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mirkof blog

Per chi non lo sapesse il genio di Kubrick, da giovane, ha iniziato con la fotografia.
Ho trovato questa rassegna interessante in ogni caso.

Buona lettura a chi interessa.

E' in Inglese, solito discorso per il traduttore automatico.



https://www.demilked.com/old-photos-new-york-streets-stanley-kubrick/?fbclid=IwAR39rOQGGS5Le432fB4_H4EV1o9ijkCmnm8XZoB7Y2IEuqzJllYQKHsPLUA

Come da titolo. 

Una recensione con alcuni spunti interessanti su Mark Cohen, un grande autore ed interprete della fotografia di strada.

Molto particolare lui, è davvero interessante seguire il suo modo di fotografare.

Anche questo è in inglese, ma la pagina si traduce (almeno a me) in modo automatico.


Buona lettura a chi interessa.


https://independent-photo.com/news/mark-cohen-dark-knees/?fbclid=IwAR3d-UMzuJBVJr-L5iFcRbJPeW-FiCqx6rd5n6nQb06SkOfOeapgy31uNVY#.Xb8XrjIdyOE.facebook

Come da titolo un interprete dei nostri giorni della fotografia di strada, con molti passaggi secondo me interessanti.

A chi interessa può trovare materiale e riferimenti ad altri autori ed alla sua filosofia.


Buona lettura (E' in Inglese ma il traduttore automatico aiuta)


https://www.thedailybeast.com/jonathan-higbees-photographs-turn-new-yorks-happy-accidents-into-art?ref=scroll



Stavolta vi ho fregato, eh? 

Immagino che per molti la grammatica delle fantasia sia un ossimoro, altri più furbetti hanno googolato e sono arrivati a Gianni Rodari.

Ok ci risiamo, direte voi.

Già ci risiamo.

L'autore non è casuale e sarà il filo conduttore per ben tre motivi.

Mettevi l'animo in pace o abbandonate serenamente.


Giovanni Rodari è l'autore perfetto per comprendere lo spirito della fotografia di strada, musicalmente mi verrebbe in mente il grande Sergio Endrigo, anche se più complesso per la poliedricità.


Visto che ho fatto un ripasso.. (bugia! ndr) ...ehm volevo approfondire alcuni temi, riassumo che è stato un uno scrittorepedagogistagiornalista e poeta italiano, specializzato in letteratura per l'infanzia e tradotto in molte lingue. 


Ha scritto frasi, favole, filastrocche e poesie per bambini.


Ditemi se voi se il mondo che lui racconta non è l'emblema di una certa fotografia di strada.


" Con un po’ di esercizio è possibile prendere lezioni di ottimismo anche da Giacomo Leopardi" (Lezioni di ottimismo G. Rodari).


Jan Rockar 
www.flickr.com/photos/jrockar/39230735165/in/pool-2768749@N20/ 

JAD JADSADA 
www.flickr.com/photos/124069208@N04/14793264470/in/pool-2768749@N20/ 

Oppure leggete "La passeggiata di un distratto" (è un po lunga da riportare" 

www.filastrocche.it/contenuti/la-passeggiata-di-un-distratto/ 

e guardate se non si ritrova in queste fotografie:>>


Yannis Bautrait 
www.flickr.com/photos/yaya13baut/31858760378/in/pool-2768749@N20/ 

f.d. walker 
www.flickr.com/photos/fdwalker/31319051486/in/pool-streetfight/ 

Edas Wong 
www.flickr.com/photos/edaswong/39199572214/in/pool-streetfight/ 


Arsenio Jr Nidoy 
www.flickr.com/photos/109545888@N06/31259218431/in/pool-streetfight/ 

xaris p 
www.flickr.com/photos/xarisp/26303811254/in/pool-streetfight/ 

Mi è capitato molte volte di leggere negli autori della fotografia di strada un richiamo al senso del gioco, al tornare bambini, a cercare di mantenere il loro punto di vista diverso (anche fisicamente dal basso) da quello dell'adulto.>>

Più curioso, più istintivo, con una maggiore capacità di meravigliarsi e stupirsi per le piccole cose, per la maggiore ampiezza nel vedere particolari microcosmi e mondi paralleli.

E' questo è il punto due. 

Ma il punto uno?

Dopo. 

Vediamo se riesco a spiegarmi meglio. 


Ripassiamo il punto due, ed il mondo di Rodari, niente punto uno ancora.


Leggete questa:  


"C’era una volta un punto

e c’era anche una virgola:

erano tanto amici, si sposarono e furono felici. 

