcuni tra i territori più spettacolari del Pianeta Terra. Può vantare al suo attivo numerose collaborazioni e riconoscimenti a livello internazionale. Alcune sue fotografie sono state esibite in importanti gallerie come il Burke Museum di Seattle, il National Theatre ed il Natural History Museum di Londra.


roberto lanza Gennaio 29 '18 · Commenti: 1
roberto lanza
vi voglio segnalare un articolo interessante che parla di come giudicare una fotografia.
Consiglio anche di scaricare il pdf che troverete alla fine dell'articolo.
Sperando di farvi cosa gradita, buona lettura
ro


http://www.nadir.it/pandora/RIGGI_LEGGERE-UNA-FOTOGRAFIA/leggere-una-fotografia.htm


roberto lanza Gennaio 27 '18 · Voti: 5 · Commenti: 4
roberto lanza
Joel Meyerowitz



Fotografo statunitense (n. New York 1938). Impegnato dapprima nella pubblicità, si è dedicato poi, dal 1963, all'attività di fotografo di strada, alla maniera di H. Cartier-Bresson e G. Winogrand. Concentratosi esclusivamente sul colore dalla fine degli anni Sessanta, ha elaborato un linguaggio che gli ha consentito di valorizzare le potenzialità cromatiche e descrittive del mezzo fotografico.

Appartengono a questa ampia fase di ricerca i paesaggi realizzati nel 1976 per la serie dedicata a Cape Cod (pubblicati in Bay/Sky/Porch, 1979, e in Summer's day, 1985).

Attivo nell'insegnamento dal 1977 (Princeton University), ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali (Fotografo dell'anno in Giappone, 2000, ecc.); le sue fotografie sono presenti in importanti collezioni (Museum of modern art, New York; Museum of fine arts, Boston; The San Francisco museum of modern art, ecc.).

Tra le numerose esposizioni personali realizzate a partire dal 1966, ricordiamo On the street, Color photographs, 1963-1973 (Chicago art institute, 1994-95), Human events/Urban events (Milano, Centro Culturale, 1999) e Aftermath: inside the forbidden city (mostra itinerante dal 2003).

Oltre a diverse pubblicazioni (Cape light, 1978; Bystander; A history of street photography, in collab. con C. Westerbeck, 1994; Joel Meyerowitz, 2000; Tuscany. Inside the light, in collaborazione con M. Barrett, 2003; Aftermath: World Trade Center Archive, 2006), ha realizzato un film autobiografico (POP, 1999).


roberto lanza Gennaio 27 '18
roberto lanza
Inge Morath (Graz, 27 maggio 1923 – New York, 30 gennaio 2002) è stata una fotografa austriaca.

Nel 1953 si unì alla celebre agenzia Magnum Photos Agency, diventando membro ufficiale del gruppo in seguito, nel 1955 pubblicò la sua prima collezione di fotografie , alla fine della carriera si contarono 30 monografie

Il 17 febbraio 1962 sposò Arthur Miller che era stato sposato in precedenza con l'attrice Marilyn Monroe. La coppia ebbe due figli, Rebecca (diventerà un'attrice famosa) nata nel settembre e Daniel nato nel 1966.

Morì all'età di 78 anni



roberto lanza Gennaio 25 '18 · Commenti: 2
roberto lanza
Walker Evans (Saint Louis, 3 novembre 1903 – New Haven, 10 aprile 1975) è stato un fotografo statunitense.

Diventò celebre per aver immortalato gli Stati Uniti della crisi economica degli anni trenta. La sua fu una fotografia sociale, documentaria e di denuncia, tanto della condizione umana, quanto di quella strutturale. I suoi soggetti erano spesso i volti della gente, così come le case e i paesaggi in cui abitavano.
Nel 1930, dopo vani tentativi di diventare uno scrittore professionista, decise di dedicarsi alla fotografia. Il suo reportage su Cuba (1933) durante la rivolta popolare contro il dittatore Machado costituisce tutt'oggi un eccezionale documento storico.

