Loading...
it

Articoli utenti sul blog

roberto lanza

1990




Per oltre quarant'anni il calendario Pirelli ha commissionato annualmente
un fotografo di moda affermato per celebrare la bellezza femminile.
Questo particolare calendario è stato creato da Arthur Elgort,
famoso fotografo di moda di Vogue,
e ha esplorato temi ispirati a " Olympia " di Leni Riefenstahl,
il film ufficiale delle Olimpiadi di Berlino del 1936.

Presentare le donne come potentemente stoiche mentre si esibivano in un'atletica seminuda,
Elgort ha creato qualcosa di inebriante bellezza
nel mostrare queste donne in spazi densamente senz'aria competere per competizioni fantasy.
Elgort è noto per la sua capacità di catturare il movimento nella fotografia
e i suoi lavori sono molto apprezzati.
L'atemporalità di queste fotografie in cui il loro contesto
potrebbe essere collocato in qualsiasi tempo, dall'impero romano,
alla bellezza statuaria e all'aspetto un po 'fascista delle donne degli anni '30,
fino al glamour sfolgorante della fine degli anni '80 è davvero soddisfacente.

Nel Calendario olimpico del 1990, l'impronta del battistrada è costante, visibile ma non preponderante.
E' impresso, stampato nello straccetto che copre le forme di sei modelle atlete,
selezionate fra 120 e allenate come se davvero avessero dovuto correre la maratona e i cento metri,
saltare, lanciare il disco (s'intravede l'impronta), peso e giavellotto.

Sei le modelle scelte per interpretare i giochi olimpici:
Laure Bogeart, Laurie Bernhardt, Christina Cadiz, Anna Klevag, Florence Poretti, Debrah Saron.


1991


L’edizione del Calendario di quest’anno presenta un’idea originale e innovativa:
le donne rappresentate non solo nella loro bellezza,
ma anche nel loro valore umano e nella loro intelligenza,
come testimoniano le grandi eroine della storia.
Martyn Walsh è ancora art director del Calendario e sceglie Clive Arrowsmith come fotografo.


Clive Arrowsmith. Firma il calendario per due anni consecutivi,
il 1991 e il 1992 e afferma un'idea coreografica, quasi teatrale della fotografia.
Le sue immagini a colori infatti richiamano film di fantascienza,
il teatro giapponese del Kabuki e l'arte cinese dei dragoni,
insieme ad altre idee da ritrarre a tinte forti per parlare di un donna decisamente sopra le righe.
Fotografo molto amato dalla rivista Vogue con cui ha lavorato per molto tempo,
appassionato di musica (ha firmato diverse copertine di dischi).

E' più patriottico che erotico il Calendario 1991
che, attraverso l'obiettivo di Clive Arrowsmith,
ironicamente attento ai suggerimenti di Velàzquez, di Rembrandt, di Delacroix,
celebra, attraverso la matronale bellezza di tredici modelle,
le eroine di tutti i tempi, da Cleopatra ad Anita Garibaldi,
all'ussara Durova che galoppò contro Napoleone;
qualche orma di cinturato nei monili, nelle fusciacche,
nella criniera di un leone egizio e solo qualche erompere di seni
forse pensando all'irrompere delle donne in carriera negli uffici,
un tempo solo maschili e ghiottissimi del Pirelli non edulcorato.



1992


Per il Calendario 1992 l'art director Martyn Walsh è alla ricerca
di un'interpretazione sensuale dei dodici animali che popolano il centenario oroscopo cinese.
L'idea era venuta a Walsh dopo un incontro con Barry Fantoni, direttore della rivista satirica Private Eye
e autore di numerosi libri sull'oroscopo cinese.
 L'incontro era, in effetti, avvenuto cinque anni prima, ma per varie ragioni Walsh aveva lasciato l'idea nel cassetto.
 Ora quell'idea, proposta alla Pirelli e accettata, stava per creare  una potentissima miscela
di sensualità occidentale e misticismo orientale.
Clive Arrowsmith, che aveva già scattato le foto per l'edizione del 1991,
viene scelto di nuovo come fotografo. Il fatto che Arrowsmith studiasse alla scuola di Buddismo Tibetano di Maha Janic
e fosse il fotografo ufficiale del Dalai Lama lo rendeva il candidato ideale per il progetto.
La scelta delle modelle è particolarmente difficile perchè devono avere un'esperienza di danza,
possedere un buon senso del movimento, oltre ad una forte personalità
e l'immaginazione necessaria per interpretare diversi animali.
Walsh affida il compito di trovare le modelle con queste caratteristiche a Jane Myerson,
la quale inizia la selezione con 2000 modelle, poi ridotte a 100,
tra cui Walsh e Arrowsmith compiono la scelta finale dopo sette settimane di studi e colloqui.
Poseranno l’americana Julienne Davis, Judy Taylor
e la ragazza che aveva già posato per la copertina dell'edizione 1991, Alison Fitzpatrick.
 Il servizio è svolto in venti giorni, durante i quali sono prodotti diecimila scatti
di cui sono selezionati i dodici più sensuali ed evocativi.
Dietro ogni immagine, Fantoni scrive una didascalia che spiega il significato dell'animale-segno dell'oroscopo,
e aggiunge una lista di personaggi famosi che appartengono a quel segno.

 


1993


Quest’edizione celebra il trentesimo compleanno del Calendario Pirelli.
Martyn Walsh, l'art director, vuole un Calendario che ricordi le prime edizioni
- bellissime donne fotografate in ambienti idilliaci -
ma nello stesso tempo moderno, fresco, eccitante.
Walsh vuole anche essere sicuro che il motivo del battistrada delle gomme Pirelli,
che è diventato parte integrante del Calendario per tutto il tempo in cui lui n’è stato l'art director,
sia presente nelle foto.
E ancora una volta, è una certa idea dello stile che dà significato
a tutto quello che è progettato.
Proprio per garantire lo "stile" sono considerati diversi stilisti italiani,
ma alla fine è scelto l'inglese Bruce Oldfield per disegnare i costumi da bagno per le foto del Calendario.
La particolarità dei costumi è che il motivo del battistrada dei pneumatici
non è più un elemento esterno ma piuttosto intrinseco dell'abbigliamento.
Il bianco è l'unico colore usato.
Walsh voleva poi un fotografo che sapesse catturare sulla pellicola l'idea dello stile,
ma che nello stesso tempo non trasformasse le immagini finali nelle solite foto di una sfilata di moda.
E’ quindi chiamato John Claridge, un fotografo inglese che, avendo lavorato per le principali riviste di moda europee
ma avendo anche pubblicato foto su riviste d'arte,
era il candidato ideale per produrre quella sottile miscela di stile,
arte e nostalgico ricordo dei calendari passati che Walsh cercava.
Anche la scelta delle modelle per raggiungere questa perfetta fusione era un compito piuttosto difficile.
 Ci volevano modelle che avessero i tratti del viso definiti,
la levigatezza e le curve sottili propri del mondo della moda
ma che nello stesso tempo apparissero sexy e sensuali come le modelle dei primi calendari.
La scelta finale di Walsh fu per tre soltanto: Christina Estrada, Barbara Moors e Claudie.
Le Seychelles furono ancora una volta, come già nel 1974, la location ideale per il servizio fotografico.

John Claridge. Fotografo inglese, incominciò a lavorare giovanissimo per un'agenzia di pubblicità a Londra.
A diciassette anni già faceva la sua prima personale, e a diciannove apriva uno studio nella City.
Da allora lavora con le maggiori agenzie pubblicitarie e ha clienti in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone.
Ha tenuto mostre in tutto il mondo, gli sono stati conferiti
oltre cinquecento premi per fotografie di carattere editoriale e commerciale.
Alcune collezioni delle sue opere sono esposte in permanenza al Victoria and Albert Museum
e al The Arts Council of Great Britain.
Due sono finora i libri da lui pubblicati: South America Portfolio e One Hundred Photographs.



roberto lanza Maggio 21 '18
roberto lanza

1987


Anche l'edizione di quest'anno porta il segno del battistrada dei pneumatici,
divenuto ormai una costante del Calendario Pirelli degli ultimi anni.
Martyn Walsh, l'art director, lancia l'idea di un Calendario tutto fatto di ragazze color cioccolata
in una location esotica come il Brasile.
 