Di notte e di giorno

andavano intorno

sempre a braccetto:

“Che coppia modello”

la gente diceva

“che vera meraviglia

la famiglia Punto-e-virgola”.


Al loro passaggio

in segno di omaggio

perfino le maiuscole

diventavano minuscole:

e se qualcuna, poi,

a inchinarsi non è lesta

la matita del maestro

le taglia la testa." (La famiglia Punto e virgola. G. Rodari).


Ditemi se tutto questo non è espresso in questa foto:


Michele Liberti 

www.flickr.com/photos/mikyliber/29839915411/in/dateposted/ 


Oppure questa:


"Se andrete a Firenze 

vedrete certamente 

quel povero 'ane 

di cui parla la gente.


È un cane senza testa, 

povera bestia. 

Davvero non si sa 

ad abbaiare come fa.


La testa, si dice, 

gliel’hanno mangiata… 

(La “c” per i fiorentini 

è pietanza prelibata).


Ma lui non si lamenta, 

è un caro cucciolone, 

scodinzola e fa festa 

a tutte le persone.


Come mangia? Signori, 

non stiamo ad indagare: 

ci sono tante maniere 

di tirare a campare.


Vivere senza testa 

non è il peggior dei guai: 

tanta gente ce l’ha, 

ma non l’adopera mai!" (Il ane senza testa. G. Rodari).


Dite che non esiste quel cane?


TAVEPONG PRATOOMWONG 
www.flickr.com/photos/tavepong/14578805317/in/pool-apfstreet/
Ho subito associato questo modo di vedere al mondo che Rodari racconta ai bambini ed ho provato, giocando, ad unire i due mondi scoprendo cose per me interessanti.


Ma il punto uno? 

Calma e pazienza come al solito, guardiamo ancora qualcosa:


"Per colpa di un accento

un tale di Santhià

credeva d’essere alla meta

ed era appena a metà.


Per analogo errore

un contadino a Rho

tentava invano di cogliere

le pere da un però.


Non parliamo del dolore

di un signore di Corfù

quando, senza più accento,

il suo cucu non cantò più." (Per colpa di un'accento. G. Rodari).


Guylecliff

www.flickr.com/photos/leguiff/35409105754/in/pool-2768749@N20/


Ancora:

Non si può essere mai

sicuri di quello che

un bambino impara

guardando la televisione.


E non si deve mai sottovalutare

la sua capacità di reagire

creativamente al visibile.(I bambini e la televisione. G. Rodari).


Francesco Luppolo.

www.flickr.com/photos/luppolofrancesco/42700636395/in/dateposted/


Si potrebbe proseguire ancora a lunga, ma credo sia giunto il momento di passare al punto tre.

Ed il punto uno?

Calma.


Può uno foto di strada, secondo questa tipo di accezione avere anche un contenuto più "serio e riflessivo?

Anche in questo caso il mondo di Rodari può essermi di aiuto.

In questa filastrocca:


"Filastrocca per tutti i bambini,

per gli italiani e per gli abissini,

per i russi e per gli inglesi,

gli americani ed i francesi;


per quelli neri come il carbone,

per quelli rossi come il mattone;

per quelli gialli che stanno in Cina

dove è sera se qui è mattina.


Per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci

e dormono dentro un sacco di stracci;

per quelli che stanno nella foresta

dove le scimmie fan sempre festa.


Per quelli che stanno di qua o di là,

in campagna od in città,

per i bambini di tutto il mondo

che fanno un grande girotondo,

con le mani nelle mani,

sui paralleli e sui meridiani…(Girotondo di tutto il mondo. G. Rodari).


non credo di forzare se ho associato subito questo accostamenti:


Sagi Kortler 
www.miamistreetphotographyfestival.org/mspf-2015-finalists?lightbox=im 

yoriyas Moroccan Photographer 
www.flickr.com/photos/yoriyas/24213405013/in/pool-apfstreet/


Curioso che a me la prima ho richiamato una fusione ideale di due fotografie di un grande padre della fotografia di strada, fotografo eclettico e dotato di molta ironia.


Guardate queste due foto e mettetele insieme:

Elliot Erwitt

shop.magnumphotos.com/products/19-north-carolina-1950-segregation-foun 

e la maya desnuda e Maya Vestida (non ho trovato il link della sola foto su magnum) 
www.lastampa.it/2018/09/27/cronaca/lo-sguardo-ironico-e-irriverente-di 


Ci sono molti modi per affrontare qualunque tematica, ed anche giocando e scherzando si può dire la verita (cit.)

