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Articoli utenti sul blog

teresa zanetti
In cima alla scalinata, davanti alle porte chiuse del teatro, ho visto una sagoma che mi ricordava vagamente qualcuno, ma non riuscivo a capire chi. Era un uomo con un cappotto nero, reggeva come gli altri una candela, ed era circondato da diverse persone con cui parlava sottovoce. Al centro di quel cerchio dominava la folla, benché defilato attirava gli sguardi, dava l'impressione di essre importante, e per qualche strana ragione mi ha fatto pensare a un boss mafioso che partecipi, attorniato da guardie del corpo, al funerale di uno dei suoi uomini. Lo vedevo di scorcio; dal bavero rialzato del cappotto spuntava un pizzetto. Accanto a me, una donna che pure lo aveva notato si è rivolta alla vicina: "E' venuto Eduard, bene". L'uomo ha girato la testa, come se nonostante la distanza l'avesse sentita. La fiamma della candela ne ha scolpito i lineamenti.

Ho riconosciuto Limonov.

Limonov, Emmanuel Carrère, Adelphi, 2012

teresa zanetti
L'uso della linea in natura è un fenomeno molto diffuso. Questo argomento, degno di una ricerca specifica, potrebbe essere padroneggiato solo da un naturalista dotato della capacità della sintesi. Per l'artista sarebbe particolarmente importante vedere in che modo il regno autonomo della natura usi gli elementi fondamentali: quali elementi siano tenuti presenti, quali proprietà essi posseggano e in qual modo si compongano in strutture. Le leggi compositive della natura danno all'artista non solo la possibilità dell'imitazione esteriore, in cui egli vede non di rado il fine principale delle leggi naturali, ma anche la possibilità di contrapporre a queste leggi quelle dell'arte. Anche in questo punto, decisivo per l'arte astratta, scopriamo già oggi la legge della contiguità e dell'opposizione, la quale pone due principi - il principio del parallelismo e quello del contrasto - come si è già visto nelle composizioni di linee. Le leggi in tal modo separate e dotate di vita autonoma, dei due grandi regni - dell'arte e della natura - condurranno infine all comprensione della legge complessiva della composizione dell'universo e chiariranno la partecipazione indipendente di entrambe a un ordinamento sintetico superiore di esteriorità + interiorità.

Questo punto di vista è stato chiarito sinora solamente nell'arte astratta, che ha riconosciuto i suoi diritti e i suoi doveri e che non si fonda più sull'involucro esterno dei fenomeni naturali.

Wassily Kandinsky, Tutti gli scritti Vol. I - Punto e linea nel piano, Feltrinelli, 1989

teresa zanetti
Nell'Ottocento, quando si posava la prima pietra di importanti manufatti pubblici cittadini, era consuetudine inserire nelle fondamenta alcuni oggetti dell'epoca, a futura memoria.Anche se c'era la quasi certezza che, annegati nella pietra e nel cemento, probabilmente non sarebbero mai più saltati fuori. Così si dice che sotto l'obelisco di piazza Savoia qualcuno abbia chiuso in una cassetta alcuni giornali, una copia delle leggi Siccardi, alcune monete, un sacchetto con semi di riso, un pacco di grissini e una bottiglia di Barbera, e che nei piloni del ponte napoleonico di piazza Vittorio siano stati sotterrati denari francesi coniati appositamente per l'occasione. Invece in quelli del ponte Isabella, secondo la leggenda, ci sarebbero dei dobloni. E, come se non bastasse, su una spalletta del viadotto sarebbe stata fissata una misteriosa piastrella di argilla cotta che nessuno ha mai più ritrovato...

Maurizio Ternavasio, 50 motivi per amare Torino, Priuli&Verlucca, 2011

teresa zanetti
Gli stati teocratici sono oppressivi per tutti. Ma le donne stanno un gradino ancora sotto. Non esiste un capo di vestiario maschile che copra un uomo dalla testa ai piedi. Vuoi perché sono donna, perché sono nata alla politica sul tema dell'aborto, per le mie esperienze in casa radicale, ma per me la condizione femminile è sempre stata una bussola per valutare lo sviluppo democratico di un paese. Cesare Beccaria, sulla scia di Voltaire, diceva che la decenza di un paese si verifica visitando le sue carceri, Mutuando questo ragionamento e visitando il mondo per impegno, responsabilità o curiosità, mi sono resa conto che, oltre alla crescita demografica, agli investimenti stranieri, il criterio aggiuntivo da utilizzare era una scheda sulla condizione femminile, sia dal punto di vista legislativo sia dal punto di vista dell'applicazione delle norme. Questo criterio sulla valutazione della democraticità di un paese non mi ha mai tradito: quanto più le donne sono prive di diritti, tanto più quel paese è in difficoltà.

