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Mirko Fambrini

Stavolta vi ho fregato, eh? 

Immagino che per molti la grammatica delle fantasia sia un ossimoro, altri più furbetti hanno googolato e sono arrivati a Gianni Rodari.

Ok ci risiamo, direte voi.

Già ci risiamo.

L'autore non è casuale e sarà il filo conduttore per ben tre motivi.

Mettevi l'animo in pace o abbandonate serenamente.


Giovanni Rodari è l'autore perfetto per comprendere lo spirito della fotografia di strada, musicalmente mi verrebbe in mente il grande Sergio Endrigo, anche se più complesso per la poliedricità.


Visto che ho fatto un ripasso.. (bugia! ndr) ...ehm volevo approfondire alcuni temi, riassumo che è stato un uno scrittorepedagogistagiornalista e poeta italiano, specializzato in letteratura per l'infanzia e tradotto in molte lingue. 


Ha scritto frasi, favole, filastrocche e poesie per bambini.


Ditemi se voi se il mondo che lui racconta non è l'emblema di una certa fotografia di strada.


" Con un po’ di esercizio è possibile prendere lezioni di ottimismo anche da Giacomo Leopardi" (Lezioni di ottimismo G. Rodari).


Jan Rockar 
www.flickr.com/photos/jrockar/39230735165/in/pool-2768749@N20/ 

JAD JADSADA 
www.flickr.com/photos/124069208@N04/14793264470/in/pool-2768749@N20/ 

Oppure leggete "La passeggiata di un distratto" (è un po lunga da riportare" 

www.filastrocche.it/contenuti/la-passeggiata-di-un-distratto/ 

e guardate se non si ritrova in queste fotografie:>>


Yannis Bautrait 
www.flickr.com/photos/yaya13baut/31858760378/in/pool-2768749@N20/ 

f.d. walker 
www.flickr.com/photos/fdwalker/31319051486/in/pool-streetfight/ 

Edas Wong 
www.flickr.com/photos/edaswong/39199572214/in/pool-streetfight/ 


Arsenio Jr Nidoy 
www.flickr.com/photos/109545888@N06/31259218431/in/pool-streetfight/ 

xaris p 
www.flickr.com/photos/xarisp/26303811254/in/pool-streetfight/ 

Mi è capitato molte volte di leggere negli autori della fotografia di strada un richiamo al senso del gioco, al tornare bambini, a cercare di mantenere il loro punto di vista diverso (anche fisicamente dal basso) da quello dell'adulto.>>

Più curioso, più istintivo, con una maggiore capacità di meravigliarsi e stupirsi per le piccole cose, per la maggiore ampiezza nel vedere particolari microcosmi e mondi paralleli.

E' questo è il punto due. 

Ma il punto uno?

Dopo. 

Vediamo se riesco a spiegarmi meglio. 


Ripassiamo il punto due, ed il mondo di Rodari, niente punto uno ancora.


Leggete questa:  


"C’era una volta un punto

e c’era anche una virgola:

erano tanto amici, si sposarono e furono felici. 

Di notte e di giorno

andavano intorno

sempre a braccetto:

“Che coppia modello”

la gente diceva

“che vera meraviglia

la famiglia Punto-e-virgola”.


Al loro passaggio

in segno di omaggio

perfino le maiuscole

diventavano minuscole:

e se qualcuna, poi,

a inchinarsi non è lesta

la matita del maestro

le taglia la testa." (La famiglia Punto e virgola. G. Rodari).


Ditemi se tutto questo non è espresso in questa foto:


Michele Liberti 

www.flickr.com/photos/mikyliber/29839915411/in/dateposted/ 


Oppure questa:


"Se andrete a Firenze 

vedrete certamente 

quel povero 'ane 

di cui parla la gente.


È un cane senza testa, 

povera bestia. 

Davvero non si sa 

ad abbaiare come fa.


La testa, si dice, 

gliel’hanno mangiata… 

(La “c” per i fiorentini 

è pietanza prelibata).


Ma lui non si lamenta, 

è un caro cucciolone, 

scodinzola e fa festa 

a tutte le persone.


Come mangia? Signori, 

non stiamo ad indagare: 

ci sono tante maniere 

di tirare a campare.


