Loading...
it

Articoli utenti sul blog

roberto lanza

2000


 Annie Leibovitz è fotografa celeberrima, ritrattista inconfondibile.
Ha lasciato il segno tra le masse facendo mettere le scarpe rosse con i tacchi a spillo a Carl Lewis,
in una graffiante campagna pubblicitaria Pirelli 1994.
La nuova collaborazione tra l' artista americana e l' industria italiana
non ha la forza provocatoria del «figlio del vento» in una corsa contro natura,
ma a suo modo vuole essere un punto di rottura, divergente dalla tradizione del calendario.
«È una rivisitazione delle donne secondo i canoni classici dell' arte - ha spiegato Leibovitz -
che ho voluto realizzare cercando di non tradire le donne, rappresentando il loro corpo con massima semplicità».
Pianeta donna per un millennio destinato ad essere delle donne.
Donne universali, quindi senza volto: il Pirelli 2000 per la prima volta è un calendario di corpi,
e non di modelle. La plastica estetica ispirata dal nudo nei secoli, dai bronzi e marmi dalla Grecia a Modigliani,
passando per Botticelli e Rubens.
Annie Leibovitz ha realizzato la semplicità senza spostarsi dallo studio della sua casa di Rheinbeck,
due ore d' auto sopra New York, nella valle dell' Hudson.
E ha raccontato la verità dei torsi, dei seni, degli addomi, dei muscoli, in un' integrità che trascende nell' arte.


2001


Testino è diventato uno dei fotografi di moda più famosi e più famosi al mondo.
Ha documentato soggetti provenienti da stelle, musicisti, top model e artisti,
nonché soggetti che ha incontrato durante i suoi viaggi.
Il suo lavoro è apparso su riviste come Vogue , V Magazine , Vanity Fair , GQ , LOVE , Allure e VMan .
Diciotto mostre e più di 16 libri sono stati pubblicati sul suo lavoro.
Suzy Menkes , editore internazionale di Vogue , spiega:
"L'abilità di Testino è innanzitutto cogliere l'attimo e far emergere l'umanità nei suoi soggetti".


2002


C'è il rigore di Giorgio Armani nel calendario Pirelli 2002.
Meno nudità e più seduzioni giocate sul fascino e l' abito dai tagli sapienti.
Le foto sono di Peter Lindbergh, il famoso fotografo che ha ritratto giovani attrici di Hollywood, tutte vestite Armani.
Tra i personaggi di questo calendario di culto, che, per il 2002, ha un' ambientazione cinematografica,
con riferimenti al filone «detective story», figurano Mena Suvari (la ragazza di "American beauty"),
Carmen Chaplin (nipote di Charlie), Jamie King (l' ex modella che ha recitato in "Pearl Harbour") e la bruna Salma Blair.



2003


Bruce Weber. A lui il merito dell'innovazione: introdurre anche gli uomini a rappresentare la bellezza secondo The Cal.
Nel 1998 infatti realizza il progetto dal titolo "The Women that Men Live For, The Men that Women Live For",
e cioè "le donne per cui gli uomini vivono, gli uomini per cui le donne vivono".
Ritratti di celebri attori, musicisti, cantanti, registi e sportivi fanno da contrappunto, mese per mese,
alle fotografie di alcune delle donne più desiderate del pianeta, fra cui star di Hollywood e top model,
ma anche, com’è ormai tradizione, volti nuovi e debuttanti assolute. Sulla scelta del tema, Weber ha commentato:
«Ho voluto inserire degli uomini perché anche le donne trovino qualcosa nel Calendario Pirelli che le faccia sorridere».
In effetti queste pagine sono forse tra le più note al pubblico, per quella splendida Eva Herzigova alle prese con gli spaghetti,
Patricia Arquette mentre cucina, Bono, BB King, Francesco Clemente, Stella Tennant e gli altri.

2004
Un calendario ad altissimo tasso erotico, quello del quarantennale,
poi smorzato, sbiadito, annebbiato da complicatissime elaborazioni al computer, cromatiche e non.
Da hard a molto soft, persino enigmatico, con pennellate di astratto, a tutto colore,
dove il sesso da scabroso diventa virtuale, tenue, persino infantile. È davvero ambizioso il Calendario Pirelli 2004
A firmare il calendario è il fotografo inglese Nick Knight, star della moda e della pubblicità.
La sua idea è stata «fare un calendario dalla parte delle donne»,
illustrando le fantasie erotiche così come gli sono state confidate da un gruppetto di signore famose,
quattordici, di cui una sola italiana, Isabella Rossellini.
Fra le altre la cantante islandese Bjork, Catherine Deneuve, la trasgressiva Courtney Love,
la signora Polansky Emmanuelle Seigner, Liv Tyler, Stella McCartney, la maitresse di Hollywood Heidi Fleiss.

2005
Il Calendario Pirelli 2005 stato realizzato da Patrick Demarchelier,fotografo di fama internazionale, ed é ambientato nello spettacolare
scenario della Rio de Janeiro che non dorme mai.
La metropoli che, come dichiara Naomi Campbell (per la
terza volta protagonista del mitico “The Cal”) “rispecchia lo
spirito energico e positivo della gente”.

Demarchelier ha perfettamente colto e assimilato lo spirito del
Brasile (“O espirito do Brazil” infatti il titolo scelto
per il filmato di backstage) e di Rio de Janeiro, citt
dominata da forti contrasti. Le sue fotografie, rigorosamente in
bianco e nero, indagano gli aspetti pi misteriosi delle
affascinanti modelle del “Pirelli Cal 2005? ricercando l’invisibile
fonte del loro fascino. Tra le protagoniste, oltre a Naomi Campbell
(che esord giovanissima nel Calendario del 1987 di Terence
Donovan e fece il bis in quello del 1995 di Richard Avedon)
partecipano Filippa Hamilton e Isabeli Fontana (gia’ scelte da
Bruce Weber per l’edizione 2003), Adriana Lima, Diana Dandoe, Erin
Wasson, Eugenia Vodianova, Julia Steigner, Liliane Ferarezi, Marija
Vujovic, Michelle Buswell, “Valentina” e Valeria Bohm. Una
passerella internazionale dove sono presenti tre brasiliane, due
statunitensi, due russe, una montenegrina, una rumena, una svedese
e una tedesca.


roberto lanza Maggio 28 '18
roberto lanza

1997


Donne da tutto il mondo nel Calendario Pirelli 1997.

Raramente l'espansione di un gruppo internazionale e la bellezza femminile
si sono fuse insieme così meravigliosamente come nel Calendario Pirelli di quest'anno.
Creato e realizzato da Richard Avedon, uno dei fotografi più famosi del mondo,
il Calendario 1997 è una vibrante collezione di straordinarie fotografie,
brillantemente eseguite da Avedon nella più grande ammirazione e affezione per il suo soggetto, la donna.
Avedon è stato ispirato dalla presenza del gruppo Pirelli sul mercato internazionale,
perciò il titolo del Calendario è: "Le donne del mondo".
Pirelli ha passato ad Avedon tutte le informazioni relative ai suoi affari internazionali,
e da questo l'artista ha compiuto una scelta di paesi da rappresentare nelle sue foto.
Sono poi state studiate le tradizioni culturali e le tendenze dei vari paesi selezionati,
per poi cominciare una ricerca su scala mondiale di 20
tra le più belle donne al mondo (ne furono poi fotografate 19).
Avedon prese in esame moltissime donne provenienti da tutti i paesi selezionati
e tra tutte scelse solo quelle che gli sembravano veramente di una bellezza fuori del comune.
Ogni donna rappresenta il suo paese in un modo inconsueto e mai ovvio.
Qualche volta Avedon ha utilizzato più donne di uno stesso paese,
per sottolinearne la diversità culturale e svelare le molte sfaccettature della bellezza.
Fabien Baron è alla sua prima esperienza come art director del Calendario Pirelli.