L'apartheid fa indignare. Le discriminazioni per genere sono - chissà perché - più accettabili.

Emma Bonino, I doveri della Libertà - intervista a cura di Giovanna Casadio, Editori Laterza, 2011

roberto lanza
aFOTOrismi va in vacanza!!! riprenderanno a settembre, augurando a tutti una piacevole estate vi lascio con una considerazione di un anonimo fotografo:


L’acquisto di una Nikon non fa di te un fotografo. Fa di te il proprietario di una Nikon.

ciao
ro
roberto lanza Luglio 15 · Commenti: 4
teresa zanetti
C'è ovviamente un altro genere di vitalità in The Americans: la vitalità dell'idioma con cui Frank vedeva il mondo. Era un modo di vedere che rivaleggiava col modo di scrivere dei Beats, uno stile che trasportava concretamente in forma visiva il ritmo del parlare quotidiano e del jazz. Era un idioma che trasformava la disperazione in un distaccato umorismo cosmico. Era uno stile che traeva un'enegia stridente fuori dalla stupidità delle automobili, facciate dei negozi, insegne e gente privata dei diritti. Era una visione personale che trasformava un mondo impersonale in una divina commedia.

Gli Anni Cinquanta, l'America e gli Americani - Antologia di testi a cura di Bruno Boveri, Agorà editrice, 1997 - Jonathan Green, American Photography, Abrams New York, 1984

roberto lanza

“Se sapessi come si fa una buona fotografia, la farei sempre.”
Robert Doisneau

 

Robert Doisneau, dal 1945 cominciò a lavorare con Pierre Betz, editore del giornale Le Point e dal 1946 divenne fotografo indipendente per l'agenzia Rapho, fondata da Charles Rado e gestita all'epoca da Raymond Grosset; Doisneau rimase un fotografo della Rapho per circa cinquant'anni.

Nel 1947 incontrò Jacques Prévert, Robert Giraud e, nello stesso anno, vinse il Kodak Prize. Morì a Montrouge, un sobborgo a sud di Parigi, e venne seppellito a Raizeux, accanto alla tomba della moglie.


roberto lanza Luglio 14
teresa zanetti
Lo studio concreto di un ambito fotografico preciso impedisce di parlare de "la fotografia" e impone, al contrario, di riconoscere una diversità di pratiche e di oggetti fotografici che, salvo sacrificarne il tratto distintivo e quello dell'ambito stesso, non possono essere ridotti al termine generico e astratto di "fotografia". La scoperta dello storico si riunisce così a quella del semiologo. I teorici non sono i soli a parlare de "la fotografia": i fotografi stessi, professionisti o dilettanti che siano, e anche i pubblicitari, per le loro campagne promozionali di apparecchi o pellicole fotografici, propongono o riprendono concezioni della fotografia che si fregiano della definizione di  "la fotografia". Il ruolo dello storico, del semiologo, così come quello del sociologo è proprio quello di rivelarne la diversità, di comprenderne le logiche, di precisare la natura delle loro differenze. Da parte nostra, i loro studi ci spronano a ritrovarvi, sotto traccia, un'assiologia* già presente in altri discorsi. E', in effetti, come se l'insieme di tutte queste pratiche potesse organizzarsi a partire dalla contrapposizione tra la concezione della fotografia intesa come ancella di scienze e arti e quella di una fotografia considerata come un'arte a se stante, le cui produzioni hanno in se stesse il loro scopo. Ma questa contrapposizione è vecchia come il discorso stesso sulla fotografia!

Jean-Marie Floch, Les formes de l'empreinte, Pierre Fanlac ed., 1986 (traduzione mia)


*Assiologia: in filosofia "dottrina dei valori", ossia ogni teoria che consideri quanto nel mondo è o ha valore e per tale aspetto si distingue di quanto invece è mera realtà di fatto.

roberto lanza

La luce è una grande forza nel cuore di ogni essere, forse la verità più profonda dell’universo.
(Wynn Bullock)

Wynn Bullock, il fotografo americano degli inizi del 900, è stato ed è tutt’ora considerato quale uno dei maestri del realismo simbolico del XX secolo.


roberto lanza Luglio 13
roberto lanza
Ho fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare.
(Daniel Pennac)

Daniel Pennac, pseudonimo di Daniel Pennacchioni (Casablanca, 1º dicembre 1944), è uno scrittore francese.


roberto lanza Luglio 12
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