 |
Maxartis la Massima espressione Fotografica Il Forum di Maxartis
|
| Precedente :: Successivo |
| Autore |
Messaggio |
Maria Luisa Runti

Registrato: 28/01/09 23:44 Messaggi: 279 Residenza: Trieste
|
Inviato: Mar Mar 09, 2010 12:16 pm Oggetto: INTERVISTA A HIROSHI SUGIMOTO |
|
|
Sarei felice di condividere con voi l'intervista che ho fatto al grande Hiroshi Sugimoto. Alcune domande sono di proposito piuttosto procatorie ma lui ha risposto a tutto con grande simpatia e nel catalogo della mostra mi ha scritto una delle più belle dediche che io abbia ricevuto, lavorativamente parlando.
Mi auguro di farvi cosa gradita perchè ascoltare le sue parole e restare in sua compagnia per un paio d'ore è stata davvero una delle più interessanti interviste che io abbia fatto.
Un caro saluto e buona giornata a tutti voi, LU
Mostra di Hiroshi Sugimoto a Villa Manin di Passariano (Codroipo-UD)
http://www.ntwk.it/niu/?q=node/240
http://www.ntwk.it/niu/?q=node/317
[/b] |
|
| Top |
|
 |
luca gaburro

Registrato: 15/10/07 10:21 Messaggi: 327 Residenza: milano
|
Inviato: Mar Mar 09, 2010 12:30 pm Oggetto: |
|
|
Non sono molto d'accordo con questa sua affermazione:
Il digitale è troppo facile per la maggior parte delle persone che non hanno né tecnica né obiettivi da raggiungere;
A me sembra che il digitale non sia così facile come dice lui, anzi tutt'altro. Il digitale di per sè non significa ottenere automaticamente buone foto....
Boh, sono io che non colgo il significato?
A te complimenti per l'intervista e grazie per averla proposta. |
|
| Top |
|
 |
Giovanna Griffo Site Admin

Registrato: 24/11/05 21:45 Messaggi: 3344
|
Inviato: Mar Mar 09, 2010 12:52 pm Oggetto: |
|
|
Concordo con Luca. Quell'affermazione è davvero un pò troppo superficiale.
Se fosse vera allora dovremmo trovarci di fronte all'era degli artisti digitali tutti acclamati e tutti famosi (tanto è così facile e alla portata di tutti!) eppure di questi grandi artisti digitali ne vedo davvero pochi, anzi pochissimi, perle di rara eccellenza, così come è sempre stato per tutto ciò che riguarda l'arte, ovvero una cosa non per tutti, ma solo per pochissimi dotati di creatività e talento. Il 99,9% rimarrà sempre nella mediocrità, digitale o analogica che sia non fa alcuna differenza.
L'intervista propone domande molto interessanti, grazie per avercela fatta leggere!
Ciao, Giovanna |
|
| Top |
|
 |
Maria Luisa Runti

Registrato: 28/01/09 23:44 Messaggi: 279 Residenza: Trieste
|
Inviato: Mar Mar 09, 2010 1:47 pm Oggetto: |
|
|
Penso che questo suo concetto, espresso nell'altro articolo, ovvero la presentazione della mostra e non l'intervista, possa chiarire maggiormente il suo punto di vista su cui poi mi inoltrerò un momento per non tediarvi:
"La sua opera, concettuale e poetica, esplora le nozioni di tempo, luce, spazio, movimento e spirito oltre alla natura della realtà stessa. Egli unisce l’idea-pensiero con la seduzione estetica ponendo un’estrema attenzione formale per le immagini, pur continuando a considerare la fotografia come un mero strumento per tradurre visivamente le idee. L’Artista non manca però di sottolineare che solo con l’ausilio di una tecnica molto ben padroneggiata si possono esprimere i concetti più profondi. Le emozioni che si provano davanti alle sue fotografie derivano soprattutto dall’archetipo che le ha provocate."
Diciamo che egli considera il digitale come un blocco note per prendere appunti e con cui insegnare ai suoi allievi la pratica in modo più veloce ed immediato. La maggior parte degli Artisti giapponesi hanno ben altra concezione dell'arte rispetto agli europei e ciò in tutti i campi: dalla fotografia, alla pittura, alla musica, al teatro. C'è rispetto per la natura, per gli animali e per le persone, sempre. Solo da qualche anno il mitico Teatro Noh ha cercato delle contaminazioni con la danza contemporanea senza l'uso della maschera, non solo ma ora, alle danze, possono partecipare anche le ballerine. Fino a pochi anni fa il Teatro era unico dominio dell'uomo che interpretava anche le parti femminili. Ora riuscirà più semplice capire Sugimoto ed il suo pensiero. Le sue foto, se così si possono chiamare, sono il frutto di dieci anche venti anni di lavoro per ciascuna. Nella presentazione alla mostra ciò viene spiegato. Il suo è un mondo onirico in cui non studia e rappresenta il presente, bensì il passato. I suoi fondali marini ad es. richiedono anni di ricerche bibliografiche e di tour nei musei, "prende appunti" (v. sopra), poi studia e sviluppa in analogico l'idea sino ad arrivare al risultato finale che stampa egli stesso. Lo stesso dicasi, ad es., per il ritratto di Enrico VIII. Lui ci propone la SUA visione del passato ed è per tale motivo che non ama il digitale, perchè non gli permette di studiare.
Un pensiero similare esprimeva Koudelka, ben prima dell'avvento del digitale, ma è interessante vedere come uomini di periodi piuttosto ravvicinati abbiamo delle idee simili pur essendo i mezzi diversi.
Io ho capito in profondità il suo mondo, lo apprezzo e ci credo. Anche se come uomo egli è un moderno, aggiornatissimo su ogni cosa, nuove tecnonogie comprese, in fondo all'animo, come quasi tutti i grandi Artisti giapponesi contemporanei, rimane un Samurai.
Io mi sento stregata dalla loro cultura e mai come in Giappone, mi sono sentita a "casa". |
|
| Top |
|
 |
Giovanna Griffo Site Admin

