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Articoli utenti sul blog

roberto lanza
Nikos Economopoulos  n.1953)
è un fotografo greco noto per la sua fotografia dei Balcani e della Grecia in particolare.

 Nato a Kalamata ,Economopoulos ha studiato legge all'università e ha lavorato come giornalista.

 Economopoulos ha iniziato a scattare fotografie solo a 25 anni quando un amico in Italia
gli ha mostrato un libro sul lavoro di Henri Cartier-Bresson ,
che ha avuto un impatto che è stato sia istantaneo che duraturo.
Cartier-Bresson "mi ha mostrato un nuovo modo di vedere le cose ... Quello che ho visto nel suo lavoro non era solo la geometria
e la composizione, ma una sorta di ambiguità".

 Economopoulos ricorda che anche allora non ha iniziato la fotografia per oltre due anni,
ma ha acquistato libri di fotografia.  
Quindi ha iniziato la fotografia:
Non ho mai fotografato albe o fatto foto ricordo dei miei figli.  
Per circa otto o nove anni ho fotografato nei fine settimana e durante le mie vacanze,
sempre in modo serio, lavorando dalla mattina alla sera.

 Già nel 1984, spiega Economopoulos, "mi ha infastidito ideologicamente che Greci e Turchi fossero nemici",
e ha visitato la Turchia per scattare fotografie.  
"Nessun greco in quel momento andrebbe in vacanza in Turchia", scrive, e i suoi amici greci erano increduli;  
ma Economopoulos si è subito sentito a casa in Turchia, dove l'atmosfera "era esattamente la stessa
di quando ero un ragazzino negli anni '60".
(Molto più tardi, avrebbe aggiunto che la Grecia e la Turchia occidentale avevano sostituito
le taverne con McDonald's , mentre la Turchia orientale conservava ancora i valori del passato.)

 Nel 1988, Economopoulos finì di lavorare come giornalista e partì per un sondaggio fotografico biennale
di Grecia e Turchia.

Economopoulos fu incoraggiato ad unirsi a Magnum Photos dal fotografo greco-americano Costa Manos ,
e divenne membro associato nel 1990 e, dopo il suo lavoro in Albania,
Bulgaria, Romania e nell'ex Jugoslavia, membro a pieno titolo nel 1994 I suoi primi lavori gli valsero
il Mother Jones Award del 1992 per la fotografia documentaria.
Le fotografie di Economopoulos sono state pubblicate su The Guardian , The Independent , Le Monde ,
Libération , The New York Times , El País e Die Zeit .
Sente che non c'è futuro nel fotogiornalismo .  
C'è una perdita di qualità nelle fotografie sui giornali e Robert Capa non farebbe fotografie se vivesse oggi.  
Ma ammette che Abbas e James Nachtwey sono tra coloro che non sono d'accordo.
roberto lanza
Don Donaghy (nato Leonard Donald Donaghy in Pennsylvania , 2 novembre 1936 - 23 luglio 2008)
è stato un membro della scuola di fotografia di New York , che comprende Robert Frank , Louis Faurer e Bruce Davidson.

Donaghy ha studiato al Philadelphia Museum School of Art,
dopo di che ha intrapreso la fotografia di strada a Filadelfia e New York utilizzando una fotocamera Leica 35mm.
La sua prima mostra Two Young Philadelphians: Don Donaghy e George Krause, fu tenuta nel 1962. Il primo lavoro pubblicato di Donaghy fu una ri-creazione di questa mostra nel numero dell'autunno 1962 di Contemporary Photographer, intitolata come lo spettacolo.

La mostra e pubblicazione The New York School, Photographs 1936-63 , di Jane Livingston,
include una selezione delle fotografie di Donaghy.  
Donaghy è presente in "The Last Photographic Heroes: American Photographers of the Sixties and Seventies",
di Gilles Mora.
Oltre alla fotografia, Donaghy ha lavorato come montatrice e cameraman.  
 