E questo è il punto tre. 


Torniamo ora al titolo iniziale.


Grammatica della fantasia - introduzione all'arte di inventare storie (G.Rodari).

Il libro è teorico e non narrativo. 


Questo è il punto uno.


L'autore ci dice che "Quello che io sto facendo è di ricercare le "costanti" dei meccanismi fantastici, le leggi non ancora approfondite dell'invenzione, per renderne l'uso accessibile a tutti. Insisto nel dire che, sebbene il Romanticismo l'abbia circondato di mistero e gli abbia creato attorno una specie di culto, il processo creativo è insito nella natura umana ed è quindi, con tutto quel che ne consegue di felicità di esprimersi e di giocare con la fantasia, alla portata di tutti.".>>

In altre parole è quello di cui, molto più umilmente sto cercando di mettere insieme per la fotografia di strada, ma il percorso è molto lungo, appena iniziato, e probabilmente noioso.>>

Meglio divertirsi con Rodari e con la fotografia di strada, e continuare a studiare entrambi e, nel frattempo, fare il punto sulla lezione ed io, nel mio piccolo, ho pensato a questo:>>


"La mia mucca è turchina

si chiama Carletto

le piace andare in tram

senza pagare il biglietto.


Confina a nord con le corna,

a sud con la coda.

Porta un vecchio cappotto

e scarpe fuori moda.


La sua superficie

non l’ho mai misurata,

dev’essere un po’ meno

della Basilicata.


La mia mucca è buona

e quando crescerà

sarà la consolazione

di mamma e di papa.


(Signor maestro, il mio tema

potrà forse meravigliarla:

io la mucca non ce l’ho,

ho dovuto inventarla). (La mia Mucca. G. Rodari).


Mirko Fambrini 
www.flickr.com/photos/107055202@N02/43276692540/in/dateposted/ 
















Con le mani sbucci, le cipolle. 

Zucchero Sugar Fornaciari (nome d'arte che mi ricorda un po photographer) ha scritto questo pezzo (Con le mani) nel 1987, diventando un ritornello molto popolare, oscurando quasi un grande brano come Hey Man. 
Ma non voglio parlare di "Sugar" Fornaciari, peraltro non mi sta nemmeno particolarmente simpatico, considerazione personale di cui lui se fregherebbe altamente. 

Cosa c'entrano quindi le mani e le cipolle con la fotografia? 

Come per Pirandello e la fotografia di strada, abbiate pazienza e capirete. 
Lasciamo da parte un momento le cipolle e prendiamo le mani. 

Girando in rete mi sono ritrovato davanti a questa foto di Gianni Berengo Gardin: 

www.artribune.com/wp-content/uploads/2013/02/2.G.Berengo-Gardin_Catani 

Ecco allora spiegato il richiamo alle mani della canzone del nostro "Sugar" nazionale. 
Più bravi e preparati di me potrebbero meglio spiegare il senso di questa fotografia, trovando aspetti denotativi, connotativi, percorso dell'autore e molte altre cose interessanti, tra cui il "punctum" barthesiano delle mani. 
Ora che GBG sia un grande Autore noto e straconosciuto è scontato; meno scontato è che questa foto sia stata vista da altri autori contemporanei di foto di strada, probabilmente non bravi come lui, ma messaggeri sempre di mani, ed ancora meno probabile è che conoscano la canzone del nostro "Sugar" nazionale: 

Nappadol Maitreecit 
www.flickr.com/photos/124543994@N05/40380334285/in/pool-2768749@N20/ 

Kevin Ballance 
www.flickr.com/photos/squintyeye/42755142590/in/faves-107055202@N02/ 

o anche variazioni sul tema con mani artificiali: 

Chu Viet Ha 
www.flickr.com/photos/chuvietha/44110152225/in/faves-107055202@N02/. 

E chissà quante altre non mi vengono in mente! 

"...le tue mani così all'improvviso..." 

Comincia ad essere più chiaro il tema? 