Vivere senza testa 

non è il peggior dei guai: 

tanta gente ce l’ha, 

ma non l’adopera mai!" (Il ane senza testa. G. Rodari).


Dite che non esiste quel cane?


TAVEPONG PRATOOMWONG 
www.flickr.com/photos/tavepong/14578805317/in/pool-apfstreet/
Ho subito associato questo modo di vedere al mondo che Rodari racconta ai bambini ed ho provato, giocando, ad unire i due mondi scoprendo cose per me interessanti.


Ma il punto uno? 

Calma e pazienza come al solito, guardiamo ancora qualcosa:


"Per colpa di un accento

un tale di Santhià

credeva d’essere alla meta

ed era appena a metà.


Per analogo errore

un contadino a Rho

tentava invano di cogliere

le pere da un però.


Non parliamo del dolore

di un signore di Corfù

quando, senza più accento,

il suo cucu non cantò più." (Per colpa di un'accento. G. Rodari).


Guylecliff

www.flickr.com/photos/leguiff/35409105754/in/pool-2768749@N20/


Ancora:

Non si può essere mai

sicuri di quello che

un bambino impara

guardando la televisione.


E non si deve mai sottovalutare

la sua capacità di reagire

creativamente al visibile.(I bambini e la televisione. G. Rodari).


Francesco Luppolo.

www.flickr.com/photos/luppolofrancesco/42700636395/in/dateposted/


Si potrebbe proseguire ancora a lunga, ma credo sia giunto il momento di passare al punto tre.

Ed il punto uno?

Calma.


Può uno foto di strada, secondo questa tipo di accezione avere anche un contenuto più "serio e riflessivo?

Anche in questo caso il mondo di Rodari può essermi di aiuto.

In questa filastrocca:


"Filastrocca per tutti i bambini,

per gli italiani e per gli abissini,

per i russi e per gli inglesi,

gli americani ed i francesi;


per quelli neri come il carbone,

per quelli rossi come il mattone;

per quelli gialli che stanno in Cina

dove è sera se qui è mattina.


Per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci

e dormono dentro un sacco di stracci;

per quelli che stanno nella foresta

dove le scimmie fan sempre festa.


Per quelli che stanno di qua o di là,

in campagna od in città,

per i bambini di tutto il mondo

che fanno un grande girotondo,

con le mani nelle mani,

sui paralleli e sui meridiani…(Girotondo di tutto il mondo. G. Rodari).


non credo di forzare se ho associato subito questo accostamenti:


Sagi Kortler 
www.miamistreetphotographyfestival.org/mspf-2015-finalists?lightbox=im 

yoriyas Moroccan Photographer 
www.flickr.com/photos/yoriyas/24213405013/in/pool-apfstreet/


Curioso che a me la prima ho richiamato una fusione ideale di due fotografie di un grande padre della fotografia di strada, fotografo eclettico e dotato di molta ironia.


Guardate queste due foto e mettetele insieme:

Elliot Erwitt

shop.magnumphotos.com/products/19-north-carolina-1950-segregation-foun 

e la maya desnuda e Maya Vestida (non ho trovato il link della sola foto su magnum) 
www.lastampa.it/2018/09/27/cronaca/lo-sguardo-ironico-e-irriverente-di 


Ci sono molti modi per affrontare qualunque tematica, ed anche giocando e scherzando si può dire la verita (cit.)

E questo è il punto tre. 


Torniamo ora al titolo iniziale.


Grammatica della fantasia - introduzione all'arte di inventare storie (G.Rodari).

Il libro è teorico e non narrativo. 


Questo è il punto uno.


L'autore ci dice che "Quello che io sto facendo è di ricercare le "costanti" dei meccanismi fantastici, le leggi non ancora approfondite dell'invenzione, per renderne l'uso accessibile a tutti. Insisto nel dire che, sebbene il Romanticismo l'abbia circondato di mistero e gli abbia creato attorno una specie di culto, il processo creativo è insito nella natura umana ed è quindi, con tutto quel che ne consegue di felicità di esprimersi e di giocare con la fantasia, alla portata di tutti.".>>

In altre parole è quello di cui, molto più umilmente sto cercando di mettere insieme per la fotografia di strada, ma il percorso è molto lungo, appena iniziato, e probabilmente noioso.>>

Meglio divertirsi con Rodari e con la fotografia di strada, e continuare a studiare entrambi e, nel frattempo, fare il punto sulla lezione ed io, nel mio piccolo, ho pensato a questo:>>


"La mia mucca è turchina

si chiama Carletto

le piace andare in tram

senza pagare il biglietto.