Registrato: 24/11/05 21:45 Messaggi: 3344
|
Inviato: Mar Mar 09, 2010 1:52 pm Oggetto: |
|
|
"Lui ci propone la SUA visione del passato ed è per tale motivo che non ama il digitale, perchè non gli permette di studiare. "
Non ho capito questa frase Maria Luisa, che vuol dire "non gli permette di studiare"? Proprio non ci arrivo :)
Ciao!
Giovanna |
|
| Top |
|
 |
Maria Luisa Runti

Registrato: 28/01/09 23:44 Messaggi: 279 Residenza: Trieste
|
Inviato: Mar Mar 09, 2010 2:14 pm Oggetto: |
|
|
| Giovanna Griffo ha scritto: | "Lui ci propone la SUA visione del passato ed è per tale motivo che non ama il digitale, perchè non gli permette di studiare. "
Non ho capito questa frase Maria Luisa, che vuol dire "non gli permette di studiare"? Proprio non ci arrivo :)
Ciao!
Giovanna |
Quando prende appunti (come dice lui) con la digitale, osserva ogni cosa di questi appunti sino ad arrivare a quella che sarà la base del soggetto da studiare ed elaborare. Dopo questa prima preparazione "concettuale" inizia il periodo dello studio vero e proprio eseguito con centinaia di scatti in analogico. Con quelli che ritiene più interessanti o idonei alla sua idea di progettazione (cito sempre i fondali marini perchè mi sembra più semplice da spiegare) inizia la selezione vera e propria delle foto che poi porteranno al risultato finale. Risultato che ottiene con una tecnica di sviluppo tutta sua di cui, soprattutto per rispetto, non ho voluto chiedergli i particolari pur essendone curiosissima. Si era già "concesso tanto", abbia parlato di fotografia di musica, di letteratura e di... calamari fritti che gli piacciono da matti... (lo spunto è partito da una delle sue marine in cui si vedono bene muoversi calamari giganti di 3000 anni fa).
Mi fa piacere che l'argomento vi interessi, era da tanto che ci pensavo ma poi, fra una cosa ' l'altra... oggi, avendo postato una foto scattata in Giappone, mi è scattata la molla...
Un salutone, LU |
|
| Top |
|
 |
Giovanna Griffo Site Admin

Registrato: 24/11/05 21:45 Messaggi: 3344
|
Inviato: Mar Mar 09, 2010 2:20 pm Oggetto: |
|
|
Grazie Maria Luisa per la spiegazione, adesso è tutto molto chiaro.
Ma forse sarebbe stato più corretto dire "il digitale non gli permette di studiare perchè la sua tecnica è legata fortemente alla camera oscura e non sa come rifare le stesse cose con il digitale, ma solo per mancanza di competenze! "
Ovviamente ogni persona usa i mezzi che gli sono più congeniali e che padroneggia meglio, e l'artista in questione, lavorando con l'analogico, evidentemente è soddisfatto da quello che riesce a fare con queste mezzo, ma non perchè il digitale non glielo permette in senso assoluto, solo per sua "ignoranza" o disinteresse.
Ciao!
Giovanna |
|
| Top |
|
 |
Maria Luisa Runti