È morto il 23 luglio 2008.

roberto lanza
Thomas "Tom" Wood (nato in Irlanda, 14 gennaio 1951) è un fotografo di strada ,
ritrattista e fotografo di paesaggi con sede in Gran Bretagna.
 Wood è noto soprattutto per le sue fotografie a Liverpool e Merseyside del 1978-2001,
"per le strade, nei pub e nei club, nei mercati, nei luoghi di lavoro, nei parchi e nei campi di calcio"
di "estranei, mescolati con i vicini, la famiglia e gli amici".Il suo lavoro è stato pubblicato in cinque libri,
è stato ampiamente mostrato in mostre personali e ricevuto premi.

 Il critico Sean O'Hagan ha descritto Wood come "un colorista pioneristico",
"un fotografo per il quale non ci sono regole" con un "approccio istintivo a fotografare le persone da vicino
e personale" e cita il fotografo Simon Roberts che dice le fotografie di Wood
 "in qualche modo uniscono la crudezza e l'intimità in un modo che riesce a evitare le accuse di voyeurismo
e intrusione che spesso funzionano come cani di questo tipo". Phill Coomes, scrivendo per BBC News ,
ha detto "ovunque siano state scattate o fatte,
le sue immagini sembrano sempre avere una traccia dell'esistenza umana,
e al loro centro si tratta delle vite che attraversano gli spazi raffigurati ".  
Il critico fotografico del New Yorker , Vince Aletti , ha descritto lo stile di Wood come
"sciolto, istintivo e senza posa" aggiungendo "fa sembrare Martin Parr un formalista".  





roberto lanza
Fan Ho
Fan Ho nato a Shanghai 8 October 1931 morto il 19 June 2016

Fan Ho è nato a Shanghai nel 1932. Pochi anni dopo si è trasferito a Hong Kong con la sua famiglia, ed è lì che a cominciato a sperimentare con la fotografia grazie a una Rolleiflex, regalo del padre. Quello che era iniziato come uno hobby, poco a poco prese il sopravvento e la città con i suoi abitanti si impossessarono di lui. La vita quotidiana si converte nella sua ispirazione.

Sin dall'inizio diviene evidente lo stile di Fan Ho. Le sue immagini appaiono incredibilmente eleganti.

Fan Ho ha avuto una lunga e brillante carriera sia come fotografo che come regista fotografico.  Tuttavia è proprio dalla fotografia che avuto più riconoscimenti, anche personali. Come disse Fan Ho durante un'intervista: “ Il cinema e’ il mio lavoro, la fotografia la mia passione. Preferisco la fotografia perche’ mi lascia piu’ liberta’ di espressione, non ho la pressione del pubblico e dei botteghini”.  

Le foto di Fan Ho sono caratterizzate da forti geometrie, ciò nonostante ogni foto mantiene intatta l'atmosfera della città.
Tuttavia Fan Ho si concentra sulle singole persone più che sulle folle. Spesso le strade i vicoli e i canali sono vuoti o semi deserti. I soggetti, trasformati in sagome, diventano essi stessi parte di un progetto geometrico e formale più ampio.

Nella fotografia di Fan Ho non c'è solo un rigore formale nella composizione. Il fotografo infatti trasmette l'atmosfera della città grazie all'uso della luce. Una luce  intensa e materica (grazie all'uso della pellicola). Anche i dettagli sono curati attentamente.
Nonostante quindi  il rigore formale le immagini di Fan Ho, appaiono reali, umane ed eleganti.


roberto lanza
Scarlett Hooft Graafland

Nata nel 1973 in Germania, vive tra Amsterdam e New York ma lavora “senza fissa dimora”
come fotografa e performer in giro per il mondo.
Ha studiato come scultrice alla Royal Academy of Fine Art in The Hague,
alla Bezalel Academy di Gerusalemme e alla Parsons School of Design di New York.

