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robertolanza blog

Vanessa Winship

Nata nel Lincolnshire in Inghilterra, è la prima donna ad aver ricevuto il premio Henry Cartier Bresson per la fotografia nel 2011, con il progetto She dances on Jackson. United States, una serie dedicata agli Stati Uniti e al silenzio nascosto di questa potente nazione.
Moglie del fotografo George Georgiou di cui si innamora ai tempi dell’università, compie con lui lunghi viaggi tra Balcani, Mar Nero, Caucaso, Spagna e Stati Uniti. Più del documento, del reportage o del bianco e nero della sua fotografia ci piace quel senso di fragilità che hanno i personaggi ritratti e i luoghi, entrambi segnati dalla propria storia, dentro e fuori.




 

 












La luce può fare tutto. Le ombre lavorano per me. Io faccio le ombre. Io faccio la luce.
Io posso creare tutto con la mia macchina fotografica.


Man Ray


Lo scoppio della seconda guerra mondiale obbliga Man Ray, che è di origine ebrea, a rientrare negli Stati Uniti. Nel 1940 arriva a New York ma poco dopo si trasferisce a Los Angeles. In questo periodo insegna fotografia e pittura in un college, espone in varie mostre le sue fotografie, fra cui anche alla galleria di Julien Levy di New York. Finita la seconda guerra mondiale Man Ray ritorna a Parigi, dove vivrà fino al giorno della sua morte, in questi anni continua a dipingere ed a fare fotografie. Nel 1975 espone le sue fotografie alla Biennale di Venezia.

Negli ultimi anni della sua vita Man Ray fece spesso ritorno negli Stati Uniti, dove visse a Los Angeles per alcuni anni. Tuttavia egli considerava Montparnasse come casa sua e vi fece sempre ritorno e fu lì che morì il 18 novembre 1976. Venne seppellito nel cimitero di Montparnasse. Il suo epitaffio recita: "Non curante, ma non indifferente."



Fabio Bucciarelli

Fabio Bucciarelli (Torino, 1980) è un fotografo e scrittore italiano, conosciuto per la sua documentazione di conflitti e crisi umanitarie.

Dal 2010 documenta i grandi cambiamenti storici avvenuti in Africa e Medio Oriente, tra cui la guerra civile libica fino alla morte di Gheddafi, la crisi profughi e le guerre nei territori occupati dallo Stato Islamico in Siria, Libia e Iraq.

I suoi reportage hanno ricevuto i più alti riconoscimenti internazionali, tra cui la Robert Capa Gold Medal nel 2012.
Prima di diventare fotografo, nel 2006 Fabio si laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso il Politecnico di Torino specializzandosi nello studio delle immagini digitali. Dopo avere lavorato come ingegnere per Il Master dei Talenti della Fondazione CRT decide di lasciare la sua carriera per dedicarsi interamente alla fotografia. Nel 2009 viaggia in Turchia ed in Iran per i suoi primi reportages. Torna in Italia e documenta il terremoto in Abruzzo, Le sue immagini vengono pubblicate su diverse testate internazionali iniziando a lavorare come fotogiornalista freelance. Da allora comincia a viaggiare per documentare i conflitti mondiali e la violazione dei diritti umani. Nel 2011 viaggia in Medio Oriente focalizzandosi sui movimenti di rivolta civile, conosciuti come Primavera Araba, in Tunisia, in Egitto ed in Libia, documentando il conflitto dalle sue prime fasi fino alla morte di Gheddafi. Il suo reportage da Aleppo vince la Robert Capa Gold Medal, riconoscimento ricevuto dall' Overseas Press Club, che ogni anno individua il miglior reportage fotografico contraddistinto da eccezionali doti di coraggio e intraprendenza, oltre ad il World Press Photo, il Picture of the Year International (POYi), il Sony Award, Il Premio Ponchielli ed il Best of Photojournalism (BOP).Il libro, pubblicato dalla casa editrice Newyorkese FotoEvidence, è stato inserito tra i migliori fotolibri del 2016 per il TIME.

Le sue fotografie sono state esposte in musei e gallerie di tutto il mondo, acquisite da fondazioni e collezioni private.

I suoi lavori sono stati pubblicati da TIME Magazine, The New York Times, BBC, Al Jazeera America, The Guardian and Observer, The Wall Street Journal, Los Angeles Times, Foreign Policy, Paris Match, Stern, Die Zeit, Internazionale, La Stampa, L'Espresso, Il Fatto Quotidiano, Il Corriere della Sera e La Repubblica. Bucciarelli collabora inoltre con l'Agence France-Presse e con le principali ONG internazionali come UNHCR, l'ICRC (Croce Rossa Internazionale), Emergency e CCM(Comitato Collaborazione Medica).


