Confina a nord con le corna,

a sud con la coda.

Porta un vecchio cappotto

e scarpe fuori moda.


La sua superficie

non l’ho mai misurata,

dev’essere un po’ meno

della Basilicata.


La mia mucca è buona

e quando crescerà

sarà la consolazione

di mamma e di papa.


(Signor maestro, il mio tema

potrà forse meravigliarla:

io la mucca non ce l’ho,

ho dovuto inventarla). (La mia Mucca. G. Rodari).


Mirko Fambrini 
www.flickr.com/photos/107055202@N02/43276692540/in/dateposted/ 
















Mirko Fambrini Novembre 22 · Commenti: 4
MAX ARTIS
Abito a Firenze, dalle parti della stazione.

Nel post che promuove questa iniziativa leggo di mandare foto “che raccontino la vostra città, paese, quartiere…”.

E fin qui va bene perché le foto sono prese nel raggio di 200 metri da casa.

Ma più oltre ci sarebbe anche scritto che deve essere “un posto dove stai bene,
che ti piace passarci anche solo qualche ora.
 Un posto tuo”.

Ecco, su questo purtroppo non ci siamo per niente, perché tanto sto bene dentro casa,
quanto mi irrita fuori.
 È un abitare è schizofrenico, il mio: dentro casa pace e tranquillità,
fuori folla e confusione.

Perciò non sono affatto sicuro che le mie foto rispondano
del tutto allo spirito di questa iniziativa, anche perché alcune, più che mostrare suggeriscono;

ma c’è il rischio che suggeriscano solo a me…


 Il tetto di casa con quelli vicini




Gioco d’ombra sulla classica pulsantiera di ottone



 L’importante è il rispetto




Estetica del denaro


Giungla urbana





 Catacombe funzionali





Priorità




   La bellezza nonostante


Gente, gente e merci




… ma sei comunque solo



Un abbraccio,

Alessandro




MAX ARTIS Novembre 17 · Commenti: 7
Mirko Fambrini

Con le mani sbucci, le cipolle. 

Zucchero Sugar Fornaciari (nome d'arte che mi ricorda un po photographer) ha scritto questo pezzo (Con le mani) nel 1987, diventando un ritornello molto popolare, oscurando quasi un grande brano come Hey Man. 
Ma non voglio parlare di "Sugar" Fornaciari, peraltro non mi sta nemmeno particolarmente simpatico, considerazione personale di cui lui se fregherebbe altamente. 

Cosa c'entrano quindi le mani e le cipolle con la fotografia? 

Come per Pirandello e la fotografia di strada, abbiate pazienza e capirete. 
Lasciamo da parte un momento le cipolle e prendiamo le mani. 

Girando in rete mi sono ritrovato davanti a questa foto di Gianni Berengo Gardin: 

www.artribune.com/wp-content/uploads/2013/02/2.G.Berengo-Gardin_Catani 

Ecco allora spiegato il richiamo alle mani della canzone del nostro "Sugar" nazionale. 
Più bravi e preparati di me potrebbero meglio spiegare il senso di questa fotografia, trovando aspetti denotativi, connotativi, percorso dell'autore e molte altre cose interessanti, tra cui il "punctum" barthesiano delle mani. 
Ora che GBG sia un grande Autore noto e straconosciuto è scontato; meno scontato è che questa foto sia stata vista da altri autori contemporanei di foto di strada, probabilmente non bravi come lui, ma messaggeri sempre di mani, ed ancora meno probabile è che conoscano la canzone del nostro "Sugar" nazionale: 

Nappadol Maitreecit 
www.flickr.com/photos/124543994@N05/40380334285/in/pool-2768749@N20/ 

Kevin Ballance 
www.flickr.com/photos/squintyeye/42755142590/in/faves-107055202@N02/ 

o anche variazioni sul tema con mani artificiali: 

Chu Viet Ha 
www.flickr.com/photos/chuvietha/44110152225/in/faves-107055202@N02/. 