 
Richard Avedon.

Ha realizzato anche il Calendario Pirelli del 1995



1998


Bruce Weber.
A lui il merito dell'innovazione: introdurre anche gli uomini a rappresentare la bellezza secondo The Cal.
Nel 1998 infatti realizza il progetto dal titolo "The Women that Men Live For, The Men that Women Live For",
e cioè "le donne per cui gli uomini vivono, gli uomini per cui le donne vivono".
Ritratti di celebri attori, musicisti, cantanti, registi e sportivi fanno da contrappunto, mese per mese,
alle fotografie di alcune delle donne più desiderate del pianeta,
fra cui star di Hollywood e top model, ma anche, com’è ormai tradizione, volti nuovi e debuttanti assolute.
Sulla scelta del tema, Weber ha commentato:
«Ho voluto inserire degli uomini perché anche le donne trovino qualcosa nel Calendario Pirelli che le faccia sorridere».
In effetti queste pagine sono forse tra le più note al pubblico,
per quella splendida Eva Herzigova alle prese con gli spaghetti,
Patricia Arquette mentre cucina, Bono, BB King, Francesco Clemente, Stella Tennant e gli altri.
Un’altra particolarità dell’edizione di quest’anno è l’immagine di Robert Mitchum ritratto poco prima della sua morte:
è al grande divo americano che Bruce Weber ha dedicato il suo lavoro.
«Mentre fotografavo il Calendario Pirelli», ha commentato Weber,
«ho ripensato molto al tempo che ho passato con Bob. Molto tempo fa,
ho lavorato a un documentario su di lui: le sue risse nei bar, le donne della sua vita e i suoi film.
Ho voluto dedicare questo Calendario a Bob come un modo per dirgli:
Grazie, amico mio, per aver fatto il mio film e per essere stato un "duro",
un poeta e un signore a cui è sempre piaciuto abbracciare una ragazza».




1999


Un mago dell'obiettivo, Herb Ritts. E dodici splendide creature.
Risultato: un oggetto di culto che si rinnova.
Per inaugurare un anno che è tutto da contemplare.
L'occhio è quello divertito di Herb Ritts, l'iperattivo fotografo californiano amico di Madonna.
Le bellezze in bianco e nero sono dodici, una per ogni mese.
Ed ogni mese rappresenta, in successione, un decennio del Ventesimo secolo,
dalla ragazza can-can della Belle Epoque (la texana Chandra North)
fino al duemila, interpretato dalla statuaria top model sudanese Alek Wek.



Herb Ritts.
L'occhio sicuro, l'immaginazione fertile e lo spirito positivo di Herb Ritts
sono in grado di tradurre sogni e desideri in immagini forti e concrete.
In molti dei suoi ritratti, egli dà ai volti di personaggi famosi una valenza mistica ma intima.
In altri, egli celebra le mille forme e strutture della forma umana vestita o nuda.
Ritts è un autodidatta.
La sua storia ricalca perfettamente il famoso schema
della scalata al successo in America: dopo un diploma in economia al Bard College
e aver iniziato studi di legge, si mise a lavorare a Hollywood come rappresentante.
Nel frattempo, iniziò a fotografare per hobby, ma nel 1978
incontrò un improvviso successo quando una sua foto fu pubblicata da Newsweek.
Pur non lavorando a New York, acquistò un rapido successo come fotografo di moda:
la sua prima esposizione con altri due giovani fotografi,
intitolata Lavorare a LA - parte prima, ebbe luogo nel 1985.
Nel 1989, Ritts realizzò il suo primo videoclip per la canzone Cherish di Madonna,
cui fecero seguito altri video per Janet Jackson e Chris Isaak, entrambi vincitori di MTV Awards.
Nello stesso periodo, particolarmente produttivo,
realizzò anche diversi libri di fotografia, di cui devolse le royalties
ad associazioni caritatevoli fra cui quella per la ricerca sull'Aids.
Ritts continua a lavorare esplorando nuovi soggetti per i suoi ritratti, ispirandosi ai fatti della vita più diversi.
Attraverso le sue opere, ha sviluppato un proprio stile inconfondibile.
Sembra che abbia già fotografato tutti quelli che contano,
ma il mondo della moda fa si che tutti sia un gruppo che cambia continuamente.
E Herb Ritts continuerà a rappresentare le future generazioni di celebrità e bellezze,
traducendo e guidando il loro fascino in immagini straordinarie che riflettono
sia la storia della nostra società che la nostra cultura.




roberto lanza Maggio 25 '18
roberto lanza

1994


L'edizione del Calendario Pirelli del 1994 è caratterizzata da due elementi principali:
il ritorno di Derek Forsyth come art director,
e il fatto che il calendario non è più dedicato solo agli uomini,
ma anche alle donne e al loro nuovo ruolo nel mondo degli affari.
In effetti, il titolo di questa edizione è "In Praise of Women".
Più di dieci tra i più celebrati fotografi del mondo sono contattati, e alla fine è scelto Herb Ritts.
Ritts è un fotografo di Los Angeles il cui lavoro è caratterizzato
da uno stile molto individuale e riconoscibile, ma anche dall'abilità di scattare foto "di classe".
Il tema del Calendario di quest'anno non è definito in un modo preciso:
l'intenzione è di far emergere lo stile femminile degli anni 90 in modo fresco e casuale,
senza seguire le costrizioni della moda. Ritts vuole fotografare la bellezza interiore delle donne,
catturare la loro essenza più intima.
Le modelle sono quattro e tutte d'eccezione: Cindy Crawford, uno dei volti più famosi del mondo;
Helena Christensen, una norvegese che ha cominciato la carriera di modella sin da bambina;
Karen Alexander, modella di colore nata in New Jersey che cominciò la carriera
per potersi poi dedicare al lavoro sociale,
e Kate Moss, il volto degli anni 90, un'inglese di Londra scoperta casualmente
ma già lanciata verso una strepitosa carriera.
Le riprese fotografiche, dopo un lungo lavoro preparatorio, cominciano alle Bahamas in maggio.

Herbert Ritts Jr. (Los Angeles, 13 agosto 1952 – Los Angeles, 26 dicembre 2002)
è stato un fotografo e regista statunitense,
che si è concentrato soprattutto sulla fotografia in bianco e nero e sul ritratto,
ispirandosi allo stile della scultura della Grecia classica.
Di conseguenza, come per Bruce Weber, alcune delle sue opere più famose
sono nudi maschili e femminili nello stile che può essere definito fotografia glamour.
Inizialmente non utilizzò mai alcun accorgimento tecnico,
nemmeno luci che non fossero quella solare e il suo stile semplice,
ed efficace, è stato influenzato da grandi fotografi del passato come Herbert List ed Helmut Newton.
È indicato da molti critici d'arte come uno dei migliori fotografi di moda dello scorso secolo.