Fotografare è una maniera di vivere. Ma importante è la vita, non la fotografia.
Importante è raccontare. Se si parte dalla fotografia non si arriva in nessun altro posto che alla fotografia.

Ferdinando Scianna


Nel 1967 Scianna si trasferisce a Milano; entro un anno inizia a collaborare come fotoreporter con il settimanale «L'Europeo», diventandone in seguito inviato speciale e infine corrispondente da Parigi.[1] Torna ripetutamente in Sicilia per documentare i volti della sua gente e le tradizioni popolari ancora vive nell'isola. Nel 1977 pubblica in Francia Les Siciliens (editore Denoel), con testi di Domenique Fernandez e Leonardo Sciascia, e in Italia La villa dei mostri (introduzione di Leonardo Sciascia).


L’importante non è la fotocamera, ma l’occhio.

Alfred Eisenstaedt


La fotografia più famosa di Eisenstaedt rappresenta un marinaio americano che bacia una giovane donna, il 15 agosto 1945, a Times Square. (La foto è nota sotto vari nomi: V-J day in Times Square, V–Day, etc. Poiché Eisenstaedt scattò numerose fotografie durante le celebrazioni del V-J Day non ebbe la possibilità di dare un nome e di fornire dettagli su questa foto, il che ha portato a una serie di voci incompatibili. Inoltre, siccome in questa foto non si riesce a capire con esattezza chi sono i due personaggi che si baciano dato che hanno il viso parzialmente coperto, per molto tempo coppie di persone si sono presentate alla redazione del Life rivendicando di essere loro i protagonisti del bacio. Almeno 3 uomini e 2 donne divennero famosi nel corso della storia come i protagonisti del bacio, ma nel 2012, dopo molte bufale, studi più o meno campati in aria e controlli sulle altre foto scattate, pare che finalmente si sappia in definitiva chi fossero i due nella foto: tali George Mendonça e Greta Zimmer Friedman, in realtà nemmeno un'infermiera, ma un'igenista dentale.




Non fai solo una fotografia con una macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito, e le persone che hai amato.
(Ansel Adams)
Ansel Easton Adams (San Francisco, 20 febbraio 1902 – Carmel-by-the-Sea, 22 aprile 1984) è stato un fotografo statunitense.

È noto per le sue fotografie in bianco e nero di paesaggi dei parchi nazionali americani e come autore di numerosi libri di fotografia, tra cui la trilogia di manuali di tecnica, The Camera, The Negative e The Print.


La memoria non fa un film, la memoria fotografa.
Milan Kundera

Milan Kundera
  Brno, 1º aprile 1929) è uno scrittore, poeta, saggista e drammaturgo ceco naturalizzato francese, assurto prepotentemente alla notorietà nell'Italia del riflusso negli anni Ottanta per il suo romanzo L'insostenibile leggerezza dell'essere.


A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?
Eugene Smith

William Eugene Smith (Wichita, 30 dicembre 1918Tucson, 15 ottobre 1978) è stato un fotografo documentarista statunitense.

Cominciò a fotografare giovanissimo, ma degli scatti dell'allora quattordicenne Smith non rimase traccia: fu lui stesso distruggerli anni dopo, giudicandoli troppo scarsi. Qualche anno dopo iniziò a collaborare con il giornale della sua cittadina e, nel 1936, fu ammesso alla Notre Dame University dove un corso di fotografia fu istituito appositamente per il promettente giovane fotografo.

Abbandonata l'università, inizio a collaborare con il settimanale Newsweek, da cui fu allontanato per aver rifiutato di lavorare con le macchine Graphic 4x5.



Innanzitutto definiamo cosa non è una fotografia. Una fotografia non è un dipinto, una poesia, una sinfonia, una danza. Non è solo una bella immagine, non un virtuosismo tecnico e nemmeno una semplice stampa di qualità. È o dovrebbe essere un documento significativo, una pungente dichiarazione, che può essere descritto con un termine molto semplice: selettività.
Berenice Abbott
Per un solo motivo io fotografo: perché i miei figli sappiano in che mondo ho vissuto.
Gordon Parks

Gordon Roger Alexander Buchannan Parks (Fort Scott, 30 novembre 1912New York, 7 marzo 2006) è stato un regista, sceneggiatore e attore statunitense, nonché compositore, produttore, fotografo, attivista politico, scrittore e giornalista.

È noto soprattutto per aver pubblicato per un ventennio le sue fotografie sulla celebre rivista statunitense Life, e per aver diretto nel 1971 Shaft il detective, uno dei primi film della blaxploitation. È stato il primo regista afroamericano a dirigere un film per una major.[1] Nel 1969 diresse infatti per la Warner Bros. il film drammatico Ragazzo la tua pelle scotta.