Lavoro
Tra il 2005 e il 2008 ha lavorato in Islanda, Cina, Bolivia e nel Circolo Polare Artico,
più precisamente 4 mesi in un igloo a Igloolik
(insediamento Inuit di 1.534 abitanti situato in una minuscola isola nel territorio del Nunavut in Canada),
«dove le notti sono infinite e non esiste altro colore che il bianco».
Acclamatissime sono state le sue mostre You Winter, Let’s Get Divorced
(il cui titolo si ispira a un vecchio poema inuit),
in scena alla Michael Hoppen Contemporary Gallery di Londra e The Beemster Project:
Scarlett Hooft Graafland alla Vous Etes Ici Gallery di Amsterdam.

Stile
Curiosa, sperimentatrice, coraggiosa.
 Che siano fotografie della terra del fuoco in Islanda, delle montagne della Cina o del deserto della Bolivia,
Scarlett Hooft Graafland realizza opere a metà strada tra leggerezza e impegno:
lavori che hanno dimostrato un’attenta preparazione e sensibilità e un particolare impegno,
anche (e soprattutto) perché sono stati svolti in piccole comunità locali.
Da fotografa diventa così coreografa di “extra-ordinari” balletti:
dalle figure nude su un tetto colorato, alle donne sedute su montagne di sale.
Le sue immagini sono sempre poetiche e surreali,
colme di oggetti ordinari in terre che non hanno nulla di ordinario.




roberto lanza Febbraio 14
roberto lanza
Letizia Battaglia

Inizia la sua carriera nel 1969 collaborando con il giornale palermitano L'Ora. Nel 1970 si trasferisce a Milano dove incomincia a fotografare collaborando con varie testate. Nel 1974 ritorna a Palermo e crea, con Franco Zecchin, l'agenzia "Informazione fotografica", frequentata da Josef Koudelka e Ferdinando Scianna. Nel 1974 si trova a documentare l'inizio degli anni di piombo della sua città, scattando foto dei delitti di mafia per comunicare alle coscienze la misura di quelle atrocità.[Suoi sono gli scatti all'hotel Zagarella che ritraevano gli esattori mafiosi Salvo insieme ad Andreotti e che furono acquisiti agli atti per il processo.
Diviene una fotografa di fama internazionale[2].
Ma Letizia Battaglia non è solo "la fotografa della mafia". Le sue foto, spesso in un vivido e nitido bianco e nero, si prefiggono di raccontare soprattutto Palermo nella sua miseria e nel suo splendore, i suoi morti di mafia ma anche le sue tradizioni, gli sguardi di bambini e donne (la Battaglia predilige i soggetti femminili), i quartieri, le strade, le feste e i lutti, la vita quotidiana e i volti del potere di una città contraddittoria. Negli anni '80 crea il "laboratorio d'If", dove si formano fotografi e fotoreporter palermitani

Letizia Battaglia è stata la prima donna europea a ricevere nel 1985, ex aequo con l'americana Donna Ferrato, il Premio Eugene Smith, a New York, riconoscimento internazionale istituito per ricordare il fotografo di Life. Un altro premio, il Mother Johnson Achievement for Life, le è stato tributato nel 1999.

Ha esposto in Italia, nei Paesi dell'Est, Francia (Centre Pompidou, Parigi), Gran Bretagna, America, Brasile, Svizzera, Canada. Il suo impegno sociale e la sua passione per gli ideali di libertà e giustizia sono descritti nella monografia delle edizioni Motta: Passione, giustizia e libertà (lo stesso titolo di una sua mostra recente).

Dal 2000 al 2003 dirige la rivista bimestrale realizzata da donne Mezzocielo, nata da una sua idea nel 1991.

Nonostante le sue radici profondamente siciliane, la Battaglia si era trasferita nel 2003 a Parigi, delusa per il cambiamento del clima sociale e per il senso di emarginazione da cui si sentiva circondata, ma nel 2005 è tornata nella sua Palermo.
Nel 2008 appare in un cameo nel film di Wim Wenders Palermo Shooting.


