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La foto di architettura - Seconda parte da Enrico Maniscalco blog

In ambito fotografico, l'architettura entra in scena anche in altre vesti, che non siano quelle tipiche di un'immagine architettonica in senso stretto (come quelle di cui abbiamo ragionato nella prima parte).



Architettura sullo sfondo: carattere e composizione


Una situazione frequente è quella in cui l'architettura accompagna la scena, contribuendo ad arricchirla. 

Non ne diviene l'interprete principale, ma assume il ruolo di comprimario discreto, capace di esaltare il vero soggetto principale.

In questi esempi che seguono, l'architettura di fatto sta intorno, e sullo sfondo. 

Si tratta di una situazione ovvia, dopo tutto. Una situazione che capita anche in altri diversi contesti (pure un paesaggio può stare intorno e sullo sfondo, per esempio).

Ma in questo caso, nel caso cioè dell'architettura più che in altri, lo sfondo può riuscire ad assumere rilievo  sia nel contenuto - ovvero nella narrazione del luogo, e quindi della storia generale dell'immagine e dei suoi personaggi che la vivono -  sia nella forma, in quanto linea guida per l'equilibrio complessivo della composizione.




Cesare Salvadeo



Qui risalta la forza altera e squadrata di questo scorcio urbano, che con le sue colonne delimita e orienta la costruzione del quadro, accompagnando la lettura fino al "piccolo" protagonista - che nella sostanza piccolo non è - seduto in basso a destra, il cui rapporto intimo con quel mondo è poi lasciato alla nostra immaginazione.

L'architettura diviene forma e contenuto, pur senza essere primo protagonista.




Tiziano Banci



In questa foto valgono le stesse considerazioni di quella precedente - sebbene con più soggetti - tuttavia col ricorso alla ricchezza estetica di un classico porticato, e del suo filare di archi, che da sempre è stimolo di suggestioni romantiche.



Altra questione, invece, per la foto che segue, che prendo a spunto solo per confronto, e per una migliore definizione del concetto espresso in questa sede: qui la figura umana non racconta una sua storia prevalente (come nelle due immagini precedenti), ma aiuta, invece, a dare proporzione e dinamismo. 

È quindi nuovamente una foto di architettura, che in base a quanto detto nella prima parte, catalogherei nella sezione "ritaglio".




Roberto Lanza




Architettura che "recita"


Altro caso, e altro genere di foto - seppure meno diffuso - è quello che prende spunto da elementi architettonici, per dar vita a un'immagine dal significato irreale, ricostruito con ironica fantasia, capace di destare ilarità. Una sorta di architettura giocosa, finalizzata a immagini interpretate, un po' come se in qualche modo l'architettura fosse chiamata a recitare una parte.


Alcuni esempi:




Fiamma Magnacca




Adolfo Fabbri




Fiamma Magnacca




Enrico Maniscalco (Goldrake - Ufo Robot)




Geometrie e astratti


La terza e ultima tipologia che passo in rassegna, è quella che rappresenta, con buona probabilità, il genere "alternativo" più frequentemente praticato: quel genere che trasforma l'elemento architettonico in una pura ricerca di tratti ed equilibri geometrici, talvolta sconfinanti anche nell'astrattismo. 

Si tratta di un genere che definirei di "estetica matematica", in cui non solo è fondamentale e imprescindibile l'intuizione per la parte, per il dettaglio (sempre frutto, comunque, di un'attenta ricerca), ma è altrettanto imperativo un rigorosissimo ordine nella composizione.

In questo genere l'elemento architettonico finisce quindi col dare forma e sostegno a un'immagine che riesce a vivere di una semantica propria, lontana dalla tipicità ortodossa della foto di architettura; architettura da un cui elemento, tuttavia, trae origine.


Gli esempi sono numerosi:


Claudio Mantova



Enrico Maniscalco



Mario Vani



Enrico Maniscalco



Daniele Consonni



Ninni Prestianni



Mario Vani



Enrico Maniscalco



Alessandro Cucchiero



Adolfo Fabbri



Guido Pucciarelli



Maurizio Berni



Enrico Maniscalco




Enrico Maniscalco



Alessandro Cucchiero



Enrico Maniscalco




Enrico Maniscalco




Enrico Maniscalco




Guido Pucciarelli




Fabio Genovieri



Maurizio Berni




Enrico Maniscalco



Alessandro Cucchiero




Alcuni elementi tecnici: ripresa e post-produzione


Giunti così al termine di questo percorso illustrativo, vale la pena soffermarsi - a questo punto - su alcuni aspetti di tipo meramente tecnico, inerenti la ripresa, e a seguire la postproduzione.


