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roberto lanza
La genialità di The Cal sta nel proporre interpretazioni uniche, capaci di raccontare un modello estetico ben preciso.
È la storia della bellezza, declinata in forma di calendario, che racconta un'epoca, se non addirittura un anno.
Il Calendario Pirelli è sinonimo di bello, moda e glam per l’anno che verrà.
I fotografi che si sono succeduti nella creazione delle 12 pagine sono sempre stati i migliori,
soprattutto in ambito fashion, ma non solo.
Calendari impreziositi da splendide immagini di modelle sensuali sono,
e senza dubbio continueranno ad essere, uno dei modi più piacevoli di tenere il conto dei giorni e dei mesi.
E anche se il loro mercato è piuttosto limitato, il successo di questi calendari dà soddisfazioni sia estetiche che economiche.
Ma fra tutti i calendari di belle donne il Calendario Pirelli ha un posto a parte, molto al di sopra degli altri.
Il Calendario Pirelli si definisce con una sola parola: classe.
Classe come chiave del successo. Ma classe anche come attenzione, quasi maniacale, per i dettagli e la qualità;
classe come impeccabile tecnica fotografica dei professionisti che stanno dietro alle splendide immagini e alle altrettanto splendide donne.
I fotografi che hanno firmato le varie edizioni del Calendario Pirelli e che lo hanno reso esclusivo
ed inimitabile sono tra i più famosi e ricercati esponenti della professione.
Non c’è stella del cinema, modella o rock-star che non sarebbe felice di stare davanti al loro obiettivo.
Ed è questa professione di talento che ha sempre consentito al Calendario Pirelli, fin dalla sua prima edizione,
di essere lontano mille miglia dalla semplice esibizione di un bel corpo di una donna seminuda.
Le immagini dei Calendari Pirelli sono opere d’arte fotografica,

e possono fare bella mostra di sé dovunque: nel garage di un meccanico come nell’ufficio di un dirigente d’azienda.


Il Calendario Pirelli è stato creato all'inizio degli anni 60 da Derek Forsyth,
allora responsabile dell'Ufficio Pubblicità della Pirelli,
per ottimizzare il valore del limitato budget pubblicitario di cui disponeva.
In quegli anni Pirelli distribuiva molti gadget come, ad esempio, portachiavi e tagliacarte con il logo dell'azienda.
Forsyth decise invece di concentrare le risorse su un solo oggetto che avesse un largo richiamo; nacque così il Calendario Pirelli.


1963

Il tema del primo Calendario sono i dodici prodotti Pirelli più venduti in dodici diverse aree di esportazione.
Terence Donovan, un fotografo londinese emergente, che fotograferà poi il bellissimo nero Calendario Pirelli del 1987,
venne scelto per scattare le dodici immagini con il tema prescelto.
Dodici donne, di una bellezza semplice e pura, rappresentavano ciascuna, in modo molto puritano,
le dodici aree di esportazione ed erano fotografate insieme ai prodotti Pirelli.
Le gomme per biciclette erano il prodotto più venduto ad Hong Kong,
e una ragazza cinese posò per Donovan in sella ad una bicicletta;
i pneumatici per aerei erano evidentemente il prodotto più venduto alle isole Fiji,
così l'interno di un aereo fu il set prescelto per fotografare una ragazza delle isole Fiji,
e così via per tutte e dodici le immagini del calendario.
Il Calendario fu molto meno che un successo.
Tanto è vero che questa prima edizione è stata, per quanto ci è noto, pressoché ignorata da tutte le pubblicazioni del Calendario Pirelli.
In nessun caso comunque è stata considerata edizione ufficiale, della collezione o edizione al pari delle altre.
Per certi aspetti è comprensibile che il Calendario del 1963 sia stato escluso dalla collezione ufficiale
dato il suo carattere estremamente puritano, specie se confrontato con le edizioni successive.




1964


Robert Freeman (nato nel 1936) è un fotografo e designer, famoso per le sue copertine degli album per i Beatles
e il suo lavoro di progettazione sulle sequenze finali dei loro primi due film e sui relativi poster e materiali pubblicitari.
Freeman è stato premiato come giornalista fotografico per il quotidiano britannico The Sunday Times ,
per il quale ha fotografato una varietà di argomenti tra cui Nikita Kruscev al Cremlino .
Si era anche fatto notare per le sue fotografie in bianco e nero di diversi musicisti jazz tra cui John Coltrane .
Furono queste fotografie a impressionare il manager dei Beatles Brian Epstein e i Beatles stessi
e portarono alla sua prima commissione nell'agosto del 1963 a fotografare il gruppo.
Fu scelto per fotografare la totalità del primo Calendario Pirelli , girato nel 1963 per l'anno 1964.