roberto lanza Febbraio 12 · Commenti: 3
roberto lanza
Marta Bevacqua, 27 anni, nata e cresciuta vicino a Frascati, ma dal 2013 in pianta stabile a Parigi.
Durante gli anni del liceo inizia a scattare guidata dal padre, foto amatore che le insegna le prime basi tecniche.
Inizia a lavorare nel mondo dell'editoria realizzando alcune copertine di libri e dopo qualche anno entra quasi per caso nel mondo della moda.
Dopo aver frequentato un corso breve di Fashion Photography alla Central Saint Martins School of London e aver fatto la spola con Milano per tutto il 2013,
decide,per lavorare con continuità in questo campo,
di trasferirsi a Parigi dove infatti riesce ad allargare molto la propria rete di contatti sia nel mondo fashion che in quello pubblicitario.
"Quello che mi piace fare è raccontare delle storie attraverso le mie fotografie.
 O meglio: mi piace offrire degli spunti per permettere a chiunque di immaginarle come e quando vuole.
 Per farlo mi lascio ispirare da tutto ciò che mi circonda e da qualsiasi forma d'arte colpisca in qualche modo la mia sensibilità",
racconta Marta. E questo suo approccio alla fotografia appare evidente soprattuto nei ritratti, ma in generale in tutti gli scatti,
nei quali i volti delle modelle e dei modelli a cui si affida rimangono sospesi in espressioni accennate,
 non completamente definite e determinate permettendo così a chi guarda di creare un mondo dietro la singola fotografia,
di caratterizzare il protagonista ritratto e cucirgli addosso una storia vera e propria.

roberto lanza Febbraio 9 · Commenti: 2
roberto lanza
Martin Parr (Epsom, 23 maggio 1952) è un fotoreporter britannico.

Da sempre i suoi progetti fotografici criticano la società moderna, il consumismo, il cibo e il turismo.

Nonostante gli inizi come fotografo in bianco e nero, inizia nel 1984 a lavorare a colori, suo punto di forza. Infatti, l'uso di foto dai colori molto saturi che enfatizzano il lato buffo e umoristico nei suoi lavori, sono ormai un marchio di fabbrica.

L’ironia di Parr è affilata, spietata, “al vetriolo”, e sempre diretta a mettere in luce il trash, il grottesco, l’ipocrisia della società contemporanea.

E così il suo lavoro non ci spinge al sorriso, ma ad una risata amara, quasi di disprezzo, verso quello che “diventiamo” dietro l’occhio spietato della sua macchina fotografica.

Nato nella cittadina di Epsom, vicino a Londra, il 23/05/1952, vive la sua giovinezza circondato dagli agi della classe medio/alta.

Il legame col nonno, fotografo amatoriale, lo incoraggia a proseguire su questa strada.

Terminati gli studi in fotografia presso il politecnico di Manchester tra il ’70 e il ’73, Martin si dedica anima e corpo alla sua passione partecipando ad innumerevoli concorsi fotografici.

Nel 1994 viene infine accettato, con non poche contestazioni, tra i ranghi della famosa Agenzia Magnum dove fu presentato da Cartier-Bresson in persona.

Il suo interesse verso la classe media, i suoi usi ed i suoi costumi e la delusione verso la chiusura dell’Inghilterra nei confronti del mondo, lo spingono ad imbarcarsi in numerosi viaggi “di esplorazione” in tutto l’Occidente, nel Medio Oriente più ricco ed infine in Giappone.



roberto lanza Febbraio 7 · Commenti: 1
roberto lanza
Ken Domon  Sakata, 25 ottobre 1909 – Tokyo, 15 settembre

1990 è stato un fotografo e fotoreporter giapponese,
tra i più famosi del XX secolo. Domon è celebre
soprattutto per i suoi reportage di fotogiornalismo,
ma anche per aver documentato templi e statuaria buddista.

Nato a Sakata, nella prefettura di Yamagata, in giovane
età fu profondamente influenzato dagli scritti filosofici
di Tetsuro Watsuij.
Iscrittosi alla facoltà di legge della Nihon University ne
fu espulso a causa della sua partecipazione a movimenti
politici radicali.
Domon decise perciò di dedicarsi alla pittura e alla
fotografia, riuscendo ad entrare nello studio fotografico
di Kotaro Miyauchi nel 1933.