Il fotografo scelto è Terence Donovan.
A quindici anni già scattava fotografie da professionista;
da allora ha viaggiato in settantadue paesi fornendo servizi fotografici a Vogue, Elle, Marie Claire, Harpers & Queen, Cosmopolitan.
Ha realizzato documentari e film; ha lanciato oltre tremila spot pubblicitari e prodotto opere teatrali per la televisione.
Appassionato di judo, ha illustrato questo sport in un libro, Fighting Judo, pubblicato nel 1985.
L'anno successivo ha lavorato per il Calendario Pirelli del 1987.
Fra le mostre delle sue opere si ricorda quella tenuta alla Albermarle Gallery nel 1990.
Suo il primo calendario Pirelli del 1963

Le modelle scelte sono: Ione Brown, Collette Brown, Gillian de Tourville,
Waris Dirie e Naomi Campbell, allora solo agli esordi della sua fulminante carriera.
L'elemento caratterizzante del Calendario di quest'anno è l'abbinamento di gioielli d'oro con la pelle scura delle modelle.
I gioielli sono ispirati a quelli delle donne Kirdi delle montagne Mandara, in Africa.
Realizzati da Gerry Summers su disegno di Martyn Walsh,
i gioielli hanno naturalmente il motivo del battistrada delle gomme inciso su ogni pezzo.

Quest'anno la Pirelli non solo ha superato i suoi problemi finanziari,
ma ha conquistato la posizione di leader di mercato, presentando al consumatore una vasta gamma di prodotti specializzati.
E il Calendario, che si sta avvicinando al suo venticinquesimo compleanno, è ormai famosissimo in tutto il mondo.



 


1988


L'idea ispiratrice del Calendario 1988 è la danza,
e per questo è chiamata a collaborare Gillian Lynne, coreografa de Il fantasma dell'opera, un musical d’enorme successo.
Lynne propone di fare un Calendario basato sulle quattro stagioni e sulle sensazioni che queste evocano.
Durante l'inverno i corpi sono sferzati da un vento violento, agosto è languido e soddisfatto
mentre novembre è triste perchè guarda indietro all'estate appena svanita.
Le modelle sono tutte ballerine, soliste del Royal Ballet
o prime ballerine di vari musical: Briony Brind, Victoria Dyer, Nicola Keen, Kim Lonsdale,
Sharon McGorian, Naomi Sorkin e Carol Straker.
Barry Lategan è scelto come fotografo, insieme al suo assistente Nick Clark, e nessuno si muove da Londra.
Il nuovo elemento di quest'anno è la presenza di una figura maschile in alcune delle immagini,
che Lynne usa come "oggetto" di contrasto con le ballerine.
Hugo Bregman è scelto come "oggetto"; in ogni foto egli rappresenta, con diverse pose,
l'immagine del battistrada delle gomme, come evidente riferimento al principale prodotto dell'azienda.
Lo scopo di Gillian Lynne è di far trasparire l'erotismo dalla danza,
anche se i corpi delle danzatrici sono parzialmente coperti.
Il consiglio d’amministrazione della Pirelli è davvero esultante per questa edizione del Calendario,
presentato poi come sempre con successo al pubblico e alla stampa.

E' il più casto dei Calendari perchè il movimento della danza rende impercettibili anatomie e trasparenze di nudità.
Sembra una sterzata snobistica. Nessun compiacimento erotico,
proprio mentre da qualche tempo, una porno diva, Ilona Staller, siede nel Parlamento Italiano.
Ma il Pirelli non ha più bisogno di stupire, non deve strafare, né deve temere ripensamenti aziendali.
"Il Calendario costa come un quarto d'ora di inflazionatissima pubblicità televisiva, ma, in termini d'immagine,
rende infinitamente di più", dicono i responsabili del marketing e delle pubbliche relazioni.
E' un verdetto positivamente senza appello.


Barry Lategan. L'aspirazione era di diventare attore, ma fu decisivo l'incontro con Ginger Odes
che lo convinse a fare dell'hobby della fotografia una professione.
A Londra scattò le prime fotografie della modella Twiggy e lavorò per Vogue, Elle, Marie Claire e Realités.
Dal 1977 divise il suo tempo fra Londra e New York, dedicandosi alla pubblicità di vari cosmetici e alla fotografia di moda.



1989


Quest'anno è Annie, la moglie dell'art director Martyn Walsh, a suggerire l'idea vincente per il Calendario.
In un momento in cui l'astrologia sta diventando sempre più di moda,
l'idea di Annie di produrre un Calendario basato sui segni dello Zodiaco invece che sui mesi
piace moltissimo a Walsh, pur nella consapevolezza del fatto che i segni zodiacali
non hanno quell’esclusività femminile che il Calendario ha sempre rappresentato.
L'idea tuttavia ha la dignità e la forza di un mito, e un prevedibile impatto sul pubblico.
E nessun fotografo, fino ad oggi, non ha mai pensato di illustrare i segni dello Zodiaco attraverso il corpo umano,
meno che mai quello femminile. Walsh, sfogliando l'edizione francese di Vogue,
un giorno rimane colpito da una serie di fotografie che rappresentano donne misteriose ed eteree,
immagini molto simili a quelle che ha in mente per il Calendario.
L'autore delle fotografie è la famosa Joyce Tenneson, che è stata professore di belle arti alla Corcoran,
un'Accademia di belle arti di Washington D.C. pur mantenendo intatta la sua passione per la fotografia.
E' la seconda volta nella storia del Calendario che è scelta una donna come fotografo.
Le foto sono scattate in uno studio di New York e ci sono 12 modelle,
ognuna per un mese del Calendario: Lisa Whiting, Nicky Nagel, Dannielle Scott, Brigitte Luzar, Gilda Meyer-Nichof,
Kathryn Bishop, Susan Allcorn, Susan Waseen, Rosemarie Griego, Akura Wall, Gretchen Eichholz e Rebecca Glen.
Tutto il progetto è realizzato con una Polaroid, strumento che la Tenneson ama moltissimo
per la sua capacità di riprodurre con esattezza i toni e le sfumature della pelle.
Il risultato finale è una serie di foto delicate, con immagini dai colori pallidi e un'aura di misticismo.



Joyce Tenneson (nata a Weston, Massachusetts, il 29 maggio 1945) è una fotografa americana di belle arti
nota per il suo particolare stile fotografico,
che spesso include donne nude o seminude.
Le sue opere sono state esposte in innumerevoli musei e gallerie di tutto il mondo e sono comparse su riviste come Taxi,
L. A. Style e Vogue edizione francese e italiana. Oltre a perseguire i suoi impegni artistici,
Joyce Tenneson tiene conferenze e può vantare una serie di volumi dedicati alle sue migliori fotografie.
Di lei si è detto che è una delle più interessanti ritrattiste della figura umana.


roberto lanza Maggio 19 '18
roberto lanza

1975 - 1983  non pubblicato


Seppure edulcorato, il Calendario 1974, tenuto a battesimo alla Marlborough Gallery,
scatena le stesse polemiche, è investito da accuse di trasgressività.
Il risultato è che gli articoli su quotidiani e riviste, l'equivalente,
lo ricordano gli addetti delle pubbliche relazioni della consociata inglese,
di un investimento pubblicitario di 60 mila sterline.
Ma, insieme alle solari nudità, all'abbondanza dei seni non anoressici
delle dodici fotografie di Hans Feurer per il 1974, è il canto del cigno.