1965


Brian Duffy (15 giugno 1933 - 31 maggio 2010) è stato un fotografo e produttore cinematografico inglese,
ricordato per la sua fotografia di moda e ritrattistica degli anni '60 e '70.
Nel 1965 a Duffy fu chiesto di girare il secondo calendario Pirelli che fu girato sul posto nel sud della Francia.
È stato incaricato di riprendere il calendario di nuovo nel 1973 (uno dei pochissimi fotografi commissionati per girare due)
che ha creato in collaborazione con l'artista pop britannico Allen Jones e lo specialista dei filtri d'aria Philip Castle




1966


Peter Knapp, nato in Svizzera, conosce tutti gli aspetti del mondo dell'immagine: è stato pittore, fotografo, direttore artistico.
Da Elle dove elaborava i progetti grafici che lo hanno reso famoso è passato alla direzione artistica della rivista Fortune.
All'inizio degli anni Sessanta si volse alla fotografia di moda, concentrandosi sempre di più sulla fotografia a colori.
Al suo attivo ha anche un'esperienza di insegnamento svolto presso l'Académie Julian, prestigiosa scuola di arti grafiche a Parigi.
I suoi lavori sono stati esposti in moltissime gallerie in Europa e negli Stati Uniti.



roberto lanza Maggio 11 '18 · Commenti: 1
roberto lanza
David Szymin, noto come David Seymour o con lo pseudonimo Chim, pronuncia scim, abbreviazione di Szymin
(Varsavia, 20 novembre 1911 – El Qantara, 10 novembre 1956), è stato un fotografo e giornalista polacco.

Nacque a Varsavia da genitori ebrei Polacchi e cominciò a interessarsi alla fotografia durante i suoi studi a Parigi.
Iniziò a lavorare come giornalista freelance nel 1933.
I reportage di Chim della Guerra civile spagnola, Cecoslovacchia e altri eventi europei lo resero famoso.
Era particolarmente apprezzato per i suoi ritratti, specialmente di bambini.
Nel 1939 documentò il viaggio dei rifugiati spagnoli repubblicani verso il Messico e si trovava a New York quando scoppiò la Seconda guerra mondiale.
Nel 1940 fu arruolato dall'esercito statunitense e inviato in Europa come fotoreporter durante la guerra. Divenne cittadino naturalizzato degli Stati Uniti nel 1942;
nello stesso anno i genitori furono uccisi dai nazisti. Dopo la guerra ritornò in Europa per documentare le condizioni dei bambini rifugiati per conto dell'UNICEF, da poco fondato.

Nel 1947, co-fondò la cooperativa di fotografi Magnum Photos, con Robert Capa e Henri Cartier-Bresson,
con i quali aveva stretto amicizia a Parigi negli anni '30.
La sua reputazione per le foto degli orfani di guerra crebbe fotografando celebrità di Hollywood come Sophia Loren, Kirk Douglas, Ingrid Bergman e Joan Collins.

Dopo la morte di Capa nel 1954, Chim divenne il presidente della Magnum Photos.
Rivestì la carica fino al 10 novembre 1956, quando fu ucciso (assieme al fotografo francese Jean Roy)
dal fuoco di un fucile mitragliatore egiziano mentre documentava la Crisi di Suez.


roberto lanza
George Rodger (Hale, 19 marzo 1908 – Ashford, 24 luglio 1995) è stato un fotoreporter inglese.

George Rodger, dopo aver lavorato in gioventù nelle navi mercantili britanniche, iniziò a lavorare come fotografo per la BBC.
Riuscì ad immortalare il blitz di Londra, fu grazie a questo che si avvicinò alla rivista Life
e cominciò a lavorare come fotoreporter di guerra.
Fotografò la guerra in Albissinia, dell'Eritrea e del Deserto Occidentale e la liberazione di Francia,
Belgio e Paesi Bassi. Fu in Italia che strinse una amicizia importante con Robert Capa.
Rodger è conosciuto per i suoi lavori in Africa e per aver fotografato
il campo di concentramento di Bergen-Belsen alla fine della seconda guerra mondiale.
L'esperienza traumatica dei campi di concentramento lo portò ad abbandonare il fotogiornalismo di guerra
e a viaggiare in Africa e Medio Oriente, dove realizzò servizi naturalistici ed etnografici.