1995


Il Calendario del 1994 ha avuto un successo folgorante,
che la Pirelli desidera ripetere anche quest'anno.
Derek Forsyth, che è ancora l'art director, sceglie di restare vicino alla formula vincente dell'edizione 1994:
un fotografo famosissimo e modelle famosissime.
Dopo un accurato esame dei migliori fotografi del mondo
la scelta cade sul settantunenne newyorchese Richard Avedon.
Dopo una brillantissima carriera, dopo cinquant’anni di reportage e collaborazioni
con le più prestigiose riviste internazionali,
Avedon trova una nuova sfida: la produzione di un Calendario Pirelli.
Il tema dell'anno è "Le stagioni secondo Pirelli", impersonate da quattro famosissime modelle:
Nadja Auermann, occhi blu ghiaccio e capelli colore del platino per l'inverno;
la giovanissima (ha appena compiuto diciassette anni) Farrah Summerford per la primavera;
Naomi Campbell per l'estate e Christy Turlington, bellezza romantica dall'aspetto misterioso, per l'autunno.

Richard Avedon.
Uno dei grandi nomi della fotografia mondiale, un americano di New York che nella sua lunga carriera è stato reporter e fotografo di moda,
ha lavorato per le riviste, il cinema e la televisione, ha esposto in musei pubblici e in gallerie private,
ha collaborato con scrittori e giornalisti. Poco più che ventenne fotografava già per Vogue e Harper's Bazaar,
e poco più che trentenne era nell'elenco dei dieci maggiori fotografi del mondo.
Nel 1959 uscì Observations, che in un unico volume univa le sue immagini e il commento di Truman Capote.
Dall'incontro con la letteratura, proficuo e duraturo, sarebbero scaturiti anche il volume Nothing Personal (1964)
con le sue fotografie ed il testo di James Baldwin, e Portraits Photographs con introduzione di Harold Rosenberg.
L'interesse per i grandi eventi della storia contemporanea portò Avedon, nel 1963,
a volgere l'obiettivo sul movimento per i diritti civili nel sud degli Stati Uniti,
sul movimento pacifista, ad andare, nel 1971, in Vietnam, a collaborare all'allestimento della Porta di Brandeburgo,
Berlino Est, per la notte di san Silvestro, 31 dicembre 1989-primo gennaio 1990 al Carnegie International.
Fra le mostre, che si susseguono a ritmo ininterrotto, si citano soltanto alcune:
Richard Avedon allo Smithsonian Institute di Washington (1962),
Richard Avedon Portrait al Minneapolis Institute of Arts (1970), Jacob Israel Avedon,
ritratti del padre, al Museum of Modern Art (1974), Avedon: Photo-graphs 1947-1977, retrospettiva sui lavori per le collezioni di moda,
al Metropolitan Museum of Art di New York (1978), fino alla retrospettiva Richard Avedon Evidence: 1944-1994,
organizzata al Whitney Museum of American Art di New York nel 1994 e presentata nel 1995 alla National Gallery di Londra.
Suo anche il Calendario Pirelli del 1997.


1996


Il Calendario di quest'anno si intitola "Timeless views",
e unisce ancora una volta un famosissimo fotografo, Peter Lindbergh,
con sei stupefacenti modelle o attrici:
Nastassja Kinski, Tatjana Patitz, Carrè Otis, Eva Herzigova, Navia Nguyen e Kristen McMenamy.
Derek Forsyth è anche quest'anno art director.
Le immagini del 1996 sono un ulteriore passo avanti nella scelta del Calendario Pirelli
di rappresentare i cambiamenti attraverso il tempo della moda, della fotografia e della bellezza femminile.
Le donne ora sono naturali e vere,
ritratte non per sembrare perfette modelle ma piuttosto donne reali con la loro bellezza spontanea e personale.

Peter Lindbergh. Considerato un pioniere della fotografia, ha introdotto una forma di neorealismo
ridefinendo i canoni della bellezza con immagini senza tempo.
Idealizza le donne ma allo stesso tempo le mostra nella loro umanità dando spazio all'anima.
Nei suoi scatti non c'è il ritocco portato all'esasperazione.
In un'intervista ha dichiarato: "la responsabilità dei fotografi di oggi
dovrebbe essere liberare le donne, e in definitiva tutte le persone,
dalla mania della giovinezza e della perfezione".






roberto lanza Maggio 23 '18
roberto lanza

1990




Per oltre quarant'anni il calendario Pirelli ha commissionato annualmente
un fotografo di moda affermato per celebrare la bellezza femminile.
Questo particolare calendario è stato creato da Arthur Elgort,
famoso fotografo di moda di Vogue,
e ha esplorato temi ispirati a " Olympia " di Leni Riefenstahl,
il film ufficiale delle Olimpiadi di Berlino del 1936.

Presentare le donne come potentemente stoiche mentre si esibivano in un'atletica seminuda,
Elgort ha creato qualcosa di inebriante bellezza
nel mostrare queste donne in spazi densamente senz'aria competere per competizioni fantasy.
Elgort è noto per la sua capacità di catturare il movimento nella fotografia
e i suoi lavori sono molto apprezzati.
L'atemporalità di queste fotografie in cui il loro contesto
potrebbe essere collocato in qualsiasi tempo, dall'impero romano,
alla bellezza statuaria e all'aspetto un po 'fascista delle donne degli anni '30,
fino al glamour sfolgorante della fine degli anni '80 è davvero soddisfacente.

Nel Calendario olimpico del 1990, l'impronta del battistrada è costante, visibile ma non preponderante.
E' impresso, stampato nello straccetto che copre le forme di sei modelle atlete,
selezionate fra 120 e allenate come se davvero avessero dovuto correre la maratona e i cento metri,
saltare, lanciare il disco (s'intravede l'impronta), peso e giavellotto.

Sei le modelle scelte per interpretare i giochi olimpici:
Laure Bogeart, Laurie Bernhardt, Christina Cadiz, Anna Klevag, Florence Poretti, Debrah Saron.


1991


L’edizione del Calendario di quest’anno presenta un’idea originale e innovativa:
le donne rappresentate non solo nella loro bellezza,
ma anche nel loro valore umano e nella loro intelligenza,
come testimoniano le grandi eroine della storia.
Martyn Walsh è ancora art director del Calendario e sceglie Clive Arrowsmith come fotografo.


Clive Arrowsmith. Firma il calendario per due anni consecutivi,
il 1991 e il 1992 e afferma un'idea coreografica, quasi teatrale della fotografia.
Le sue immagini a colori infatti richiamano film di fantascienza,
il teatro giapponese del Kabuki e l'arte cinese dei dragoni,
insieme ad altre idee da ritrarre a tinte forti per parlare di un donna decisamente sopra le righe.
Fotografo molto amato dalla rivista Vogue con cui ha lavorato per molto tempo,
appassionato di musica (ha firmato diverse copertine di dischi).