E chissà quante altre non mi vengono in mente! 

"...le tue mani così all'improvviso..." 

Comincia ad essere più chiaro il tema? 

Meno probabile ancora, come già detto è che tutti anche questi conoscessero il nostro Adelmo Fornaciari. 
Eppure come non notare la similitudine tra questo verso "Si sono fatte strada fuori e dentro di me... usa le tue mani, su di me... e questa fotografia di Giacomo Vesprini: 

www.flickr.com/photos/giacomovesprini_in-side/16359556868/in/dateposte 

proseguendo con il canticchiare "e accarezzi il gatto, con le mani..." 

questa di Aaron Aardvark: 

www.flickr.com/photos/anteatertheater/8081857518/in/faves-107055202@N0 

Tra mani come soggetto, oggetto, punctum, variazioni sul tema, mi vengono in mente 
Ilan Ben yehuda 

www.flickr.com/photos/116685283@N05/34516328892/in/faves-107055202@N02 

Djan13 
www.flickr.com/photos/djan13/11563754353/in/pool-onthestreet/ 

Nico Ferrara 
www.flickr.com/photos/nicolasferrara/43335526925/in/pool-streetfight/< 

e mille altre se ne potrebbero aggiungere. 

Ok direte voi, ma le cipolle? 

Beh, quelle lasciamole ancora da parte un momento, perchè mica solo la fotografia di strada si interessa alle mani. 

Mi permetto di sconfinare in un'altro settore affascinante. 

Il ritratto. 

Potrei probabilmente richiamare Pirandello anche per questa disciplina, ma avendone già fatto uso potrei solo ripetermi. 
Preferisco allora proseguire nel racconto di alcuni passaggi personali e continuare con Zucchero Fornaciari. 

Nell'avvicinarmi alla materia ricordo di essere partito dapprima con lo studio dei tagli, primo piano, mezzo busto, busto intero, americano e via. 
Nel fare pratica mi si sono poste moltissime questioni alla quali, come semplice dilettante di fotografia, cercavo di trovare quale soluzione mi convinceva maggiormente. 

Ve ne era una particolarmente difficile da risolvere: le mani nei primi piani. 

Ancora le mani è quel motivetto che oggi mi piace tanto. 

"...per provare nuove sensazioni, farsi trasportare dalle emozioni...". 

E' relativamente più facile fare un primo piano senza inserire le mani del soggetto. 
Dico relativamente perchè essendovi meno elementi gli spazi sono più liberi. 
Molto più difficile è inquadrare un volto con la presenza delle mani. 
Ricordo un utente generoso che in un commento sotto un ritratto scrisse più o meno qualcosa come: la gestualità delle mani, ove inserita con un taglio stretto sul volto deve essere in sintonia con l'espressione del viso. Già è difficile trovare l'espressività che si cerca, aggiungere poi le mani è difficilissimo perchè due parti espressive diverse (volto e mani) hanno un proprio linguaggio che deve essere ricondotto ad un unico insieme, di accordo o di contrasto, ma non di dissonanza". 

Quasi mi viene da pensare di tagliarle 'ste cipolle, almeno non piango solo per disperazione 

Le cose peggiorano quando ci accorgiamo che gli spazi nel frame sono troppo spesso piccoli per non tagliare qualcosa in malo modo. 
Una cosa particolarmente turbante accadeva quando le mani comparivano dal basso, entrando nella frame moncate e con una parvenza quasi estranea, suggeritrice di battute da parte dell'osservatore del tipo "ma le mani sono del soggetto, sembrano di un'altra persona." 
In effetti guardi e riguardi e ti convinci che ha ragione. 
Ti riproponi che la prossima volta o non le metti oppure non tagli nemmeno un filo di braccio. 
Ok. 
Al massimo taglio le cipolle. 

Poi un giorno ad una mostra di Lartigue, grandissimo fotografo eclettico e godereccio, rimasi fermo mezz'ora su questo suo bellissimo ritratto (SCORRETE SINO A 1945 E CLICCATE SULLA FOTO PERCHE' NON RIESCO A SALVARE SOLO IL RITRATTO) 

www.lartigue.org/en/jacques-henri-lartigue/chronology/ 

Il più bello di tutti quelli ho visto sinora ad ora. 
Una sorta di Gioconda leonardesca, anzi più magnetica. 
Meno famosa delle icone del Che, di quelle di Jim Morrison, Marylin, e ciascuno aggiunga quello che crede. 
Una luce incredibile, uno sguardo sublime, la trina del velo, l'ombra sul volto e... quella mano. 
Quella mano, quel gesto in parte ombra in parte in luce, tocca, sfiora, suggerisce, parla. 