Nel 1947, fu tra i membri fondatori di Magnum Photos, insieme a Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour e William Vandivert.
George per trent'anni lavorò come fotografo freelance.
La maggior parte dei servizi fotografici in Africa fu pubblicata sul National Geographic e su altre celebri riviste.

Ebbe moltissimo successo nella sua vita. Morì il 24 luglio 1995.


roberto lanza Aprile 26 '18 · Tags: george rodger xaaron siskind alexey titarenko andré kertész berenice abbott bill cunningham christophe agou cristina garcía rodero eugène atget fabio bucciarelli gary stochl guy le querrec hiroshi hamaya inge morath jamel shabazz james barnor joel meyerow, george rodger xaaron siskind alexey titarenko andré kertész berenice abbott bill cunningham christophe agou cristina garcía rodero eugène atget fabio bucciarelli gary stochl guy le querrec hiroshi hamaya inge morath jamel shabazz james barnor joel meyerow, george rodger xaaron siskind alexey titarenko andré kertész berenice abbott bill cunningham christophe agou cristina garcía rodero eugène atget fabio bucciarelli gary stochl guy le querrec hiroshi hamaya inge morath jamel shabazz james barnor joel meyerow, george rodger xaaron siskind alexey titarenko andré kertész berenice abbott bill cunningham christophe agou cristina garcía rodero eugène atget fabio bucciarelli gary stochl guy le querrec hiroshi hamaya inge morath jamel shabazz james barnor joel meyerow, george rodger xaaron siskind alexey titarenko andré kertész berenice abbott bill cunningham christophe agou cristina garcía rodero eugène atget fabio bucciarelli gary stochl guy le querrec hiroshi hamaya inge morath jamel shabazz james barnor joel meyerow, george rodger xaaron siskind alexey titarenko andré kertész berenice abbott bill cunningham christophe agou cristina garcía rodero eugène atget fabio bucciarelli gary stochl guy le querrec hiroshi hamaya inge morath jamel shabazz james barnor joel meyerow, roberto lanza
roberto lanza
Anna-Lou (Annie) Leibovitz (Waterbury, 2 ottobre 1949) è una fotografa statunitense.

Ritrattista affermata, Leibovitz ha uno stile caratterizzato dalla stretta collaborazione tra fotografo e modello.
La Leibovitz divenne famosa durante i suoi 13 anni passati come fotografa
per la rivista Rolling Stone, dal 1970 al 1983. Nel 1975,
occupò il ruolo di fotografa della tournée di concerti del gruppo rock dei The Rolling Stones.
Negli anni 1980 la Leibovitz fotografò delle celebrità per una campagna pubblicitaria internazionale della American Express.
Dal 1983 ha lavorato come fotografa ritrattista per Vanity Fair.
Nel 1990 viene premiata col Infinity Awards per la Applied photography.
Nel 1991 ha tenuto un'esposizione alla National Portrait Gallery. Annie Leibovitz ha inoltre pubblicato cinque libri di sue fotografie,
Photographs, Photographs 1970-1990, American Olympians, Women, e American Music.
Nel 1998 e ha realizzato il Calendario Pirelli 1999. Nel 2008 ha realizzato il calendario Lavazza 2009.
Infine è stata scelta come fotografa per il Calendario Pirelli 2016 che vedrà ritratte 12 donne tra cui Yoko Ono, Tavi Gevinson e Patti Smith.


roberto lanza
  Fulvio Roiter
Meolo, 1º novembre 1926 – Venezia, 18 aprile 2016 è stato un fotografo italiano.
Esperto di fotografia in bianco e nero usò anche nel colore dei reportages di viaggi
una personale tecnica che esaltava luoghi e particolari inediti della scena.
Già apprezzato fotografo per aver prodotto diversi libri fotografici di città e regioni del mondo,
salì alla ribalta internazionale per gli scatti sulla sua Venezia da cui trasse il libro Essere Venezia del 1977.

È stato uno dei tre fotografi italiani a cui è stato assegnato nel 1956 il premio internazionale per l'editoria fotografica Nadar.
Proveniente dalla scuola della fotografia neorealista, Roiter
sviluppa e raffina la «forza narrativa e l'occhio poetico» con le sue foto bianco e nero inventando un formato fino ad allora inusuale,
quello rettangolare, in cui colloca personaggi ed oggetti della vita di ogni giorno in un contesto dove vengono rigorosamente privilegiate
«le forme della composizione» con inquadrature calcolate come per esempio la foto di due carabinieri fotografati in una piazza ben squadrata
o le forme di persone in cui viene esaltato il contrasto con il resto dell'immagine.
Contrasto ricercato con colori "accesi" anche per la fotografia a colori,
che all'inizio della sua "conversione" dal B/N fa subito riconoscere il suo nuovo "stile".