E' più patriottico che erotico il Calendario 1991
che, attraverso l'obiettivo di Clive Arrowsmith,
ironicamente attento ai suggerimenti di Velàzquez, di Rembrandt, di Delacroix,
celebra, attraverso la matronale bellezza di tredici modelle,
le eroine di tutti i tempi, da Cleopatra ad Anita Garibaldi,
all'ussara Durova che galoppò contro Napoleone;
qualche orma di cinturato nei monili, nelle fusciacche,
nella criniera di un leone egizio e solo qualche erompere di seni
forse pensando all'irrompere delle donne in carriera negli uffici,
un tempo solo maschili e ghiottissimi del Pirelli non edulcorato.



1992


Per il Calendario 1992 l'art director Martyn Walsh è alla ricerca
di un'interpretazione sensuale dei dodici animali che popolano il centenario oroscopo cinese.
L'idea era venuta a Walsh dopo un incontro con Barry Fantoni, direttore della rivista satirica Private Eye
e autore di numerosi libri sull'oroscopo cinese.
 L'incontro era, in effetti, avvenuto cinque anni prima, ma per varie ragioni Walsh aveva lasciato l'idea nel cassetto.
 Ora quell'idea, proposta alla Pirelli e accettata, stava per creare  una potentissima miscela
di sensualità occidentale e misticismo orientale.
Clive Arrowsmith, che aveva già scattato le foto per l'edizione del 1991,
viene scelto di nuovo come fotografo. Il fatto che Arrowsmith studiasse alla scuola di Buddismo Tibetano di Maha Janic
e fosse il fotografo ufficiale del Dalai Lama lo rendeva il candidato ideale per il progetto.
La scelta delle modelle è particolarmente difficile perchè devono avere un'esperienza di danza,
possedere un buon senso del movimento, oltre ad una forte personalità
e l'immaginazione necessaria per interpretare diversi animali.
Walsh affida il compito di trovare le modelle con queste caratteristiche a Jane Myerson,
la quale inizia la selezione con 2000 modelle, poi ridotte a 100,
tra cui Walsh e Arrowsmith compiono la scelta finale dopo sette settimane di studi e colloqui.
Poseranno l’americana Julienne Davis, Judy Taylor
e la ragazza che aveva già posato per la copertina dell'edizione 1991, Alison Fitzpatrick.
 Il servizio è svolto in venti giorni, durante i quali sono prodotti diecimila scatti
di cui sono selezionati i dodici più sensuali ed evocativi.
Dietro ogni immagine, Fantoni scrive una didascalia che spiega il significato dell'animale-segno dell'oroscopo,
e aggiunge una lista di personaggi famosi che appartengono a quel segno.

 


1993


Quest’edizione celebra il trentesimo compleanno del Calendario Pirelli.
Martyn Walsh, l'art director, vuole un Calendario che ricordi le prime edizioni
- bellissime donne fotografate in ambienti idilliaci -
ma nello stesso tempo moderno, fresco, eccitante.
Walsh vuole anche essere sicuro che il motivo del battistrada delle gomme Pirelli,
che è diventato parte integrante del Calendario per tutto il tempo in cui lui n’è stato l'art director,
sia presente nelle foto.
E ancora una volta, è una certa idea dello stile che dà significato
a tutto quello che è progettato.
Proprio per garantire lo "stile" sono considerati diversi stilisti italiani,
ma alla fine è scelto l'inglese Bruce Oldfield per disegnare i costumi da bagno per le foto del Calendario.
La particolarità dei costumi è che il motivo del battistrada dei pneumatici
non è più un elemento esterno ma piuttosto intrinseco dell'abbigliamento.
Il bianco è l'unico colore usato.
Walsh voleva poi un fotografo che sapesse catturare sulla pellicola l'idea dello stile,
ma che nello stesso tempo non trasformasse le immagini finali nelle solite foto di una sfilata di moda.
E’ quindi chiamato John Claridge, un fotografo inglese che, avendo lavorato per le principali riviste di moda europee
ma avendo anche pubblicato foto su riviste d'arte,
era il candidato ideale per produrre quella sottile miscela di stile,
arte e nostalgico ricordo dei calendari passati che Walsh cercava.
Anche la scelta delle modelle per raggiungere questa perfetta fusione era un compito piuttosto difficile.
 Ci volevano modelle che avessero i tratti del viso definiti,
la levigatezza e le curve sottili propri del mondo della moda
ma che nello stesso tempo apparissero sexy e sensuali come le modelle dei primi calendari.
La scelta finale di Walsh fu per tre soltanto: Christina Estrada, Barbara Moors e Claudie.
Le Seychelles furono ancora una volta, come già nel 1974, la location ideale per il servizio fotografico.

John Claridge. Fotografo inglese, incominciò a lavorare giovanissimo per un'agenzia di pubblicità a Londra.
A diciassette anni già faceva la sua prima personale, e a diciannove apriva uno studio nella City.
Da allora lavora con le maggiori agenzie pubblicitarie e ha clienti in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone.
Ha tenuto mostre in tutto il mondo, gli sono stati conferiti
oltre cinquecento premi per fotografie di carattere editoriale e commerciale.
Alcune collezioni delle sue opere sono esposte in permanenza al Victoria and Albert Museum
e al The Arts Council of Great Britain.
Due sono finora i libri da lui pubblicati: South America Portfolio e One Hundred Photographs.



roberto lanza Maggio 21 '18
roberto lanza

1987


Anche l'edizione di quest'anno porta il segno del battistrada dei pneumatici,
divenuto ormai una costante del Calendario Pirelli degli ultimi anni.
Martyn Walsh, l'art director, lancia l'idea di un Calendario tutto fatto di ragazze color cioccolata
in una location esotica come il Brasile.
 
Il fotografo scelto è Terence Donovan.
A quindici anni già scattava fotografie da professionista;
da allora ha viaggiato in settantadue paesi fornendo servizi fotografici a Vogue, Elle, Marie Claire, Harpers & Queen, Cosmopolitan.
Ha realizzato documentari e film; ha lanciato oltre tremila spot pubblicitari e prodotto opere teatrali per la televisione.
Appassionato di judo, ha illustrato questo sport in un libro, Fighting Judo, pubblicato nel 1985.
L'anno successivo ha lavorato per il Calendario Pirelli del 1987.
Fra le mostre delle sue opere si ricorda quella tenuta alla Albermarle Gallery nel 1990.
Suo il primo calendario Pirelli del 1963

Le modelle scelte sono: Ione Brown, Collette Brown, Gillian de Tourville,
Waris Dirie e Naomi Campbell, allora solo agli esordi della sua fulminante carriera.
L'elemento caratterizzante del Calendario di quest'anno è l'abbinamento di gioielli d'oro con la pelle scura delle modelle.
I gioielli sono ispirati a quelli delle donne Kirdi delle montagne Mandara, in Africa.
Realizzati da Gerry Summers su disegno di Martyn Walsh,
i gioielli hanno naturalmente il motivo del battistrada delle gomme inciso su ogni pezzo.

Quest'anno la Pirelli non solo ha superato i suoi problemi finanziari,
ma ha conquistato la posizione di leader di mercato, presentando al consumatore una vasta gamma di prodotti specializzati.
E il Calendario, che si sta avvicinando al suo venticinquesimo compleanno, è ormai famosissimo in tutto il mondo.



