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L'audiovisivo, un modo per mostrare le proprie foto da roberto lanza blog

Buongiorno a tutti, vorrei parlarvi di un argomento che viene poco o niente
discusso su questo sito, soprattutto per la difficolta di poter mostrare i propri lavori.
L'audiovisivo, un mezzo per mostrare le proprie foto in una maniera un po diversa e creativa.
Personalmente uso Proshow producer, ma esistono anche altri programmi per montare foto e musica.
Sono a disposizione se avete delle domande o volete dei suggerimenti, nei limiti delle mie (limitate) capacità.



Per definizione l’audiovisivo fotografico, chiamato anche diaporama o multivisione,
è una proiezione su un solo schermo, piccolo o grande che sia, di immagini fotografiche e/con inserti video, supportate da una colonna sonora.

Con l’audiovisivo fotografico, attività un tempo riservata a pochi amatori che utilizzavano proiettori di diapositive,
in numero da due a quattro, cinque, sei…, venivano proiettate sequenze di immagini utilizzando la tecnica delle dissolvenza incrociata,
sincronizzando su di un nastro registrato gli impulsi da dare ai proiettori per il cambio immagini e la colonna sonora a completamento del racconto visivo.

Oggi l'avvento della fotografia digitale consente a tutti la possibilità di progettare delle presentazioni delle proprie immagini aggiungendo alle stesse anche una colonna sonora.
Si possono così creare storie, racconti e/o visioni fantastiche, con una particolare atmosfera coinvolgente ed emozionante in modo molto semplice.

Per progettare un audiovisivo possono essere sufficienti le foto delle proprie vacanze fino ad arrivare alla ricerca di immagini finalizzate al progetto che abbiamo pensato.
Una mera successione di immagini, belle o brutte che siano, non sarà mai un audiovisivo se manca il progetto di comunicazione,
ossia una sceneggiatura che serva a raccontare ed emozionare, attraverso la sinergia sapiente di immagini e suoni.
Tutt'al più si parla di una Serie o Sequenza di immagini sonorizzate.

Le serie sonorizzate, appunto, sono un felice connubio tra immagine e suono.
La ricerca estetica è, in questo caso, l'elemento più importante.
La colonna sonora delle "serie sonorizzate" non contiene nè un commento nè un sonoro studiato appositamente;
tuttavia sia la colonna sonora che la fotografia dovranno essere molto curate.
Sarà data inoltre la priorità alla ricerca degli effetti di dissolvenza..
Le immagini utilizzate dovranno formare un insieme omogeneo, cioè sono o danno l'idea di essere state scattate nel medesimo luogo,
trattano lo stesso argomento, fanno uso delle stessa tecnica, ecc...
Le serie sonorizzate non richiedono un'azione, una storia, una sceneggiatura,
debbono essere prima di tutto godimento per la vista e per l'udito ed hanno come unico fine la creazione di un'atmosfera.

La vena artistica di ognuno di noi può essere liberata nell’ideazione di un progetto fotografico finalizzato ad una proiezione:
ecco che si fa largo l’idea di un audiovisivo fotografico vero e proprio.
Il contenuto, inteso come un insieme costituito da un soggetto, da un'azione, da un messaggio, e la forma,
intesa come la trasformazione in immagini e suoni, costituiscono l’essenza dell’audiovisivo fotografico stesso.
È un mezzo creativo e di comunicazione; esprime un'idea, racconta una storia, trasmette un messaggio, espone un tema.
1 – L’ Idea
2 – Le Fotografie
3 – La Colonna sonora
4 – Il Montaggio e la regia

L’Idea

Poiché l’audiovisivo è una forma di comunicazione (comunicare vuol dire rendere comune ad altri),
potremo comunicare l’emozione di quanto abbiamo visto o sentito.
E insisto sull’emozione, poiché se noi non abbiamo provato alcuna emozione, non comunicheremo nulla.

Il punto comune di un buon audiovisivo è l’intensa emozione che sa trasmettere.
Da un punto di vista psicologico vivere l’incontro con un buon lavoro significa precisamente commuoversi,
e l’esperienza di commuoversi esiste indipendentemente dal movimento perché mezzo di espressione estetica.