Meno probabile ancora, come già detto è che tutti anche questi conoscessero il nostro Adelmo Fornaciari. 
Eppure come non notare la similitudine tra questo verso "Si sono fatte strada fuori e dentro di me... usa le tue mani, su di me... e questa fotografia di Giacomo Vesprini: 

www.flickr.com/photos/giacomovesprini_in-side/16359556868/in/dateposte 

proseguendo con il canticchiare "e accarezzi il gatto, con le mani..." 

questa di Aaron Aardvark: 

www.flickr.com/photos/anteatertheater/8081857518/in/faves-107055202@N0 

Tra mani come soggetto, oggetto, punctum, variazioni sul tema, mi vengono in mente 
Ilan Ben yehuda 

www.flickr.com/photos/116685283@N05/34516328892/in/faves-107055202@N02 

Djan13 
www.flickr.com/photos/djan13/11563754353/in/pool-onthestreet/ 

Nico Ferrara 
www.flickr.com/photos/nicolasferrara/43335526925/in/pool-streetfight/< 

e mille altre se ne potrebbero aggiungere. 

Ok direte voi, ma le cipolle? 

Beh, quelle lasciamole ancora da parte un momento, perchè mica solo la fotografia di strada si interessa alle mani. 

Mi permetto di sconfinare in un'altro settore affascinante. 

Il ritratto. 

Potrei probabilmente richiamare Pirandello anche per questa disciplina, ma avendone già fatto uso potrei solo ripetermi. 
Preferisco allora proseguire nel racconto di alcuni passaggi personali e continuare con Zucchero Fornaciari. 

Nell'avvicinarmi alla materia ricordo di essere partito dapprima con lo studio dei tagli, primo piano, mezzo busto, busto intero, americano e via. 
Nel fare pratica mi si sono poste moltissime questioni alla quali, come semplice dilettante di fotografia, cercavo di trovare quale soluzione mi convinceva maggiormente. 

Ve ne era una particolarmente difficile da risolvere: le mani nei primi piani. 

Ancora le mani è quel motivetto che oggi mi piace tanto. 

"...per provare nuove sensazioni, farsi trasportare dalle emozioni...". 

E' relativamente più facile fare un primo piano senza inserire le mani del soggetto. 
Dico relativamente perchè essendovi meno elementi gli spazi sono più liberi. 
Molto più difficile è inquadrare un volto con la presenza delle mani. 
Ricordo un utente generoso che in un commento sotto un ritratto scrisse più o meno qualcosa come: la gestualità delle mani, ove inserita con un taglio stretto sul volto deve essere in sintonia con l'espressione del viso. Già è difficile trovare l'espressività che si cerca, aggiungere poi le mani è difficilissimo perchè due parti espressive diverse (volto e mani) hanno un proprio linguaggio che deve essere ricondotto ad un unico insieme, di accordo o di contrasto, ma non di dissonanza". 

Quasi mi viene da pensare di tagliarle 'ste cipolle, almeno non piango solo per disperazione 

Le cose peggiorano quando ci accorgiamo che gli spazi nel frame sono troppo spesso piccoli per non tagliare qualcosa in malo modo. 
Una cosa particolarmente turbante accadeva quando le mani comparivano dal basso, entrando nella frame moncate e con una parvenza quasi estranea, suggeritrice di battute da parte dell'osservatore del tipo "ma le mani sono del soggetto, sembrano di un'altra persona." 
In effetti guardi e riguardi e ti convinci che ha ragione. 
Ti riproponi che la prossima volta o non le metti oppure non tagli nemmeno un filo di braccio. 
Ok. 
Al massimo taglio le cipolle. 

Poi un giorno ad una mostra di Lartigue, grandissimo fotografo eclettico e godereccio, rimasi fermo mezz'ora su questo suo bellissimo ritratto (SCORRETE SINO A 1945 E CLICCATE SULLA FOTO PERCHE' NON RIESCO A SALVARE SOLO IL RITRATTO) 

www.lartigue.org/en/jacques-henri-lartigue/chronology/ 

Il più bello di tutti quelli ho visto sinora ad ora. 
Una sorta di Gioconda leonardesca, anzi più magnetica. 
Meno famosa delle icone del Che, di quelle di Jim Morrison, Marylin, e ciascuno aggiunga quello che crede. 
Una luce incredibile, uno sguardo sublime, la trina del velo, l'ombra sul volto e... quella mano. 
Quella mano, quel gesto in parte ombra in parte in luce, tocca, sfiora, suggerisce, parla. 

Guardi, rimiri, osservi contempli quella foto, entusiasta, poi ad un certo punto realizzi. 
Ma la mano è tagliata! 

Ricominci il motivetto " per provare nuove sensazioni, farsi trasportare dalle emozioni". 

Mi ero proposto di non tagliare più e mi tocca iniziare da capo, farmi nuove domande. 

E voi continuate invece a domandarmi: ma le cipolle? 