La ripesa: prospettiva e focale


In questo genere fotografico - più che in altri - un fattore fondamentale da valutare, e di cui non abbiamo fin qui argomentato, è senza dubbio la prospettiva: ciò che in sintesi possiamo definire come l'elaborazione e la trasposizione geometrica di volumetrie tridimensionali, su un piano a due dimensioni.

La prospettiva varia a seconda del punto di ripresa, e della distanza dal soggetto. E se già si può dire per ogni genere di foto, a maggior ragione in questo contesto vale la necessità di ricercare il  miglior punto di ripresa, al fine di ottenere la prospettiva più idonea a esaltare le caratteristiche del soggetto inquadrato.


Le ottiche utilizzate, nella norma, sono ovviamente quelle con maggior angolo di campo, dal 50mm standard,  fino a scendere ai grandangolari.

Verranno invece utilizzate le ottiche medio tele, o tele, quando si vorranno isolare porzioni limitate, oppure quando il soggetto ripreso è lontano.


Di primo acchito, si potrebbe essere portati a ritenere che ottiche di diversa lunghezza focale originino pure una diversa prospettiva, in fase di ripresa, con una esaltazione anche esagerata per i grandangoli, e una forte compressione, invece, per i tele.

In realtà non è così: la prospettiva, infatti, non dipende dalla focale, ma soltanto dalla distanza dal soggetto.

A parità di distanza, l'uso di ottiche diverse influisce solo sull'angolo di campo (ma non sulla prospettiva), e quindi sulla complessiva porzione di soggetto inquadrata.


Tuttavia, la nostra diversa percezione del comportamento dell'ottica riviene proprio dalle modalità usuali del suo utilizzo: con il grandangolo, infatti, siamo soliti avvicinarci al soggetto, mentre con il medio tele ci allontaniamo. Le immagini che di conseguenza siamo spesso abituati a osservare, sono immagini in cui le linee prospettiche risaltano con forte enfasi (grandangoli, fino al fish eye) oppure in cui i diversi piani sono sovrapposti e compressi, con scarsa profondità (medio tele e tele).



Mario Vani  (forte impatto suggestivo grazie all'uso di un fish-eye, il grandangolare estremo)



Enrico Maniscalco (lunghezza focale 150mm, in questo caso equivalente a 225mm, dato il fattore di crop del sensore: tra il palazzo rosso in primo piano e quello blu sollo sfondo ci sono oltre 100 metri).




La post-produzione: le linee cadenti


Una criticità importante e ricorrente, nella ripresa di foto di architettura, è legata alle cosiddette "linee cadenti".

Si tratta di un fenomeno di distorsione prospettica, che si origina quando, al momento dello scatto, il piano del sensore, o della pellicola, non è parallelo al piano del soggetto ripreso (generalmente un edificio).


Per evitare il fenomeno già in fase di ripresa, occorrerebbe utilizzare delle ottiche cosiddette "decentrabili": si tratta di obiettivi che permettono di effettuare correzioni prospettiche, spostando l'asse ottico rispetto al supporto di memorizzazione (pellicola o sensore digitale), per assicurarne il parallelismo al soggetto ripreso.

Un particolare tipo di ottiche decentrabili sono, per esempio, gli obiettivi Tilt Shift (trascurando il ben più costoso, professionale, e impegnativo banco ottico).


Non sempre, però, le linee cadenti sono inopportune.

Talvolta la loro presenza enfatizza la prospettiva e conferisce un particolare dinamismo all'immagine, utile al suo significato, come nell'esempio che segue:



Paolo De Maio




Quando tuttavia le linee cadenti vanno inevitabilmente corrette ed eliminate - dopo che in sede di ripresa non abbiamo avuto l'opportunità di utilizzare un'ottica adeguata - ecco che ci può venire in soccorso il software di post-produzione.


Esistono diversi metodi per correggere le linee cadenti in post-produzione, metodi che ovviamente dipendono dall'applicativo utilizzato, e dalla sua versione.

Qui di seguito ne descriverò alcuni, relativi ad Adobe Photoshop CS6.




Primo metodo: comando "Trasforma - Prospettiva"


Foto di partenza:



 


Il comando "Trasforma - Prospettiva" è compreso nel menu "Modifica".

Per utilizzarlo, occorre dapprima sbloccare il livello di sfondo (doppio clic sul lucchetto) oppure duplicarlo in un nuovo livello.

Il comando fa apparire un bordo intorno all'immagine, con punti di ancoraggio su cui posizionare il puntatore, per "stirare" l'immagine.




Questo l'effetto finale, dopo aver "stirato", quindi raddrizzato, le linee verticali. Quelle orizzontali in questo caso non hanno bisogno di alcun intervento.


Come si può facilmente osservare, l'azione correttiva ha però generato due "effetti collaterali".