Potremo raccontare una storia, vera o inventata, potremo raccontare di un viaggio
(attenzione a questo punto: se andiamo a fare una gita con la
Bocciofila, l’ audiovisivo che faremo interesserà soprattutto ma solamente ai partecipanti alla gita, e a nessun altro).

Finendo questo punto, per fare un audiovisivo occorre avere qualcosa di interessante da raccontare.
Per me la cosa più interessante da raccontare sono le emozioni, queste sono solamente nostre e di nessun altro.

LE FOTOGRAFIE

Non necessariamente le vostre fotografie devono far gridare al miracolo, è necessario che esse siano assolutamente coerenti all’IDEA che ha prodotto l’audiovisivo.

Non lasciatevi affascinare da una vostra bellissima fotografia che c’entra poco o nulla con quanto state raccontando,
non usatela per ora, il racconto avrà uno scorrere più fluido, altrimenti un attento osservatore noterà subito l’incongruenza.

LA COLONNA SONORA

E’ la parte più difficile da realizzare, a meno che la vostra storia voglia comunicare l’emozione che avete provato ascoltando un determinato pezzo musicale.

Non è detto che la vostra colonna sonora sia costituita sola da musica.

Se fotografate un mercato, portate un registratore, avvicinatevi a qualche banditore e la vostra colonna sonora è fatta.

Soprattutto la colonna sonora deve raccontare né più né meno di quanto raccontano le fotografie che avete usato nel vostro lavoro
e deve essere coerente con il tempo e il luogo che avete fotografato.
Se avete fotografato durante un vostro viaggio in Russia, dovrete ragionevolmente usare musica di un compositore russo,
così come per qualunque altra parte del mondo.
Capisco che fotografando al circolo polare artico sia improbabile trovare un compositore locale, ma in quel posto domina il silenzio.

Usate preferibilmente musica classica, jazz o standard per due motivi:
esiste una sterminata letteratura e probabilmente i diritti d’autore sono scaduti.

Se il testo parlato è ASSOLUTAMENTE indispensabile per la comprensione del lavoro, usatelo, ma cercate una voce bella e comprensibile, se avete un amico attore dilettante coinvolgetelo.

Per il testo scritto vale la regola citata: ricordatevi che lo spettatore per leggere quanto avete scritto distoglierà gli occhi dall’immagine e la perderà.
IL MONTAGGIO E LA REGIA

Con il montaggio e la regia si assemblano l’idea, la fotografia e la colonna sonora.
Potrete avere avuto una meravigliosa idea, avere fatto delle fotografie perfettamente coerenti con la vostra idea e una bellissima colonna sonora,
ma se il vostro montaggio e la vostra regia non legano perfettamente il tutto, avrete lavorato per nulla.
Il montaggio è per l’audiovisivo come la regia per un film, è il modo che userete per raccontare la vostra storia, è come scrivere un racconto,
e a questo proposito curate in maniera PRECISISSIMA la sincronizzazione della colonna sonora con le immagini.
Altrimenti sarebbe come leggere un racconto senza punteggiatura.

Con la regia voi decidete quali immagini usare, con il montaggio decidete come e dove metterle nel vostro progetto.

Non scrivete la parola FINE al termine del vostro lavoro, deve capirsi dal montaggio che il tutto è finito.
Quando scrivete i crediti, teneteli visibili per poterli leggere voi lentamente tre volte: darete il tempo allo spettatore di leggerli correttamente.

Quanto sopra è per iniziare a capire come fare un piccolo e semplice audiovisivo fotografico. Dico piccolo poiché non avete il diritto di abusare del vostro pubblico.

Usate i muscoli ma non lo fate vedere, usate la mente e fatelo vedere.

Finirò citando quanto disse  Francesco Nacci, che ci lasciò il 26 marzo 2006:
PER FARE UN AUDIOVISIVO FOTOGRAFICO BISOGNA ESSERE UN UOMO DI CULTURA A TUTTO TONDO.
BISOGNA ESSERE UN TECNICO DI FOTOGRAFIA, DI COMPUTER, DI CENTRALINE (oggi diremo di sofware di montaggio),
MA ANCHE E SOPRATTUTTO AVERE UNA INFINITA CULTURA GENERALE RIGUARDO ALLA NARRATIVA, ALLA RECITAZIONE, ALLA MUSICA, AL CINEMA: ALL’ARTE.
ECCO PERCHE’ TRA I FOTOGRAFI CI SONO COSI’ POCHI DIAPORAMISTI.