Sul finire del 1973, la guerra del Kippur e l'irrisolta questione mediorientale
scatenano la crisi petrolifera che aggrava gli affanni dell'industria automobilistica
e del collegato settore dei pneumatici.
L'Europa deve imporsi l'austerity: riduzione dell'illuminazione stradale, domeniche senza auto,
chiusura anticipata dei cinema a e dei locali notturni, minaccia di una settimana lavorativa dimezzata.
Alla Pirelli e alla sua nuova alleata Dunlop non paiono tempi adatti alla frivolezza del Calendario,
alla gioiosità di quei corpi, di quel messaggio e, forse, nella decisione di smettere,
pesano anche il timore di quello stare in bilico sul filo del pudore,
la paura di un'accelerata per evitare la ripetitività, per garantirsi comunque il successo.
Fu la fine, annunciata il 27 marzo del 1974 e accompagnata da alti lamenti.
Il Sun titolò: "Oh, no! Hanno licenziato tutte le pin-up",
pubblicando una foto dell'amministratore delegato della Pirelli in Inghilterra
e le immagini tratte dai Calendari. Il Daily Mirror dedicò una doppia pagina all'addio.
David Niven, nel 1975, dettò l'epitaffio nella prefazione di un volume che raccoglieva
il meglio del decennio Pirelli e che vendette 60 mila copie: "Il Calendario ha dato forma ai nostri sogni".
Altri scrissero che il Calendario Pirelli, così attento anche ai suggerimenti dell'arte contemporanea,
del cinema underground, delle pubblicazioni off, era stato capace di rendere di massa l'avanguardia artistica.


Destino volle che gli anni orfani del Pirelli fossero anche orfani di serenità,
anni foschi, economicamente accidentatissimi e, per l'Italia,
cruenti di terrorismo rosso e di stragismo. Ma non è che i tempi fossero diventati rosei,
quando, sul finire del 1982 la Pirelli Kingdom inglese decise la resurrezione del Calendario.
Rotto, nel 1981, il burrascoso matrimonio con la Dunlop, il Gruppo Pirelli
doveva far fronte a rimborsi di prestiti e capitale per milioni di sterline.
L'anno dopo, la Pirelli inglese registrò perdite per 27 milioni di sterline.
Furono decisi tagli, economie. Non si trattava di incentivare l'attività, ma di risanare.
 Ma, all'esterno, qualche segnale di vitalità, occorreva mandarlo.
Uno fra questi, fu il Calendario per il 1984, affidato ad un nuovo Art Director, Martyn Walsh,
artefice nel 1979 della vincente campagna elettorale di Margaret Thatcher.
Fu un rischio quella spesa che, fra tanti guai, poteva apparire effimera.
Ma portò fortuna perchè il piano di risanamenti della società inglese
come per il resto del Gruppo approdò a buon fine prima del previsto.
Il Calendario rinacque nuovo. Pubblicitariamente, non poteva più bastare la bellezza più o meno nuda,
né il più o meno acceso o bisbigliato erotismo. Ormai di ragazze a poil grondavano le edicole di tutto il mondo.
Certo, la risposta poteva essere quella rituale della tradizione Pirelli,
la straordinarietà delle foto, l'intelligenza dell'allusività emetica, lo stile.
Ma occorreva un messaggio pubblicitario meno indiretto.
La decisione fu quella di inserire il prodotto, il pneumatico,
nel consueto repertorio: belle ragazze, luoghi esotici, suggestioni erotiche.
In alleanza con il fotografo Uwe Ommer, Walsh ideò per la resurrezione del 1984
il leit motiv del battistrada: l'impronta del pneumatico P6 sulle natiche, sui corpi, nell'ombra di una modella,
sulla sabbia, sul fondale subacqueo, la forma del battistrada su un trampolino, nella rete di un'amaca.
Il 14 ottobre 1983, al Dorchester Hotel di Londra, Pirelli UK annunciò alla stampa: "Il Calendario è tornato!".
Riprese il delirio del possesso.


1984


Uwe Ommer (Bergish Gladbach, 1943) è un fotografo tedesco, che attualmente vive e lavora dividendosi tra Parigi e New York.

Uwe Ommer ha realizzato i primi scatti nel 1957, a soli 14 anni.
Gli è stato conferito in Germania Ovest per tre volte (1962, 1965 e 1966)
il premio nazionale annuale riservato al miglior fotografo (nella sezione giovani).

Il 1963 è l'anno del trasferimento di Ommer a Parigi;
all'inizio egli ha fatto da assistente a Jean Pierre Ronzel per poi mettersi in proprio.

Negli anni sessanta e settanta ha lavorato soprattutto al fianco di stilisti,
curando servizi fotografici per linee di moda dedicate alle donne e all'infanzia.

Negli anni ottanta e primi novanta Uwe Ommer ha raggiunto
la celebrità con le foto di nudi femminili esotici,
raccolte poi in numerosi libri e magazine: Asia e Africa sono i continenti
su cui ha maggiormente puntato per le location.
Ommer ha anche curato un calendario Pirelli (1984).

Nel 1995 è passato alla fotografia documentaristica: in circa sei anni ha immortalato nei suoi scatti
i membri di oltre 1.000 nuclei familiari,
conosciuti durante una serie di viaggi che ha intrapreso per tutti e cinque i continenti.
I servizi, riuniti nel volume 1000 families,
sono corredati da interviste ai soggetti ritratti, realizzate dallo stesso Ommer.




1985


Il concetto del Calendario di quest'anno è quello di renderlo il più simile possibile a una sfilata di moda:
per questo è data la massima importanza al modo in cui le modelle sono vestite e agli accessori,
enza dimenticare il tema del battistrada delle gomme.
Questo significa la creazione di una collezione originale di scarpe, sciarpe, vestiti e accessori
il cui studio è affidato a dodici stilisti londinesi.
I tratti dominanti per ogni dettaglio sono l'eleganza e l'esclusività;
la location non può essere da meno. Sono quindi scelte le Assembly Rooms di Edimburgo.
Le modelle sono Anna Andersen, Iman, Cecilia, Lena e Sherry.


Norman Parkinson. Fotografo inglese di leggendaria creatività e originalità: la sua morte nel 1990 è stata un lutto nel mondo della fotografia.
Dopo gli inizi presso uno studio che lavorava per la famiglia reale,
già nel 1934 Parkinson era in proprio e volgeva l'obiettivo sui protagonisti dell'alta società londinese.
Quando inaugurò la sua prima mostra personale, poteva vantare di avere ritratto il commediografo Noel Coward e l'attrice Vivien Leigh.
Entrò nel mondo della moda grazie a un incontro fortuito con Joyce Reynolds, responsabile dell'edizione inglese di Harper's Bazaar.
Una delle figure più importanti nella vita di questo fotografo fu Diane Vreeland, responsabile dell'edizione americana di Vogue.
Nella sua autobiografia, Lifework, Parkinson afferma che Diane Vreeland era la prima dell'ultima generazione ad apprezzare la moda e lo stile.
Fra le modelle che hanno lavorato con lui ci sono nomi prestigiosi: Iman, Jerry Hall, Celia Hammond e Carmen Dell'Orefice.


1986


Bert Stern. A lui, il fotografo di Marilyn Monroe per eccellenza,
venne affidato un compito particolare: interpretare nei suoi scatti i dipinti realizzati dagli allievi del Royal College of Art.
L'anno da rappresentare è il 1986 e gli scatti di Stern sono un vero tripudio del gusto,
dello spirito e della visione del mondo di quell'epoca.
Le tavole dipinte dagli studenti fanno quasi sempre da sfondo ai suoi scatti,
in cui le modelle entrano nell'opera, la completano a volte si mimetizzano con i quadri stessi.
Un gioco, un dialogo tra realtà e finzione.

 La scelta delle modelle cade dunque su Julia Boleno, Jane Arwood, Luise King,
Deborah Leng, Suzy Yeo, Beth Toussaint, Gloria, Joni Flyn,
Caroline Hallett, Samantha, Juliet e Clare MacNamara.




roberto lanza Maggio 17 '18 · Commenti: 1
roberto lanza

1972


Sarah Moon. Tra le pochissime donne ad aver firmato il calendario, la Moon ha un occhio davvero speciale.
Forse perché per lei la fotografia è "l'ultimo testimone, se non l'ultima testimonianza di un momento che altrimenti sarebbe perduto per sempre;
è il senso della perdita e del tempo che passa" che un velo malinconico attraversa tutti i suoi lavori.
Per The Cal sceglie Parigi, sua città elettiva, e situazioni dal sapore rétro, un po' anni 20, in cui ambientare una storia di donne, decisamente al femminile.
Il direttore creativo, infatti, cercava qualcosa di veramente diverso per questa edizione del 1972, che si discostasse dal porno e che parlasse di femminilità.
Lo sguardo di una donna in questi casi è lo strumento migliore.