 


1988


L'idea ispiratrice del Calendario 1988 è la danza,
e per questo è chiamata a collaborare Gillian Lynne, coreografa de Il fantasma dell'opera, un musical d’enorme successo.
Lynne propone di fare un Calendario basato sulle quattro stagioni e sulle sensazioni che queste evocano.
Durante l'inverno i corpi sono sferzati da un vento violento, agosto è languido e soddisfatto
mentre novembre è triste perchè guarda indietro all'estate appena svanita.
Le modelle sono tutte ballerine, soliste del Royal Ballet
o prime ballerine di vari musical: Briony Brind, Victoria Dyer, Nicola Keen, Kim Lonsdale,
Sharon McGorian, Naomi Sorkin e Carol Straker.
Barry Lategan è scelto come fotografo, insieme al suo assistente Nick Clark, e nessuno si muove da Londra.
Il nuovo elemento di quest'anno è la presenza di una figura maschile in alcune delle immagini,
che Lynne usa come "oggetto" di contrasto con le ballerine.
Hugo Bregman è scelto come "oggetto"; in ogni foto egli rappresenta, con diverse pose,
l'immagine del battistrada delle gomme, come evidente riferimento al principale prodotto dell'azienda.
Lo scopo di Gillian Lynne è di far trasparire l'erotismo dalla danza,
anche se i corpi delle danzatrici sono parzialmente coperti.
Il consiglio d’amministrazione della Pirelli è davvero esultante per questa edizione del Calendario,
presentato poi come sempre con successo al pubblico e alla stampa.

E' il più casto dei Calendari perchè il movimento della danza rende impercettibili anatomie e trasparenze di nudità.
Sembra una sterzata snobistica. Nessun compiacimento erotico,
proprio mentre da qualche tempo, una porno diva, Ilona Staller, siede nel Parlamento Italiano.
Ma il Pirelli non ha più bisogno di stupire, non deve strafare, né deve temere ripensamenti aziendali.
"Il Calendario costa come un quarto d'ora di inflazionatissima pubblicità televisiva, ma, in termini d'immagine,
rende infinitamente di più", dicono i responsabili del marketing e delle pubbliche relazioni.
E' un verdetto positivamente senza appello.


Barry Lategan. L'aspirazione era di diventare attore, ma fu decisivo l'incontro con Ginger Odes
che lo convinse a fare dell'hobby della fotografia una professione.
A Londra scattò le prime fotografie della modella Twiggy e lavorò per Vogue, Elle, Marie Claire e Realités.
Dal 1977 divise il suo tempo fra Londra e New York, dedicandosi alla pubblicità di vari cosmetici e alla fotografia di moda.



1989


Quest'anno è Annie, la moglie dell'art director Martyn Walsh, a suggerire l'idea vincente per il Calendario.
In un momento in cui l'astrologia sta diventando sempre più di moda,
l'idea di Annie di produrre un Calendario basato sui segni dello Zodiaco invece che sui mesi
piace moltissimo a Walsh, pur nella consapevolezza del fatto che i segni zodiacali
non hanno quell’esclusività femminile che il Calendario ha sempre rappresentato.
L'idea tuttavia ha la dignità e la forza di un mito, e un prevedibile impatto sul pubblico.
E nessun fotografo, fino ad oggi, non ha mai pensato di illustrare i segni dello Zodiaco attraverso il corpo umano,
meno che mai quello femminile. Walsh, sfogliando l'edizione francese di Vogue,
un giorno rimane colpito da una serie di fotografie che rappresentano donne misteriose ed eteree,
immagini molto simili a quelle che ha in mente per il Calendario.
L'autore delle fotografie è la famosa Joyce Tenneson, che è stata professore di belle arti alla Corcoran,
un'Accademia di belle arti di Washington D.C. pur mantenendo intatta la sua passione per la fotografia.
E' la seconda volta nella storia del Calendario che è scelta una donna come fotografo.
Le foto sono scattate in uno studio di New York e ci sono 12 modelle,
ognuna per un mese del Calendario: Lisa Whiting, Nicky Nagel, Dannielle Scott, Brigitte Luzar, Gilda Meyer-Nichof,
Kathryn Bishop, Susan Allcorn, Susan Waseen, Rosemarie Griego, Akura Wall, Gretchen Eichholz e Rebecca Glen.
Tutto il progetto è realizzato con una Polaroid, strumento che la Tenneson ama moltissimo
per la sua capacità di riprodurre con esattezza i toni e le sfumature della pelle.
Il risultato finale è una serie di foto delicate, con immagini dai colori pallidi e un'aura di misticismo.



Joyce Tenneson (nata a Weston, Massachusetts, il 29 maggio 1945) è una fotografa americana di belle arti
nota per il suo particolare stile fotografico,
che spesso include donne nude o seminude.
Le sue opere sono state esposte in innumerevoli musei e gallerie di tutto il mondo e sono comparse su riviste come Taxi,
L. A. Style e Vogue edizione francese e italiana. Oltre a perseguire i suoi impegni artistici,
Joyce Tenneson tiene conferenze e può vantare una serie di volumi dedicati alle sue migliori fotografie.
Di lei si è detto che è una delle più interessanti ritrattiste della figura umana.


roberto lanza Maggio 19 '18
roberto lanza

1975 - 1983  non pubblicato


Seppure edulcorato, il Calendario 1974, tenuto a battesimo alla Marlborough Gallery,
scatena le stesse polemiche, è investito da accuse di trasgressività.
Il risultato è che gli articoli su quotidiani e riviste, l'equivalente,
lo ricordano gli addetti delle pubbliche relazioni della consociata inglese,
di un investimento pubblicitario di 60 mila sterline.
Ma, insieme alle solari nudità, all'abbondanza dei seni non anoressici
delle dodici fotografie di Hans Feurer per il 1974, è il canto del cigno.

Sul finire del 1973, la guerra del Kippur e l'irrisolta questione mediorientale
scatenano la crisi petrolifera che aggrava gli affanni dell'industria automobilistica
e del collegato settore dei pneumatici.
L'Europa deve imporsi l'austerity: riduzione dell'illuminazione stradale, domeniche senza auto,
chiusura anticipata dei cinema a e dei locali notturni, minaccia di una settimana lavorativa dimezzata.
Alla Pirelli e alla sua nuova alleata Dunlop non paiono tempi adatti alla frivolezza del Calendario,
alla gioiosità di quei corpi, di quel messaggio e, forse, nella decisione di smettere,
pesano anche il timore di quello stare in bilico sul filo del pudore,
la paura di un'accelerata per evitare la ripetitività, per garantirsi comunque il successo.
Fu la fine, annunciata il 27 marzo del 1974 e accompagnata da alti lamenti.
Il Sun titolò: "Oh, no! Hanno licenziato tutte le pin-up",
pubblicando una foto dell'amministratore delegato della Pirelli in Inghilterra
e le immagini tratte dai Calendari. Il Daily Mirror dedicò una doppia pagina all'addio.
David Niven, nel 1975, dettò l'epitaffio nella prefazione di un volume che raccoglieva
il meglio del decennio Pirelli e che vendette 60 mila copie: "Il Calendario ha dato forma ai nostri sogni".
Altri scrissero che il Calendario Pirelli, così attento anche ai suggerimenti dell'arte contemporanea,
del cinema underground, delle pubblicazioni off, era stato capace di rendere di massa l'avanguardia artistica.