RIEPILOGO

TITOLO: Deve richiamare l’IDEA e il MESSAGGIO. Deve incuriosire. Deve essere facilmente ricordato. Evitare titoli generici o pretestuosi.  
FOTOGRAFIA: Di elevata qualità. Scartare foto brutte Evitare le ripetizioni. Mantenere viva l'attenzione.
 
RITMO :  Costituito dalla distribuzione delle foto sulla timeline e dalla persistenza delle stesse sullo schermo.
- Strettamente correlato alla colonna sonora. - Vivacizza il lavoro e mantiene viva l’attenzione. Deve coinvolge lo spettatore.

DISSOLVENZA: Sovrapposizione della immagine in entrata con quella in uscita con formazione di una terza immagine.
- Inserisce una componente estetica - Può esprimere la creatività dell’autore.
- Utilizzo del buio - Regolare i tempi in rapporto al sonoro - Attenzione alle battute musicali
- Dissolvenza assente : CUT - Evitare i giochini (poco professionali) - Zoom e panoramiche solo se motivate

BUIO: quando finisce un capitolo - quando finisce una musica - per passare da verticale a orizzontale - per creare una attesa, una suspance
- per l’ascolto di un parlato o di un effetto sonoro SCRITTE - per titoli di testa o di coda - per introdurre argomenti
- per creare un collegamento emozionale con le sequenze successive - per attribuire significati al lavoro

COLONNA SONORA: LA MUSICA  grande potere evocativo della musica - forte tendenza della mente a creare collegamenti tra musica e immagini
(es. Danza di Zorba = Grecia, Enja = paesaggi irlandesi; sassofono = New Orleans; flamenco = Spagna; )
- difficoltà della mente ad accettare collegamenti diversi - scegliere brani adeguati alle sequenza di immagini e ai temi trattati
- evitare brani famosi che possono evocare ambienti diversi
COLONNA SONORA: I RUMORI  grande potere evocativo - utili le registrazioni sul posto - da Internet - negozi di musica
- es. vento, ruscello, cascata, onde, spari, folla, ecc.

COLONNA SONORA: IL PARLATO - deve essere compreso perfettamente e subito !!!
- musica abbassata al minimo - frasi brevi con concetti semplici - frasi utili e non già espresse dalle immagini
- dizione esatta, senza accenti o cadenze
IL FINALE: Lascia importanti sensazioni Viene ricordato più facilmente
Deve lanciare il messaggio Deve essere dotato di toni (musicali o fotografici) conclusivi


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Adolfo Fabbri
Luglio 31
Non posso che ringraziare Roberto Lanza per questo suo ennesimo contributo che ha voluto regalare a tutti noi. Un lavoro bellissimo che mette in risalto una cosa trascurata da molti, ovvero come si presenta una proiezione con gusto e intelligenza. In questo suo bellissimo tutorial, vi accorgerete che vengono suggeriti sistemi anche semplici per migliorare assolutamente le serate nei circoli fotografici e... perché no? Anche in casa con amici comuni. Le fotografie, se presentate come si deve, sembreranno più belle e più ricche di narrativa, in quanto valorizzate. Leggete questo tutorial!! Ancora grazie a Roberto, ed anche a chi lascera una parola qua sotto. A presto! AdolfoNon posso che ringraziare Roberto Lanza per questo suo ennesimo contributo che ha voluto regalare a tutti noi. Un lavoro bellissimo che mette in risalto una cosa trascurata da molti, ovvero come si pr...Vedi altro
Glauco Guaitoli
Luglio 31
Aggiungo i miei complimenti a quelli di Adolfo, perchè pienamnte meritati!
Il tema è - necessariamente - affrontato in modo discorsivo e stringato, dato che una trattazione più approfondita richiederebbe veramente molto più tempo, e le possibilità di visualizzare esempi di realizzazioni ben fatte (ed altre... da evitare!): possibilità che non credo sia comunque contemplata da MA.
Essendomi comunque in passato occupatp professionalemte di multimedialità e presentazioni video, non posso che concordare con le considerazioni ed i consigli proposti da Roberto: se non c'è un storia da raccontare, è difficile coinvolgere lo spettatore e tenerne vivo l'interesse per tutta la presentazione.