Nel 1936 iniziò a collaborare invece con James Agee. Quest'ultimo preparò i testi da associare alle foto di Evans nel libro Let us now praise famous men (1941), frutto di un viaggio nel sud rurale degli Stati Uniti e testimone di una profonda e diffusa povertà. A Hale County (Alabama), i due furono presi per agenti sovietici da tre famiglie locali, le cui immagini diventarono l'emblema della Grande depressione.
Tra il 1938 e il 1941 Evans lavorò con Helen Levitt: a questo intervallo di tempo risalgono anche i famosi scatti che compongono i Subway portraits. Con l'aiuto di una fotocamera Contax formato 35 mm nascosta sotto il suo cappotto ed utilizzando una pellicola piuttosto sensibile per quei tempi, Evans scattò una serie di foto nella metropolitana di New York a soggetti inconsapevoli. Il tutto venne pubblicato in un libro dal titolo Many are called nel Settembre 1966, e ripubblicato nel 2004 in occasione del centenario della metropolitana newyorkese.

Fu un pioniere della straight photography e della fotografia in bianco e nero, ma non disdegnò l'uso del colore e la sperimentazione artistica.



roberto lanza Gennaio 23 '18 · Commenti: 2
roberto lanza
Willy Ronis (Parigi, 14 agosto 1910 – Parigi, 12 settembre 2009) è stato un fotografo francese che si era dedicato alle immagini prese dal vivo (sur le vif) e in bianco e nero. Fu uno dei più importanti rappresentanti del movimento che si è chiamato la fotografia umanistica.


Nel 1929, Willy Ronis s'iscrisse alla facoltà di diritto, benché sperasse di divenire compositore. Ma, quando tornò dal servizio militare, nel 1932, il padre, assai malato, gli chiede di aiutarlo allo studio. Non si interessava molto alla fotografia convenzionale, ma si entusiasmò per le mostre fotografiche. Le sue opinioni politiche lo portavano chiaramente a sinistra: fece fotografie per le manifestazioni operaie del 1934. Nel 1936, il padre morì, lo studio venne venduto e la famiglia se ne andò nel XI arrondissement di Parigi.

Da questo momento, si dedicò al reportage. Con lo sviluppo del movimento del Fronte Popolare, ideali comuni accomunavano Ronis a Robert Capa ed a David «Chim» Seymour, fotografi allora già famosi. Incontrò anche Kertész, Brassaï e Cartier-Bresson. Ma, in confronto alla visione di questi ultimi, Willy Ronis sviluppò una vera originalità, segnata dall'attenzione portata all'«armonia corale dei movimenti di follia ed alla gioia delle feste popolare».

Dopo la Seconda guerra mondiale, entrò nell'agenzia Rapho e, col sostegno del suo amico Roméo Martinez, collaborò alle riviste Regards, Time e Life.



roberto lanza Gennaio 21 '18 · Commenti: 2
roberto lanza
MARIA STENZEL

Cresciuta tra il Ghana, l'Olanda e New York, Maria Stenzel è una fotografa poliedrica di grande sensibilità artistica che collabora con National Geographic fin dagli anni Ottanta. Per il magazine ha girato il mondo intero, dalle foreste pluviali all'America del Sud, dal Madagascar alle Ande, realizzando servizi su temi ambientali, scientifici e sociali.
Ma il suo vero amore, il luogo in cui ama tornare sempre fin dal 1995 quando vi approdò per la prima volta, è l'Antartide. E' proprio tra i ghiacci delle terre più meridionali al mondo che questa fotografa si trova maggiormente a suo agio; lì il suo sguardo acuto può spaziare liberamente, catturando l'essenza di un mondo al contempo duro e fragile, dove la natura è padrona.

roberto lanza Gennaio 19 '18 · Voti: 5
teresa zanetti

Tra una battuta e l'altra, Furmi e Médard cercano di conoscersi. Si raccontano che cosa hanno fatto durante la giornata, senza preoccuparsi troppo di nascondere la fatica che pesa come un macigno sulle spalle di tutti e due.

"Come ti chiami?" gli chiede il vecchio custode."Perché non sei a scuola? Dove sono i tuoi genitori? Sarai mica scappato di casa?"

"Ehi, Monsieur le gardien" ribatte Furmi. "Come faccio a rispondere a tutte queste domande se non me ne dai neppure il tempo?"

Paul Bakolo Ngoi, Chi ha mai sentito russare una banana?, Fabbri Editori, 2007


https://zanteasphere.blogspot.it/

teresa zanetti Gennaio 19 '18
teresa zanetti

Scomparsi i giocatori di "lacrosse" entrano in campo i quattrocentisti per le semifinali. Il negro giamaicano Wint, che studia medicina a Londra e che ha fatto la guerra nella RAF ha corso la sua serie senza assolutamente forzare in 46"3, che è un tempo formidabile. WInt è dotato di una scioltezza spettacolare, un senso del ritmo inaudito, una velocità ottima sensazionale. Non sappiamo trovare aggettivi per questo grande campione dalla faccia cupa e triste.