Guardi, rimiri, osservi contempli quella foto, entusiasta, poi ad un certo punto realizzi. 
Ma la mano è tagliata! 

Ricominci il motivetto " per provare nuove sensazioni, farsi trasportare dalle emozioni". 

Mi ero proposto di non tagliare più e mi tocca iniziare da capo, farmi nuove domande. 

E voi continuate invece a domandarmi: ma le cipolle? 

Beh, leggendo sopra quello che scritto sopra, mia nonna mi avrebbe detto da buona toscana: "oh bi' lo sai come si dice quando ti si ascolta ? 
Dove vai? Son cipolle". 

Ha certamente ragione mia nonna, e pertanto le cipolle centrano sempre. 


Mirko Fambrini Novembre 13 · Commenti: 3
Bruno Favaro
Sottotitolo: "Ho viaggiato nel tempo ed ho visto il passato"


Il mio paese è Sestri Ponente, un tempo comune autonomo e dal dopoguerra diventato delegazione di Genova. E sino a prima della guerra era un luogo di mare e di villeggiatura, con spiagge frequentate da turisti, spiagge dalle quali si poteva ammirare un bellissimo Castello sul mare situato al confine tra Sestri Ponente e Cornigliano, altra futura delegazione di Genova .
Quando io sono nato ormai le spiagge non c’erano più, inglobate da industrie ed aeroporto costruito sul mare, e non c’era nemmeno più il Castello Raggio (questo era il suo nome, dal nome del suo proprietario) ma ho ben chiaro nelle mente i racconti di mia madre che ne parlavano come di una costruzione mitica, tanto che era come se l’avessi visto di persona anche io. In questo mi hanno sempre aiutato le cartoline d’epoca che lo riproducevano da ogni angolazione, e ve ne propongo alcune qui di seguito tratte dalla rete, qualcuna proveniente addirittura dall’archivio storico Alinari. Nelle immagini d'epoca spesso ricorre il nome di Cornigliano invece di Sestri in quanto il Castello stesso si trovava al confine.







Il Castello Raggio, cito da Wikipedia “…fu edificato in stile liberty a fine Ottocento dall'imprenditore e uomo politico ligure Edilio Raggio. Assai ammirato per le sue eleganti linee architettoniche, per la sua realizzazione venne finanziata la somma straordinaria per l'epoca di seicentosessantamila lire. La sua struttura era a forma di parallelepipedo, con una torre a pianta quadrangolare che affiancava il corpo principale …<omissis>… gli interni erano stati fatti finemente affrescare.

Nella parte occidentale del corpo principale diverse aperture conducevano al giardino (arricchito da un piccolo orto) e alle scuderie. Sul lato orientale, una galleria consentiva di giungere ad un belvedere la cui vista spaziava dal litorale della riviera ligure di ponente fino alla torre della Lanterna…<omissis>…Il castello fu frequentato negli anni a cavallo del secolo e fino alla prima guerra mondiale da esponenti della nobiltà e del mondo politico fra cui il re Umberto I d'Italia con la regina Margherita di Savoia, la contessa Fiammetta Doria (della potente dinastia dei Doria), il duca di Galliera, il principe di Napoli, il conte di Torino e il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti”. 

Di seguito ancora altre foto d'epoca.





Durante la seconda guerra mondiale i Raggio lo abbandonarono rifugiandosi in luoghi più sicuri, il Castello subì danni e saccheggi, e dopo la guerra fu definitivamente abbandonato, ridotto ad uno scheletro vuoto. Il 14 Aprile 1951 fu tristemente abbattuto per fare spazio all’industrializzazione selvaggia che caratterizzò il dopoguerra del ponente genovese (e non solo), un’epoca in cui il rispetto del territorio era un concetto ancora non presente nella mentalità comune. 