Destino volle che gli anni orfani del Pirelli fossero anche orfani di serenità,
anni foschi, economicamente accidentatissimi e, per l'Italia,
cruenti di terrorismo rosso e di stragismo. Ma non è che i tempi fossero diventati rosei,
quando, sul finire del 1982 la Pirelli Kingdom inglese decise la resurrezione del Calendario.
Rotto, nel 1981, il burrascoso matrimonio con la Dunlop, il Gruppo Pirelli
doveva far fronte a rimborsi di prestiti e capitale per milioni di sterline.
L'anno dopo, la Pirelli inglese registrò perdite per 27 milioni di sterline.
Furono decisi tagli, economie. Non si trattava di incentivare l'attività, ma di risanare.
 Ma, all'esterno, qualche segnale di vitalità, occorreva mandarlo.
Uno fra questi, fu il Calendario per il 1984, affidato ad un nuovo Art Director, Martyn Walsh,
artefice nel 1979 della vincente campagna elettorale di Margaret Thatcher.
Fu un rischio quella spesa che, fra tanti guai, poteva apparire effimera.
Ma portò fortuna perchè il piano di risanamenti della società inglese
come per il resto del Gruppo approdò a buon fine prima del previsto.
Il Calendario rinacque nuovo. Pubblicitariamente, non poteva più bastare la bellezza più o meno nuda,
né il più o meno acceso o bisbigliato erotismo. Ormai di ragazze a poil grondavano le edicole di tutto il mondo.
Certo, la risposta poteva essere quella rituale della tradizione Pirelli,
la straordinarietà delle foto, l'intelligenza dell'allusività emetica, lo stile.
Ma occorreva un messaggio pubblicitario meno indiretto.
La decisione fu quella di inserire il prodotto, il pneumatico,
nel consueto repertorio: belle ragazze, luoghi esotici, suggestioni erotiche.
In alleanza con il fotografo Uwe Ommer, Walsh ideò per la resurrezione del 1984
il leit motiv del battistrada: l'impronta del pneumatico P6 sulle natiche, sui corpi, nell'ombra di una modella,
sulla sabbia, sul fondale subacqueo, la forma del battistrada su un trampolino, nella rete di un'amaca.
Il 14 ottobre 1983, al Dorchester Hotel di Londra, Pirelli UK annunciò alla stampa: "Il Calendario è tornato!".
Riprese il delirio del possesso.


1984


Uwe Ommer (Bergish Gladbach, 1943) è un fotografo tedesco, che attualmente vive e lavora dividendosi tra Parigi e New York.

Uwe Ommer ha realizzato i primi scatti nel 1957, a soli 14 anni.
Gli è stato conferito in Germania Ovest per tre volte (1962, 1965 e 1966)
il premio nazionale annuale riservato al miglior fotografo (nella sezione giovani).

Il 1963 è l'anno del trasferimento di Ommer a Parigi;
all'inizio egli ha fatto da assistente a Jean Pierre Ronzel per poi mettersi in proprio.

Negli anni sessanta e settanta ha lavorato soprattutto al fianco di stilisti,
curando servizi fotografici per linee di moda dedicate alle donne e all'infanzia.

Negli anni ottanta e primi novanta Uwe Ommer ha raggiunto
la celebrità con le foto di nudi femminili esotici,
raccolte poi in numerosi libri e magazine: Asia e Africa sono i continenti
su cui ha maggiormente puntato per le location.
Ommer ha anche curato un calendario Pirelli (1984).

Nel 1995 è passato alla fotografia documentaristica: in circa sei anni ha immortalato nei suoi scatti
i membri di oltre 1.000 nuclei familiari,
conosciuti durante una serie di viaggi che ha intrapreso per tutti e cinque i continenti.
I servizi, riuniti nel volume 1000 families,
sono corredati da interviste ai soggetti ritratti, realizzate dallo stesso Ommer.




1985


Il concetto del Calendario di quest'anno è quello di renderlo il più simile possibile a una sfilata di moda:
per questo è data la massima importanza al modo in cui le modelle sono vestite e agli accessori,
enza dimenticare il tema del battistrada delle gomme.
Questo significa la creazione di una collezione originale di scarpe, sciarpe, vestiti e accessori
il cui studio è affidato a dodici stilisti londinesi.
I tratti dominanti per ogni dettaglio sono l'eleganza e l'esclusività;
la location non può essere da meno. Sono quindi scelte le Assembly Rooms di Edimburgo.
Le modelle sono Anna Andersen, Iman, Cecilia, Lena e Sherry.


Norman Parkinson. Fotografo inglese di leggendaria creatività e originalità: la sua morte nel 1990 è stata un lutto nel mondo della fotografia.
Dopo gli inizi presso uno studio che lavorava per la famiglia reale,
già nel 1934 Parkinson era in proprio e volgeva l'obiettivo sui protagonisti dell'alta società londinese.
Quando inaugurò la sua prima mostra personale, poteva vantare di avere ritratto il commediografo Noel Coward e l'attrice Vivien Leigh.
Entrò nel mondo della moda grazie a un incontro fortuito con Joyce Reynolds, responsabile dell'edizione inglese di Harper's Bazaar.
Una delle figure più importanti nella vita di questo fotografo fu Diane Vreeland, responsabile dell'edizione americana di Vogue.
Nella sua autobiografia, Lifework, Parkinson afferma che Diane Vreeland era la prima dell'ultima generazione ad apprezzare la moda e lo stile.
Fra le modelle che hanno lavorato con lui ci sono nomi prestigiosi: Iman, Jerry Hall, Celia Hammond e Carmen Dell'Orefice.


1986


Bert Stern. A lui, il fotografo di Marilyn Monroe per eccellenza,
venne affidato un compito particolare: interpretare nei suoi scatti i dipinti realizzati dagli allievi del Royal College of Art.
L'anno da rappresentare è il 1986 e gli scatti di Stern sono un vero tripudio del gusto,
dello spirito e della visione del mondo di quell'epoca.
Le tavole dipinte dagli studenti fanno quasi sempre da sfondo ai suoi scatti,
in cui le modelle entrano nell'opera, la completano a volte si mimetizzano con i quadri stessi.
Un gioco, un dialogo tra realtà e finzione.

 La scelta delle modelle cade dunque su Julia Boleno, Jane Arwood, Luise King,
Deborah Leng, Suzy Yeo, Beth Toussaint, Gloria, Joni Flyn,
Caroline Hallett, Samantha, Juliet e Clare MacNamara.




roberto lanza Maggio 17 '18 · Commenti: 1
roberto lanza

1972


Sarah Moon. Tra le pochissime donne ad aver firmato il calendario, la Moon ha un occhio davvero speciale.
Forse perché per lei la fotografia è "l'ultimo testimone, se non l'ultima testimonianza di un momento che altrimenti sarebbe perduto per sempre;
è il senso della perdita e del tempo che passa" che un velo malinconico attraversa tutti i suoi lavori.
Per The Cal sceglie Parigi, sua città elettiva, e situazioni dal sapore rétro, un po' anni 20, in cui ambientare una storia di donne, decisamente al femminile.
Il direttore creativo, infatti, cercava qualcosa di veramente diverso per questa edizione del 1972, che si discostasse dal porno e che parlasse di femminilità.
Lo sguardo di una donna in questi casi è lo strumento migliore.