Nel 1935 passò a lavorare per la rivista Nippon,
al fianco di Nippon Kobo. Quattro anni dopo si trasferì
alla Kokusai Bunka Shinkokai,
un'organizzazione nazionale di propaganda.
Come Ihei Kimura e altri famosi fotografi giapponesi
decise di collaborare in appoggio allo sforzo bellico del
Giappone nella seconda guerra mondiale.

Grazie all'esperienza acquisita sul campo, alla fine della
guerra Domon divenne un fotografo indipendente
e documentò le condizioni del dopoguerra giapponese
concentrandosi sulla società e sulla vita quotidiana delle
persone comuni.
In questo periodo diventò famoso come un esponente del
realismo in fotografia
che lui stesso definiva come "uno scatto assoluto che sia
assolutamente non drammatico".



Domon fu un fotografo prolifico, lavorando per numerose
riviste fotografiche riaperte dopo la guerra
o fondate durante gli anni cinquanta. Insieme a Kimura,
Hiroshi Hamaya e altri colleghi,
rifiutava la fotografia artistica e le foto posate,
entrando spesso in polemica con le riviste
per le quali lavorava nel tentativo di imporre il suo
punto di vista sul realismo fotografico.

Le foto più conosciute di Domon sono state scattate nel
secondo dopoguerra, particolarmente quelle dei sopravvissuti al bombardamento
atomico di Hiroshima o quelle che documentano
la vita dei bambini nella comunità di minatori di Chikuhō, Kyūshū.
Nel 1958, Domon ricevette il Premio Mainichi di fotografia
e il premio Fotografo dell'Anno dall'associazione dei
critici fotografici del Giappone.

Fu inoltre premiato dal Ministero dell'educazione
giapponese nel 1959 e dall'associazione nazionale giornalisti nel 1960.


Nel 1960 e poi ancora nel 1968, Domon fu colpito da ictus,
le cui conseguenze lo costrinsero sulla sedia a rotelle
e gli resero impossibile impugnare normalmente la macchina fotografica.
La malattia tuttavia non gli impedì di continuare nella
sua opera di documentazione fotografica della cultura giapponese.
Il fotografo viaggiò a lungo per tutto il paese
fotografando i templi buddisti e producendo
un'impressionante serie di bellissimi libri fotografici.
Nel 1963, Domon cominciò a lavorare al progetto più
importante della sua vita Koji junrei (1963–1975)
che comprendeva foto dei templi e della cultura giapponese
a Nara e Kyoto.

Nel 1976, il fotografo fu colpito da un terzo ictus che lo
rese competamente invalido,
impedendogli di fare foto. Nel 1981 fu istituito a suo
nome il Premio Domon Ken di fotografia,
due anni dopo gli fu dedicato un museo a Sakata. Domon
morì a Tokyo il 15 settembre 1990.


roberto lanza Febbraio 4 · Commenti: 2
roberto lanza
Xyza Cruz Bacani


Nata nel 1987, Xyza Cruz Bacani è una fotografa filippina attiva specialmente nel campo della street photography grazie alla produzione di progetti fotografici realizzati tra Hong Kong e NYC caratterizzati dall’uso di un bianco e nero molto forte e a tratti sporco.

Prima di tre figli, ha studiato infermieristica prima di dedicarsi alla fotografia. A diciotto anni decide di raggiungere la madre, baby-sitter a Hong Kong. Si approccia così con la sua prima fotocamera, una Nikon D90, al mondo dei lavori domestici in Cina, incaricati nel 48% dei casi a donne filippine, documentando così questo particolare e poco indagato contesto lavorativo.

Arriva ai reportage fotografici, grazie anche al legame molto stretto con quello che sarà il suo mentore, il fotografo di San Francisco Rick Rocamora. Rimanendo sempre molto attiva ad Hong Kong, dove realizzerà interessanti scatti riguardo le proteste avvenute nel 2014, vincerà nel 2015 la prestigiosa borsa di studio della Magnum Foundation Human Rights che le permetterà di frequentare i corsi alla Tisch School for the Arts a New York City.  
roberto lanza Febbraio 2
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