Chilometri di mare prospicenti il Castello furono interrati per fare spazio ad una acciaieria ed all’aeroporto, e le spiagge ed il mare furono da allora solo un ricordo per Sestri Ponente e Cornigliano. 


Qui sotto una foto aerea nella quale il Castello è ancora prospicente sul mare e subito dopo una immagine presa da Google Maps di come è la stessa zona oggi, cercando di riprendere la stessa prospettiva (la freccia rossa indica il punto dove sorgeva il Castello, la linea gialla indica dove prima arrivava il mare). 





Come vedete addio Castello Raggio ma soprattutto addio mare, tombato definitivamente per far posto all'industria. Speso in Liguria la mancanza di spazi e la necessità di creare lavoro ha generato queste situazioni.


...E ora si viaggia nel tempo!!! 


Come ho scritto all’inizio, io sono cresciuto col mito del Castello Raggio, ma una cosa che non vi ho detto è che (e cito di nuovo Wikipedia) “fu edificato ricalcando nelle sembianze - e secondo le intenzioni dell'architetto Rovelli - il castello di Miramare di Trieste, fatto costruire intorno al 1860 da Massimiliano d'Asburgo”. 

Insomma, i Raggio si erano fatti costruire una copia (quasi) esatta del famoso Castello Miramare di Trieste, sia negli esterni che negli interni. 

Io questo l’ho sempre saputo perché mia madre spesso diceva: “A Trieste c’è un castello uguale!”

Già…a Trieste c’è un Castello (quasi) uguale. Mia madre non lo ha mai visto dal vero ed io l’avevo visto solo in immagini; ed in effetti la somiglianza vedendolo in foto è notevole, per non dire sorprendente. E perché allora non andare a vederlo di persona, facendo una sorta di viaggio a ritroso nel tempo?

E così questa estate io e mia moglie siamo partiti destinazione Trieste e vi dirò che visto dal vero la somiglianza è ancora più sorprendente. Caspiterina...stavo vedendo il Castello Raggio finalmente!!

Qui di seguiti metto alcune mie immagini scattate a Trieste, convertite in BN e antichizzate con un filtro. 






...ma non è uguale al Castello Raggio? E se non vi sembra così, vi prego, per amicizia non ditemelo! 


Un salutone a tutti dal Castello...Raggio, e grazie di avermi seguito sino qui!

Bruno 
















Bruno Favaro Novembre 7 · Commenti: 9
MAX ARTIS
 il Paese è Posta Fibreno (Fr) in ciociaria.
Mille anime.
Ho cercato di raccontare la mia estate in questo paesino del basso Lazio
dove mi ritrovo sempre in estate.
E' il mio paese di origine, dove sono nato e dove vivono ancora mio padre ed i miei parenti ed amici.

La serie di foto inizia con il dondolo sotto il sole cocente nel giardino di casa.
La mia estate si snoda tra la casa in campagna
(il paesaggio con i rotoballe si trova proprio davanti al cancello),
il lago di acqua cristallina con l'acqua a 10 gradi costante ed i bagnanti temerari,
le sagre e le uscite serali con amici alla ricerca di un po' di refrigerio
e di relax con momenti di quotidianità tra scherzi e battute divertenti.
Non mancano le feste religiose ed i fuochi pirotecnici.
L'evento d'eccezione è stata la luna rossa con il paesaggio ed il castello in basso
(trattasi di scatto unico, vero, nessun fotomontaggio, come tutte le foto del resto).
Le ultime foto segnano il volgere della fine della bella stagione
con il bicchiere abbandonato e ritrovato su di una cassetta dell'Enel
(vero anche questo, non l'ho messo io) al mattino successivo ad una festa serale,
come a voler dire che la festa è finita
ed il dondolo semidistrutto dopo una violenta grandinata che ci proietta verso l'autunno.
 

 
Le foto sono tutte "vere", cioé scatti unici,
non fotomontaggi e soprattutto spontanee, non preparate.
Certo, quella in gruppo è chiaro che era una foto in posa ma comunque sempre occasionale,
cioé decisa al momento e fatta al volo.
Io porto sempre con me la fotocamera, anche quando vado a mangiare una pizza!

Ho cercato di numerare le foto mettendo ordine al racconto: l'inizio e la fine dell'estate.





MAX ARTIS Novembre 3 · Commenti: 8 · Tags: mario, vani
Mirko Fambrini

Che cosa c'entra Pirandello con la fotografia di strada?