Un metodo per il bianco nero quello di Roiter, dove
«l'essenzialità e il rigore del bianco nero prevaleva sul trionfo del colore»,
questa infatti fu la motivazione della giuria che fece vincere al fotografo veneziano il premio internazionale francese Nadar
che premiò il più bel libro nel panorama mondiale della editoria fotografica del 1956,
un libro di foto realizzate esclusivamente in bianco nero rispetto ad altri libri fotografici di altri famosi fotografi che scelsero il colore.

roberto lanza
Herbert Ritts Jr.  Los Angeles, 13 agosto 1952 – Los Angeles, 26 dicembre 2002
è stato un fotografo e regista statunitense, che si è concentrato soprattutto sulla fotografia in bianco e nero e sul ritratto,
ispirandosi allo stile della scultura della Grecia classica.

Di conseguenza, come per Bruce Weber, alcune delle sue opere più famose sono nudi maschili e femminili nello stile che può essere definito fotografia glamour.
Inizialmente non utilizzò mai alcun accorgimento tecnico, nemmeno luci che non fossero quella solare e il suo stile semplice,
ed efficace, è stato influenzato da grandi fotografi del passato come Herbert List ed Helmut Newton.
È indicato da molti critici d'arte come uno dei migliori fotografi di moda dello scorso secolo 
roberto lanza
Franco Fontana (Modena, 9 dicembre 1933) è un fotografo, fotoreporter e scrittore italiano.
Comincia a fotografare nel 1961. Frequentatore dei "Fotoclub", la sua attività è prevalentemente amatoriale,
anche se svolge ricerche estetiche su diversi temi. Molto rilevanti saranno quelle dedicate all'espressione astratta del colore,
svolte in un periodo in cui l'astrattismo in fotografia era da ricercarsi esclusivamente nel bianco e nero.

Nel 1963 espone alla Terza Biennale Internazionale del Colore a Vienna; l'anno dopo Popular Photography gli pubblica, per la prima volta, un portfolio con testo di Piero Racanicchi.
Tiene le prime esposizioni personali nel 1965 a Torino (Società fotografica Subalpina) e nel 1968 a Modena (Galleria della Sala di Cultura).
L'esposizione nella città natale segna una svolta nella sua ricerca.

La sua complessa attività e il rilievo internazionale della sua produzione possono essere compendiati in alcune cifre.
Gli sono stati dedicati oltre 70 libri, pubblicati da editori italiani, francesi, tedeschi, svizzeri, spagnoli, americani e giapponesi;
ha esposto in musei pubblici e gallerie private di tutto il mondo - oltre 400 sono le mostre personali e di gruppo che ha finora tenuto.

Le sue opere sono conservate in oltre cinquanta musei in tutto il mondo, fra i quali: International Museum of Photography, Rochester;
Museum of Modern Art, New York; Museum of Fine Arts, San Francisco; Museum Ludwig, Colonia; Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris;
Victoria and Albert Museum, Londra; Stedelijk Museum, Amsterdam; Kunsthaus di Zurigo; Galleria civica d'arte moderna e contemporanea, Torino;
The Photographic Museum, Helsinki; Puskin State Museum of Fine Arts, Mosca; The University of Texas, Austin; Museum of Modern Art, Norman, Oklahoma;
Museo d'Arte di San Paolo; Israel Museum, Gerusalemme; Metropolitan Museum, Tokyo; National Gallery di Pechino; The Australian National Gallery, Melbourne;
The Art Gallery of New South Wales, Sidney - e private.

Ha ottenuto importanti riconoscimenti e premi, in Italia e all'estero.
Ha collaborato e collabora con riviste e quotidiani: Time-Life, Vogue USA, Vogue France, Il Venerdì di Repubblica, Sette, Panorama, Epoca, Class,
Frankfurter Allgemeine, New York Times. Tra le tante campagne pubblicitarie da lui firmate, vanno almeno ricordate quelle per: Fiat, Volkswagen, Ferrovie dello Stato,
Snam, Sony, Volvo, Versace, Canon, Kodak, Robe di Kappa. Ha tenuto workshop e conferenze all'estero (Guggenheim Museum, New York; Institute of Technology, Tokyo;
Accademia di Bruxelles; Università di Toronto; Parigi; Arles; Rockport; Barcellona; Taipei) e in numerose città italiane (tra le tante: Torino, Politecnico; Roma)
e ha collaborato con il Centre Georges Pompidou, nonché con i Ministeri della Cultura di Francia e Giappone.
È stato direttore artistico del Toscana FotoFestival



roberto lanza
Ernst Haas (Vienna, 2 marzo 1921 – New York, 12 settembre 1986) è stato un fotografo austriaco.