Se posso esprimere - oltre ai ringraziamenti per Roberto - i miei "due cents":
fate presentazioni interessanti, ma brevi.
Ricordate che ogni presentazione dovrebbe terminare suscitando un sospiro di rammarico, e non di sollievo...
E come diceva il grande Alfred Hitchcock:
"Ogni presentazione dovrebbe avere una durata inferiore alla capacità della vescica umana"
Aggiungo i miei complimenti a quelli di Adolfo, perchè pienamnte meritati!
Il tema è - necessariamente - affrontato in modo discorsivo e stringato, dato che una trattazione più approfondita ric...Vedi altro
Danilo M.Tavecchio
Agosto 7
Molto molto interessante, credo sia un po' l'evoluzione naturale della fotografia visto che di stampe se ne fanno sempre poche Devo dire che un breve audiovisivo didattico, una sorta di modello , sarebbe stato graditissimo almeno per me
Ivan Catellani
Agosto 7
Ringrazio Roberto per questa mirata e precisa lezione sul come realizzare un audiovisivo. Il circolo fotografico al quale appartengo fin dalla sua nascita (anni '70!) ha sempre promosso l'audiovisivo quale mezzo di presentazione delle immagini dei soci al pubblico, con serate importanti ed autori che nel tempo si sono distinti anche a livello nazionale (Ivano Bolondi per citarne uno...) inoltre in diversi centri, dal mio paese di residenza ad altri nei dintorni, nel periodo invernale e primaverile si tengono numerose serate con proiezioni di audiovisivi caratterizzate da numerose affluenze di pubblico. Ciò che Roberto ha scritto è di assoluta realtà, precisione e competenza, pertanto non posso che condividere quanto ha scritto come manuale da osservare per chi si vuole cimentare in questi percorsi artistici assolutamente non facili. Un piacere leggere quanto riportato. IvanRingrazio Roberto per questa mirata e precisa lezione sul come realizzare un audiovisivo. Il circolo fotografico al quale appartengo fin dalla sua nascita (anni '70!) ha sempre promosso l'audiovisivo ...Vedi altro
Enrico Maniscalco
Agosto 15
Ottimo lavoro anche questo, Roberto. Ben definito, sintetico, efficace; ma soprattutto utile, perché stimola l'attenzione verso una forma espressiva non considerata come meriterebbe.
Grazie.

Enrico
Antonella Giroldini
Agosto 21
Ciao Roberto, sono contenta che tu abbia scritto questo post. Ne discutemmo al Forte quando venni a Genova, ne parlammo in seguito confrontandoci su alcuni nostri lavori e credo che l'audiovisivo sia la naturale chiusura del cerchio "scatto-sviluppo-montaggio". Da non sottovalutare le considerazioni di Glauco sulla durata. Grazie per queste linee guida scritte in modo sintetico ed esplicativo. A presto, un abbraccione, AntoCiao Roberto, sono contenta che tu abbia scritto questo post. Ne discutemmo al Forte quando venni a Genova, ne parlammo in seguito confrontandoci su alcuni nostri lavori e credo che l'audiovisivo sia ...Vedi altro
Ester Di Stefano
Settembre 27
Ciao Roberto.Dopo aver letto il tuo post ho provato a realizzare un video con degli scatti da me effettuatu tre anni fa a Coimbra. Ho usato Movie Maker. Ho incontrato qualche difficoltà a causa del formato. Poiché ho scelto il 16/9 , ho dvuto aggiungere a qualche foto delle barre laterali per far sì che le stesse nin venissero mozzate. La prossima volta cercherò di uniformare le immagini in fase di scatto. Ti sarei grata se mi dessi un parere sul mio lavoro. La durata è di 2 minuti e mezzo circa. Grazie per la cortese attenzione prestatami! Un Cordiale saluto.Ester laviroChttps://plus.google.com/u/0/103743098076729841694Ciao Roberto.Dopo aver letto il tuo post ho provato a realizzare un video con degli scatti da me effettuatu tre anni fa a Coimbra. Ho usato Movie Maker. Ho incontrato qualche difficoltà a causa del fo...Vedi altro
roberto lanza
Settembre 28
Ciao Ester, molto volentieri. Lasciami solo un po di tempo per guardarlo almeno un paio di volte con attenzione. Ciao. ro
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