Beh, leggendo sopra quello che scritto sopra, mia nonna mi avrebbe detto da buona toscana: "oh bi' lo sai come si dice quando ti si ascolta ? 
Dove vai? Son cipolle". 

Ha certamente ragione mia nonna, e pertanto le cipolle centrano sempre. 


Che cosa c'entra Pirandello con la fotografia di strada?

C'entra fidatevi, centra.

Guardate i numeri.


Una...


Una è la visione di fotografia di strada di colui che ha ormai acquisito tutte le certezze.

Il momento decisivo di Bresson è stata la sua folgorazione e nessuno sarà mai in grado di fargli cambiare idea.

- Guarda che ci sono anche fotografie che raccontano storie - obietta un'altro uno.

- Robert Frank si che faceva street photography -

- Le sue foto sono vive, descrivono la realtà nuda e cruda, altro che momento decisivo -

- Si ma se non è presente il momento decisivo è solo reportage, e se non è reportage è qualcos'altro -

Quante volte ci sarà capitato di leggere queste cose, mutando talvolta vecchi maestri di riferimento.


- E allora William Klein dove lo mettiamo? Lui si che fu rivoluzionario ed innovatore.>>

Infranse tutte le regole, altro che momento decisivo. Quando sei in strada è solo un attimo, puoi fare quello che vuoi. -

Altro uno.

- Lasciate perdere, facile il bianco e nero.  

Vuoi mettere Joel Meyerowitz. La sua street photography è l'unica originale. Intanto è a colori e talvolta non ci sono nemmeno le persone! -

- Senza persone? Ma cosa dici, se non ci sono le persone non può street photography!

Altro uno.

- Erwitt faceva vera street, faceva ridere, in strada si ride, per le cose serie ci sono i libri. -


Tutti uno, o meglio una unica visione tesa ad escludere, a selezionare per riduzione.

Già ridurre, ridurre ed escludere ma da cosa?


Nessuna...


Può apparire strano ma secondo alcuni la "street photography" non esiste.

Nessuna- è la visione che hanno coloro che riducono, riducono, riducono e riducendo avvertono: guardate chein realtà  è solo reportage. 

Il resto sono solo mere elucubrazioni speculative.

Il singolo frammento insignificante non ha nessun valore. 

Chi se ne frega se la maglietta a righe attraversa le strisce pedonali (ed inoltre diciamocelo: basta con 'ste strisce pedonali, non se ne può più).

Chi se ne frega se una scatola rossa entra con congiunzione astrale con il pianeta Marte e similari (ed inoltre diciamocelo: questo trova colori ha un po scassato gli zebedei).

Chi se frega se il cartellone pubblicitario fa rima baciata con il primo che passa per la strada (ed inoltre diciamocelo che sono tutte preparate).

Chi se ne frega delle luci e delle ombre (ed inoltre diciamocelo che se fate un corso di fotografia imparate anche ad esporre correttamente) 

Lasciate perdere, la street photography, e prima ancora la straightphotography, non esiste, sono americanate.

Lo sapete che molti fotografi italiani dei tempi passati dicono che loro scattavano e basta, lo chiamavano reportage, mica c'era internet e HCB non sapevano nemmeno chi fosse. Oggi gli fanno i complimenti per le loro foto di street.

Datemi retta, la street non esiste, è solo reportage, il resto è modaiolo, è solo un' illusione di mercato..


... e centomila.


Centomila sono invece coloro che scendono in strada e scattano foto.

Oggi.

Foto belle anche con signorine meno belle, foto brutte anche con signorine più belle, foto buone (anche se non per mangiare quando viene Natale), cattive (da non mangiare tutti i giorni), con persone-cose-animali (con ulteriori scelte opzionali ma escludete le parole che iniziano con la xwy che tanto non le trova nessuno), riprese quando è uscita la lettera F, il 12, o il colore giallo, e via dicendo.

Escono e scattano quello che hanno da dire.

Una storia, una persona, una barzelletta o anche niente.

Anche il niente può avere un senso.

L'importante è non abusarne perchè troppo niente alla fine... non vuol veramente dire niente.


E se ne fregano se non piace.

Non piace nemmeno Pirandello.

Ma chi lo ha mai letto 'sto Pirandello?

E se ne fregano se qualcuno alza il dito e dice: ma questa non è street!


Dite loro di leggere Pirandello.

Anzi di studiare Pirandello, ed anche la fotografia di strada.


Ma sopratutto, non prendetevi troppo sul serio, e studiate anche voi Pirandello e se resta tempo anche... la fotografia di strada.