Nella sua carriera sperimentò l'utilizzo della fotografia a colori e con soggetti in movimento.
Fece parte dell'agenzia Magnum Photos.
Negli anni '40 intraprese gli studi di medicina, purtroppo a lui preclusi a causa delle leggi razziali (Haas era di origine ebraica).
Nel 1941 entra nell'Istituto Grafico di Vienna che abbandona dopo pochi mesi.
Pochi anni dopo incomincia a lavorare in studio e ad insegnare fotografia presso la Croce Rossa.
Famosa la sua prima mostra con le foto di guerra di Vienna (per esempio Sunbathers).
Conosce Capa, Cartier Bresson e Bischof presso la Magnum, e a partire dagli anni '50 incomincia a lavorare per la rivista Life.
Nel 1959 viene eletto Presidente della celebre agenzia Magnum, e continua coi suoi reportage fotografici in tutto il mondo,
sperimentando l'uso del colore, specialmente del Kodakchrome.
Tra i suoi ultimi importanti reportage ricordiamo il servizio per le Olimpiadi di Los Angeles nel 1984.

roberto lanza
Paolo Monti (Novara, 11 agosto 1908 – Milano, 29 novembre 1982)
è stato un fotografo italiano, esponente significativo della realtà culturale legata alla fotografia negli anni sessanta.

Il padre Romeo, originario della Val d'Ossola, era un foto-amatore dilettante
e Monti trascorse l'infanzia e la giovinezza tra le lastre e i pesanti apparecchi dell'epoca.
Dopo gli anni passati spostandosi con la famiglia tra le piccole città dove il padre veniva trasferito dalla banca in cui lavorava come funzionario,
Monti si stabilì a Milano per frequentare l'Università Bocconi.
Si laureò in economia politica nel 1930 e ritornò in Piemonte, dove lavorò per qualche anno.
Poco dopo la prematura scomparsa del padre, nel 1936, sposò Maria Binotti, coetanea e compagna di giochi negli anni infantili trascorsi in Val d'Ossola.
Nello stesso anno Monti fu assunto dalla Montecatini e lavorò per diverse filiali dell'azienda,
cambiando spesso città. Nel 1939 fu trasferito a Mestre e vi rimase fino al 1945, quando decise di lasciare la Montecatini
a causa di alcune agitazioni che interessano l'azienda nella fase finale del regime fascista.
Grazie all'aiuto di un amico fotografo trovò lavoro al consorzio agrario regionale e si trasferì a Venezia.

Parallelamente all'attività professionale, Monti si dedicò con sempre maggior devozione all'hobby della fotografia.
Nel 1947 con alcuni amici fondò il circolo La Gondola, che nel giro di pochi anni si impose sulla scena internazionale come movimento d'avanguardia.
Nel 1953, forte delle collaborazioni avviate con alcune note riviste di architettura e design,
Monti decise di cambiare lavoro e ritornare a Milano per dedicarsi alla fotografia.
Fu scelto come fotografo per la X Triennale e diede inizio a una feconda attività editoriale: oltre ai servizi pubblicati sulle riviste,
le sue foto concorrono a illustrare più di 200 volumi su regioni, città, artisti e architetti.
Negli anni sessanta, come esponente significativo della realtà culturale legata alla fotografia,
Monti fu parte di una fitta rete di relazioni che gli portarono notevoli fortune anche in ambito lavorativo.
Nel 1965 intraprese una vasta campagna di rilevamento per l'illustrazione della Storia della Letteratura Italiana di Garzanti
e dal 1966 si dedicò a un vasto censimento fotografico (il più ampio mai concepito in Europa)
delle valli appenniniche e dei centri storici delle città dell'Emilia-Romagna, che lo impegnò per oltre dieci anni.
Nel 1979 fu chiamato a collaborare con Einaudi alla realizzazione dell'apparato iconografico della Storia dell'Arte Italiana.