1973


Il Calendario del 1973 è visibilmente diverso da quelli degli anni precedenti.
Come art director Derek Forsyth prende la coraggiosa decisione
di non usare soltanto un fotografo per quest’edizione,
ma di avvalersi della collaborazione di tre diversi artisti:
il pittore Allen Jones, il fotografo Brian Duffy
(quello dell'edizione 1965) e lo specialista dell'aerografo Philip Castle.
Jones è interessato, piuttosto che al Calendario in sé alla possibilità di sperimentare nuove tecniche.
Il lavoro è organizzato così: Jones crea dei disegni che Duffy usa come ispirazione per le foto,
e poi Castle con il suo aerografo ricompone foto e disegni.
Tra le modelle scelte ci sono Jane Lumb dell'edizione del 1964,
Pauline Stone di quella del 1965 e Kate Howard dell'edizione 1971.
Le altre sono Erica Creer, Sue Paul, Nicki Howorth, Kubi, Nicki Allen,
Vida, Penny Steele, Kari Ann, Elizabeth e Vicky Wilks.
Ogni foto è accuratamente studiata prima di essere scattata.
Alcune delle modelle si lamentano delle pose innaturali e faticose che sono costrette ad assumere.
E Jones non va d'accordo con Duffy.
Duffy rifiuta persino di affiancare il suo nome accanto a
quello di "un artista dispotico che non ha nessun rispetto per il lavoro degli altri"
come lui stesso definisce Jones.
La guerra di parole tra i due diventa di pubblico dominio
e c'è il rischio che scoppi uno scandalo proprio la sera della presentazione del Calendario.


Gli Autori.

Allen Jones.
Artista inglese di fama mondiale, fa un Calendario molto particolare,
ma di grande successo, che viene persino acquistato dalla Tate Gallery.
Vive per lo più a Londra, dove negli anni sessanta
insegna arte e fonda alcuni studi di pittura e scultura,
preferisce però lavorare negli Stati Uniti,
nella sua base di Venice, in California.
I suoi lavori, appartenenti a collezioni pubbliche e private,
sono esposti sia in Inghilterra che all'estero.


Philip Castle.
E' l'artista inglese che nella metà degli anni sessanta
riscoprì l'aerografo come strumento creativo a pieno diritto.
Tra i suoi lavori più commerciali si ricordano un famoso poster di Elvis Presley,
le copertine di Time, i manifesti di molti film,
tra cui Arancia Meccanica, le campagne pubblicitarie per case automobilistiche e linee aeree.
Lavora per Vogue, Elle e molte altre riviste di moda.
Le sue opere più personali riflettono un interesse quasi maniacale per il volo e per gli aerei.


Brian Duffy.
Ha fotografato anche il Calendario Pirelli del 1965.




1974


L'edizione 1974 del Calendario Pirelli nasce tra numerosi problemi.
Infatti, se quello del 1973 era stato molto criticato e ritenuto di dubbio gusto,
quello dell'anno ancora precedente, con le foto di Sarah Moon, era stato ritenuto troppo romantico.
Derek Forsyth è in cerca di una nuova idea che non sia necessariamente il ritorno alla spiaggia.
L'idea iniziale è di fotografare in un circo,
ma è un'idea troppo costosa e troppo lunga da realizzare, così si decide di andare alle Seychelles...
di nuovo la spiaggia. Il fotografo scelto è Hans Feurer, un artista che ha già deciso di ritirarsi dalla professione
per vivere nella sua casa di campagna in Svizzera.
Egli accetta tuttavia di lavorare al Calendario,
e nonostante non sia particolarmente felice neppure lui della scelta delle Seychelles,
dopo avere selezionato le modelle tramite un'agenzia di Parigi è in viaggio.
Le modelle sono Eva Nielsen, Kim, Marana, Chichinou, Kathy Cochaux.
Feurer è capace di superare la banalità della location e colma le sue immagini d’intimità,
catturando i momenti magici. Usa luci soft e la sua tecnica fotografica è semplicemente eccezionale.
Da perfezionista quale è, preferisce gli ambienti isolati e passa molto tempo in osservazioni preliminari.
Sottopone anche le modelle a centinaia di scatti prima di decidere che cosa vuole.
Sia i giornalisti che la televisione vengono a visitare il set,
e il Calendario di quest'anno vive un momento di grande gloria.



roberto lanza Maggio 15 '18
roberto lanza

1967

NON PUBBLICATO


1968


Herry Peccinotti. Siamo nel 1968, dopo un anno di sospensione dalla pubblicazione del calendario.
A celebrare un'epoca così viva, densa di cambiamenti e di rivoluzioni,
Peccinotti sceglie l'isola di Djerba in Tunisia come location dei suoi scatti.
Pieni di ironia, gioco, sensualità e al seguito di un'idea originale:
abbinare immagini e poesie di autori come Allen Ginsberg, Elizabeth Browning, Pierre de Ronsard,
gli Elisabettiani e persino alcuni poeti dell'antico Giappone.
Un successo, anche grazie alle immagini innovative senza essere dirompenti,
sexy senza mai essere volgari.




1969


Peccinotti firma anche l'edizione del 69, vera e propria celebrazione della California.
La colonna sonora è firmata Mamas & Papas e Beach Boys, e il panorama è quello onde-surf-bionde in bichini
che da quella data in poi ha colonizzato l'immaginario di chi sognava il caldo, il mare e la libertà.


1970


Il Calendario del 1970 è inequivocabilmente caratterizzato dalla personalità del fotografo scelto per realizzarlo: Francis Giacobetti.
Giacobetti era già famoso per essere stato tra i fondatori della rivista francese per soli uomini Lui
e per aver lavorato per PlayBoy, di cui aveva anche criticato i canoni estetici.
Egli non credeva nella formula della ragazza della porta accanto ma piuttosto nel fascino delle donne dell'alta società.
Per questa ragione le sue modelle indossano sempre capi creati dai più grandi stilisti.
Derek Forsyth è ancora una volta produttore e direttore artistico.
Le isole Bahamas sono scelte per scattare le foto. Le modelle sono Alexandra Bastedo, Paula Martine, Anak e Pipa.



1971


L'edizione del 1971 del Calendario Pirelli è come l'anno precedente opera del fotografo Francis Giacobetti.
Giacobetti, pur essendo un artista riconosciuto, incontra parecchie difficoltà a trovare le modelle che vorrebbe.
L'inizio degli anni settanta è infatti un periodo in cui spogliarsi per la pubblicità è considerato indecente
e il nudo artistico è spesso confuso con la pornografia.
La location di quest'anno è la Giamaica. Derek Forsyth, ancora una volta art director,
non vuole infatti allontanarsi dalla spiaggia che si è rivelata fino ad oggi una carta vincente.




roberto lanza Maggio 13 '18
roberto lanza
La genialità di The Cal sta nel proporre interpretazioni uniche, capaci di raccontare un modello estetico ben preciso.
È la storia della bellezza, declinata in forma di calendario, che racconta un'epoca, se non addirittura un anno.
Il Calendario Pirelli è sinonimo di bello, moda e glam per l’anno che verrà.
I fotografi che si sono succeduti nella creazione delle 12 pagine sono sempre stati i migliori,
soprattutto in ambito fashion, ma non solo.
Calendari impreziositi da splendide immagini di modelle sensuali sono,
e senza dubbio continueranno ad essere, uno dei modi più piacevoli di tenere il conto dei giorni e dei mesi.
E anche se il loro mercato è piuttosto limitato, il successo di questi calendari dà soddisfazioni sia estetiche che economiche.
Ma fra tutti i calendari di belle donne il Calendario Pirelli ha un posto a parte, molto al di sopra degli altri.
Il Calendario Pirelli si definisce con una sola parola: classe.
Classe come chiave del successo. Ma classe anche come attenzione, quasi maniacale, per i dettagli e la qualità;
classe come impeccabile tecnica fotografica dei professionisti che stanno dietro alle splendide immagini e alle altrettanto splendide donne.
I fotografi che hanno firmato le varie edizioni del Calendario Pirelli e che lo hanno reso esclusivo
ed inimitabile sono tra i più famosi e ricercati esponenti della professione.
Non c’è stella del cinema, modella o rock-star che non sarebbe felice di stare davanti al loro obiettivo.
Ed è questa professione di talento che ha sempre consentito al Calendario Pirelli, fin dalla sua prima edizione,
di essere lontano mille miglia dalla semplice esibizione di un bel corpo di una donna seminuda.
Le immagini dei Calendari Pirelli sono opere d’arte fotografica,

e possono fare bella mostra di sé dovunque: nel garage di un meccanico come nell’ufficio di un dirigente d’azienda.