C'entra fidatevi, centra.

Guardate i numeri.


Una...


Una è la visione di fotografia di strada di colui che ha ormai acquisito tutte le certezze.

Il momento decisivo di Bresson è stata la sua folgorazione e nessuno sarà mai in grado di fargli cambiare idea.

- Guarda che ci sono anche fotografie che raccontano storie - obietta un'altro uno.

- Robert Frank si che faceva street photography -

- Le sue foto sono vive, descrivono la realtà nuda e cruda, altro che momento decisivo -

- Si ma se non è presente il momento decisivo è solo reportage, e se non è reportage è qualcos'altro -

Quante volte ci sarà capitato di leggere queste cose, mutando talvolta vecchi maestri di riferimento.


- E allora William Klein dove lo mettiamo? Lui si che fu rivoluzionario ed innovatore.>>

Infranse tutte le regole, altro che momento decisivo. Quando sei in strada è solo un attimo, puoi fare quello che vuoi. -

Altro uno.

- Lasciate perdere, facile il bianco e nero.  

Vuoi mettere Joel Meyerowitz. La sua street photography è l'unica originale. Intanto è a colori e talvolta non ci sono nemmeno le persone! -

- Senza persone? Ma cosa dici, se non ci sono le persone non può street photography!

Altro uno.

- Erwitt faceva vera street, faceva ridere, in strada si ride, per le cose serie ci sono i libri. -


Tutti uno, o meglio una unica visione tesa ad escludere, a selezionare per riduzione.

Già ridurre, ridurre ed escludere ma da cosa?


Nessuna...


Può apparire strano ma secondo alcuni la "street photography" non esiste.

Nessuna- è la visione che hanno coloro che riducono, riducono, riducono e riducendo avvertono: guardate chein realtà  è solo reportage. 

Il resto sono solo mere elucubrazioni speculative.

Il singolo frammento insignificante non ha nessun valore. 

Chi se ne frega se la maglietta a righe attraversa le strisce pedonali (ed inoltre diciamocelo: basta con 'ste strisce pedonali, non se ne può più).

Chi se ne frega se una scatola rossa entra con congiunzione astrale con il pianeta Marte e similari (ed inoltre diciamocelo: questo trova colori ha un po scassato gli zebedei).

Chi se frega se il cartellone pubblicitario fa rima baciata con il primo che passa per la strada (ed inoltre diciamocelo che sono tutte preparate).

Chi se ne frega delle luci e delle ombre (ed inoltre diciamocelo che se fate un corso di fotografia imparate anche ad esporre correttamente) 

Lasciate perdere, la street photography, e prima ancora la straightphotography, non esiste, sono americanate.

Lo sapete che molti fotografi italiani dei tempi passati dicono che loro scattavano e basta, lo chiamavano reportage, mica c'era internet e HCB non sapevano nemmeno chi fosse. Oggi gli fanno i complimenti per le loro foto di street.

Datemi retta, la street non esiste, è solo reportage, il resto è modaiolo, è solo un' illusione di mercato..


... e centomila.


Centomila sono invece coloro che scendono in strada e scattano foto.

Oggi.

Foto belle anche con signorine meno belle, foto brutte anche con signorine più belle, foto buone (anche se non per mangiare quando viene Natale), cattive (da non mangiare tutti i giorni), con persone-cose-animali (con ulteriori scelte opzionali ma escludete le parole che iniziano con la xwy che tanto non le trova nessuno), riprese quando è uscita la lettera F, il 12, o il colore giallo, e via dicendo.

Escono e scattano quello che hanno da dire.

Una storia, una persona, una barzelletta o anche niente.

Anche il niente può avere un senso.

L'importante è non abusarne perchè troppo niente alla fine... non vuol veramente dire niente.


E se ne fregano se non piace.

Non piace nemmeno Pirandello.

Ma chi lo ha mai letto 'sto Pirandello?

E se ne fregano se qualcuno alza il dito e dice: ma questa non è street!


Dite loro di leggere Pirandello.

Anzi di studiare Pirandello, ed anche la fotografia di strada.


Ma sopratutto, non prendetevi troppo sul serio, e studiate anche voi Pirandello e se resta tempo anche... la fotografia di strada.