Nel 1970 co-organizzò la mostra Bologna Centro Storico intesa a promuovere una proposta di variante al piano regolatore per il centro storico.
Attivo anche nel campo della didattica, Monti insegnò Tecnica della Fotografia alla Società Umanitaria di Milano dal 1964 al 1966.
Quattro anni più tardi accettò la cattedra di Tecnica ed Estetica dell'Immagine presso il Dipartimento di Arte, Musica e Spettacolo della dell'Università di Bologna,
che abbandonò nel 1974.
All'attività professionale strettamente intesa, Monti continuò ad affiancare la ricerca sui temi e i soggetti che aveva sempre amato: Venezia, Milano e molti altri luoghi;
ritratti, paesaggi; la materia e gli esperimenti astratti, che Monti condusse fino alla cosciente violazione di ogni norma tecnica.
Interessanti le sue esplorazioni sulla fotografia movimentista.

Nel 1980 ha ricevuto dal presidente della Repubblica Sandro Pertini il premio nazionale Zanotti Bianco
per il "contributo decisivo ad affinare le coscienze e diffondere le responsabilità per il restauro conservativo delle nostre città storiche".
Dallo stesso anno Monti si dedicò al censimento del Lago d'Orta e della Val d'Ossola.
Monti morì a Milano il 29 novembre 1982, dopo una breve malattia.
Fu sepolto ad Anzola d'Ossola, dove trascorreva le vacanze estive e ha svolto gran parte delle sue ricerche più sperimentali sulla fotografia.
Le sue opere sono conservate in numerose collezioni italiane.

roberto lanza
Stanley Kubrick
(New York, 26 luglio 1928 – St Albans, 7 marzo 1999) è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense naturalizzato britannico.

Viene considerato uno dei più grandi e geniali cineasti della storia del cinema, è stato anche direttore della fotografia, montatore, scenografo, creatore di effetti speciali,
scrittore, fotografo. Le sue opere sono considerate dal critico cinematografico Michel Ciment "tra i più importanti contributi alla cinematografia mondiale del ventesimo secolo".

1928–1950: Kubrick e Look
All'età di tredici anni riceve in regalo dal padre una macchina fotografica.
Fin da bambino è affascinato dalla tecnica fotografica e nel 1945 la sua carriera parte con una straordinaria foto di un edicolante rattristato
della notizia della morte del presidente Roosevelt, che vende alla rivista Look.
A scuola si sente vittima dei soprusi di insegnanti oltremodo conformisti e bigotti che favoriscono chiaramente gli alunni di origini altoborghesi.
Negli stessi anni segue studi artistici di fotografia (che gli rallenteranno il percorso scolastico) e comincia ad appassionarsi alla poesia simbolistica e alla filosofia,
che lo porteranno in breve a conoscere il pensiero del filosofo Nietzsche.
Dopo essersi faticosamente diplomato, comincia a lavorare per Look come fotografo.
A diciannove anni trascorre cinque sere la settimana nella sala di proiezione del Museum of Modern Art di New York,
a guardare vecchi film e dopo quattro anni di studio all'accademia di arte cinematografica, pagati grazie allo stipendio da giornalista locale,
decide di dedicarsi attivamente al cinema.
Nel 1949 dirige il cortometraggio Day of the Fight, un documentario sulla giornata del pugile Walter Cartier autoprodotto con soli 3.900 dollari
raggranellati tra parenti e amici, e che rivende alla RKO per 4.000 dollari.

Il successivo documentario, finanziato dalla RKO per 1.500 dollari, è Flying Padre, la giornata di un prete del Nuovo Messico
che percorre la sterminata estensione della sua parrocchia utilizzando un piccolo aereo da turismo.
Ottenuto un discreto successo con i primi cortometraggi, decide di abbandonare definitivamente il lavoro alla rivista Look
e di iniziare la carriera di regista a tempo pieno, producendo il primo lungometraggio nel 1953: Paura e desiderio,
per anni quasi introvabile, si dice per volontà dello stesso Kubrick, che lo definirà in età matura «un tentativo serio realizzato in modo maldestro»,
ma che gli permette di prendere maggiore confidenza con la tecnica cinematografica.


Kubrick muore durante il sonno, stroncato da un infarto, nella sua casa di campagna il 7 marzo 1999, all'età di settant'anni.
I funerali avvengono in forma riservata e laica, conformi a quella ritrosia dal mondo esterno che aveva caratterizzato l'ultima parte della sua vita.
In base alle sue ultime volontà, il corpo è stato sepolto nel giardino della casa stessa a Childwickbury, nell'Hertfordshire.

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