Il Calendario Pirelli è stato creato all'inizio degli anni 60 da Derek Forsyth,
allora responsabile dell'Ufficio Pubblicità della Pirelli,
per ottimizzare il valore del limitato budget pubblicitario di cui disponeva.
In quegli anni Pirelli distribuiva molti gadget come, ad esempio, portachiavi e tagliacarte con il logo dell'azienda.
Forsyth decise invece di concentrare le risorse su un solo oggetto che avesse un largo richiamo; nacque così il Calendario Pirelli.


1963

Il tema del primo Calendario sono i dodici prodotti Pirelli più venduti in dodici diverse aree di esportazione.
Terence Donovan, un fotografo londinese emergente, che fotograferà poi il bellissimo nero Calendario Pirelli del 1987,
venne scelto per scattare le dodici immagini con il tema prescelto.
Dodici donne, di una bellezza semplice e pura, rappresentavano ciascuna, in modo molto puritano,
le dodici aree di esportazione ed erano fotografate insieme ai prodotti Pirelli.
Le gomme per biciclette erano il prodotto più venduto ad Hong Kong,
e una ragazza cinese posò per Donovan in sella ad una bicicletta;
i pneumatici per aerei erano evidentemente il prodotto più venduto alle isole Fiji,
così l'interno di un aereo fu il set prescelto per fotografare una ragazza delle isole Fiji,
e così via per tutte e dodici le immagini del calendario.
Il Calendario fu molto meno che un successo.
Tanto è vero che questa prima edizione è stata, per quanto ci è noto, pressoché ignorata da tutte le pubblicazioni del Calendario Pirelli.
In nessun caso comunque è stata considerata edizione ufficiale, della collezione o edizione al pari delle altre.
Per certi aspetti è comprensibile che il Calendario del 1963 sia stato escluso dalla collezione ufficiale
dato il suo carattere estremamente puritano, specie se confrontato con le edizioni successive.




1964


Robert Freeman (nato nel 1936) è un fotografo e designer, famoso per le sue copertine degli album per i Beatles
e il suo lavoro di progettazione sulle sequenze finali dei loro primi due film e sui relativi poster e materiali pubblicitari.
Freeman è stato premiato come giornalista fotografico per il quotidiano britannico The Sunday Times ,
per il quale ha fotografato una varietà di argomenti tra cui Nikita Kruscev al Cremlino .
Si era anche fatto notare per le sue fotografie in bianco e nero di diversi musicisti jazz tra cui John Coltrane .
Furono queste fotografie a impressionare il manager dei Beatles Brian Epstein e i Beatles stessi
e portarono alla sua prima commissione nell'agosto del 1963 a fotografare il gruppo.
Fu scelto per fotografare la totalità del primo Calendario Pirelli , girato nel 1963 per l'anno 1964.



1965


Brian Duffy (15 giugno 1933 - 31 maggio 2010) è stato un fotografo e produttore cinematografico inglese,
ricordato per la sua fotografia di moda e ritrattistica degli anni '60 e '70.
Nel 1965 a Duffy fu chiesto di girare il secondo calendario Pirelli che fu girato sul posto nel sud della Francia.
È stato incaricato di riprendere il calendario di nuovo nel 1973 (uno dei pochissimi fotografi commissionati per girare due)
che ha creato in collaborazione con l'artista pop britannico Allen Jones e lo specialista dei filtri d'aria Philip Castle




1966


Peter Knapp, nato in Svizzera, conosce tutti gli aspetti del mondo dell'immagine: è stato pittore, fotografo, direttore artistico.
Da Elle dove elaborava i progetti grafici che lo hanno reso famoso è passato alla direzione artistica della rivista Fortune.
All'inizio degli anni Sessanta si volse alla fotografia di moda, concentrandosi sempre di più sulla fotografia a colori.
Al suo attivo ha anche un'esperienza di insegnamento svolto presso l'Académie Julian, prestigiosa scuola di arti grafiche a Parigi.
I suoi lavori sono stati esposti in moltissime gallerie in Europa e negli Stati Uniti.



roberto lanza Maggio 11 '18 · Commenti: 1
roberto lanza
David Szymin, noto come David Seymour o con lo pseudonimo Chim, pronuncia scim, abbreviazione di Szymin
(Varsavia, 20 novembre 1911 – El Qantara, 10 novembre 1956), è stato un fotografo e giornalista polacco.

Nacque a Varsavia da genitori ebrei Polacchi e cominciò a interessarsi alla fotografia durante i suoi studi a Parigi.
Iniziò a lavorare come giornalista freelance nel 1933.
I reportage di Chim della Guerra civile spagnola, Cecoslovacchia e altri eventi europei lo resero famoso.
Era particolarmente apprezzato per i suoi ritratti, specialmente di bambini.
Nel 1939 documentò il viaggio dei rifugiati spagnoli repubblicani verso il Messico e si trovava a New York quando scoppiò la Seconda guerra mondiale.
Nel 1940 fu arruolato dall'esercito statunitense e inviato in Europa come fotoreporter durante la guerra. Divenne cittadino naturalizzato degli Stati Uniti nel 1942;
nello stesso anno i genitori furono uccisi dai nazisti. Dopo la guerra ritornò in Europa per documentare le condizioni dei bambini rifugiati per conto dell'UNICEF, da poco fondato.

Nel 1947, co-fondò la cooperativa di fotografi Magnum Photos, con Robert Capa e Henri Cartier-Bresson,
con i quali aveva stretto amicizia a Parigi negli anni '30.
La sua reputazione per le foto degli orfani di guerra crebbe fotografando celebrità di Hollywood come Sophia Loren, Kirk Douglas, Ingrid Bergman e Joan Collins.

Dopo la morte di Capa nel 1954, Chim divenne il presidente della Magnum Photos.
Rivestì la carica fino al 10 novembre 1956, quando fu ucciso (assieme al fotografo francese Jean Roy)
dal fuoco di un fucile mitragliatore egiziano mentre documentava la Crisi di Suez.


roberto lanza
George Rodger (Hale, 19 marzo 1908 – Ashford, 24 luglio 1995) è stato un fotoreporter inglese.

George Rodger, dopo aver lavorato in gioventù nelle navi mercantili britanniche, iniziò a lavorare come fotografo per la BBC.
Riuscì ad immortalare il blitz di Londra, fu grazie a questo che si avvicinò alla rivista Life
e cominciò a lavorare come fotoreporter di guerra.
Fotografò la guerra in Albissinia, dell'Eritrea e del Deserto Occidentale e la liberazione di Francia,
Belgio e Paesi Bassi. Fu in Italia che strinse una amicizia importante con Robert Capa.
Rodger è conosciuto per i suoi lavori in Africa e per aver fotografato
il campo di concentramento di Bergen-Belsen alla fine della seconda guerra mondiale.
L'esperienza traumatica dei campi di concentramento lo portò ad abbandonare il fotogiornalismo di guerra
e a viaggiare in Africa e Medio Oriente, dove realizzò servizi naturalistici ed etnografici.

Nel 1947, fu tra i membri fondatori di Magnum Photos, insieme a Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour e William Vandivert.
George per trent'anni lavorò come fotografo freelance.
La maggior parte dei servizi fotografici in Africa fu pubblicata sul National Geographic e su altre celebri riviste.

