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teresa zanetti
Il mare è uno specchio perché riflette fedelmente la nostra immagine. In mare non vale la pena di fingere o salvare le apparenze. Finzione e millanteria sono spesso punite. Conrad parla dei suoi anni in mare come di " quel genere di esperienza che insegna a poco a poco all'uomo a vedere e a sentire". Dire che il mare riflette fedelmente la nostra immagine  e ci rivela a noi stessi equivale a dire che il rapporto tra Conrad e il mare è realistico e concreto, senza inutile romanticismo o idealismo. Per i terraioli, si sa, il mare è soprattutto uno spazio di sogno e di miti. E' il simbolo quasi parodistico della libertà e della partenza verso esotici lidi. Per il marinaio esperto, invece, il mare è un luogo che più concreto di così non potrebbe essere, un luogo di lavoro dove l'errore di giudizio, la negligenza e la leggerezza hanno la loro immediata punizione. "La puntualità è la parola d'ordine", scrive Conrad per la massima delusione dei romantici del mare. "L'incertezza che accompagna ogni sforzo artistico è assente da questa impresa regolamentata."

Björn Larsson, Raccontare il mare, Iperborea, 2015

teresa zanetti Giugno 6 '17 · Commenti: 3 · Tags: teresa, zanetti, buongiorno!, björn larsson, raccontare, mare
teresa zanetti

Carissima Teresa, le tue osservazioni sono molto interessanti e certamente pertinenti, ma ad esse puoi trovare la mia risposta in questo topic che ho pubblicato qui tempo fa:

https://www.maxartis.com/viewtopic/12/193/la_lettura_critica_in_fotografia.html

Tu dici:

"Perché, come ho già avuto modo di precisare in numerose altre conversazioni in passato, non esiste oggettività (nemmeno Zola e Verga - grandissimi fotografi oltre che narratori! - ne sono stati realmente capaci e credo che qui nessuno posa avere l'ardire di paragonarsi a loro).

L'inevitabile conseguenza è che quanto tu vedi nelle fotografie che commenti è solo ciò che ci vedi tu, mediato dalla tua cultura, dalla tua "sensibilità", dalla tua storia."

Ebbene nel mio articolo la prima osservazione che io faccio è questa:

"Superato il primo impatto, che spesso rischia di essere fuorviante, legato alle ovvie reazioni emotive personali, è necessario spogliarsi di ogni pregiudizio e della propria naturale passionalità e analizzare con la freddezza di un chirurgo quello che si osserva nell’immagine."

La cultura è, invece, assolutamente necessaria. Senza cultura non puoi leggere nessuna immagine, fotografica o pittorica o altro, ma la cultura è personale solo nel senso della sua "ampiezza".
leggere un dipinto, ad esempio cubista, è impossibile se non sai cosa è il cubismo.
Circa la sensibilità, che tradurrei con reazione emotiva, vale quanto ho riferito sopra.
La propria storia, cosa significa? Credo che sia la summa della propria cultura e psicoòogia emotiva, quindi una ripetizione di quanto detto.

Non è vero che non esiste oggettività, essa va ricercata, non filtrata, ma ricercata apposta: è un atteggiamento mentale, che va assunto quando leggi una fotografia.

La metrica che io utilizzo è sintetizzata nell'articolo citato.

Un abbraccio
Pietro

teresa zanetti Giugno 5 '17 · Commenti: 4 · Tags: teresa, zanetti, buongiorno!, chiara, gamberale, dieci minuti
teresa zanetti
"Le nostre parole sono spesso prive di significato. Ciò accade perché le abbiamo consumate, estenuate, svuotate con un uso eccessivo e soprattutto inconsapevole. Le abbiamo rese bozzoli vuoti. Per raccontare, dobbiamo rigenerare le nostre parole. Dobbiamo restituire loro senso, consistenza, colore, suono, odore. E per fare questo dobbiamo farle a pezzi e poi ricostruirle.