Registrato: 28/01/09 23:44 Messaggi: 279 Residenza: Trieste
|
Inviato: Mar Mar 09, 2010 2:42 pm Oggetto: |
|
|
[quote="Giovanna Griffo"]Grazie Maria Luisa per la spiegazione, adesso è tutto molto chiaro.
Ma forse sarebbe stato più corretto dire "il digitale non gli permette di studiare perchè la sua tecnica è legata fortemente alla camera oscura e non sa come rifare le stesse cose con il digitale, ma solo per mancanza di competenze! "
Ovviamente ogni persona usa i mezzi che gli sono più congeniali e che padroneggia meglio, e l'artista in questione, lavorando con l'analogico, evidentemente è soddisfatto da quello che riesce a fare con queste mezzo, ma non perchè il digitale non glielo permette in senso assoluto, solo per sua "ignoranza" o disinteresse.
Ciao!
Giovanna[/quote
No Giovanna, non è così, lui e stracompetente anche nel digitale, perchè ne abbiamo parlato ed è il più grande fotografo Giapponese vivente, ha poco più di 60, non è un vecchio. Da quanto ho capito i procedimenti che usa in camera oscura non possono assolutamente essere ottenuti in camera bianca e cmq, come dici nella tua chiosa finale a lui il digitale non interessa, è esatto. Lo utilizza per abbreviare i tempi iniziali del lavoro, per insegnare ai suoi allievi e basta; poi ritorna nel mondo dei sogni e del duro lavoro perchè, onestamente, se per un solo scatto ci vogliono dai 10 ai 20 anni la sua produzione (già non vasta) andrà scemando sempre più.... Ciao!  |
|
| Top |
|
 |
Giovanna Griffo Site Admin

Registrato: 24/11/05 21:45 Messaggi: 3344
|
Inviato: Mar Mar 09, 2010 2:54 pm Oggetto: |
|
|
Ho fatto mente locale e ho ricordato di aver visto il suo portfolio di paesaggi marini su repubblica.
http://www.sugimotohiroshi.com/seascape.html
Sinceramente non riesco a capire in cosa consistino 10 o 20 anni di studio per produrre immagini come queste.
Non riesco neppure a capire perchè questa sia arte.
Non ci trovo nessuna innovazione, nessun "straordinario", nessuno studio.
Per me Arte è mostrare anche una cosa banale in un modo in cui mai nessuno l'ha mai mostrato prima.
E sinceramente vedere questi paesaggi marini, quadrati, piatti, che sono solo una sfumatura digradante di grigio, tutti uguali, non mi suscita un modo nuovo di vedere il mare o il mondo intorno.
Sarà un mio limite non riuscire a trovarvi qualcosa di apprezzabile o di innovativo.
Ma soprattutto non riesco a capire in cosa siano necessari 20 anni di studi per produrre questo tipo di risultati.
Magari tu che ne sai più di me riuscirai a farmi comprendere dove è il mio limite.
Ciao!
Giovanna |
|
| Top |
|
 |
Maria Luisa Runti

Registrato: 28/01/09 23:44 Messaggi: 279 Residenza: Trieste
|
Inviato: Mar Mar 09, 2010 3:21 pm Oggetto: |
|
|
| Giovanna Griffo ha scritto: | Ho fatto mente locale e ho ricordato di aver visto il suo portfolio di paesaggi marini su repubblica.
http://www.sugimotohiroshi.com/seascape.html
Sinceramente non riesco a capire in cosa consistino 10 o 20 anni di studio per produrre immagini come queste.
Non riesco neppure a capire perchè questa sia arte.
Non ci trovo nessuna innovazione, nessun "straordinario", nessuno studio.
Per me Arte è mostrare anche una cosa banale in un modo in cui mai nessuno l'ha mai mostrato prima.
E sinceramente vedere questi paesaggi marini, quadrati, piatti, che sono solo una sfumatura digradante di grigio, tutti uguali, non mi suscita un modo nuovo di vedere il mare o il mondo intorno.
Sarà un mio limite non riuscire a trovarvi qualcosa di apprezzabile o di innovativo.
Ma soprattutto non riesco a capire in cosa siano necessari 20 anni di studi per produrre questo tipo di risultati.
Magari tu che ne sai più di me riuscirai a farmi comprendere dove è il mio limite.
Ciao!
Giovanna |
Non esistono limiti, esistono mondi interiori diversi e diversificata espressività. Il link che hai allegato porta proprio alle sue pagine e se, quando avrai tempo e voglia, leggerai tutte le spiegazioni che egli stesso scrive accanto ad ogni foto del portfolio, forse (spero) riuscirai ad apprezzare la sua arte. Quelle tre immagini grige e piatte che si vedono nella cover con hanno nulla a che fare con quanto ci siamo scritte sinora, appartengono ad una altro progetto. Bisogna entrare nel portfolio (fra l'altro è anche scultore, e fra le varie immagini che propone alcune sono appunto di sculture) Hai visto come riesce a sezionare i fasci di luce sino a renderli piume...?
Se ti potesse far piacere riprenderemo ben volentieri l'argomento, ora sono in ritardo sul ritardo e devo proprio scappare. Grazie per le tue logiche ed acute osservazioni, assolutamente giuste e corrette. Sono parte di ciò che pensavo anch'io prima di conoscerlo di persona. Poi, per me, è cambiato tutto.  |
|
| Top |
|
 |
Giovanna Griffo Site Admin

