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Con le mani sbucci le cipolle. da Mirko Fambrini blog

Con le mani sbucci, le cipolle. 

Zucchero Sugar Fornaciari (nome d'arte che mi ricorda un po photographer) ha scritto questo pezzo (Con le mani) nel 1987, diventando un ritornello molto popolare, oscurando quasi un grande brano come Hey Man. 
Ma non voglio parlare di "Sugar" Fornaciari, peraltro non mi sta nemmeno particolarmente simpatico, considerazione personale di cui lui se fregherebbe altamente. 

Cosa c'entrano quindi le mani e le cipolle con la fotografia? 

Come per Pirandello e la fotografia di strada, abbiate pazienza e capirete. 
Lasciamo da parte un momento le cipolle e prendiamo le mani. 

Girando in rete mi sono ritrovato davanti a questa foto di Gianni Berengo Gardin: 

www.artribune.com/wp-content/uploads/2013/02/2.G.Berengo-Gardin_Catani 

Ecco allora spiegato il richiamo alle mani della canzone del nostro "Sugar" nazionale. 
Più bravi e preparati di me potrebbero meglio spiegare il senso di questa fotografia, trovando aspetti denotativi, connotativi, percorso dell'autore e molte altre cose interessanti, tra cui il "punctum" barthesiano delle mani. 
Ora che GBG sia un grande Autore noto e straconosciuto è scontato; meno scontato è che questa foto sia stata vista da altri autori contemporanei di foto di strada, probabilmente non bravi come lui, ma messaggeri sempre di mani, ed ancora meno probabile è che conoscano la canzone del nostro "Sugar" nazionale: 

Nappadol Maitreecit 
www.flickr.com/photos/124543994@N05/40380334285/in/pool-2768749@N20/ 

Kevin Ballance 
www.flickr.com/photos/squintyeye/42755142590/in/faves-107055202@N02/ 

o anche variazioni sul tema con mani artificiali: 

Chu Viet Ha 
www.flickr.com/photos/chuvietha/44110152225/in/faves-107055202@N02/. 

E chissà quante altre non mi vengono in mente! 

"...le tue mani così all'improvviso..." 

Comincia ad essere più chiaro il tema? 

Meno probabile ancora, come già detto è che tutti anche questi conoscessero il nostro Adelmo Fornaciari. 
Eppure come non notare la similitudine tra questo verso "Si sono fatte strada fuori e dentro di me... usa le tue mani, su di me... e questa fotografia di Giacomo Vesprini: 

www.flickr.com/photos/giacomovesprini_in-side/16359556868/in/dateposte 

proseguendo con il canticchiare "e accarezzi il gatto, con le mani..." 

questa di Aaron Aardvark: 

www.flickr.com/photos/anteatertheater/8081857518/in/faves-107055202@N0 

Tra mani come soggetto, oggetto, punctum, variazioni sul tema, mi vengono in mente 
Ilan Ben yehuda 

www.flickr.com/photos/116685283@N05/34516328892/in/faves-107055202@N02 

Djan13 
www.flickr.com/photos/djan13/11563754353/in/pool-onthestreet/ 

Nico Ferrara 
www.flickr.com/photos/nicolasferrara/43335526925/in/pool-streetfight/< 

e mille altre se ne potrebbero aggiungere. 

Ok direte voi, ma le cipolle? 

Beh, quelle lasciamole ancora da parte un momento, perchè mica solo la fotografia di strada si interessa alle mani. 

Mi permetto di sconfinare in un'altro settore affascinante. 

Il ritratto. 

Potrei probabilmente richiamare Pirandello anche per questa disciplina, ma avendone già fatto uso potrei solo ripetermi. 
Preferisco allora proseguire nel racconto di alcuni passaggi personali e continuare con Zucchero Fornaciari. 

Nell'avvicinarmi alla materia ricordo di essere partito dapprima con lo studio dei tagli, primo piano, mezzo busto, busto intero, americano e via. 
Nel fare pratica mi si sono poste moltissime questioni alla quali, come semplice dilettante di fotografia, cercavo di trovare quale soluzione mi convinceva maggiormente. 