Ebbe moltissimo successo nella sua vita. Morì il 24 luglio 1995.


roberto lanza Aprile 26 '18 · Tags: george rodger xaaron siskind alexey titarenko andré kertész berenice abbott bill cunningham christophe agou cristina garcía rodero eugène atget fabio bucciarelli gary stochl guy le querrec hiroshi hamaya inge morath jamel shabazz james barnor joel meyerow, george rodger xaaron siskind alexey titarenko andré kertész berenice abbott bill cunningham christophe agou cristina garcía rodero eugène atget fabio bucciarelli gary stochl guy le querrec hiroshi hamaya inge morath jamel shabazz james barnor joel meyerow, george rodger xaaron siskind alexey titarenko andré kertész berenice abbott bill cunningham christophe agou cristina garcía rodero eugène atget fabio bucciarelli gary stochl guy le querrec hiroshi hamaya inge morath jamel shabazz james barnor joel meyerow, george rodger xaaron siskind alexey titarenko andré kertész berenice abbott bill cunningham christophe agou cristina garcía rodero eugène atget fabio bucciarelli gary stochl guy le querrec hiroshi hamaya inge morath jamel shabazz james barnor joel meyerow, george rodger xaaron siskind alexey titarenko andré kertész berenice abbott bill cunningham christophe agou cristina garcía rodero eugène atget fabio bucciarelli gary stochl guy le querrec hiroshi hamaya inge morath jamel shabazz james barnor joel meyerow, george rodger xaaron siskind alexey titarenko andré kertész berenice abbott bill cunningham christophe agou cristina garcía rodero eugène atget fabio bucciarelli gary stochl guy le querrec hiroshi hamaya inge morath jamel shabazz james barnor joel meyerow, roberto lanza
roberto lanza
Anna-Lou (Annie) Leibovitz (Waterbury, 2 ottobre 1949) è una fotografa statunitense.

Ritrattista affermata, Leibovitz ha uno stile caratterizzato dalla stretta collaborazione tra fotografo e modello.
La Leibovitz divenne famosa durante i suoi 13 anni passati come fotografa
per la rivista Rolling Stone, dal 1970 al 1983. Nel 1975,
occupò il ruolo di fotografa della tournée di concerti del gruppo rock dei The Rolling Stones.
Negli anni 1980 la Leibovitz fotografò delle celebrità per una campagna pubblicitaria internazionale della American Express.
Dal 1983 ha lavorato come fotografa ritrattista per Vanity Fair.
Nel 1990 viene premiata col Infinity Awards per la Applied photography.
Nel 1991 ha tenuto un'esposizione alla National Portrait Gallery. Annie Leibovitz ha inoltre pubblicato cinque libri di sue fotografie,
Photographs, Photographs 1970-1990, American Olympians, Women, e American Music.
Nel 1998 e ha realizzato il Calendario Pirelli 1999. Nel 2008 ha realizzato il calendario Lavazza 2009.
Infine è stata scelta come fotografa per il Calendario Pirelli 2016 che vedrà ritratte 12 donne tra cui Yoko Ono, Tavi Gevinson e Patti Smith.


roberto lanza
  Fulvio Roiter
Meolo, 1º novembre 1926 – Venezia, 18 aprile 2016 è stato un fotografo italiano.
Esperto di fotografia in bianco e nero usò anche nel colore dei reportages di viaggi
una personale tecnica che esaltava luoghi e particolari inediti della scena.
Già apprezzato fotografo per aver prodotto diversi libri fotografici di città e regioni del mondo,
salì alla ribalta internazionale per gli scatti sulla sua Venezia da cui trasse il libro Essere Venezia del 1977.

È stato uno dei tre fotografi italiani a cui è stato assegnato nel 1956 il premio internazionale per l'editoria fotografica Nadar.
Proveniente dalla scuola della fotografia neorealista, Roiter
sviluppa e raffina la «forza narrativa e l'occhio poetico» con le sue foto bianco e nero inventando un formato fino ad allora inusuale,
quello rettangolare, in cui colloca personaggi ed oggetti della vita di ogni giorno in un contesto dove vengono rigorosamente privilegiate
«le forme della composizione» con inquadrature calcolate come per esempio la foto di due carabinieri fotografati in una piazza ben squadrata
o le forme di persone in cui viene esaltato il contrasto con il resto dell'immagine.
Contrasto ricercato con colori "accesi" anche per la fotografia a colori,
che all'inizio della sua "conversione" dal B/N fa subito riconoscere il suo nuovo "stile".

Un metodo per il bianco nero quello di Roiter, dove
«l'essenzialità e il rigore del bianco nero prevaleva sul trionfo del colore»,
questa infatti fu la motivazione della giuria che fece vincere al fotografo veneziano il premio internazionale francese Nadar
che premiò il più bel libro nel panorama mondiale della editoria fotografica del 1956,
un libro di foto realizzate esclusivamente in bianco nero rispetto ad altri libri fotografici di altri famosi fotografi che scelsero il colore.

roberto lanza
Herbert Ritts Jr.  Los Angeles, 13 agosto 1952 – Los Angeles, 26 dicembre 2002
è stato un fotografo e regista statunitense, che si è concentrato soprattutto sulla fotografia in bianco e nero e sul ritratto,
ispirandosi allo stile della scultura della Grecia classica.

Di conseguenza, come per Bruce Weber, alcune delle sue opere più famose sono nudi maschili e femminili nello stile che può essere definito fotografia glamour.
Inizialmente non utilizzò mai alcun accorgimento tecnico, nemmeno luci che non fossero quella solare e il suo stile semplice,
ed efficace, è stato influenzato da grandi fotografi del passato come Herbert List ed Helmut Newton.
È indicato da molti critici d'arte come uno dei migliori fotografi di moda dello scorso secolo 
roberto lanza
Franco Fontana (Modena, 9 dicembre 1933) è un fotografo, fotoreporter e scrittore italiano.
Comincia a fotografare nel 1961. Frequentatore dei "Fotoclub", la sua attività è prevalentemente amatoriale,
anche se svolge ricerche estetiche su diversi temi. Molto rilevanti saranno quelle dedicate all'espressione astratta del colore,
svolte in un periodo in cui l'astrattismo in fotografia era da ricercarsi esclusivamente nel bianco e nero.

Nel 1963 espone alla Terza Biennale Internazionale del Colore a Vienna; l'anno dopo Popular Photography gli pubblica, per la prima volta, un portfolio con testo di Piero Racanicchi.
Tiene le prime esposizioni personali nel 1965 a Torino (Società fotografica Subalpina) e nel 1968 a Modena (Galleria della Sala di Cultura).
L'esposizione nella città natale segna una svolta nella sua ricerca.

La sua complessa attività e il rilievo internazionale della sua produzione possono essere compendiati in alcune cifre.
Gli sono stati dedicati oltre 70 libri, pubblicati da editori italiani, francesi, tedeschi, svizzeri, spagnoli, americani e giapponesi;
ha esposto in musei pubblici e gallerie private di tutto il mondo - oltre 400 sono le mostre personali e di gruppo che ha finora tenuto.

Le sue opere sono conservate in oltre cinquanta musei in tutto il mondo, fra i quali: International Museum of Photography, Rochester;
Museum of Modern Art, New York; Museum of Fine Arts, San Francisco; Museum Ludwig, Colonia; Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris;
Victoria and Albert Museum, Londra; Stedelijk Museum, Amsterdam; Kunsthaus di Zurigo; Galleria civica d'arte moderna e contemporanea, Torino;
The Photographic Museum, Helsinki; Puskin State Museum of Fine Arts, Mosca; The University of Texas, Austin; Museum of Modern Art, Norman, Oklahoma;
Museo d'Arte di San Paolo; Israel Museum, Gerusalemme; Metropolitan Museum, Tokyo; National Gallery di Pechino; The Australian National Gallery, Melbourne;
The Art Gallery of New South Wales, Sidney - e private.

Ha ottenuto importanti riconoscimenti e premi, in Italia e all'estero.
Ha collaborato e collabora con riviste e quotidiani: Time-Life, Vogue USA, Vogue France, Il Venerdì di Repubblica, Sette, Panorama, Epoca, Class,
Frankfurter Allgemeine, New York Times. Tra le tante campagne pubblicitarie da lui firmate, vanno almeno ricordate quelle per: Fiat, Volkswagen, Ferrovie dello Stato,
Snam, Sony, Volvo, Versace, Canon, Kodak, Robe di Kappa. Ha tenuto workshop e conferenze all'estero (Guggenheim Museum, New York; Institute of Technology, Tokyo;
Accademia di Bruxelles; Università di Toronto; Parigi; Arles; Rockport; Barcellona; Taipei) e in numerose città italiane (tra le tante: Torino, Politecnico; Roma)
e ha collaborato con il Centre Georges Pompidou, nonché con i Ministeri della Cultura di Francia e Giappone.
È stato direttore artistico del Toscana FotoFestival



roberto lanza
Ernst Haas (Vienna, 2 marzo 1921 – New York, 12 settembre 1986) è stato un fotografo austriaco.