Solo la fotografia ha saputo dividere la vita umana in una serie di attimi, ognuno dei quali ha il valore di una intera esistenza.
Eadweard Muybridge

Eadweard Muybridge (Kingston upon Thames, 9 aprile 1830Kingston upon Thames, 8 maggio 1904) è stato un fotografo inglese. Fu un pioniere della fotografia del movimento. Battezzato Edward James Muggeridge, cambiò il cognome prima in Muygridge, infine in Muybridge.Iniziò la carriera come libraio ed editore, poi si interessò alla fotografia realizzando delle notevoli immagini del Parco Nazionale di Yosemite e di San Francisco. Le immagini vennero pubblicate con lo pseudonimo di “Helios”.


Ciò che la fotografia riproduce all’infinito ha avuto luogo una sola volta: essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più ripetersi esistenzialmente.
Roland Barthes

La camera chiara. Nota sulla fotografia (La chambre claire, Paris 1980) è un saggio scritto dal critico francese Roland Barthes nel 1980.

L'opera in questione contiene digressioni e riflessioni sull'arte della fotografia. L'autore prende in considerazione varie fotografie, scattate da diversi artisti tra cui Richard Avedon, Robert Mapplethorpe, Nadar e Niépce, e commentandole trae spunti di riflessione sulla fotografia. Barthes distingue tre elementi fondamentali dell'arte fotografica:

  • L'operator ovvero l'operatore, colui che fa la foto.
  • Lo spectator ossia il fruitore, lo spettatore.
  • Lo spectrum vale a dire il soggetto immortalato.

L'autore distingue inoltre due modi che ha lo spectator di fruire una fotografia:

  • Lo studium è l'aspetto razionale e si manifesta quando il fruitore si pone delle domande sulle informazioni che la foto gli fornisce (costumi, usi, aspetti).
  • Il punctum, è invece l'aspetto emotivo, ove lo spettatore viene irrazionalmente colpito da un dettaglio particolare della foto.
Il saggio La camera chiara è un testo fondamentale anche nell'indagine sul rapporto tra realtà e immagine, comunicazione e rappresentazione fotografica.


La macchina fotografica è uno strumento che insegna alla gente come vedere il mondo senza di essa.
Dorothea Lange

Alcuni scatti di Dorothea Lange, grazie alla frequente pubblicazione dei suoi lavori nelle riviste dell'epoca, diventarono molto famosi. Su tutte, Migrant mother fu probabilmente quella che tutt'oggi viene considerata un'icona della storia della fotografia: il soggetto è Florence Owens Thompson, una donna di 32 anni, madre di sette figli, immortalata nei pressi di un campo di piselli in California (il titolo originale, infatti, è Destitute Pea Picker). Esiste un curioso fatto che riguarda questa fotografia: nello scatto originale (conservato alla Library of Congress di Washington), appare il dito di una mano in basso a destra, che però nella foto andata in diffusione di stampa è stato ritoccato. Sul sito della Library of Congress è possibile visionarle entrambe.



Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi.
Richard Avedon

Richard Avedon (New York, 15 maggio 1923San Antonio, 1º ottobre 2004) è stato un fotografo e ritrattista statunitense, celebre per i suoi innumerevoli ritratti in bianco e nero.

Lavorò in vari campi, dal reportage alla moda, dagli orfani di Danang durante la guerra del Vietnam ai ritratti di Marilyn Monroe, Janis Joplin, Brigitte Bardot, Andy Warhol e Sophia Loren.

La sua carriera di fotografo cominciò nella Marina mercantile: assegnato alle autopsie e alle foto d'identità, scattò dei ritratti dei suoi compagni di camerata. Nel 1944 si unì al gruppo della rivista di moda Harper's Bazaar, nel quale restò per dodici anni cambiando il concetto di foto nella moda, collocando le modelle, solitamente irrigidite nella posa, per strada o in locali notturni. In seguito lavorò per Vogue, Life, Mademoiselle, Gianni Versace, Jil Sander, Hugo Boss, Calvin Klein, Christian Dior e Clairol, specializzandosi nei ritratti.



Non mi sono mai chiesto perché scattassi delle foto. In realtà la mia è una battaglia disperata contro l’idea che siamo tutti destinati a scomparire. Sono deciso ad impedire al tempo di scorrere. È pura follia.
Robert Doisneau

La sua opera più conosciuta è "Bacio davanti all'hotel De Ville", la foto, scattata nel 1950, di una coppia di ragazzi che si baciano lungo le caotiche vie di Parigi. La coppia non è stata però ritratta per caso: Doisneau stava realizzando un servizio fotografico per la rivista statunitense Life, e chiese ai due giovani di posare per lui. Si trattava di Françoise Bornet, una studentessa di teatro, e del suo ragazzo, Jacques Carteaud.