Ve ne era una particolarmente difficile da risolvere: le mani nei primi piani. 

Ancora le mani è quel motivetto che oggi mi piace tanto. 

"...per provare nuove sensazioni, farsi trasportare dalle emozioni...". 

E' relativamente più facile fare un primo piano senza inserire le mani del soggetto. 
Dico relativamente perchè essendovi meno elementi gli spazi sono più liberi. 
Molto più difficile è inquadrare un volto con la presenza delle mani. 
Ricordo un utente generoso che in un commento sotto un ritratto scrisse più o meno qualcosa come: la gestualità delle mani, ove inserita con un taglio stretto sul volto deve essere in sintonia con l'espressione del viso. Già è difficile trovare l'espressività che si cerca, aggiungere poi le mani è difficilissimo perchè due parti espressive diverse (volto e mani) hanno un proprio linguaggio che deve essere ricondotto ad un unico insieme, di accordo o di contrasto, ma non di dissonanza". 

Quasi mi viene da pensare di tagliarle 'ste cipolle, almeno non piango solo per disperazione 

Le cose peggiorano quando ci accorgiamo che gli spazi nel frame sono troppo spesso piccoli per non tagliare qualcosa in malo modo. 
Una cosa particolarmente turbante accadeva quando le mani comparivano dal basso, entrando nella frame moncate e con una parvenza quasi estranea, suggeritrice di battute da parte dell'osservatore del tipo "ma le mani sono del soggetto, sembrano di un'altra persona." 
In effetti guardi e riguardi e ti convinci che ha ragione. 
Ti riproponi che la prossima volta o non le metti oppure non tagli nemmeno un filo di braccio. 
Ok. 
Al massimo taglio le cipolle. 

Poi un giorno ad una mostra di Lartigue, grandissimo fotografo eclettico e godereccio, rimasi fermo mezz'ora su questo suo bellissimo ritratto (SCORRETE SINO A 1945 E CLICCATE SULLA FOTO PERCHE' NON RIESCO A SALVARE SOLO IL RITRATTO) 

www.lartigue.org/en/jacques-henri-lartigue/chronology/ 

Il più bello di tutti quelli ho visto sinora ad ora. 
Una sorta di Gioconda leonardesca, anzi più magnetica. 
Meno famosa delle icone del Che, di quelle di Jim Morrison, Marylin, e ciascuno aggiunga quello che crede. 
Una luce incredibile, uno sguardo sublime, la trina del velo, l'ombra sul volto e... quella mano. 
Quella mano, quel gesto in parte ombra in parte in luce, tocca, sfiora, suggerisce, parla. 

Guardi, rimiri, osservi contempli quella foto, entusiasta, poi ad un certo punto realizzi. 
Ma la mano è tagliata! 

Ricominci il motivetto " per provare nuove sensazioni, farsi trasportare dalle emozioni". 

Mi ero proposto di non tagliare più e mi tocca iniziare da capo, farmi nuove domande. 

E voi continuate invece a domandarmi: ma le cipolle? 

Beh, leggendo sopra quello che scritto sopra, mia nonna mi avrebbe detto da buona toscana: "oh bi' lo sai come si dice quando ti si ascolta ? 
Dove vai? Son cipolle". 

Ha certamente ragione mia nonna, e pertanto le cipolle centrano sempre. 



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Alex Fabbri
Novembre 14
Ciao Mirko,che bella storia.Ah queste nonne!Il punctum per me è la nonna,questa figura materna patriarcale femminile della nonna o della mamma, Gea la terra,degli uomini caccatori e raccogliatori,con le mani,ma non soltanto,mani che creano proteggono e distruggono.