Registrato: 24/11/05 21:45 Messaggi: 3344
|
Inviato: Mar Mar 09, 2010 3:26 pm Oggetto: |
|
|
Cara Maria Luisa, infatti spero anche io di comprendere ciò che per me ora è insondabile. So per certo che tutte le volte che non ho compreso qualcosa era quasi sempre per un mio limite culturale e di sensibilità, ma prima di arrivare a questa conclusione spero sempre che qualcuno mi illumini e mi dia gli strumenti per apprezzare ciò che ora non comprendo.
A volte però mi rendo conto che spesso si cerca di tirare dei bidoni, ovvero far passare per arte solo mera spazzatura.
Ma prima mi piace indagare, studiare e approfondire per arrivare alla conclusione, e spero nel tuo aiuto quando ne avrai tempo :)
Grazie per la disponibilità!
Giovanna |
|
| Top |
|
 |
Davide Baroni

Registrato: 05/09/07 09:04 Messaggi: 1596 Residenza: Riccione, Italy
|
Inviato: Mar Mar 09, 2010 3:43 pm Oggetto: |
|
|
Hmm, non conosco Sugimoto o le sue opere, e NON sono un profondo conoscitore della cultura giapponese... ma mi pare di capire che qui siamo di fronte ad un'arte molto, direi estremamente, "concettuale". Quel tipo di arte che è espressione appunto di concetti in modo tale che o si conosce e condivide il "linguaggio concettuale", i principi informatori, che vi stanno dietro, o semplicemente non si capisce né tantomeno apprezza tale arte.
Come in molti altri campi relativi alla cultura nipponica, mi pare di cogliere, nelle galleries di questo signore, una profonda ricerca della perfezione formale estrema. Come un maestro forgiatore che forgia una katana, il fotografo ricerca una "forma perfetta" all'interno di una cornice concettuale, "mitologica" mi vien da dire, di riferimento, così come accade nella ricerca della perfezione della Cerimonia del Té o della cucina Sushi... Il risultato ricercato è la forma di per sé, che in quel contesto ha una serie di significati condivisi da chi ne condivide i codici e la cultura.
Magari mi sbaglio, ma sospetto che qui ci siano le radici dell'insanabile divario fra il mondo giapponese e il nostro.
In questa forma d'arte, la ritualità e la tradizione la fanno da padrone. Non dimentichiamo che, strutturalmente, il mondo giapponese è un mondo estremamente statico, tradizionalista, tetragono al cambiamento e all'innovazione profondi. In superficie, ok, tutto si può fare... ma nel profondo, la tradizione rimane l'unica Guida.
Da cui la "necessità", per questo fotografo, di lavorare in analogico... perché anche io sospetto che in realtà gli stessi risultati si possano ottenere con una elaborazione digitale. Solo che a lui non interessa, perché non corrisponderebbe ai canoni del suo mondo interiore.
Se poi a tutto ciò aggiungiamo le differenze dei mondi simbolici nei quali ci muoviamo, beh, allora davvero molte cose diventano "inspiegabili"... se non accettiamo che ognuno lavora secondo i propri "valori", le proprie convinzioni, le proprie credenze, le proprie metafore e descrizioni del mondo.
Comunque, grazie, Maria Luisa. Mi ascolterò l'intervista appena possibile.
Ciao,
Davide |
|
| Top |
|
 |
|
|
Non puoi inserire nuovi argomenti Non puoi rispondere a nessun argomento Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi votare nei sondaggi You cannot attach files in this forum You can download files in this forum
|
|