L'identità della coppia rimase un mistero fino al 1992: in quell'anno, Denise e Jean-Louis Lavergne si presentarono alla televisione francese sostenendo di essere i protagonisti della foto, e denunciando l'artista per averli fotografati senza permesso. Questo portò Doisneau a spiegare che i protagonisti della foto erano in posa, e quindi era stato chiesto loro il permesso. A quel punto Françoise Bornet, dopo quarant'anni dallo scatto, tornò dal fotografo. Dimostrò di essere lei la ragazza immortalata mostrando la copia autografata della stampa che Doisneau le aveva inviato all'epoca, pochi giorni dopo averla sviluppata. Françoise vendette poi la stampa nell'aprile del 2005, per 155.000 €.



Il negativo è paragonabile alla partitura del compositore e la stampa alla sua esecuzione. Ogni esecuzione è diversa in modo sottile.
Ansel Adams

Nel 1932 fonda il Gruppo f/64 allo scopo di riunire alcuni fotografi aderenti alla cosiddetta straight photography: John Paul Edwards, Imogen Cunningham, Preston Holder, Consuelo Kanaga, Alma Lavenson, Sonya Noskowiak, Henry Swift, Willard Van Dyke, ed Edward Weston. Il nome rimandava alla minima apertura del diaframma dell'obiettivo che avrebbe consentito la massima profondità di campo e la maggiore accuratezza dei dettagli.


Ciò che rende la fotografia una strana invenzione è che le sue materie prime principali sono la luce e il tempo.
John Berger

John Peter Berger (Londra, 5 novembre 1926Parigi, 2 gennaio 2017) è stato un critico d'arte, scrittore e pittore britannico.

Il suo romanzo G. ha vinto il Booker Prize e il James Tait Black Memorial Prize nel 1972.

Molti dei suoi testi, dagli studi sociologici ai romanzi e alle poesie, hanno a che fare con l'esperienza. I lavori di sociologia comprendono A Fortunate Man: The Story of a Country Doctor (1967) e A Seventh Man: Migrant Workers in Europe (1975). La ricerca intrapresa per A Seventh Man lo ha interessato al mondo che i lavoratori migranti hanno abbandonato: comunità rurali abbandonate. È stato a causa del lavoro su questo tema che lo hanno portato a trasferirsi a Quincy in Alta Savoia, dove ha vissuto e coltivato dalla metà degli anni '70. Berger e il fotografo Jean Mohr, suo frequente collaboratore, cercano di documentare e di capire le esperienze vissute dai loro soggetti contadini. Il loro libro Another Way of Telling discute e mostra la loro tecnica documentaria, e tratta la teoria della fotografia sia attraverso i saggi di Berger che le fotografie di Mohr.


Certi fotografi e certi amatori dell’immagine, preferiscono qualche volta ‘non correre il rischio della rivelazione’: allorché hanno tutta la libertà di scattare, di fare una fotografia, essi scelgono di non scattare, come se volessero deliberatamente fallire l’occasione. Si accontentano di fotografare con gli occhi, di registrare mentalmente l’immagine. Niente di più. Non vogliono andare più lontano. E’ un rifiuto della rivelazione.
Raymond Depardon

Raymond Depardon
(Villefranche-sur-Saône, 6 luglio 1942) è un fotoreporter, regista cinematografico e giornalista francese.

A soli 16 anni si trasferisce a Parigi, dove comincia la professione di fotografo. Nel 1960 svolge in questa veste il suo servizio militare, seguendo la guerra d'Algeria.

Nel 1966 fonda insieme a Gilles Caron l'Agenzia Gamma, per la quale realizza reportages nei "luoghi caldi" del pianeta, in Venezuela, Africa, Biafra, Ciad) e Sud-Est asiatico (Vietnam, Cambogia).

A partire dal 1969, quando realizza un cortometraggio sui funerali di Jan Palach, alterna alla fotografia il documentario, fino ad esordire anche nel cinema di finzione nel 1985.

Nel 1977 riceve il Premio Pulitzer e nel 1978 lascia la Gamma per associarsi alla Magnum Photos di cui diventa membro effettivo nel 1979.



Si può mentire con le fotografie. Si può persino dire la verità, per quanto ciò sia estremamente difficile. Il luogo comune vuole che la fotografia sia specchio del mondo ed io credo occorra rovesciarlo: il mondo é lo specchio del fotografo.
Ferdinando Scianna



La fotografia non sa mentire, ma i bugiardi sanno fotografare.
Lewis Hine 

Lewis Wickes Hine
(Oshkosh, 26 settembre 1874Hastings-on-Hudson, 3 novembre 1940) è stato un sociologo e fotografo statunitense, che utilizzò la macchina fotografica come strumento per promuovere riforme sociali, in particolare nell'ambito del lavoro minorile.


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