Nei nostri seminari chiamiamo 'manomissione' questa operazione di rottura e ricostruzione. La parola manomissione ha due significati, in apparenza molto diversi. Nel primo significato essa è sinonimo di alterazione, violazione danneggiamento. Nel secondo, che discende direttamente dall'antico diritto romano (manomissione era la cerimonia con cui uno schiavo veniva liberato), essa è sinonimo di liberazione, riscatto, emancipazione.

La manomissione delle parole include entrambi questi significati. Noi facciamo a pezzi le parole (le manomettiamo nel senso di alterarle, violarle) e poi le rimontiamo (le manomettiamo nel senso di liberarle dai vincoli delle convenzioni verbali e dei non significati).

Solo dopo la manomissione, possiamo usare le nostre parole per raccontare storie"

Gianrico Carofiglio, La manomissione delle parole, Rizzoli, 2011

teresa zanetti Giugno 4 '17 · Commenti: 2
teresa zanetti

Amo le persone che fanno bene il proprio lavoro: qualunque esso sia, a qualunque cosa conduca, a prescindere dalla quantità di gente che godrà del loro impegno, della loro passione.

Amo il lavoratore coscienzioso perché migliora la vita di tutti: la sua, la mia. Lavorare bene è un modo per dare senso al tempo e per capire qualcosa (sempre troppo poco) di sé. Amo il fornaio, per esempio, il fornaio che sa come cuocere il pane, e che mi offre, per accompagnare il pasto, una pagnotta croccante se dev’essere croccante, morbida se dev’essere morbida. Amo il medico che non prescrive, pigro, ricette, senza neppure far accomodare il paziente; amo il medico che dice:


(Voce fuori scena) Si spogli, per favore.

Ma io a dire il vero avrei …

(Voce fuori scena) Le ho detto si spogli, per favore.

Mi serve solo una …

(Voce fuori scena) Si spogli, e si sdrai sul lettino.


E poi ti tiene lì mezz’ora, quel medico, a tastarti e misurarti, a farti fare prove sotto sforzo, ogni volta la stessa trafila, ogni volta una visita completa, anche se tu, a dire il vero, eri passato giusto per le medicine di tua madre e non per te – tu stai benissimo – e hai lasciato l’auto sulle strisce pedonali e quando sei uscito hai trovato la multa, tra vetro e tergicristallo; e una signora anziana che passeggiava con il cane ti ha persino detto che hanno fatto bene a dartela, la multa, che non c’è più decoro.


Fabio Geda, La bellezza nonostante – Transeuropa Edizioni, Pisa 2011


teresa zanetti Giugno 3 '17 · Commenti: 5 · Tags: buongiorno, teresa, zanetti, fabio geda, bellezza
teresa zanetti
" Quando si ha la cattiva abitudine di cercare una gocciolina di veleno in ogni fiore schiuso, si trova, fino alla morte, qualche motivo per lamentarsi. Guarda quindi le cose da un angolo diverso e cerca il miele in ogni fiore: troverai sempre qualche motivo di sereno buonumore. (...) Alla fine, tutto sarà ben ricapitolato; e se così non sarà io proprio me ne infischio, anche senza la vita è per me una tale fonte di gioia: tutte le mattine ispeziono scrupolosamente le gemme di ogni mio arbusto e verifico dove ce ne sono; ogni giorno faccio visita a una coccinella rossa con due puntini neri sul dorso che da una settimana mantengo in vita su un ramo, in un batuffolo di calda ovatta nonostante il vento e il freddo; osservo le nuvole, sempre più belle e senza sosta diverse, e in fondo io non mi considero più importante di quella piccola coccinella e, piena del senso della mia infima piccolezza, mi sento ineffabilmente felice"

Rosa Luxemburg


Buona giornata a tutti!

Tere

teresa zanetti Giugno 2 '17 · Commenti: 1 · Tags: buongiorno, rosa luxemburg
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