Nella sua carriera sperimentò l'utilizzo della fotografia a colori e con soggetti in movimento.
Fece parte dell'agenzia Magnum Photos.
Negli anni '40 intraprese gli studi di medicina, purtroppo a lui preclusi a causa delle leggi razziali (Haas era di origine ebraica).
Nel 1941 entra nell'Istituto Grafico di Vienna che abbandona dopo pochi mesi.
Pochi anni dopo incomincia a lavorare in studio e ad insegnare fotografia presso la Croce Rossa.
Famosa la sua prima mostra con le foto di guerra di Vienna (per esempio Sunbathers).
Conosce Capa, Cartier Bresson e Bischof presso la Magnum, e a partire dagli anni '50 incomincia a lavorare per la rivista Life.
Nel 1959 viene eletto Presidente della celebre agenzia Magnum, e continua coi suoi reportage fotografici in tutto il mondo,
sperimentando l'uso del colore, specialmente del Kodakchrome.
Tra i suoi ultimi importanti reportage ricordiamo il servizio per le Olimpiadi di Los Angeles nel 1984.

roberto lanza
Paolo Monti (Novara, 11 agosto 1908 – Milano, 29 novembre 1982)
è stato un fotografo italiano, esponente significativo della realtà culturale legata alla fotografia negli anni sessanta.

Il padre Romeo, originario della Val d'Ossola, era un foto-amatore dilettante
e Monti trascorse l'infanzia e la giovinezza tra le lastre e i pesanti apparecchi dell'epoca.
Dopo gli anni passati spostandosi con la famiglia tra le piccole città dove il padre veniva trasferito dalla banca in cui lavorava come funzionario,
Monti si stabilì a Milano per frequentare l'Università Bocconi.
Si laureò in economia politica nel 1930 e ritornò in Piemonte, dove lavorò per qualche anno.
Poco dopo la prematura scomparsa del padre, nel 1936, sposò Maria Binotti, coetanea e compagna di giochi negli anni infantili trascorsi in Val d'Ossola.
Nello stesso anno Monti fu assunto dalla Montecatini e lavorò per diverse filiali dell'azienda,
cambiando spesso città. Nel 1939 fu trasferito a Mestre e vi rimase fino al 1945, quando decise di lasciare la Montecatini
a causa di alcune agitazioni che interessano l'azienda nella fase finale del regime fascista.
Grazie all'aiuto di un amico fotografo trovò lavoro al consorzio agrario regionale e si trasferì a Venezia.

Parallelamente all'attività professionale, Monti si dedicò con sempre maggior devozione all'hobby della fotografia.
Nel 1947 con alcuni amici fondò il circolo La Gondola, che nel giro di pochi anni si impose sulla scena internazionale come movimento d'avanguardia.
Nel 1953, forte delle collaborazioni avviate con alcune note riviste di architettura e design,
Monti decise di cambiare lavoro e ritornare a Milano per dedicarsi alla fotografia.
Fu scelto come fotografo per la X Triennale e diede inizio a una feconda attività editoriale: oltre ai servizi pubblicati sulle riviste,
le sue foto concorrono a illustrare più di 200 volumi su regioni, città, artisti e architetti.
Negli anni sessanta, come esponente significativo della realtà culturale legata alla fotografia,
Monti fu parte di una fitta rete di relazioni che gli portarono notevoli fortune anche in ambito lavorativo.
Nel 1965 intraprese una vasta campagna di rilevamento per l'illustrazione della Storia della Letteratura Italiana di Garzanti
e dal 1966 si dedicò a un vasto censimento fotografico (il più ampio mai concepito in Europa)
delle valli appenniniche e dei centri storici delle città dell'Emilia-Romagna, che lo impegnò per oltre dieci anni.
Nel 1979 fu chiamato a collaborare con Einaudi alla realizzazione dell'apparato iconografico della Storia dell'Arte Italiana.

Nel 1970 co-organizzò la mostra Bologna Centro Storico intesa a promuovere una proposta di variante al piano regolatore per il centro storico.
Attivo anche nel campo della didattica, Monti insegnò Tecnica della Fotografia alla Società Umanitaria di Milano dal 1964 al 1966.
Quattro anni più tardi accettò la cattedra di Tecnica ed Estetica dell'Immagine presso il Dipartimento di Arte, Musica e Spettacolo della dell'Università di Bologna,
che abbandonò nel 1974.
All'attività professionale strettamente intesa, Monti continuò ad affiancare la ricerca sui temi e i soggetti che aveva sempre amato: Venezia, Milano e molti altri luoghi;
ritratti, paesaggi; la materia e gli esperimenti astratti, che Monti condusse fino alla cosciente violazione di ogni norma tecnica.
Interessanti le sue esplorazioni sulla fotografia movimentista.

Nel 1980 ha ricevuto dal presidente della Repubblica Sandro Pertini il premio nazionale Zanotti Bianco
per il "contributo decisivo ad affinare le coscienze e diffondere le responsabilità per il restauro conservativo delle nostre città storiche".
Dallo stesso anno Monti si dedicò al censimento del Lago d'Orta e della Val d'Ossola.
Monti morì a Milano il 29 novembre 1982, dopo una breve malattia.
Fu sepolto ad Anzola d'Ossola, dove trascorreva le vacanze estive e ha svolto gran parte delle sue ricerche più sperimentali sulla fotografia.
Le sue opere sono conservate in numerose collezioni italiane.

roberto lanza
Stanley Kubrick
(New York, 26 luglio 1928 – St Albans, 7 marzo 1999) è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense naturalizzato britannico.

Viene considerato uno dei più grandi e geniali cineasti della storia del cinema, è stato anche direttore della fotografia, montatore, scenografo, creatore di effetti speciali,
scrittore, fotografo. Le sue opere sono considerate dal critico cinematografico Michel Ciment "tra i più importanti contributi alla cinematografia mondiale del ventesimo secolo".

1928–1950: Kubrick e Look
All'età di tredici anni riceve in regalo dal padre una macchina fotografica.
Fin da bambino è affascinato dalla tecnica fotografica e nel 1945 la sua carriera parte con una straordinaria foto di un edicolante rattristato
della notizia della morte del presidente Roosevelt, che vende alla rivista Look.
A scuola si sente vittima dei soprusi di insegnanti oltremodo conformisti e bigotti che favoriscono chiaramente gli alunni di origini altoborghesi.
Negli stessi anni segue studi artistici di fotografia (che gli rallenteranno il percorso scolastico) e comincia ad appassionarsi alla poesia simbolistica e alla filosofia,
che lo porteranno in breve a conoscere il pensiero del filosofo Nietzsche.
Dopo essersi faticosamente diplomato, comincia a lavorare per Look come fotografo.
A diciannove anni trascorre cinque sere la settimana nella sala di proiezione del Museum of Modern Art di New York,
a guardare vecchi film e dopo quattro anni di studio all'accademia di arte cinematografica, pagati grazie allo stipendio da giornalista locale,
decide di dedicarsi attivamente al cinema.
Nel 1949 dirige il cortometraggio Day of the Fight, un documentario sulla giornata del pugile Walter Cartier autoprodotto con soli 3.900 dollari
raggranellati tra parenti e amici, e che rivende alla RKO per 4.000 dollari.

Il successivo documentario, finanziato dalla RKO per 1.500 dollari, è Flying Padre, la giornata di un prete del Nuovo Messico
che percorre la sterminata estensione della sua parrocchia utilizzando un piccolo aereo da turismo.
Ottenuto un discreto successo con i primi cortometraggi, decide di abbandonare definitivamente il lavoro alla rivista Look
e di iniziare la carriera di regista a tempo pieno, producendo il primo lungometraggio nel 1953: Paura e desiderio,
per anni quasi introvabile, si dice per volontà dello stesso Kubrick, che lo definirà in età matura «un tentativo serio realizzato in modo maldestro»,
ma che gli permette di prendere maggiore confidenza con la tecnica cinematografica.