Il primo è l'inevitabile taglio di parte dell'immagine ai bordi, con relativa perdita di informazioni (talvolta l'importanza di queste informazioni è tale, nell'economia complessiva della foto, che piuttosto che perderle si è costretti a evitare di procedere con la correzione).

Il secondo è uno schiacciamento complessivo del soggetto, che riesce a essere tollerato - sempre che lo si voglia tollerare - solo quando il soggetto non ha caratteristiche o dimensioni note, e se ne voglia prospettare una rappresentazione non necessariamente del tutto fedele.


Se al taglio delle informazioni non possiamo purtroppo porre rimedio, diverso invece il caso dello schiacciamento, che possiamo provare a recuperare col comando "Trasforma - Scala", sempre nel menu cui appartiene "Trasforma - Prospettiva".

Con "Trasforma - Scala" di fatto riusciamo ad allungare l'immagine - in questo caso verso l'alto - di quel tanto che potrà renderla più aderente alla realtà. La misura dell'allungamento potrà essere calcolata con dati certi, qualora noti, o con la migliore approssimazione riveniente da una verifica globale delle proporzioni.


Venendo alla nostra immagine, occorre dapprima aggiungere uno spazio vuoto al livello, con il comando "Dimensione quadro" del menu Immagine: si aumenta l'altezza, e si clicca su un punto in basso del piccolo riquadro di ancoraggio.




Questo il risultato:



Quindi, con il comando "Trasforma - Scala", si tira l'immagine verso l'alto puntando sul relativo punto di ancoraggio:



E questo il risultato finale, dopo aver optato per un taglio quadrato:



 


Secondo metodo - Strumento "Ritaglio Prospettiva"



Foto di partenza:



 


Lo strumento "Ritaglio - Prospettiva" appartiene al gruppo di strumenti in cui ritroviamo anche la taglierina:





Con lo strumento si seleziona, in questo caso, l'intero frame (tenendo premuto il mouse da un angolo all'angolo opposto) di modo che l'area di lavoro assuma il seguente aspetto:



 


Appare una griglia, con i soliti punti di ancoraggio ai bordi dell'immagine.

Agendo su questi punti, occorrerà operare affinché le linee verticali e orizzontali della griglia finiscano con l'essere allineate a quelle dell'immagine originaria, di modo che risultino parallele.

Questo il risultato del primo allineamento (le verticali sulla parte sinistra):



 


Questo invece il risultato dell'allineamento generale:





Il via finale all'azione del comando, taglierà le zone scure, rimaste esterne alla selezione.

Questo il risultato finale, ottenuto cliccando sul segno di conferma:






Terzo metodo: Trasformazione libera


Una terza possibilità di correzione delle linee cadenti è data dall'utilizzo del comando "Trasformazione libera", sempre nel menu Modifica.


Con "Trasformazione libera" la modifica dell'inclinazione delle linee viene effettuata attraverso i punti di ancoraggio, su cui agire contemporaneamente con il puntatore del mouse, e i tasti Shift o Control.




Quarto metodo: Trasforma Inclina, Distorci, Altera


Una quarta possibilità, infine, è legata all'uso dei comandi "Inclina, Distorci e Altera", nel menu "Immagine - Trasforma" (dove si trova anche il già citato "Trasforma - Scala").




Con queste due ultime opzioni, gli effetti della correzione sono immediatamente visibili, mentre si compie l'azione col mouse, e riguardano la porzione di immagine oggetto dell'intervento.


A titolo di esempio, gli strumenti "Inclina e Distorci" sono stati utilizzati per le immagini seguenti:









 

Siamo così giunti alla conclusione anche della seconda parte di questa lunga chiacchierata. 


E' stato per me un grande piacere potermi intrattenere con voi, e vi ringrazio tutti per avermi seguito fin qui.


Mi auguro di essere riuscito a dare un contributo, seppur piccolo, alla narrazione di un genere, quello delle foto di architettura, che credo di grande fascino e suggestione. Un genere che spero riesca ad affascinare anche voi.


A tutti, buona luce!

 