Gianni Brera, L'Abatino Berruti - scritti sull'atletica leggera, Book Time, 2009


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teresa zanetti Gennaio 18 '18
teresa zanetti

Da oggi potrete trovare il buongiorno anche su https://zanteasphere.blogspot.it/


Un uomo sui trent'anni è seduto al tavolo di un bar, in fondo al locale. C'è poca gente, l'illuminazione è scarsa, l'uomo ha davanti a sé un cappuccino.

Dopo qualche minuto arriva un altro uomo, molto più anziano, ma robusto e in forma, capelli corti, baffi bianchi, tratti vagamente mongoli.


UOMO ANZIANO Sono in ritardo?


UOMO GIOVANE No, no, lei è puntualissimo.

Sono stato io ad arrivare con qualche minuto di anticipo. Prende qualcosa?


UOMO ANZIANO Prendo anch'io un cappuccino, grazie.


Il giovane chiama il cameriere, ordina e poi torna a rivolgersi all'altro.


UOMO ANZIANO Dunque lei è uno scrittore?


UOMO GIOVANE Sì, scrivo romanzi.


UOMO ANZIANO Temo di non aver letto nulla di suo. Mi dispiace.


UOMO GIOVANE Ah, non si preoccupi. E' in compagnia della quasi totalità della popolazione mondiale. A lei piace leggere?



UOMO ANZIANO Sì.


UOMO GIOVANE SIngolare, per un poliziotto.


UOMO ANZIANO Conosce molti poliziotti?


UOMO GIOVANE (dopo una pausa) Ha ragione, mi scusi. Ho detto una banalità

Gianrico Carofiglio, Il paradosso del poliziotto - dialogo, Nottetempo, 2009




teresa zanetti Gennaio 17 '18
roberto lanza

Manuel Álvarez Bravo (Città del Messico, 4 febbraio 1902 – Città del Messico, 19 ottobre 2002) è stato un fotografo messicano.

Proveniva da una famiglia di artisti, e da giovane incontrò alcuni artisti famosi, come Tina Modotti e Diego Rivera, che incoraggiarono il suo lavoro.

Studiò pittura e musica all'Academia Nacional de Bellas Aries nel 1918, ma non si accostò alla fotografia fino alla metà degli anni '20. Nonostante non fece mai parte formalmente del movimento surrealista, il suo lavoro evidenzia molte caratteristiche del surrealismo, e fu presentato a molti dei suoi fondatori. Il suo lavoro spesso esprime sogno o fantasia, ed ha frequentemente fotografato oggetti inanimati in modo da conferirgli caratteristiche umane.

Il lavoro di Álvarez Bravo era spesso politicizzato, con riferimenti sia diretti che indiretti alla rivoluzione messicana. Una delle sue foto più famose, Obrero en huelga, asesinado (Lavoratore in sciopero, assassinato) raffigura un corpo insanguinato, steso a faccia in su sotto al sole. Si associò a molti artisti e scrittori rivoluzionari, ma non lascio che la politica sopraffacesse gli aspetti personali del proprio lavoro; continuò a creare belle, sognanti fotografie della vita in Messico fino alla sua morte nel 2002.

È considerato una delle figure che hanno più profondamente influenzato la fotografia messicana e latino-americana, e i suoi lavori sono largamente pubblicati in tutto il mondo.

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roberto lanza Gennaio 16 '18
roberto lanza
Sarah Lee

Nata alle Hawaii, è diventata fotografa a 21 anni, nuotando in mare aperto e cavalcando onde altissime sul surf.
 Cresciuta in una fattoria di caffè (anche se preferisce il tè),
ex nuotatrice professionista, Sarah firma scatti che vivono in acqua.

roberto lanza Gennaio 13 '18
roberto lanza
Thomas Leuthard

Thomas Leuthard  è un documentarista e fotografo di strada ,di Zugo, attualmente con sede a Hünenberg See, Svizzera.
Gli piace scattare foto di persone durante la loro vita, sulle strade dove tutto si svolge.
Gli piace anche viaggiare  nelle grandi città del mondo per godere di questa sua passione.



roberto lanza Gennaio 11 '18
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