1973


Il Calendario del 1973 è visibilmente diverso da quelli degli anni precedenti.
Come art director Derek Forsyth prende la coraggiosa decisione
di non usare soltanto un fotografo per quest’edizione,
ma di avvalersi della collaborazione di tre diversi artisti:
il pittore Allen Jones, il fotografo Brian Duffy
(quello dell'edizione 1965) e lo specialista dell'aerografo Philip Castle.
Jones è interessato, piuttosto che al Calendario in sé alla possibilità di sperimentare nuove tecniche.
Il lavoro è organizzato così: Jones crea dei disegni che Duffy usa come ispirazione per le foto,
e poi Castle con il suo aerografo ricompone foto e disegni.
Tra le modelle scelte ci sono Jane Lumb dell'edizione del 1964,
Pauline Stone di quella del 1965 e Kate Howard dell'edizione 1971.
Le altre sono Erica Creer, Sue Paul, Nicki Howorth, Kubi, Nicki Allen,
Vida, Penny Steele, Kari Ann, Elizabeth e Vicky Wilks.
Ogni foto è accuratamente studiata prima di essere scattata.
Alcune delle modelle si lamentano delle pose innaturali e faticose che sono costrette ad assumere.
E Jones non va d'accordo con Duffy.
Duffy rifiuta persino di affiancare il suo nome accanto a
quello di "un artista dispotico che non ha nessun rispetto per il lavoro degli altri"
come lui stesso definisce Jones.
La guerra di parole tra i due diventa di pubblico dominio
e c'è il rischio che scoppi uno scandalo proprio la sera della presentazione del Calendario.


Gli Autori.

Allen Jones.
Artista inglese di fama mondiale, fa un Calendario molto particolare,
ma di grande successo, che viene persino acquistato dalla Tate Gallery.
Vive per lo più a Londra, dove negli anni sessanta
insegna arte e fonda alcuni studi di pittura e scultura,
preferisce però lavorare negli Stati Uniti,
nella sua base di Venice, in California.
I suoi lavori, appartenenti a collezioni pubbliche e private,
sono esposti sia in Inghilterra che all'estero.


Philip Castle.
E' l'artista inglese che nella metà degli anni sessanta
riscoprì l'aerografo come strumento creativo a pieno diritto.
Tra i suoi lavori più commerciali si ricordano un famoso poster di Elvis Presley,
le copertine di Time, i manifesti di molti film,
tra cui Arancia Meccanica, le campagne pubblicitarie per case automobilistiche e linee aeree.
Lavora per Vogue, Elle e molte altre riviste di moda.
Le sue opere più personali riflettono un interesse quasi maniacale per il volo e per gli aerei.


Brian Duffy.
Ha fotografato anche il Calendario Pirelli del 1965.




1974


L'edizione 1974 del Calendario Pirelli nasce tra numerosi problemi.
Infatti, se quello del 1973 era stato molto criticato e ritenuto di dubbio gusto,
quello dell'anno ancora precedente, con le foto di Sarah Moon, era stato ritenuto troppo romantico.
Derek Forsyth è in cerca di una nuova idea che non sia necessariamente il ritorno alla spiaggia.
L'idea iniziale è di fotografare in un circo,
ma è un'idea troppo costosa e troppo lunga da realizzare, così si decide di andare alle Seychelles...
di nuovo la spiaggia. Il fotografo scelto è Hans Feurer, un artista che ha già deciso di ritirarsi dalla professione
per vivere nella sua casa di campagna in Svizzera.
Egli accetta tuttavia di lavorare al Calendario,
e nonostante non sia particolarmente felice neppure lui della scelta delle Seychelles,
dopo avere selezionato le modelle tramite un'agenzia di Parigi è in viaggio.
Le modelle sono Eva Nielsen, Kim, Marana, Chichinou, Kathy Cochaux.
Feurer è capace di superare la banalità della location e colma le sue immagini d’intimità,
catturando i momenti magici. Usa luci soft e la sua tecnica fotografica è semplicemente eccezionale.
Da perfezionista quale è, preferisce gli ambienti isolati e passa molto tempo in osservazioni preliminari.
Sottopone anche le modelle a centinaia di scatti prima di decidere che cosa vuole.
Sia i giornalisti che la televisione vengono a visitare il set,
e il Calendario di quest'anno vive un momento di grande gloria.



roberto lanza Maggio 15 '18
roberto lanza

1967

NON PUBBLICATO


1968


Herry Peccinotti. Siamo nel 1968, dopo un anno di sospensione dalla pubblicazione del calendario.
A celebrare un'epoca così viva, densa di cambiamenti e di rivoluzioni,
Peccinotti sceglie l'isola di Djerba in Tunisia come location dei suoi scatti.
Pieni di ironia, gioco, sensualità e al seguito di un'idea originale:
abbinare immagini e poesie di autori come Allen Ginsberg, Elizabeth Browning, Pierre de Ronsard,
gli Elisabettiani e persino alcuni poeti dell'antico Giappone.
Un successo, anche grazie alle immagini innovative senza essere dirompenti,
sexy senza mai essere volgari.




1969


Peccinotti firma anche l'edizione del 69, vera e propria celebrazione della California.
La colonna sonora è firmata Mamas & Papas e Beach Boys, e il panorama è quello onde-surf-bionde in bichini
che da quella data in poi ha colonizzato l'immaginario di chi sognava il caldo, il mare e la libertà.


1970


Il Calendario del 1970 è inequivocabilmente caratterizzato dalla personalità del fotografo scelto per realizzarlo: Francis Giacobetti.
Giacobetti era già famoso per essere stato tra i fondatori della rivista francese per soli uomini Lui
e per aver lavorato per PlayBoy, di cui aveva anche criticato i canoni estetici.
Egli non credeva nella formula della ragazza della porta accanto ma piuttosto nel fascino delle donne dell'alta società.
Per questa ragione le sue modelle indossano sempre capi creati dai più grandi stilisti.
Derek Forsyth è ancora una volta produttore e direttore artistico.
Le isole Bahamas sono scelte per scattare le foto. Le modelle sono Alexandra Bastedo, Paula Martine, Anak e Pipa.



1971


L'edizione del 1971 del Calendario Pirelli è come l'anno precedente opera del fotografo Francis Giacobetti.
Giacobetti, pur essendo un artista riconosciuto, incontra parecchie difficoltà a trovare le modelle che vorrebbe.
L'inizio degli anni settanta è infatti un periodo in cui spogliarsi per la pubblicità è considerato indecente
e il nudo artistico è spesso confuso con la pornografia.
La location di quest'anno è la Giamaica. Derek Forsyth, ancora una volta art director,
non vuole infatti allontanarsi dalla spiaggia che si è rivelata fino ad oggi una carta vincente.