"Le mani sono dappertutto" avevo capito,il punctum del fotografo,invece sono le cipolle un ingrediente semplice frutto della terra,della nonna che cucina a prepara i piatti.Un punctun fotografico in questa scatola dei ricordi che è la fotografia che diventa memoria,modificando i suo contorni piano piano fino a cambiare se stesso a trasformarsi nella forma e nel significato.Il punctum se non ricordo male dalla lettura è l'ossessosione del fotografo quell'elemento ricorrente,che poi diventa una sorta di mania di molla che fa scattare il click.

L'intuizione dell'attimo che passa che fa apparire quel lampo nella mente,dell'uomo e dell'artista che poi con le mani lo trasforma in un messaggio.Le mani allora raccontano,sono mani forti o allungate sottili,o tozze,scolpiscono in modo indelebile la pietra,disegnano opere tanto incredibili da non essere credute,aggiustano e sistemano tutto il reparabile.Il punctum potrebbe essere anche un codice,da decodificare e trovare lo stile o il metodo nell'elemento ricorrente,o una terapia,l'elemento chiave.

Nella prima foto si vedono queste mani che sbucano dal nulla in un clima surreale,eppure cosi' concreto con la piccola caletta rocciosa un po' fuori fuoco sullo sfondo,come se la luce fosse debole o per la distanza del soggetto o il tempo di scatto.Le rocce che racconto del luogo della terra,di qualcuno che stava lavorando o salendo all'improvviso.Non conosco la fotografia,c'è un surrealismo quasi Felliniano,pero' se andiamo a ritroso nel tempo il paese e la gente non era quella di oggi,e forse le situazioni viste con gli occhi di oggi possono apparire un po' irreali e perfino grottesche.Collocherei l'autore nel fotogiornalismo piuttosto che nella street fotography è quest'ultima che poi una volta codificata entro precisi canoni cerca un punctum ossessivamente,nel cogliere quell'azione veloce della fotografia urbana,inizialmente si trattava di un genere piu' aperto.

La foto delle mani mi ricorda un'altra immagine di Berengo Gardin,quella con la donna distesa sotto un tavolo mentre un uomo si allontana dall'altra parte,una situzione che pone dubbi e domande su cosa stia realmente accandendo.

L'immagine successiva è strana per i piani sfalsati che avvicinano il soggetto sempre delle mani e puo' trovare qualche assonanza,altre con le mani sul cofano mi sembrano piu' costruite ed ispirate ad altre(ecco forse un altro punto).

Poi troviamo le mani sempre in un contesto urbano presumibilmente della parata,oppure in posizioni alquanto scomode,immagini che solpiscono per il particolare,infine giungiamo alle mani del ritratto.

Il punctum del fotoamatore, è notare il taglio o il particolare in modo ossessivo come se l'immagine dovesse necessariamente comprendere tutto arrivando sempre ad una conclusione,un elemento ricorrente,come un comune ortaggio comune in tanti piatti.E torniamo al taglio che questa volta non si puo' fare, o non si portrebbe salvo ricorrere ad un manuale di suggerimenti o ad una sorta di bacheca di immagini nelle quali l'interruzione della linea si accosta fino ad amalgamarsi con gli altri ingredienti,come la nonna in cucina che prepara mentre il nipote aspetta ed ascolta.

Come sono le mani della Gioconda?E quelle di San Giovanni Battista?

ciao
Ciao Mirko,che bella storia.Ah queste nonne!Il punctum per me è la nonna,questa figura materna patriarcale femminile della nonna o della mamma, Gea la terra,degli uomini caccatori e raccogliatori,con ...Vedi altro
Mirko Fambrini
Novembre 15
Ciao Alex, mi ha fatto sorridere il punctum della nonna, i pieno spirito del post. Interessante anche il punctum del fotoamatore... Grazie. Un saluto. P.S. quelle di S.Giovanni Battista sono meravigliose!
Giuseppe Contino
Novembre 22
Ti faccio i miei complimenti,belle riflessioni e spunti per pensare,uno sprazzo di luce in questo buio periodo di pre solstizio,cordialmente Beppe
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Da Mirko Fambrini
Aggiunto Novembre 13

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