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Bruno Favaro
Luglio 23
Ottimo Enrico! Ho seguito con interesse la prima parte e la seconda si è confermata di alto livello. E, cosa non da poco, si vede che quello che scrivi lo scrivi con passione. La parte finale poi, con i suggerimenti sulla postproduzione, è interessantissima. Tutti più o meno sappiamo a grandi linee a cosa servono i vari strumenti di PS per intervenire sulle linee cadenti o difetti simili, ma poi ce ne dimentichiamo i dettagli e le singole particolarità; qui invece sono tutti raccolti in ordine e ben spiegati...che volere di più?
Le foto sono tutte bellissime, in linea con il testo.
Un grande grazie ed un grosso BRAVO!!
Bruno
Ottimo Enrico! Ho seguito con interesse la prima parte e la seconda si è confermata di alto livello. E, cosa non da poco, si vede che quello che scrivi lo scrivi con passione. La parte finale poi, con...Vedi altro
Adolfo Fabbri
Luglio 24
E' una fortuna per MaxArtis avere persone come te che riescono a dare con piacere e soddisfazione, molto di più di quanto ricevono. Il tuo lavoro è stato davvero splendido e professionale e soprettutto didatticamente utile per coloro che sono interessati alla fotografia a 360 gradi. Roberto ed io ci studieremo qualcosa per farti ritornare per aprire altre pagine da non perdere. A presto e ancora grazie infinite!!E' una fortuna per MaxArtis avere persone come te che riescono a dare con piacere e soddisfazione, molto di più di quanto ricevono. Il tuo lavoro è stato davvero splendido e professionale e soprettutt...Vedi altro
Enrico Maniscalco
Luglio 24
Mi fa piacere, ragazzi, che abbiate apprezzato anche questa seconda parte. Ho pensato che l'aggiunta di un riferimento a un tema specifico e ricorrente di post-produzione, potesse interessare (ora come in seguito, visto che è lì a disposizione) anche a più persone, al di là dell'argomento architettura. E se questo è avvenuto, o avverrà, quella sarà la mia vera soddisfazione. Caro Adolfo, ti ringrazio di cuore per le tue parole generose, ma ti confesso che oltre ad aver dato con piacere, penso pure di aver ricevuto, da questa nostra comunità. Perché ne vale la pena - se puoi, e quando puoi - anche se fosse solo per un grazie, magari accompagnato da un sorriso. E non vuole davvero essere retorica di circostanza, la mia. Così la vivo. Quindi grazie per il vostro sorriso. Mi fa piacere, ragazzi, che abbiate apprezzato anche questa seconda parte. Ho pensato che l'aggiunta di un riferimento a un tema specifico e ricorrente di post-produzione, potesse interessare (ora com...Vedi altro
Adolfo Fabbri
Luglio 25
Sono convinto che questo tuo splendido lavoro, abbia suscitato tanti sorrisi di soddisfazione e tanti grazie di cuore. Avrei preferito che questi grazie e questi sorrisi, fossero magari un pochino meno taciti e più espliciti... A volte per un semplice sorriso basta fare così... ----- A presto!Sono convinto che questo tuo splendido lavoro, abbia suscitato tanti sorrisi di soddisfazione e tanti grazie di cuore. Avrei preferito che questi grazie e questi sorrisi, fossero magari un pochino men...Vedi altro
Maurizio Berni
Luglio 26
Grazie Enrico, ho finito ora di leggere ed osservare il tuo trattato dell'architettura, molto interessante ed espresso con chiarezza e capacità, molto utile per capirne le vari fasi, complimenti vivissimi, un saluto, Maurizio.
Ninni Prestianni
Luglio 26
E la seconda parte a concludere degnamente un argomento di interesse generale. Grazie per aver stuzzicato la mia curiosità verso i comandi di PS che non sono mai stati a me congeniali. Ma se per raggiungere taluni risultati è opportuno "smanettare"... Un abbraccio ancora e alla prossima, Ninni.E la seconda parte a concludere degnamente un argomento di interesse generale. Grazie per aver stuzzicato la mia curiosità verso i comandi di PS che non sono mai stati a me congeniali. Ma se per raggi...Vedi altro
Fiamma Magnacca
Luglio 27
Attenta e rigorosa analisi così come si addice al genere, ottimi spunti per migliorare. Bellissime immagini che non conoscevo. Un ringraziamento speciale per aver inserito alcune mie foto. Un salutone Fiamma
Elis Bolis
Luglio 28
ciao Enrico, ho letto con grande attenzione anche questa seconda parte. Un articolo interessantissimo ricco di spunti per la post produzione, strumenti che metterò sicuramente alla prova. Grazie ancora per il tuo impegno e complimenti per la chiarezza. Un caro saluto Elisciao Enrico, ho letto con grande attenzione anche questa seconda parte. Un articolo interessantissimo ricco di spunti per la post produzione, strumenti che metterò sicuramente alla prova. Grazie ancor...Vedi altro
Danilo M.Tavecchio
Luglio 29
Particolarmente apprezzata la chiusura tecnica che fornisce strumenti e competenze per interpretare ancora meglio il genere, cruciale nella fotografia. Grazie davvero.
piero puntoni
Luglio 31
"Lezioni" importanti (almeno per me) e ben fatte. Spiegazioni semplici supportate da immagini superlative e, quindi, complimenti anche agli autori. Letto e... stampato il tutto. Grazie infinite Enrico!
Un carissimo saluto, piero
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Da Enrico Maniscalco
Aggiunto Luglio 20

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