roberto lanza Maggio 13 '18
roberto lanza
La genialità di The Cal sta nel proporre interpretazioni uniche, capaci di raccontare un modello estetico ben preciso.
È la storia della bellezza, declinata in forma di calendario, che racconta un'epoca, se non addirittura un anno.
Il Calendario Pirelli è sinonimo di bello, moda e glam per l’anno che verrà.
I fotografi che si sono succeduti nella creazione delle 12 pagine sono sempre stati i migliori,
soprattutto in ambito fashion, ma non solo.
Calendari impreziositi da splendide immagini di modelle sensuali sono,
e senza dubbio continueranno ad essere, uno dei modi più piacevoli di tenere il conto dei giorni e dei mesi.
E anche se il loro mercato è piuttosto limitato, il successo di questi calendari dà soddisfazioni sia estetiche che economiche.
Ma fra tutti i calendari di belle donne il Calendario Pirelli ha un posto a parte, molto al di sopra degli altri.
Il Calendario Pirelli si definisce con una sola parola: classe.
Classe come chiave del successo. Ma classe anche come attenzione, quasi maniacale, per i dettagli e la qualità;
classe come impeccabile tecnica fotografica dei professionisti che stanno dietro alle splendide immagini e alle altrettanto splendide donne.
I fotografi che hanno firmato le varie edizioni del Calendario Pirelli e che lo hanno reso esclusivo
ed inimitabile sono tra i più famosi e ricercati esponenti della professione.
Non c’è stella del cinema, modella o rock-star che non sarebbe felice di stare davanti al loro obiettivo.
Ed è questa professione di talento che ha sempre consentito al Calendario Pirelli, fin dalla sua prima edizione,
di essere lontano mille miglia dalla semplice esibizione di un bel corpo di una donna seminuda.
Le immagini dei Calendari Pirelli sono opere d’arte fotografica,

e possono fare bella mostra di sé dovunque: nel garage di un meccanico come nell’ufficio di un dirigente d’azienda.


Il Calendario Pirelli è stato creato all'inizio degli anni 60 da Derek Forsyth,
allora responsabile dell'Ufficio Pubblicità della Pirelli,
per ottimizzare il valore del limitato budget pubblicitario di cui disponeva.
In quegli anni Pirelli distribuiva molti gadget come, ad esempio, portachiavi e tagliacarte con il logo dell'azienda.
Forsyth decise invece di concentrare le risorse su un solo oggetto che avesse un largo richiamo; nacque così il Calendario Pirelli.


1963

Il tema del primo Calendario sono i dodici prodotti Pirelli più venduti in dodici diverse aree di esportazione.
Terence Donovan, un fotografo londinese emergente, che fotograferà poi il bellissimo nero Calendario Pirelli del 1987,
venne scelto per scattare le dodici immagini con il tema prescelto.
Dodici donne, di una bellezza semplice e pura, rappresentavano ciascuna, in modo molto puritano,
le dodici aree di esportazione ed erano fotografate insieme ai prodotti Pirelli.
Le gomme per biciclette erano il prodotto più venduto ad Hong Kong,
e una ragazza cinese posò per Donovan in sella ad una bicicletta;
i pneumatici per aerei erano evidentemente il prodotto più venduto alle isole Fiji,
così l'interno di un aereo fu il set prescelto per fotografare una ragazza delle isole Fiji,
e così via per tutte e dodici le immagini del calendario.
Il Calendario fu molto meno che un successo.
Tanto è vero che questa prima edizione è stata, per quanto ci è noto, pressoché ignorata da tutte le pubblicazioni del Calendario Pirelli.
In nessun caso comunque è stata considerata edizione ufficiale, della collezione o edizione al pari delle altre.
Per certi aspetti è comprensibile che il Calendario del 1963 sia stato escluso dalla collezione ufficiale
dato il suo carattere estremamente puritano, specie se confrontato con le edizioni successive.




1964


Robert Freeman (nato nel 1936) è un fotografo e designer, famoso per le sue copertine degli album per i Beatles
e il suo lavoro di progettazione sulle sequenze finali dei loro primi due film e sui relativi poster e materiali pubblicitari.
Freeman è stato premiato come giornalista fotografico per il quotidiano britannico The Sunday Times ,
per il quale ha fotografato una varietà di argomenti tra cui Nikita Kruscev al Cremlino .
Si era anche fatto notare per le sue fotografie in bianco e nero di diversi musicisti jazz tra cui John Coltrane .
Furono queste fotografie a impressionare il manager dei Beatles Brian Epstein e i Beatles stessi
e portarono alla sua prima commissione nell'agosto del 1963 a fotografare il gruppo.
Fu scelto per fotografare la totalità del primo Calendario Pirelli , girato nel 1963 per l'anno 1964.



1965


Brian Duffy (15 giugno 1933 - 31 maggio 2010) è stato un fotografo e produttore cinematografico inglese,
ricordato per la sua fotografia di moda e ritrattistica degli anni '60 e '70.
Nel 1965 a Duffy fu chiesto di girare il secondo calendario Pirelli che fu girato sul posto nel sud della Francia.
È stato incaricato di riprendere il calendario di nuovo nel 1973 (uno dei pochissimi fotografi commissionati per girare due)
che ha creato in collaborazione con l'artista pop britannico Allen Jones e lo specialista dei filtri d'aria Philip Castle




1966


Peter Knapp, nato in Svizzera, conosce tutti gli aspetti del mondo dell'immagine: è stato pittore, fotografo, direttore artistico.
Da Elle dove elaborava i progetti grafici che lo hanno reso famoso è passato alla direzione artistica della rivista Fortune.
All'inizio degli anni Sessanta si volse alla fotografia di moda, concentrandosi sempre di più sulla fotografia a colori.
Al suo attivo ha anche un'esperienza di insegnamento svolto presso l'Académie Julian, prestigiosa scuola di arti grafiche a Parigi.
I suoi lavori sono stati esposti in moltissime gallerie in Europa e negli Stati Uniti.



roberto lanza Maggio 11 '18 · Commenti: 1
roberto lanza
David Szymin, noto come David Seymour o con lo pseudonimo Chim, pronuncia scim, abbreviazione di Szymin
(Varsavia, 20 novembre 1911 – El Qantara, 10 novembre 1956), è stato un fotografo e giornalista polacco.

Nacque a Varsavia da genitori ebrei Polacchi e cominciò a interessarsi alla fotografia durante i suoi studi a Parigi.
Iniziò a lavorare come giornalista freelance nel 1933.
I reportage di Chim della Guerra civile spagnola, Cecoslovacchia e altri eventi europei lo resero famoso.
Era particolarmente apprezzato per i suoi ritratti, specialmente di bambini.
Nel 1939 documentò il viaggio dei rifugiati spagnoli repubblicani verso il Messico e si trovava a New York quando scoppiò la Seconda guerra mondiale.
Nel 1940 fu arruolato dall'esercito statunitense e inviato in Europa come fotoreporter durante la guerra. Divenne cittadino naturalizzato degli Stati Uniti nel 1942;
nello stesso anno i genitori furono uccisi dai nazisti. Dopo la guerra ritornò in Europa per documentare le condizioni dei bambini rifugiati per conto dell'UNICEF, da poco fondato.

Nel 1947, co-fondò la cooperativa di fotografi Magnum Photos, con Robert Capa e Henri Cartier-Bresson,
con i quali aveva stretto amicizia a Parigi negli anni '30.
La sua reputazione per le foto degli orfani di guerra crebbe fotografando celebrità di Hollywood come Sophia Loren, Kirk Douglas, Ingrid Bergman e Joan Collins.

Dopo la morte di Capa nel 1954, Chim divenne il presidente della Magnum Photos.
Rivestì la carica fino al 10 novembre 1956, quando fu ucciso (assieme al fotografo francese Jean Roy)
dal fuoco di un fucile mitragliatore egiziano mentre documentava la Crisi di Suez.


Pagine: « 1 2 3 4 5 ... » »»