Mirko Fambrini Ottobre 29 · Voti: 5 · Commenti: 1
Ester Di Stefano
Ciao, maestro Lanza!. Dopo aver letto il tuo post ho realizzato un video usando degli scatti effettuati tre anni fa a Coimbra. Ho usato Movie Maler e ho scelto il formato 16/9. Ho incontrato qualche difficoltà perchè non tutte le foto erano compatibili e quindi ho dovuto aggiungere delle barre laterali ad alcune di esse. Ti sarei grata se potessi dare un' occhiata al mio lavoro e darmi un tuo parere. Il video ha una durata di 2 minuti e mezzo circa. Grazie per la cortese attenzione prestatami. Un cordiale saluto. 


Ester Di Stefano Settembre 27 · Commenti: 3
Livio Prandoni

Voglio condividere con immenso piacere quasta mi avventura fatta con la mia compagna Lucy .

Si tratta della salita alla cima Gniffetti a 4.559 mt. in cima al monte Rosa, allego un racconto di quello che è successo e un piccolo filamto fatto tutto col cellulare.

purtroppo spesso quasi in movimento perche' si era in cordata e on avevo la piena autonomia di potermi fermare da sole e fare filati e foto come sarebbe stato giusto fare.

Mi sono accontentato anche perche' devo dire che non sono immagini traballanti e di scarsa qualiata'.

Il punto non sono le buone immagini ma trasmettere a tutti voi la grande emozione che abbiamo provato in quei giorni per una grande avventura che mai ci saremmo immaginati di riuscire a portare a termine soprattutto per la quota elevata e la nostra avanzatra eta'.


allego i due link per scaricare racconto e filamto, inoltore mia mail per eventiuali domande e commenti personali, grazie e buona visione.


livio.prandoni@gmail.com


Livio



https://www.dropbox.com/s/l980am5yhboo1ky/La%20grande%20sfida%20%20formato%20A4.docx?dl=0



https://www.dropbox.com/s/wry6wsldfdrhtlp/monte%20rosa%20mart%20%2024%20ore%2018.mp4?dl=0


Livio Prandoni Agosto 27 · Commenti: 9 · Tags: montagna
Bruno Favaro

Per il suo 70.mo compleanno Costa Crociere ha commissionato al noto fotografo Oliviero Toscani un lavoro fotografico che cercasse di raccontare l'obiettivo che si prefigge la Costa in ogni sua crociera: rendere felici i suoi ospiti.

Le fotografie sono esposte attualmente a Genova nei saloni espositivi di Palazzo Ducale.

La mostra è ad accesso gratuito ed è consentito fotografare tutto quello che si vuole. Quindi ho pensato di farvi cosa gradita fotografando tutte le immagini esposte ed a proporvele.

Per chi ha voglia di leggere, ecco i pannelli introduttivi alla mostra, con anche una presentazione di Philippe Daverio.
Una precisazione: in un pannello si parla di 150 foto esposte, in realtà le vere fotografie esposte (in formato gigante) erano poco meno di 40, le altre erano proiettate su pareti o tendine e ho rinunciato a fotografarle perchè di bassa qualità.











Ecco ora tutte le stampe giganti esposte. Non ho modificato nulla, ed ho lasciato dell'aria attorno alle stampe proprio per far vedere il taglio scelto da Toscani senza nessun intervento. Non ho corretto la distorsione del mio obiettivo perchè ininfluente vista la tipologia delle immagini (ed anche più comodo per me...  )
Nemmeno il bilanciamento del bianco non aveva bisogno di grosse correzioni


NOTA: alcune immagini sono sfocate e/o micromosse: erano proprio così anche le stampe esposte. 















































































Cosa ne pensate di queste foto? 

Secondo voi trasmettono quello che si prefiggeva il committente? 

Secondo voi Toscani ha fatto un buon lavoro?


Io ho la mia idea, ma non voglio influenzarvi. Dirò la mia dopo le vostre impressioni.Se qualcuno volesse fare riferimento ad una foto in particolare, per facilitarne l'identificazione metto qui sotto le miniature delle foto con la numerazione progressiva.





Grazie a chi mi ha seguito fin qui!

Bruno 




Bruno Favaro Agosto 9 · Commenti: 14
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