Kubrick muore durante il sonno, stroncato da un infarto, nella sua casa di campagna il 7 marzo 1999, all'età di settant'anni.
I funerali avvengono in forma riservata e laica, conformi a quella ritrosia dal mondo esterno che aveva caratterizzato l'ultima parte della sua vita.
In base alle sue ultime volontà, il corpo è stato sepolto nel giardino della casa stessa a Childwickbury, nell'Hertfordshire.

roberto lanza
Alex Webb e’ un fotografo americano associato all’ agenzia Magnum.  E’ famoso per la sua street photography ricca di colori caldi e di composizioni complesse, che sembrano fermarsi appena prima del limite del “caos compositivo”.  Le sue foto sono cosi’  ricche di soggetti e di piani visivi, che per altri fotografi risulterebbero difficili da comporre.Maestro della composizione, straordinario architetto di luci e di ombre, Alex Webb è tra i fotografi contemporanei più rispettati e citati dagli esperti e dai colleghi.

Il suo stile scrupoloso e geometrico, immediatamente riconoscibile, il suo utilizzo del colore e delle ombre nette e taglienti gli hanno permesso di scrivere il suo nome nel gotha dei grandi fotografi mondiali di questo secolo, anche grazie ai molti servizi realizzati per National Geographic, da Cuba al Brasile, dal Messico a Istanbul.

roberto lanza

 Frans Lanting  13 luglio 1951 (età 66), Rotterdam


L'olandese Frans Lanting è considerato tra i più grandi
fotografi naturalistici della nostra epoca.
Ma definirlo solo così è riduttivo; non rende giustizia alla sua ricerca e
precisione quasi maniacale nel ritrarre i soggetti nel loro ambiente naturale. 
E' l'autore di reportage pionieristici che hanno contribuito ad aprire gli occhi sulla bellezza
del nostro mondo e sulla necessità impellente di salvarne i pochi luoghi intatti rimasti.


roberto lanza
 Martin Edward Elkort 18 aprile 1929 - 19 novembre 2016) è stato un fotografo, illustratore e scrittore americano noto soprattutto per le sue fotografie di strada . Le stampe delle sue opere sono conservate e esposte da diversi importanti musei d'arte negli Stati Uniti. Le sue fotografie sono apparse regolarmente in gallerie e pubblicazioni importanti. Le prime fotografie in bianco e nero di Elkort presentano il leggendario Lower East Side a Manhattan , New York City , che mostra la sua diversità etnica, una miriade di strade e vicoli ingombri. Il parco divertimenti di Coney Island a Brooklyn è stato un altro sito preferito in quel periodo. Il suo lavoro successivo dipinge scene di strada dal centro di Los Angeles e Tijuana, in Messico . Durante tutta la lunga carriera di fotografo di Martin Elkort, ha sempre mostrato il lato positivo e gioioso della vita nelle sue immagini sincere.


Elkort ha scattatoi la sua prima fotografia professionale all'età di 10 anni durante un viaggio in auto con i suoi genitori a Baltimora . Durante il viaggio, ha scattato fotografie di strade allagate. Il Baltimore Sun acquistò le sue fotografie di scene alluvionali e ne mostrò una in prima pagina.  Dopo il suo recupero dalla poliomielite, si è messo in giro per Manhattan a scattare foto di ciò che lo interessava.

Elkort era un membro della New York Photo League dal 1948 al 1951; un collaboratore editoriale e collaboratore del New Mexico Magazine nel 1957; membro fondatore nel 2002 della Los Angeles League of Photographers (LALOP); un redattore collaboratore e ha contribuito con fotografie alla rivista Rangefinder nel 2006


roberto lanza
Philip Jones Griffiths


Philip Jones Griffiths (Rhuddlan, 18 febbraio 1936 – Londra, 19 marzo 2008) è stato un fotoreporter gallese.

Noto in particolare per le sue fotografie relative alla guerra vietnamita, Griffiths vive personalmente questa guerra con l'obiettivo di rendere consapevoli gli americani della brutalità

del conflitto e delle tragiche condizioni dei soldati e dei civili in Vietnam. Scatta fotografie che contribuiscono a modificare l'opinione pubblica statunitense, ponendo la sua stessa vita

a rischio.

Nato a Rhuddlan, in Denbighshire, Griffiths trascorre un'infanzia felice; giocò in una squadra di rugby e frequentò scuole locali. Il padre, Joseph Griffiths, lavorava presso la London,

Midland and Scottish Railway, una società ferroviaria, mentre la madre Catherine Jones era un'ostetrica.

In un'epoca in cui le fotografie accompagnate da didascalie andavano assumendo sempre maggior importanza in riviste di grande fama come Life, già all'età di 14 anni in Griffiths emerge la

passione per la fotografia. La sua carriera di fotografo inizia negli anni '50 presso il Golden Sands Holiday Camp di Rhyl, dove scatta fotografie in occasione di eventi nuziali. Avviato

dai genitori agli studi di farmacia presso l'università di Liverpool, nel 1959 viene assunto alla Boots, una nota farmacia londinese. Questo non gli impedì comunque di lavorare part-time

per il quotidiano britannico The Guardian e come cameraman alla Granada Television. Griffiths infatti svolgeva alla Boots il turno notturno per poter fotografare durante il giorno e vendere

le proprie foto ai giornali per finanziare i suoi progetti futuri.

Nel 1961 Griffiths entra in contatto con fotografi come Don McCullin, Michael Peto, Colin Jones e Jane Bown. Fa la conoscenza anche di Ian Berry, ex fotografo di Drum Magazine e primo

membro dell'agenzia fotografica Magnum Photos. Inizia a lavorare per il periodico britannico The Observer e nel 1962 ottiene il suo primo grande successo andando in Algeria per documentare

la guerra fra l'esercito francese e gli indipendentisti algerini guidati dal Fronte di Liberazione Nazionale. Per premiare questa sua iniziativa,The Observer riserva un'intera pagina alle

fotografie da lui scattate.

Nel 1966 Griffiths diventa membro della Magnum Photos e arriva in Vietnam. In seguito a una serie di viaggi infatti emerge in lui la volontà di dedicarsi a un unico grande progetto che lo

porta a dirigersi verso l'Oriente.

Prima di divenire celebre per le fotografie scattate durante la guerra vietnamita, nei primi anni della sua carriera, quando ancora viveva in Gran Bretagna, Griffiths scatta una serie di

fotografie che verranno poi a far parte del suo libro Recollections, pubblicato nel 2008. Si tratta di una raccolta di fotografie raffiguranti la Gran Bretagna dagli anni '50 agli anni '70.

Griffiths fotografa personaggi politici e celebrità britanniche come i Beatles, immortalati durante il loro primo concerto al teatro Empire di Liverpool nel 1963. È famosa a esempio la foto

scattata a Ringo Starr intento a firmare l'autografo di una fan, indossando soltanto le mutande e una camicia. Fotografie che documentano la nascita della rivoluzione sessuale propria dei

paesi occidentali, lo sconvolgimento della vecchia generazione e la sensazione di libertà nella nuova.

Nel 2000 Griffiths fonda la Philip Jones Griffiths Foundation con lo scopo di educare il pubblico all'arte della fotografia, essere fonte di ispirazione per i giovani fotoreporter e

preservare le sue fotografie. Gli amministratori della fondazione sono le figlie Fanny Ferrato e Katherine Holden, le quali si sono occupate dell'organizzazione di una serie di mostre

fotografiche a New York e Los Angeles. A seguito della morte del fotografo, il suo archivio fotografico è stato ospitato in Galles presso la Biblioteca Nazionale che oggi contiene circa 30

mila sue stampe.
roberto lanza
Il fotografo spezzino Davide Marcesini è approdato per caso al mondo della vela.
Da quel momento non se ne è più staccato.
Vive presso uno dei golfi con la più elevata concentrazione di scafi d’epoca,
che all’occorrenza fotografa anche a bordo di un deltaplano a motore.
Collaboratore della nota agenzia fotografica Sea&See, si dedica anche alla formazione organizzando corsi.


roberto lanza Marzo 5 '18
Pagine: « 1 2 3 4 5 ... » »»